La fine della neutralità scandinava

scandinavia

Finlandia e Svezia sono, soprattutto la seconda, i più celebrati Paesi neutrali d’Europa. Nell’ultimo anno e mezzo, pressioni vieppiù intense sono state esercitate, sia all’interno che all’esterno, per integrarli pienamente nella NATO.
La piena integrazione di Finlandia e Svezia nel dispositivo militare atlantico pone naturalmente una minaccia ancora maggiore alla Russia, ormai circondata da un “cordone sanitario” occidentale che prevede crescenti dispiegamenti aerei, navali, terrestri, missilistici e di spionaggio dai mari di Barents e Baltico fino al mar Nero.
Russia e Finlandia condividono un confine di 1.200 chilometri, con la Finlandia posta di fronte o vicino a tre mari – Baltico, di Barents e Norvegese – che ospitano regolari sorvoli aerei NATO, i Battaglioni Nordici dell’Unione Europea (legati alla stessa NATO) ed altre formazioni militari, di recente costituzione, che guardano a est verso la Russia ed a nord verso il nuovo campo di battaglia dell’era globale, l’Artico.
Nell’autunno 2007, il ministro della Difesa finlandese Jyri Hakamies, in visita negli Stati Uniti, ha pubblicamente affermato che la più grande sfida alla sicurezza del suo Paese è rappresentata dalla “Russia, Russia, e Russia! E non solo per la Finlandia, ma per tutti noi”. Chiaro.
Finlandia e Svezia – entrambe con truppe inviate in Afghanistan – sono state cooptate nella NATO direttamente od attraverso meccanismi come il Consiglio Nordico (una struttura di cooperazione militare avviata dopo la seconda guerra mondiale insieme a Danimarca, Islanda e Norvegia), i già citati Battaglioni Nordici dell’UE e la crescente integrazione fra i ruoli militari di NATO ed Unione Europea. Nel gennaio 2008, il segretario generale del Consiglio Nordico Jan-Erik Enestam, in un articolo di stampa, ha sostenuto l’opinione secondo cui “la NATO è l’unica importante organizzazione internazionale della quale la Finlandia non sia membro. Potrebbe essere che siano maturi i tempi per l’adesione. Nel frattempo sarebbe importante stabilire una cooperazione più stretta nel campo della difesa con Svezia e Norvegia. Quest’ultima, dopo tutto, appartiene alla NATO”.
A partire da quel momento, una successione ininterrotta di dichiarazioni – ed azioni, per fare il paio – è stata rilasciata dalle bocche e dalle penne dei più importanti esponenti governativi e di partito finlandesi e svedesi, suscitando il gradimento dei funzionari della NATO e del governo statunitense. In maniera rapida ed inesorabile, la NATO ha ormai preso il controllo completo della politica estera dell’Europa e del suo apparato militare, senza lasciare spazio a nessun caso di neutralità. La fine della neutralità militare della Scandinavia ha un importante significato in sé stessa, ma ancora di più rispetto a ciò di cui è esempio. L’integrazione atlantica di Finlandia e Svezia è il dettaglio finale di un “grande” paesaggio composto da nazioni europee – grandi e piccole, occidentali ed orientali, continentali ed insulari – tutte incorporate in un blocco militare in espansione globale controllato da una potenza di un altro emisfero.
Nel marzo 2008, in relazione al dispiegamento di truppe finlandesi nel quadro di ISAF in Afghanistan, il Comando Centrale del Pentagono ha assicurato la fornitura regolare di informazioni riservate all’alleata Finlandia ed un riassunto settimanale circa la situazione militare delle aree di responsabilità del Comando Centrale stesso (Iraq, Iran, Sudan, Somalia fra gli altri). Pochi giorni dopo il parlamento finlandese ha destinato un contingente di truppe alla NATO Response Force (NRF).
Lo stesso mese, il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt ad un incontro dell’Unione Europea ha annunciato che, dopo la decisione della Finlandia, si aspettava che anche la Svezia si unisse alla NRF quale ulteriore passo nella crescente cooperazione con la NATO. Del resto, il collega Sten Tolgfors, ministro della Difesa, nel precedente mese di febbraio aveva dichiarato che l’adesione alla NATO è un passo “naturale” per la Svezia…
Negli stessi giorni, Kurt Volker – allora membro del governo USA, oggi ambasciatore statunitense presso la sede della NATO a Bruxelles – si trovava in Scandinavia per assicurare il contributo di Finlandia e Svezia al teatro afghano ed alla NRF. Contemporaneamente, venivano svolte esercitazioni al largo delle coste settentrionali norvegesi con la partecipazione di forze provenienti da dieci Paesi, tutti membri NATO tranne la Svezia. Si aggiunga, infine, che in quel periodo la Finlandia ha ospitato un corso a livello di ufficiali, per personale NATO, con tema la pianificazione e la gestione delle “missioni per il mantenimento della pace”. E’ stata la prima volta che un corso della scuola NATO di Oberammergau in Germania si è tenuto in un luogo diverso.
Dato che l’opposizione pubblica all’adesione alla NATO rimane forte sia in Finlandia che in Svezia, pressoché contemporaneamente in entrambe i Paesi è partita una campagna di stampa favorevole all’opzione atlantista. Così, a maggio 2008, il già citato Jyri Hakamies – parlando al Consiglio Atlantico di Finlandia – ha detto che con le altre nazioni nordiche già parte della NATO, l’adesione di Finlandia e Svezia renderebbe il blocco scandinavo una forza d’influenza all’interno dell’alleanza, aggiungendo “rispetto al potere crescente della Russia”. Nello stesso mese, insieme al collega Tolgfors, è stato autore di un articolo apparso su una rivista svedese per perorare la causa della partecipazione dei due Paesi alle operazioni di sorveglianza aerea svolte dalla NATO.
A giugno 2008, la Finlandia ha ospitato la più grande esercitazione internazionale mai tenuta nel Paese, con circa mille soldati da 25 Paesi membri o associati NATO. Il nuovo ministro degli Esteri Alexander Stubb si è poi incontrato con il Segretario Generale De Hoop Scheffer, in vista del cambio al comando della forza NATO in Kosovo (KFOR), contestualmente al quale il numero dei militari finnici ad essa assegnati è salito a 500.
Ad agosto, il Pentagono ha annunciato l’apertura del suo primo ufficio di rappresentanza in Finlandia. A settembre, giunge la dichiarazione di Martti Ahtisaari – ex negoziatore per il Kosovo prima dell’aggressione NATO alla ex Jugoslavia del 1999 – secondo cui il fatto che alcuni Paesi che affermano di appartenere alle democrazie occidentali non siano parte di tutte le relative organizzazioni sarebbe una stranezza, riferendosi poi esplicitamente alla non ancora pervenuta adesione di Svezia e Finlandia alla NATO. Nel successivo mese di ottobre, Ahtissari si è visto assegnare il Premio Nobel per la Pace, il che è molto eloquente circa il Comitato del Nobel piuttosto che riguardo la figura del premiato.
Di lì a poco arriva anche un rapporto governativo finlandese che, per la prima volta nella storia del Paese, presenta l’adesione alla NATO in una luce positiva. Sono gli stessi giorni in cui Finlandia e Svezia diventano gli unici Stati non appartenenti all’Alleanza Atlantica a sottoscrivere un accordo con altri dieci Paesi membri (Bulgaria, Estonia, Ungheria, Lituania, Olanda, Norvegia, Polonia, Romania, Slovenia e Stati Uniti) per l’acquisto e l’utilizzo congiunto di tre vettori per il trasporto aereo Boeing C-17 Globemaster III.
A novembre 2008, quarantaquattro esponenti della cultura e politica svedesi firmano un appello comparso sul quotidiano Svenska Dagbladet che mette in guardia rispetto al tentativo, concertato ma coperto, di trascinare la Svezia nella NATO. Essi lanciano un monito: “Il processo è così maturo che i suoi sostenitori possono dire che ormai la Svezia è già un membro al 90% e che quindi rimane da fare soltanto l’ultimo passo per una piena adesione”.
Ad ulteriore consolidamento del puntello scandinavo-baltico della NATO, a dicembre è diffusa la notizia secondo cui gli Stati baltici sarebbero interessati ad avviare colloqui con i Paesi nordici al fine di gettare le basi per una strategia comune di difesa regionale, rispettosa degli accordi che gli stessi Baltici stanno prendendo con la NATO nel campo della difesa aerea.
A gennaio 2009, la Finlandia rende pubblico l’impegno a raddoppiare l’impiego di truppe in Afghanistan. Essa annuncia anche di stare sostituendo i propri sistemi di difesa contraerea di produzione russa, acquistati solo una decina di anni fà, con missili USA per assicurare l’interoperabilità in ambito NATO. Il Primo Ministro Matti Vanhanen afferma testualmente: “Obiettivi, compiti ed obblighi della NATO corrispondono alle finalità di politica estera e di sicurezza della Finlandia e dell’Unione Europea. E’ e sarà fortemente il caso di valutare l’adesione della Finlandia alla NATO nel futuro. La Finlandia considera la NATO la più importante organizzazione per la cooperazione nel campo della sicurezza militare”. Il titolare degli Esteri Stubb, dal canto suo, propone una scadenza molto ravvicinata per l’adesione, il 2011.
Ed a metà marzo, la NATO ha svolto un’esercitazione nel nord della Norvegia alla quale hanno partecipato 7.000 soldati, simulando un intervento dell’alleanza nei confronti di un tentativo di invasione da parte di un fittizio Stato del Nord, in uno scenario la cui descrizione suggerisce che si possa trattare della Russia.
Gli unici Paesi partecipanti a non essere già membri della NATO sono stati, guardacaso, Finlandia e Svezia.

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7 thoughts on “La fine della neutralità scandinava

  1. Svezia: Il campo di prova e di battaglia della NATO

    Un esempio di questa inquietante e aggressiva campagna è fornita dall’esercitazione militare nel Loyal Arrow 2009 della NATO, che attualmente si svolgono per dieci giorni in Svezia, uno dei maggiori quotidiani degli Stati Uniti l’ha descritta come “una forza di reazione rapida della NATO [...] sul piede di guerra” nella Lapponia svedese, con la partecipazione “di dieci paesi, 2000 soldati, una portaerei e 50 caccia, tra cui F-15 Eagle dell’Aviazione degli Stati Uniti, per esercitazioni belliche nei vicini e contestati territori artici.

    Il quotidiano ha aggiunto che “la scelta del luogo dove tenere le esercitazioni di guerra, riflette la crescente importanza strategica della regione artica, che contiene circa un quarto del petrolio e del gas naturale del pianeta.” [...]

    Un sito web della NATO offre i seguenti dati:

    “Dieci paesi membri e paesi non membri della NATO che partecipano all’esercitazione Loyal Arrow del 2009, dall’8 al 18 giugno 2009, in Svezia. Cinquanta jet, che saranno basati nella base di Norrbotten, Svezia, parteciperanno all’esercitazione. Lo scopo di questa esercitazione, è quello di formare delle unità selezionate, del comando della componente aerea della comune forza di reazione rapida della NATO, nel coordinamento e nella condotta delle operazioni di volo. Inoltre, velivoli di sorveglianza e controllo (AWACS) della NATO ed altri aeromobili ed elicotteri da trasporto, parteciperanno all’esercitazione. Alcune unità partecipanti voleranno dalle basi in Norvegia e Finlandia.

    “L’esercitazione si basa su uno scenario fittizio. In questo scenario, gli elementi della Forza di Reazione della NATO (NRF) [...] sarà realizzata in un teatro di operazioni. La NRF è stata creata per dare all’Alleanza uno strumento efficace per far fronte alle nuove minacce alla sicurezza del XXI secolo. Si tratta di una forza multinazionale comune che potrebbe essere utilizzata in modo rapido, dotata di moderne strutture con cui poter svolgere una qualsiasi delle missioni dell’Alleanza, dove e quando sono necessarie, come richiesto dal Consiglio del Patto del Nord Atlantico.

    “Vi parteciperanno circa 800-900 soldati provenienti da Germania, Finlandia, Regno Unito, Italia, Norvegia, Polonia, Portogallo, Svezia, Turchia e Stati Uniti, nonché aerei di sorveglianza avanzata.”
    (…)

    Un confine di 1300 km con la Russia: la Finlandia aderisce alla NATO

    Il mese scorso vi è stato in Finlandia una riunione dei ministri della Difesa dei paesi nordici (Svezia, Finlandia, Danimarca, Norvegia e Islanda, che non è la stessa del gruppo ministeriale della difesa del nord e del Baltico) dove i ministri dei cinque paesi hanno “discusso degli sviluppi in materia di sicurezza nel nord Europa, hanno avuto scambio di vedute sul processo in corso di trasformazione della difesa nazionale ed hanno valutato le sfide in Africa e Afghanistan. I ministri hanno discusso degli sviluppi nell’Estremo Nord e la possibilità di una cooperazione nella regione nordica. Hanno inoltre discusso la possibilità di rafforzare la cooperazione nordica nel Mar Baltico.”

    La riunione ha avuto luogo poco dopo che “l’ex ministro degli Esteri di Norvegia, Thorvald Stoltenberg [...] ha concluso una relazione sulla cooperazione per la difesa nordica, che i cinque paesi nordici dovrebbero rafforzare la loro cooperazione in materia di sicurezza nell’Artico[...].”

    Meno di una settimana dopo, i piloti delle forze aeree degli Stati Uniti sono stati in Finlandia per aiutare i finlandesi nelle operazioni di rifornimento in volo, che sono utilizzate nelle operazioni militari e nelle missioni di lungo termine.

    Secondo il responsabile delle operazioni del 21° squadrone da combattimento dell’aviazione della Finlandia, “un capitano che ha richiesto l’anonimato a causa della politica del governo”, l’esercitazione di una settimana, con la partecipazione di F-18 Hornet dalla Marina Militare egli USA e di un KC-135 Stratotanker dell’USAF, avevano “aiutato la squadra e l’arma, a soddisfare un criterio, fissato dal governo, per poter essere impiegati al di fuori della Finlandia a sostenere le forze della NATO. Anche se la Finlandia non è un membro della NATO, è parte del Partenariato per la Pace dell’Alleanza, che supporta anche le Forze aeree degli Stati Uniti in Europa (USAFE).

    “Si aprono gli occhi su un campo di gran lunga più ampio.”

    La relazione, da cui è tratta questa frase, informa i lettori che “questa è la prima volta che le Forze aeree degli Stati Uniti in Europa, utilizzano uno squadrone di aerei cisterna per il rifornimento in volo, in Finlandia.

    I piani di guerra della NATO per l’Estremo Nord.
    Militarizzazione della Artico: la Scandinavia e il Mar Baltico,
    di Rick Rozoff

    http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkuZuyAlyAxNfbSpIO.shtml

  2. A Swedish newspaper reported on July 24 that approximately 50 troops from the country serving under NATO in the so-called International Security Assistance Force (ISAF) had engaged in a fierce firefight in Northern Afghanistan and had killed three and wounded two attackers.

    The report detailed that the Swedish troops were traveling in armored vehicles and “later received reinforcements from several soldiers in a Combat Vehicle 90.”

    The world has become so inured to war around the world and seemingly without end that Swedish soldiers engaging in deadly combat as part of a belligerent force for the first time since the early 1800s – and that in another continent thousands of kilometers from their homeland – has passed virtually without notice.

    A Finnish news story of the preceding day, possibly about the same incident but not necessarily, reported that “A Finnish-Swedish patrol, part of the NATO-led International Security Assistance Force (ISAF), came under fire in northern Afghanistan” on July 23rd.

    Three days before that a Swedish commander in the north of Afghanistan, where Finnish and Swedish troops are in charge of ISAF operations in four provinces, acknowledged that “During the last three months, six serious incidents have occurred in our area.”

    The same source revealed that in the upcoming weeks Swedish troop numbers are to be increased from 390 to 500.

    The Svenska Dagbladet reported that over a twelve week period attacks on Swedish-Finnish forces in the area have doubled and that seven attacks preceded the deadly firefight described earlier. “In April, a Norwegian officer was killed by a suicide bomber in a province under Swedish-Finnish control, and several vehicles have been attacked along Mazar-i-Sharif’s main road since.”

    Like Sweden, Finland has also increased troop deployments to Afghanistan lately, ostensibly to provide security for next month’s elections but, given the escalation of fighting in the nation’s north, certainly to remain there for the duration of NATO’s South Asian deployment, one which a German official recently stated would last eighteen years from 2001 onward. In early July Finland dispatched 70 more troops to join the 100 already stationed in Mazar-i-Sharif, the capital of Balkh Province bordering Kunduz where German troops are waging an almost two week long military offensive.
    (…)

    Afghanistan: Training Ground for War on Russia.
    NATO Trains Finland, Sweden For Conflict With Russia,
    di Rick Rozoff

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=14538

  3. On January 28 the Helsingin Sanomat announced that “Finland is to play host to what is by far the largest naval military exercise that has ever been seen in Finnish territorial waters” in September which “will be joined by 50 ships and 2,500 persons.”

    The Northern Coasts maneuvers will include warships and troops from Denmark, Estonia, France, Germany, Latvia, Poland, the Netherlands, Sweden and the United States and will consist of both sea and land drills, and the “maritime operations will be supported by air and special troops.”

    Not only hosting the largest naval war games in its history – ones simulating “a conflict between two countries that has an effect on the surrounding countries as well” – Finland will provide “nearly the entire Navy fleet” for the operation.

    A local reported inquired whether the maneuvers were related to Russia’s plans for a natural gas pipeline in the Baltic Sea:

    “At least according to the Finnish Navy, the exercise does not have anything to do with the Baltic Sea’s planned underwater gas pipeline, Nord Stream.

    “But at least off hand, Annele Apajakari, Chief Public Information Officer at Navy Command Finland, was unable to say why also the United States, the
    Netherlands, and France will be involved.”

    The preceding day the same newspaper ran a story about prospective NATO-Russia military tensions in the Baltic region and quoted retired Lieutenant-General Matti Ahola as warning: “If the United States were to bring its planned anti-missile vessels into the Baltic Sea, it would bring about a reaction.”

    That was a week after the announcement that U.S. Patriot missiles and 100 troops were headed to Poland’s – eastern – Baltic coast.
    (…)

    On the Western end of the Baltic, on January 17 Swedish Defense Minister Sten Tolgfors spoke on the Targeting Decisions on Strengthening Defense Capability (TDSDC) program launched on January 1, pledged that “Sweden will develop its national defense in cooperation with NATO and neighbors Finland, Denmark and Norway” and added:

    “Our defense policy adds a new neighborhood perspective. The structure and direction of Sweden’s Armed Forces will continue to have a clear Baltic profile. We have northern Europe’s largest and most qualified Air Force that is twice as large as any of our neighbors, and it has a full operational range.”

    “It is the biggest renewal of security and defense policy for decades in Sweden. We will use 2010 to make the requisite decisions to carry out the modernization of our military, and civilian crisis, management capabilities.”

    Under the new program all members of the Swedish armed forces, now transitioned from a conscript to an all-volunteer (according to NATO demands for military “professionalization” of member and partner states) status, “are to be available for deployment at home or abroad in five to seven days in situations of ‘heightened alert.'”

    “In the old system, a third of the forces – which in 2008 meant 11,400 military personnel – were supposed to be able to deploy within one year from mobilization. In the new defence system, all 50,000 members of the forces would have to be ‘usable and available’ within a week….The soldiers in the conscript army could never be used for missions outside Sweden’s borders, but now that all soldiers will either be full-time employees or on contract, they will be available to deploy anywhere….New is also the focus on the Baltic Sea Region.”
    (…)

    Pentagon Confronts Russia In The Baltic Sea,
    di Rick Rozoff

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=17270

  4. negli ultimi 48 anni

    (ASCA-AFP) – Stoccolma, 1 apr – Il parlamento svedese ha approvato oggi a larga maggioranza una partecipazione al fianco della coalizione internazionale nel conflitto libico: Stoccolma offrira’ otto aerei da combattimento Gripen. Lo riferisce l’Afp. Si tratta del primo intervento militare della forza aerea svedese all’estero negli ultimi 48 anni. I caccia, tuttavia, non sono ancora autorizzati ad eseguire raid contro le forze di Gheddafi, ma solo a contribuire al rispetto della ‘no-fly zone’ da parte dei lealisti.

  5. Pingback: La fine della neutralità scandinava | Sa...

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