Enciclopedia delle nocività, voce “Okinawa”

“Il 4 settembre 1995, alle otto di sera circa, due marines e un marinaio americani aggrediscono una ragazza di appena dodici anni mentre torna a casa. Il marine Rodrico Harp, 21 anni, ed il marinaio scelto Markus Gill, 22 anni – detto il “carro armato”, 182 cm di altezza e 122 kg di peso – confessano di aver picchiato la ragazza e che il marine Kenndrick Ledet, 20 anni, le aveva legato mani e piedi e coperto bocca ed occhi con del nastro isolante.
Tutti e tre risiedevano a Camp Hansen. Gill raccontò alla corte di aver violentato la ragazza “solo per divertirsi” e di averla scelta a caso, mentre usciva da una cartoleria. Il tenente generale Richard Myers – che era, allora, comandante delle forze USA in Giappone e che, sotto la presidenza di George W. Bush, sarebbe diventato capo di stato maggiore — affermò che si trattava di una tragedia inaudita, causata da “tre mele marce”, pur sapendo che i reati sessuali commessi dai militari americani contro la popolazione di Okinawa avvenivano a una media di due al mese. A peggiorare la situazione, il superiore di Myers, l’ammiraglio Richard C. Macke, comandante delle forze USA nel Pacifico, dichiarò alla stampa: “Credo che sia stato un gesto stupidissimo. Con i soldi che hanno speso per noleggiare l’auto si sarebbero potuti pagare una ragazza”.

Qui le referenze acquisite durante la loro più che sessantennale permanenza ad Okinawa.
[Buon Natale!]

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19 pensieri su “Enciclopedia delle nocività, voce “Okinawa”

  1. Town Without Pity (1961) – Diretto da Gottfried Reinhardt. Con Kirk Douglas, Barbara Rütting, Christine Kaufmann.

    La storia si tipete.

  2. Usa-Giappone: Obama, Nostra Alleanza ‘Pietra Miliare’ Sicurezza Oriente

    (ASCA-AFP) – Washington, 24 feb – L’alleanza tra Giappone e Stati Uniti e’ ”una pietra miliare” per la sicurezza dell’Asia orientale. A dichiararlo il presidente americano Barack Obama dando il benvenuto al premier giapponese Taro Aso al suo arrivo alla Casa Bianca. ”L’alleanza che abbiamo rappresenta la pietra miliare della sicurezza dell’Asia orientale. Questa e’ una delle condizioni che la mia amministrazione vuole rafforzare”, ha detto Obama iniziando i colloqui con Aso, giunto in visita a Washington. Le relazioni tra i due Paesi sono ”straordinariamente importanti”, ha precisato Obama. ”E’ per questo motivo – ha aggiunto il leader americano – che il Premier e’ il primo rappresentante estero a farmi visita nell’Ufficio Ovale”.
    ”Credo che questa sia la testimonianza della forte partnership tra Stati Uniti e Giappone”, ha sottolineato. Obama ha inoltre espresso favore per il ruolo di Tokyo nella lotta ai cambiamenti climatici e per il proprio contributo in Afghanistan ricordando che il Giappone e’ soprattutto un alleato economico vitale degli Stati Uniti. Aso ha poi detto a Obama che gli Usa e il Giappone dovrebbero lavorare insieme per combattere la crisi economica globale. ”Grazie infinite per aver invitato un funzionario e un ospite straniero alla Casa Bianca, non solo straniero, ma asiatico”, ha affermato Aso in inglese. ”Siamo molto felici di stare qui”, ha aggiunto Aso.

  3. Usa: Pentagono, Crescono i Casi Di Violenza Sessuale Fra i Militari

    (ASCA) – Roma, 18 mar – Militari americani sempre piu’ coinvolti in casi di violenza sessuale, sia nei confronti dei propri commilitoni che dei civili. I casi, secondo i dati del Pentagono riportati in un servizio della Bbc, sono cresciuti dell’8% lo scorso anno, con 2.923 episodi denunciati, ma si stima che solo il 20% dei casi venga realmente alla luce. ”Quello della violenza sessuale resta uno dei crimini meno denunciati nel nostro paese, sia fra i militari e che fra i civili”, commenta la dottoressa Kaye Whitley, direttore dell’apposito ufficio di prevenzione del Pentagono. Dei 2.923 casi nel 2008, 251 sono avvenuti in zone di guerra, inclusi 141 casi in Iraq e 22 in Afghanistan. Provvedimenti disciplinari sono stati presi in 832 casi, inclusi 317 che sono finiti davanti alla Corte marziale. Una parte degli episodi riguarda semplici molestie e contatti ”indesiderati”, ma nel 63% di quelli denunciati si parla di veri e propri stupri e aggressioni gravi.

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  5. Pingback: La Sberla » Lettera di Chomsky ai vicentini

  6. …an Australian teacher, a long-time resident of Japan, who in April 2002 was raped by a sailor from the aircraft carrier USS Kitty Hawk, then based at the big naval base at Yokosuka. She identified her assailant and reported him to both Japanese and U.S. authorities. Instead of his being arrested and effectively prosecuted, the victim herself was harassed and humiliated by the local Japanese police. Meanwhile, the U.S. discharged the suspect from the Navy but allowed him to escape Japanese law by returning him to the U.S., where he lives today.

    In the course of trying to obtain justice, the Australian teacher discovered that almost fifty years earlier, in October 1953, the Japanese and American governments signed a secret “understanding” as part of their SOFA in which Japan agreed to waive its jurisdiction if the crime was not of “national importance to Japan.” The U.S. argued strenuously for this codicil because it feared that otherwise it would face the likelihood of some 350 servicemen per year being sent to Japanese jails for sex crimes.

    Since that time the U.S. has negotiated similar wording in SOFAs with Canada, Ireland, Italy, and Denmark. According to the Handbook of the Law of Visiting Forces (2001), the Japanese practice has become the norm for SOFAs throughout the world, with predictable results. In Japan, of 3,184 U.S. military personnel who committed crimes between 2001 and 2008, 83% were not prosecuted. In Iraq, we have just signed a SOFA that bears a strong resemblance to the first postwar one we had with Japan: namely, military personnel and military contractors accused of off-duty crimes will remain in U.S. custody while Iraqis investigate. This is, of course, a perfect opportunity to spirit the culprits out of the country before they can be charged.

    Within the military itself, the journalist Dahr Jamail, author of Beyond the Green Zone: Dispatches from an Unembedded Journalist in Occupied Iraq (Haymarket Books, 2007), speaks of the “culture of unpunished sexual assaults” and the “shockingly low numbers of courts martial” for rapes and other forms of sexual attacks. Helen Benedict, author of The Lonely Soldier: The Private War of Women Serving in Iraq (Beacon Press, 2009), quotes this figure in a 2009 Pentagon report on military sexual assaults: 90% of the rapes in the military are never reported at all and, when they are, the consequences for the perpetrator are negligible.

    It is fair to say that the U.S. military has created a worldwide sexual playground for its personnel and protected them to a large extent from the consequences of their behavior.

    Liquidating Our Empire.
    Three Good Reasons And Ten Steps to Take to Do So,
    di Chalmers Johnson

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=14714

  7. TOKYO, 19 OTT – Anticipando la visita in Giappone di meta’ novembre del presidente Barack Obama, il segretario alla Difesa americano Robert Gates sara’ da domani a Tokyo per una serie di incontri finalizzati a rafforzare i rapporti tra Usa e Giappone, e discutere le questioni cruciali in sospeso come il riassetto delle truppe Usa sull’isola di Okinawa.
    Il primo ministro nipponico, Yukio Hatoyama, ha ribadito oggi che, in merito alla riorganizzazione della presenza militare americana nel Sol Levante, Tokyo e Washington dovrebbero ”avere una linea flessibile” per trattare il caso.
    Il riferimento del premier e’ alle dichiarazioni filtrate nel fine settimana dagli ambienti della Difesa americana, secondo cui l’eventuale cambio di rotta del governo di Tokyo dalla linea decisa in passato per la questione Okinawa potrebbe essere ”una battuta d’arresto per i rapporti di reciproca fiducia Tokyo-Washington”.
    Il segretario del governo nipponico, Hirofumi Hirano, ha tuttavia suggerito che l’esecutivo non esclude la possibilita’ di alterare gli accordi gia’ siglati con gli Usa in materia militare: ”Si tratta di un’intesa raggiunta tra due governi – ha detto Hirano -, ma e’ innegabile che il cambiamento al potere verificatosi in Giappone (dopo le elezioni del 30 agosto vinte a valanga dai Democratici, ndr) sia un elemento importante”.
    ”Rispetto l’accordo firmato con gli Usa, ma e’ difficile da implementare – ha aggiunto Hirano -. Noi, come governo, ci impegneremo per mantenere la promessa di alleggerire il peso che grava sulla gente di Okinawa, rispettando l’intesa programmatica siglata dalla coalizione”.
    Il nodo delle truppe Usa ad Okinawa, nell’estremita’ a sud dell’arcipelago, e’ considerato uno dei banchi di prova cruciali per Hatoyama: il precedente governo liberaldemocratico, nel 2006, aveva sottoscritto un accordo con gli Usa per spostare la base aerea di Futenma in un’area della stessa isola a minore densita’ abitativa, mentre il partito Democratico, appoggiato dal piu’ piccolo alleato Socialdemocratico, ha promesso nel manifesto elettorale di spostare la base fuori dalla prefettura di Okinawa.
    (ANSA)

  8. TOKYO, 20 OTT – Il segretario alla Difesa americano, Robert Gates, ha messo in chiaro, nel concorso del suo faccia a faccia con il ministro degli Esteri nipponico, Katsuya Okada, che l’attuale piano di trasferimento delle truppe Usa della Futemma Air Station a Okinawa e’ l’unico praticabile, cosi’ come definito nel 2006.
    E’ quanto riferisce la stampa nipponica, citando funzionari del ministero.
    Nel corso dell’incontro, che si e’ chiuso circa un paio di ore fa, Gates ha espresso l’auspicio di una rapida ed efficace conclusione della questione nel suo incontro con Okada, che – da parte sua – si e’ impegnato ad accelerare gli sforzi chiedendo al suo interlocutore piu’ comprensione per la situazione vissuta dalla popolazione di Okinawa. (ANSA)

    Gates “comprensivo”?!?

  9. crimini, rumore, inquinamento e incidenti

    TOKYO (Reuters) – Il Segretario alla Difesa americano Robert Gates ha chiesto oggi al Giappone di rendere esecutivo al più presto un accordo per il riassetto delle truppe americane nel Paese.

    La richiesta è un banco di prova per misurare lo stato delle relazioni tra Washington e Tokyo, a pochi mesi dall’insediamento del nuovo governo nipponico.

    “E’ tempo di agire”, ha detto Gates nel corso di una conferenza stampa con il ministro giapponese alla Difesa, Toshimi Kitazawa, dopo un colloquio. “Per qualcuno può non essere la soluzione perfetta, ma è sicuramente la migliore per tutti”.

    L’accordo per la riorganizzazione delle forze americane nel paese del Sol Levante risale al 2006, quando al governo del Giappone c’era il partito conservatore. Dieci anni prima, un altro accordo aveva registrato lo scontento delle persone che abitavano vicino alle basi, molte delle quali associavano la loro presenza a crimini, rumore, inquinamento e incidenti.

    Kitazawa ha sottolineato che l’accordo incontra delle difficoltà a livello politico, ma ha aggiunto che per l’alleanza non sarebbe stato salutare far passare molto tempo per raggiungere un’altra decisione.

  10. “una” base che crea “malumori”

    TOKYO – 12 novembre (Reuters) – Giappone e Stati Uniti, nel corso di un incontro che si terrà domani, troveranno un accordo di collaborazione contro gli armamenti nucleari e il cambiamento climatico, secondo quanto riferito dai media nipponici, mentre cercano di consolidare un’alleanza piuttosto tesa.
    Il presidente Usa Barack Obama e il premier giapponese Yukio Hatoyama dovrebbero cercare anche di ridurre le tensioni provocate dalla disputa su una base della Marina americana, che ha logorato i rapporti tra Washington e il nuovo governo di Tokyo.
    La vicenda della base continua a creare malumori per l’alleanza, ma Obama e Hatoyama cercheranno di mettere l’accento sugli aspetti positivi, mentre stanno studiando dei modi per adattare la pluridecennale alleanza tra i loro paesi ai cambiamenti di una regione che ospita anche la Cina e la Corea del Nord.
    Il diffusissimo quotidiano Yomiuri ha detto che i due leader diffonderanno una nota in cui assicurano una collaborazione a favore del disarmo nucleare, in cui inviteranno la Corea del Nord a riprendere i colloqui multilaterali sul suo programma nucleare e solleciteranno l’Iran a fugare i dubbi sul suo programma atomico.

  11. Washington, Tokyo at odds on military base closures

    TOKYO, November 13 (RIA Novosti) – U.S. President Barack Obama and Japanese Prime Minister Yukio Hatoyama are still at odds on a U.S. marine base on Okinawa.
    Obama arrived in Tokyo on Friday to kick off his Asian tour.
    Newly appointed Hatoyama said in his election campaign earlier that he would not only close the U.S. military base in the city of Futenma, but from the entire southern Japanese island of Okinawa, where some 37,000 U.S. military personnel are based.
    “It is a fact that we did campaign on this issue, and the Okinawans do have high expectations,” Hatoyama said at a joint press conference with Obama after their meeting.
    Washington has so far only agreed to talks on “the implementation” of the Okinawa agreement, which calls for a relocation to Guam of some 8,000 military personnel, but does not expect any major changes in the agreement itself.
    “It will be a very difficult issue to resolve, but as time goes by, it would become even more difficult,” Hatoyama said.

  12. Susumu Inamine

    (ANSA) – TOKYO, 25 GEN – Il premier giapponese, Yukio Hatoyama, ha definito come ”una manifestazione della volonta’ popolare” il voto che ha portato domenica all’elezione a sindaco di Nago, nell’isola di Okinawa, di Susumu Inamine, il candidato contrario all’ipotesi che la citta’ possa ospitare una nuova base Usa.
    Inamine, peraltro sostenuto da una coalizione pure piu’ ampia di Hatoyama, ha condotto la campagna elettorale contro il piano che del 2006, siglato da Usa e Giappone, per lo spostamento della base Usa dei marine da Futemma a Nago.
    Il primo ministro, intenzionato a rivedere l’intesa del 2006, ha ribadito il proposito di ”giungere a una conclusione sul riassetto della presenza militare americana in Giappone entro la fine di maggio”.
    Il segretario del governo, Hirofumi Hirano, ha aggiunto che il voto di Okinawa con elimina l’ipotesi di Nago. ”Il comitato che lavora sulla questione – ha spiegato in conferenza stampa – continua il suo impegno che non esclude tra le soluzioni il piano del 2006. L’obiettivo e’ il miglior posto possibile”.
    La decisione di rimettere in discussione l’accordo di quattro anni fa ha creato tensioni come raramente e’ accaduto in passato tra Tokyo e Washington: nell’arcipelago nipponico ci sono circa 47.000 militari americani, di cui piu’ della meta’ di stanza a Okinawa, motivo spesso di frizioni con la popolazione locale.

  13. GIAPPONE: PREMIER, VOLONTA’ POPOLARE IN PROTESTA SU BASE USA HATOYAMA CERCA OPZIONI DOPO MANIFESTAZIONE ISOLA TOKUNOSHIMA

    (ANSA) – TOKYO, 19 APR – L’imponente manifestazione di domenica contro la rilocazione della base Usa di Futemma, che ha portato in piazza oltre la meta’ dei residenti della piccola isola di Tokunoshima, nel Giappone meridionale, e’ stata ”l’espressione della volonta’ popolare”.
    Il premier nipponico, Yukio Hatoyama ha commentato cosi’ la protesta di 15.000 dei 25.000 abitanti dell’isola contro l’ipotesi di ospitare sul proprio territorio la base americana attualmente nell’isola di Okinawa, anche in forma parziale.
    ”E’ stata una manifestazione colma di energia – ha rilevato – e il numero massiccio di partecipanti la rende un’espressione della volonta’ popolare sulla vicenda”. Il premier, tuttavia, ha ribadito che il governo continuera’ a cercare una soluzione alternativa per sistemare Futemma, senza rivelare le prossime
    mosse sulla delicata vicenda, che mantiene tesi i rapporti tra Tokyo e Washington. Gli americani, infatti, non vedono soluzioni alternative all’accordo stipulato nel 2006 dalle precedenti amministrazioni dei due Paesi, che prevede lo spostamento della base in una localita’ piu’ isolata nella stessa Okinawa.
    Il governo nipponico, guidato dal partito Democratico, ha fatto della questione Futemma uno dei cardini delle promesse agli elettori, che appaiono sempre piu’ delusi per l’assenza di progressi sulla questione.
    Il segretario dell’esecutivo giapponese, Hirofumi Hirano, con l’opzione dimissioni in rialzo, ha precisato che l’eventuale fallimento delle trattative con gli Usa non si tradurrebbe in automatico in un passo indietro del premier, che ha promesso una soluzione entro maggio: ”Fino a quando Hatoyama continuera’ a lavorare per realizzare quanto richiesto dalla gente – ha detto Hirano – non ci saranno dimissioni”.

  14. GIAPPONE: BASE USA; STAMPA, WASHINGTON BOCCIA PIANO TOKYO

    (ANSA) – TOKYO, 22 APR – Gli Stati Uniti hanno bocciato la proposta del governo di Tokyo di trasferire la base aerea Usa di Futemma, nella prefettura di Okinawa, in una piccola isola nel Giappone meridionale, citando difficolta’ tecniche che rendono impraticabile il progetto.
    E’ quanto riferisce oggi l’agenzia nipponica Kyodo, che riporta le indiscrezioni di una fonte governativa vicina alla vicenda, secondo cui il nuovo sito indicato dal governo nipponico, l’isola di Tokunoshima, sarebbe troppo distante dalle altre strutture americane presenti a Okinawa.
    In particolare, riporta la Kyodo, Washington ha informato Tokyo che la distanza tra un eliporto e la presenza di terra non dovrebbe superare i 120 km, mentre la piccola isola di Tokunoshima si trova a circa 200 km da Okinawa.
    Le ultime indiscrezioni si aggiungono al fermo rifiuto di ospitare la base da parte dei residenti dell’isola, che domenica hanno manifestato in 15.000 (su una popolazione complessiva di 25.000 persone), con i sindaci delle tre citta’ che hanno apertamente rifiutato l’invito del governo a discutere la questione.
    Quella di Tokunoshima e’ l’ultima ipotesi pensata dal governo del premier Yukio Hatoyama per tentare di superare l’impasse con gli Usa, contrari a piani di risistemazione della base diversi dall’accordo siglato nel 2006 tra i due Paesi, che prevede il trasferimento del sito in un’area meno popolata di Okinawa.
    Hatoyama, che ha fatto della questione Futemma uno dei cardini delle promesse agli elettori, si e’ pubblicamente impegnato a risolvere la spinosa vicenda entro la fine di maggio.

  15. “le mutevoli situazioni sulla sicurezza…”

    TOKYO, 27 APR – Giappone e Stati Uniti hanno trovato l’accordo per trasferire quasi la meta’ dei 19.000 marine Usa di stanza a Okinawa allo scopo di ”rispondere al meglio alle mutevoli situazioni sulla sicurezza nell’area Asia-Pacifico”. In una nota congiunta sul riallineamento delle forze americane in Giappone, i ministri degli Esteri e della Difesa dei due Paesi hanno chiarito che circa 9.000 marine, insieme alle rispettive famiglie, saranno riallocati in localita’ fuori dal Giappone, tra Guam, Australia e Hawaii.
    ”Gli aggiustamenti sono necessari per realizzare un assetto delle forze Usa nella regione Asia-Pacifico piu’ geograficamente distribuito, operativamente flessibile e politicamente sostenibile”, ha precisato la nota. Circa 4.000 militari andranno a Guam, ha ricordato il ministro degli Esteri di Tokyo, Koichiro Gemba, con un onere finanziario per la realizzazione di infrastrutture stimato in 8,6 miliardi di dollari. Il segretario alla Difesa americano Leon Panetta ha accolto con favore ”l’accordo significativo” sul ritiro dei 9.000 marine da Okinawa, promettendo di lavorare ”a stretto contatto” con Tokyo per la sua attuazione. Le parti si sono impegnate a continuare il dialogo per la trovare la ‘quadra’ sul controverso trasferimento della base di Futemma, sempre all’interno dell’isola di Okinawa, malgrado l’ opposizione di gran parte della popolazione locale.
    (ANSA).

    27 apr. (TMNews) – Giappone e Stati Uniti hanno annunciato l’accordo per trasferire circa 9.000 marine americani dall’isola di Okinawa, dove la presenza militare statunitense è di circa 19.000 uomini. “Circa 9.000 marine, assieme alle loro famiglie, saranno ricollocati al di fuori del Giappone”, si legge in un comunicato congiunto. Il contingente che lascerà Okinawa sarà collocato presso le isole americane di Guam e Hawai, e l’Australia. La decisione rientra nell’ambito della nuova strategia globale di ridispiegamento delle truppe Usa in Asia. In particolare gli Stati uniti hanno deciso di accrescere la loro cooperazione militare con Australia, Filippine e Singapore in virtù della forte crescita della potenza cinese.

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