E’ successo.
Lo scorso 8 luglio, il Ministro degli Esteri della Repubblica Ceca, Karel Schwarzenberg, ed il Segretario di Stato USA, Condoleeza Rice, hanno firmato il protocollo d’intesa per l’installazione sul suolo ceco di un radar adibito alla localizzazione di missili. I due Paesi, appena pronto, sigleranno anche l’accordo che regola lo status dei militari statunitensi addetti alla gestione della base, inizialmente previsti in duecento unità. Nel protocollo d’intesa è inserita anche una clausola che contempla l’eventualità di una disdetta, in tal caso gli Stati Uniti avranno tempo due anni per ritirare il proprio contingente.
Ora la parola passa al Parlamento, dove il governo guidato dal premier Mirek Topolanek ha una maggioranza risicatissima. La discussione probabilmente non sarà avviata prima dell’autunno inoltrato, e cioè dopo l’elezione del nuovo Presidente americano. Nel frattempo, Schwarzenberg ha già minacciato di dimettersi in caso di mancata ratifica parlamentare. Fuori dalle stanze del potere, l’opposizione all’accordo continua ad assestarsi su percentuali oscillanti attorno al 70% e domanda lo svolgimento di un referendum nazionale.
In terra polacca, invece, le trattative proseguono, al fine di colmare un divario tra domanda ed offerta che a prima vista pare incolmabile. Fonti ben informate riferiscono di una richiesta dell’esecutivo di Donald Tusk che ammonta a 20 miliardi di dollari per l’ammodernamento delle forze armate nazionali, mentre gli Stati Uniti non sarebbero disposti a concedere più di “soli” 47 milioni, definendo le pretese polacche del tutto fuori dalla realtà.
Ed in effetti, se si considerano i tagli ai finanziamenti per il progetto appena operati dalla Camera dei Rappresentanti di Washington (meno 232 milioni di dollari per l’anno corrente ed addirittura meno 341 milioni per il 2009, con un abbattimento di quasi il 50% rispetto alla somma inizialmente stanziata), il giudizio sembra più che appropriato. Dal canto suo, il Pentagono – attraverso il suo portavoce Geoff Morell – fa sapere che “la Lituania potrebbe essere uno dei Paesi dove installare parte dello scudo, nel caso in cui i negoziati con la Polonia dovessero finire con un fiasco”. Al momento, si precisa, comunque non sarebbero in corso negoziati con Vilnius. Terza – ed ultima, per ora – alternativa l’installazione dei missili intercettori su unità navali di stanza nei mari vicini ai Paesi baltici, come ha ipotizzato la stessa Rice.
Il lato più “succulento” – e, per certi versi, persino divertente – della questione sono le reazioni della parte russa, sempre convintissima che sarà lei – e non certo l’Iran né la Corea del Nord – a finire nel mirino dei nuovi insediamenti militari a stelle e strisce. Tanto è vero che un analista dell’Accademia delle Scienze di Mosca, Aleksander Pikayev, ha ipotizzato che in Polonia non vengano dispiegati semplicemente dei missili intercettori con testate convenzionali come annunciato, ma piuttosto dei vettori balistici a corto e medio raggio in grado di portare testate nucleari.
Queste le possibili contromisure minacciate da Mosca:
- la costruzione, che sarebbe già in corso, di una nuova base missilistica nel Caucaso, presso la città di Noyemberyan in Armenia, non distante dal confine con la Georgia;
- il ritiro dal Trattato sulle Forze Nucleari a Medio Raggio firmato nel 1987 ed il dispiegamento, nell’enclave russa di Kaliningrad, con a tiro le eventuali rampe di lancio polacche, di missili Iskander-M e di bombardieri strategici Tupolev-22 armati con missili da crociera a lungo raggio;
- l’interruzione dello smantellamento della divisione missilistica di Kozelsk, nella Russia centrale – realizzato nel quadro dell’Trattato russo-statunitense per la Riduzione del Potenziale Offensivo Strategico (2002) – ed il dispiegamento in loco di avanzate testate ipersoniche in grado di penetrare le difese antimissile. La Russia metterebbe sui suoi missili Topol M testate autonome capaci di staccarsi e cambiare traiettoria, la cui caratteristica è proprio quella di ingannare i sistemi antimissile, che sono in grado di controllare la traiettoria dei vettori ma non quella degli ordigni che lancerebbero. Tale tecnica, unita alla moltiplicazione di stazioni di disturbo per i radar, abbasserebbe di decine di volte l’efficienza dello scudo antimissile;
- lo stazionamento di bombardieri strategici a Cuba, o più probabilmente l’uso dell’isola caraibica quale infrastruttura logistica per la manutenzione ed il rifornimento di carburante ai Tupolev-160 Blackjack e 95 Bear. L’insediamento di basi logistiche per i bombardieri strategici potrebbe riguardare anche il Venezuela e l’Algeria, dove stazionerebbero aerei cisterna Ilyushin-78 addetti al rifornimento in volo, in modo da evitare la presenza permanente dei bombardieri nei pressi del territorio statunitense e degli altri Paesi della NATO;
- la riapertura, sempre a Cuba, della centrale spionistica di Lourdes, che – prima della chiusura avvenuta nel 2002 – rappresentava il più grande ed importante sito del sistema d’intelligence russo Sigint su territorio straniero, capace di tenere sotto controllo i movimenti e le comunicazioni militari nel sud-est USA, nonché gli scambi di informazioni commerciali e politiche fra Stati Uniti e Europa;
- il boicottaggio della… birra ceca;
- la Russia potrebbe infine riprendere il programma di missili orbitali che, evitando i sistemi radar esistenti e potenziali, raggiungerebbero il territorio statunitense attraverso il Polo Sud.
Chi vivrà, vedrà.
[segue nella pagina dei commenti]

Gli americani? Da noi si dice avere la faccia come il cu..
Non so quante delle “proposte” qui presentate verranno adottate, una minima parte presumo. Credo di intendere però una volontà da parte russa, più che delle sparate individuali, di far condividere a noi europei (soprattutto) l’idea di quanto possa essere destabilizzante quello che gli americani stanno proponendo. Insomma, il tentativo di separazione tra Europa e Russia insito nel programma di difesa missilistica può essere giocato anche nel senso contrario, paventando la pericolosità di un’America, presa in una crisi finanziaria potenzialmente distruttiva, che tenti di far valere il suo strapotere militare per salvare il salvabile. Da Mosca ci viene un monito sul fatto che non sia una via percorribile, che non subiranno passivamente gli eventi.
Almeno credo.
concordiamo con la sua interpretazione,
lo stesso Putin, in una intervista rilasciata circa un anno fà (andiamo a memoria), sottolineava la valenza geopolitica più che quella semplicemente militare; testualmente, lo scudo sarebbe da intendere quale cuneo fra Europa e Russia appositamente creato dagli atlantisti per ostacolare il loro naturale avvicinamento strategico
Si però dammi del tu per favore.
MOSCA (Reuters) – di Guy Faulconbridge
Il Cremlino oggi ha respinto le proposte americane volte a smorzare le preoccupazioni per un sistema di difesa missilistico in Europa e ha detto che cercherà ancora di risolvere la questione una volta che Barack Obama sarà alla Casa Bianca.
La Russia sostiene che il progettato sistema statunitense minaccia la sua sicurezza nazionale e che l’amministrazione Bush, in carica fino al prossimo gennaio, non è riuscita a diradare i suoi dubbi.
“La Russia è pronta a collaborare con gli Stati Uniti sulla sicurezza europea, ma considera le proposte inviate insufficienti”, ha detto una fonte del Cremlino citata dall’agenzia stampa Itar- Tass.
“Non daremo il nostro via libera a queste proposte e parleremo con la nuova amministrazione”, ha aggiunto la fonte, citata dalle principali tre agenzie russe, il che indica che le dichiarazioni riflettono la politica ufficiale.
L’ufficio stampa non ha voluto commentare in proposito.
L’amministrazione Bush “vuole mettere il nuovo presidente Usa in una situazione senza speranza, in modo che debba assumersi la responsabilità di ciò che hanno architettato senza di lui”, ha precisato la fonte.
http://it.notizie.yahoo.com/4/20081112/tts-russia-usa-difesa-ca02f96.html
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PARIGI (Reuters) – La Russia potrebbe annullare il previsto dispiegamento di missili alle frontiere con la Polonia se il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, cancellasse il progetto per la costruzione di un sistema di difesa anti-missile nell’Europa centrale.
Lo ha detto oggi il presidente russo Dmitry Medvedev.
In un’intervista al quotidiano francese “Le Figaro” pubblicata oggi, Medvedev ha detto che non ha altra scelta che quella di reagire ai piani statunitensi per la realizzazione di una rete di missili e sistemi radar vicino ai suoi confini.
“Ma siamo pronti ad abbandonare questa decisione di schierare i missili a Kaliningrad se la nuova amministrazione americana, dopo aver analizzato la reale utilità di un sistema per rispondere agli ’stati canaglia’, decidesse di abbandonare il suo sistema antimissile”, ha detto il presidente russo.
“Siamo pronti a negoziare una ‘opzione zero’. Siamo pronti a riflettere su un sistema di sicurezza globale cogli Stati Uniti, i Paesi dell’Unione europea e la Federazione Russa”.
http://it.notizie.yahoo.com/4/20081113/tts-medvedev-risposta-missili-usa-ca02f96.html
TALLIN/PARIGI (Reuters) – Gli Stati Uniti considerano provocatorie e incaute le minacce della Russia di dispiegare dei missili tattici nell’enclave baltica di Kaliningrad, secondo quel che ha detto oggi il segretario alla Difesa Usa Robert Gates.
Il numero uno della Difesa americana ha anche definito “non credibile” l’offerta avanzata oggi dal presidente russo Dmitry Medvedev secondo cui Mosca potrebbe annullare l’operazione missili se Washington abbandonasse il progetto di un sistema anti-missile nell’Europa centrale.
Gates, parlando al termine di un vertice della Nato con l’Ucraina, ha detto che le minacce russe non sono proprio il “benvenuto che meriti una nuova amministrazione americana”.
“Queste dichiarazioni provocatorie sono non necessarie e incaute”, ha detto Gates in una conferenza stampa nella capitale estone Tallin.
Allo stesso tempo però, ha aggiunto, Washington continuerà a ricercare relazioni costruttive e positive con la Russia.
http://it.notizie.yahoo.com/4/20081113/tts-medvedev-risposta-missili-usa-ca02f96.html
L’AVVERTIMENTO DI OBERING AD OBAMA:
Il generale Trey Obering, direttore uscente dell’agenzia statunitense per la difesa antimissilistica, ha detto che cerchera’ di convincere il neoeletto presidente Barack Obama che i sistemi di difesa missilistici sono funzionanti e lo hanno provato durante i test.
Citato dalla Cnn, Obering ha dichiarato che “i test hanno dimostrato che non solo possiamo colpire una proiettile con un proiettile, ma possiamo colpire un punto su un proiettile con un proiettile. La tecnologia ha fatto passi avanti”. Senza fare diretto riferimento al presidente eletto Obama, Obering ha annunciato che “cio’ che abbiamo osservato e’ che molte delle persone che non hanno fatto parte di questa amministrazione sembrano datate in termini di programma. E’ come se fossero tarati sul quadro di riferimento del 2000. Abbiamo fatto molta strada dal 2000. Quindi il nostro obiettivo primario sara’ quello di informarli su quanto abbiamo realizzato”. Obering si e’ quindi detto fiducioso quanto alla possibilita’ che una volta messa a conoscenza di tutti i fatti, l’amministrazione Obama continuera’ a sostenere i programmi di difesa missilistica
http://www.istrid.it/ita/thenews.asp?menu=0&id=1362
GLI AVVERTIMENTI DI LUTTWAK E ANDREOTTI A BERLUSCONI:
Le dichiarazioni di Berlusconi su sistema di difesa antimissile statunitense, hanno provocato una serie di reazioni.
Per Edward Luttwak “sarebbe grave se in futuro l’Italia cambiasse posizione” sulla linea di rigore da tenere nei confronti della Russia. Commentando le affermazioni di Silvio Berlusconi sulla “provocazione” che gli Usa avrebbero fatto a Mosca con lo scudo antimissile, il politologo americano ha sottolineato che finora in ambito Nato “l’Italia si e’ schierata con la Germania e con la Francia su posizioni molto dure nei confronti della Russia”. “Dire che i missili erano una provocazione non mi sembra davvero molto serio dopo il confronto degli ultimi mesi su di essi – ha aggiunto Luttwak – a meno che non segnali uno dei peggiori, anche se per fortunma saltuari, tratti della diplomazia italiana, che e’ di stare dalla parte non tanto del piu’ forte ma di chi fa piu’ paura”.
http://www.istrid.it/ita/thenews.asp?menu=0&id=1360
Appare sempre caldo il “fronte dello scudo” con un continuo scambio di battute sull’argomento.
”Prima di parlare di problemi internazionali, forse sarebbe meglio approfondirli un po’ di piu”’. Giulio Andreotti, in un’intervista al Corriere della Sera, ha commentato cosi’ le parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla ”provocazione” subita dalla Russia riguardo allo scudo antimissile. ”Io sarei piu’ prudente a parlare di provocazioni – ha aggiunto il senatore a vita -. Non siamo in paradiso ne’ in villeggiatura, ma la situazione e’ tranquilla. Non c’e’ piu’ l’espansionismo sovietico e che cambi un presidente degli Stati Uniti non provoca piu’ grandi ripercussioni”. Andreotti ha concluso l’intervista con un ”consiglio” al premier: ‘Gli consiglierei di essere piu’ cauto e di approfondire di piu’. O magari di soprassedere in questi campi, visto che lui e’ gia’ bravo in tanti altri settori”. E a Giulio Andreotti ha replicato il Ministro degli Esteri affermando che”non c’e’ stata nessuna virata a Est” sempre inrelazione alle affermazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ieri in Turchia a proposito dello scudo missilistico Usa. ”Ne abbiamo parlato molte volte con il presidente Bush”, ha aggiunto Frattini. ”Per noi e’ indispensabile che ci sia un quadro strategico di sicurezza, che comprenda l’Europa e gli Stati Uniti come pilastri della sicurezza nel mondo, ma che poi si rivolga alla Russia come partner strategico. E’ quello che e’ stato fatto a Pratica di Mare nel 2002. Dobbiamo ritornare allo spirito di Pratica di Mare”.
http://www.istrid.it/ita/thenews.asp?menu=0&id=1361
L’ESITO DEL VERTICE RUSSIA-UNIONE EUROPEA A NIZZA
NIZZA (FRANCIA) – Dopo avere conquistato ‘’senza minacce militari, ma con il dialogo e la diplomazia” la pace nel Caucaso, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha oggi cercato di ottenere dal presidente russo Dmitri Medvedev la garanzia che nessun missile Iskandar sara’ dispiegato nell’enclave baltica di Kaliningrad almeno fino alla meta’ del prossimo anno, quando dovrebbe tenersi un vertice Osce sulla sicurezza europea. Sarkozy ha inviato un chiaro messaggio anche agli Usa.
”Possiamo continuare a minacciarci con gli scudi, con i missili, con le manovre di navi, ma questo non portera’ nulla di buono ne’ alla Russia, ne’ all’Europa ne’ alla Georgia”, ha detto il presidente francese parlando al termine del vertice Ue-Russia a Nizza, il primo dopo il grande freddo seguito al conflitto georgiano, che ha sancito la ripresa dei negoziati per un nuovo accordo di partenariato strategico. All’indomani dell’elezione di Barack Obama, Medvedev ha minacciato di essere pronto ad installare missili alle porte dell’Europa se gli Usa realizzeranno lo scudo missilistico in Polonia e Repubblica Ceca.
”Ho indicato a Medvedev tutta la nostra preoccupazione per queste dichiarazioni e gli ho detto che non ci deve essere nessun missile dispiegato finche’ non avremo discusso insieme della sicurezza europea, in un vertice che potrebbe tenersi nell’ambito dell’Osce (l’organizzazione per la cooperazione e la sicurezza che riunisce 56 paesi, ndr), a meta’ del 2009”, ha riferito Sarkozy. ”Il vertice dovra’ porre la base futura della sicurezza europea e definire quello che puo’ diventare un accordo tra di noi, mentre al contrario il dispiegamento dei missili complicherebbe le cose. Medvedev ha accolto con favore la nostra proposta. Noi la concerteremo con gli Usa e il vertice potrebbe avere luogo tra fine giugno e inizio luglio”.
Al suo fianco, Medvedev, definito da Sarkozy ”un uomo con cui si puo’ parlare”, non ha fatto promesse, ma ha rimarcato i punti di accordo. Dopo aver ringraziato il presidente francese per ”la ricerca di soluzioni” al conflitto in Georgia, il presidente russo ha rilevato che ”il meccanismo della sicurezza in Europa non e’ perfetto” ed ha confermato il sostegno di Mosca al vertice Osce. ”E’ necessario che i paesi della Nato, della Ue e di altre organizzazioni si riuniscano e affrontino insieme le questioni. La Russia pero’ – ha messo in chiaro Medvedev – non ha mai preso decisioni unilaterali.
Le posizioni prese sono state la reazione a decisioni assunte da alcuni stati europei che hanno accettato di installare missili sul loro territorio”. Medvedev ha in sostanza rilanciato l’opzione zero: la Russia stara’ ferma se anche gli Usa non agiranno. Un’opzione respinta dal segretario della Difesa americano Robert Gates. Ma sullo scudo missilistico la parola spetta ormai alla nuova amministrazione di Obama, che sull’efficacia del progetto voluto da George W.Bush nutre piu’ di un dubbio. A Medvedev ha rivolto un appello anche il presidente della Commissione Ue Jose’ Manuel Durao Barroso: ”Il nostro avvenire e’ nell’economia non nei missili. E’ nel dialogo e non nell’uso della forza.
E’ nella cooperazione, non nell’unilateralismo”. Concetti che Sarkozy ha dilatato fino agli Stati Uniti di Bush, ai quali ha rivolto critiche esplicite per l’attitudine a risolvere ”con le minacce militari” questioni che vanno risolte ”con il dialogo, la politica, la diplomazia”.
http://it.notizie.yahoo.com/10/20081114/tts-sarkozy-medvedev-tregua-per-missili-97cd5f9.html
“Basta un’occhiata a un annuario militare per verificare la fenomenale distanza del potenziale militare della Russia da quello degli Stati Uniti, che spendono per la difesa forse dieci volte quanto spende Mosca, e possono vantare un’efficienza e modernità intrinseca dei propri dispositivi assolutamente incommensurabile. Se si aggiungono i dispositivi degli altri paesi NATO, il distacco diventa siderale.
Se anche Mosca minacciasse i baltici o l’Ucraina, la garanzia dell’articolo 5 del Trattato Atlantico coprirebbe completamente i primi mentre l’ammissione–cassetto, presumibilmente pronta a Evere per la seconda, scatterebbe immediatamente, senza contare le garanzie bilaterali che gli americani sottintendono a entrambi indipendentemente dalla NATO. Non c’è alcun bisogno di prendere a schiaffoni una Russia che ha già subito la più grande mutilazione di una potenza maggiore degli ultimi due secoli – metà di una popolazione demograficamente abulica e un terzo del territorio – ed è riuscita in qualche modo a sopravvivere, a meno di non nutrire un disegno ulteriormente ridimensionante nato chissà dove che però Mosca non accetterebbe mai e che non è neanche negli interessi autentici dell’Occidente.”
in Italia e Russia dopo le dichiarazioni del presidente Berlusconi, di Andrea Tani
http://www.paginedidifesa.it/2008/tani_081114.html
Riunione NATO di Bruxelles: sullo scudo “avanti piano”
3 dicembre 2008
I Ministri degli esteri della NATO hanno ribadito che la proliferazione missilistica ”e’ una minaccia crescente” e che il progetto americano per lo scudo antimissile rappresenta ”un sostanziale contributo” nell’ambito di una risposta piu’ ampia a questo tipo di minaccia.
Ma si sono limitati poi a ”prendere nota” della firma di accordo tra la Repubblica Ceca e la Polonia con gli Stati Uniti definendola ”uno sviluppo rilevante”. Una forma volutamente sintetica, che ha evitato dichiarazioni di ”benvenuto” che – indicano fonti NATO – alcune delegazioni avrebbero voluto inserire. Nelle conclusioni scritte, i ministri degli esteri riaffermano la necessita’ di continuare ad ”esplorare tutte le strade” di integrazione del progetto Usa con le strutture NATO per assicurare che il nuovo sistema possa essere ”parte integrale di ogni futura ampia architettura difensiva missilistica dell’Alleanza”. Riaffermando il principio dell’ indivisibilita’ della sicurezza degli alleati, la NATO continuera’ a studiare tutte le opzioni per estendere la copertura a tutta la popolazione europea e a tutto il territorio dei 26 stati membri. Le opzioni saranno discusse – indicano le conclusioni – alla riunione dei ministri della Difesa Nato che si terra’ a Cracovia (Polonia) il prossimo febbraio. I ministri insistono anche sulla necessita’ di rafforzare la cooperazione con la Russia in questo campo. La Russia viene incoraggiata ”anche a trarre vantaggio” dal progetto americano. ”Restiamo pronti ad esplorare le potenzialita’ di collegamento tra i sistemi missilistici di Usa, Russia e NATO in un tempo appropriato”, hanno concluso i ministri.
http://www.istrid.it/ita/thenews.asp?id=1371
Scudo Antimissile: Nyt, Obama Lo Realizzi Con La Russia
New York, 21 dic. – Per far fronte alle sfide militari del futuro Barack Obama deve fare pulizia nel bilancio del Pentagono a partire dal sistema antimissile che sarebbe piu’ conveniente – economicamente e politicamente – realizzare insieme ai russi.
E’ quanto chiede in un’editoriale il New York Times che stila una vera e propria lista delle spese da cancellare, con risparmi stimati in 20-25 miliardi di dollari all’anno, ricordando che a partire dal 2001 il budget del Pentagono e’ cresciuto del 40%, escludendo le spesse per i due conflitti in corso.
Per l’autorevole quotidiano il presidente eletto dovra’ cancellare costosi quanto inutili programmi per l’aeronautica e la marina, figli della Guerra Fredda, e concentrarsi sul rafforzamento delle truppe di terra, quanto mai indispensabile come hanno dimostrato sia l’Iraq che l’Afghanistan.
SCUDO ANTIMISSILE: costato gia’ 150 miliardi di dollari in 25 anni, il Pentagono ne’ spendera’ altri 9 nel 2009 per costruire un’altra postazione di lancio dei missili intercettori in Alaska e – soprattutto – per allargare il sistema all’Europa. Il Nyt “non ignora la minaccia ma visto” che questa e’ posta principalmente “da Iran e Corea del Nord sarebbe piu’ serio discutere con i russi della possibilita’ di un sistema di difesa congiunto. Un programma di ricerca costerebbe 5 miliardi all’anno facendone risparmiera’ altrettanti” (AGI)
Scudo Antimissili: Parlamento Ceco Rinvia Voto a Data Da Destinarsi
(ASCA-AFP) – Praga, 4 feb – La camera dei deputati del Parlamento ceco ha rinviato a data da destinarsi il voto sul dislocamento in Repubblica Ceca di una stazione radar nell’ambito del progetto di difesa antimissili americano. Il voto avrebbe dovuto inizialmente figurare all’ordine del giorno della seduta della camera bassa. Su un totale di 194 parlamentari presenti, 100 hanno votato a favore del rinvio, che e’ stato proposto dai Verdi, partito al governo desideroso di conoscere l’esatta posizione dell’amministrazione del nuovo presidente americano Barack Obama sul progetto prima di pronunciarsi. ”Non avrebbe senso decidere qualcosa qui senza sapere se la nuova amministrazione americana lo vuole veramente”, ha spiegato il leader dei Verdi, Martin Bursik. ”Aspetto di sapere quello che dira’ l’amministrazione americana. E l’atteggiamento del Congresso che sara’ decisivo e da questo punto di vista abbiamo ancora tempo”, ha dichiarato da parte sua il Primo ministro liberale Mirek Topolanek. Durante la sua campagna presidenziale, Obama ha affermato che sosterra’ il progetto se si rivelera’ ”tecnologicamente adeguato” e ‘’sostenibile dal punto di vista economico”. Praga e Washington avevano firmato lo scorso anno due accordi in vista dell’installazione del radar, che dovrebbe operare insieme a dieci missili intercettori dislocati in Polonia per contrastare eventuali lanci di missili di lunga gittata provenienti da Paesi come l’Iran. Per entrare in vigore, tali accordi devono ottenere l’approvazione del Parlamento ceco.
Scudo antimissili, Biden: Usa andranno avanti
Sab 7 Feb – 17.04
Reuters
Gli Stati Uniti hanno assicurato oggi che andranno avanti con il piano di costruire uno scudo anti-missili in Europa centrale, ma solo se sarà provato che funzioni e sia efficace dal punto di vista dei costi.
Ieri, il vice premier russo Sergei Ivanov ha detto che Mosca non darà seguito al proprio piano di dispiegamento dei missili se gli Usa rivedranno il loro.
Parlando ad una conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera, oggi Biden ha ribadito che il lavoro sulla difesa antimissile continuerà “in consultazione con i nostri alleati Nato e la Russia”.
“Continueremo ha sviluppare la difesa missilistica per contrastare la crescente capacità iraniana”, ha detto.
Ivanov ieri, parlando alla stessa conferenza, ha detto che Mosca terrà colloqui sullo scudo con l’amministrazione Obama e che è aperta ad una gestione comune delle minacce con gli Stati Uniti.
Biden e Ivanov dovrebbero incontrarsi a Monaco domani.
L’ex-presidente Usa George W. Bush aveva firmato accordi lo scorso anno per dispiegare 10 missili intercettori in Polonia e un radar nella Repubblica Ceca. Mosca ha condannato il piano e in risposta vuole piazzare i suoi missili vicino al confine polacco.
Il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer ha appoggiato la cooperazione con la Russia sullo scudo.
“Penso che una vera cooperazione transatlantica sulla difesa missilistica che includa la Russia sia molto fattibile e obbligherebbe chi vuole minacciare l’Europa con i missili a pensarci due volte”, ha aggiunto.
Il vicepremier ceco Alexandr Vondra, il cui paese è al semestre di presidenza Ue, sostiene che Usa e i paesi dell’Europa centrale dovrebbero cooperare con la Russa sui piani di dispiego di uno scudo antimissili, ma Mosca che non può porre veti.
“E’ importante sviluppare il futuro sistema di difesa missilistico”, ha detto oggi Vondra alla conferenza, aggiungendo che proteggerebbe i paesi occidentali dalle minacce dal Medio Oriente.
“La Russia dovrebbe essere invitata a questa cooperazione ma non deve avere potere di veto su questo”, ha aggiunto Vondra.
ecco la conferma implicita che lo scudo antimissile è stato ideato in funzione antirussa:
(AGI) – Washington, 13 feb. – Se la Russia aiutera’ gli Stati Uniti a convincere l’Iran a sospendere il programma nucleare, Washington rallentera’ i piani di sviluppo dello scudo antimissile in Europa. Questo lo scambio che il sottosegretario di Stato William Burns, da oggi a Mosca, intende proporre ai suoi interlocutori. Lo ha riferito un funzionario del dipartimento di Stato dietro condizione di anonimato, spiegando che l’offerta di Burns segue l’indicazione del vicepresidente Joe Biden sulla necessita’ per l’amministrazione Obama di “premere il bottone reset” con la Russia.
L’obiettivo e’ far ripartire da zero i rapporti tra i due Paesi, deterioratisi durante l’era Bush. “Se saremo in grado di lavorare insieme per dissuadere l’Iran dal cercare di ottenere ordigni nucleari potremo rallentare lo sviluppo dello scudo antimissile in Europa”, ha detto la fonte citata dalla Reuters. Mosca e’ direttamente coinvolta nel programma nucleare iraniano sia sul piano operativo – ha costruito e si appresta a ‘attivare’ la prima centrale nucleare a Bushehr – sia sul piano diplomatico, bloccando al Palazzo di Vetro l’adozione di una nuova tornata di sanzioni al Consiglio di Sicurezza Onu.
Scudo: Obama Pronto a Stop Se Russia Collabora Su Iran
(AGI) – Washington, 3 mar. – Barack Obama sarebbe pronto a bloccare il progetto dello scudo anti-missile europeo voluto da George W. Bush, se la Russia fosse disposta ad aiutare gli Stati Uniti a risolvere la questione del nucleare iraniano. Lo sostiene il quotidiano russo ‘Kommersant’, secondo il quale il capo della Casa Bianca ha illustrato la proposta in una lettera al presidente russo, Dmitri Medvedev. Se Mosca aiutera’ gli Usa a bloccare la corsa di Teheran verso le armi atomiche – continua l’agenzia di stampa russa Ria Novosti – il progetto di installare un mega radar e batterie di missili intercettori in Polonia e Repubblica ceca non sarebbe piu’ necessario.
Al piano si e’ sempre opposto il Cremlino che aveva anche minacciato (e poi sospeso) il dispiegamento di missili Iskander nella enclave russa di Kalingrad. Un funzionario dell’Amministrazione Obama ha confermato alla ‘Fox News’ che il presidente ha scritto una lettera a Medvedev, ma non ha voluto rivelarne il contenuto. Continueremo – ha spiegato – a “consultarci sul programma con la Repubblica ceca e la Polonia”. “Valuteremo il futuro del piano sulla base di un numero di fattori …. il rapporto costi-efficacia, se funzionera’, se ridurra’ la minaccia e se la minaccia potra’ essere ridotta attraverso la diplomazia con la Russia e gli alleati Nato”.
Medvedev,nessuno scambio Iran-scudo
(ANSA) – MOSCA, 3 MAR – Per il presidente russo Medvedev, non vi puo’ essere alcuno scambio sui problemi relativi al nucleare iraniano e lo scuda antimissile Usa. ‘Nessuno collega questi temi sotto forma di scambio. Noi lavoriamo in modo molto stretto con i partner americani sul nucleare iraniano’, ha detto. ‘Abbiamo le prove che l’amministrazione Obama intende intensificare questa collaborazione – ha aggiunto – Siamo in contatto permanente, ma non si puo’ porre in nessun caso il problema di uno scambio’.
NATO’s Main Base On The Baltic: Poland
In mid-May a senior Polish defense official stated that “Poland expects a U.S. Patriot battery to be deployed on its soil in 2009 regardless of whether President Barack Obama opts to press ahead with missile defence plans in Europe” and urged NATO “not to neglect potential security threats closer to home in Europe and…expressed [the Polish government's] willingness to host alliance infrastructure.”
Washington was quick to oblige: “The U.S. Department of State has confirmed that the Patriot missile battery will be deployed in Poland regardless of what happens with plans for the missile shield system.”
Three days later the Financial Times reported that in relation to the Pentagon stationing Patriot missiles in Poland “talks were on track for the completion of final agreements in July, followed by a deployment of 100-110 US soldiers and 196 missiles by the year-end.”
Polish Deputy Defense Minister Stanislaw Komorowski was quoted as saying, “This will be the first time US soldiers are stationed on Polish soil, other than those who come under NATO control, on exercises for example….This will be symbolic for Poland.”
In early June Polish Prime Minister Donald Tusk affirmed “that Poland had not changed its mind about the U. S. anti-missile shield,” specifically the stationing of 10 American ground-based interceptor missiles in Redzikowo, northern Poland, site of a former Nazi German Luftwaffe airbase, another historical parallel that should make any informed and sensible Russian nervous.
Late last week Polish government spokesman Pawel Gras said that “the bilateral agreement on the deployment of a U.S.-sponsored anti-missile shield in Poland provided for the delivery of a combat-ready battery” and that planned US Patriot missiles would be “armed and stationed permanently.”
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=13975