Fuori le truppe dall’Afghanistan!

no isaf

Firenze, sabato 31 ottobre, ore 10:00
Sala del dopolavoro ferroviario di S. Maria Novella (Via Alamanni 4)

Assemblea pubblica

Intervengono:
Abdullah A. Salah
Franco Cardini
Domenico Losurdo
Massimo Fini
Fernando Rossi
Leonardo Mazzei
Moreno Pasquinelli

Otto anni fa Bush, dopo aver dissodato il terreno con una genocidiaria campagna di bombardamenti a tappeto, diede avvio all’invasione dell’Afghanistan. Battezzata col nome ad effetto “Enduring Freedom” e travestita da missione umanitaria, con l’alibi della lotta al terrorismo, ottenne subito l’avallo delle Nazioni Unite ed il coinvolgimento della NATO. Che tipo di “democrazia duratura” sia stata esportata è sotto gli occhi di tutti. Per permettere al fantoccio Karzai di restare in sella non basta l’aiuto delle agguerrite truppe mercenarie, si sono truccate le recenti elezioni con brogli a scala industriale.
Ben altri erano i reconditi scopi dell’invasione. L’Afghanistan è considerato dagli strateghi statunitensi un Paese imprescindibile per tenere sotto controllo l’area geopolitica dalla quale dipende il futuro delle ambizioni imperialiste americane.
Gli occupanti hanno però fatto i conti senza l’oste. L’Afghanistan è “infestato” di afghani che non hanno alcuna intenzione di farsi infinocchiare, che considerano i “liberatori” occupanti e la loro democrazia una tirannia, che non vogliono soccombere e quindi combattono indomiti, malgrado l’inferiorità di mezzi, per cacciare le truppe occupanti.
Spaventato all’idea che l’Afghanistan possa diventare un altro Vietnam, che la resistenza possa travolgere, assieme alla NATO, la propria amministrazione, Obama ha ingrossato le truppe mercenarie implorando che gli alleati facciano altrettanto. Scandalosa è dunque la decisione di averlo insignito del Nobel per la pace.
Mentre gli afghani debbono far fronte ad una guerra senza esclusione di colpi, l’opinione pubblica italiana ed occidentale ne subisce una più insidiosa, quella della propaganda. Agli ordini del partito bipolare destra-sinistra, i media hanno messo in atto un sistematico lavaggio del cervello allo scopo duplice, di dipingere l’invasione come una missione caritatevole e di satanizzare la legittima resistenza.
Mentre gli afghani hanno il diritto di resistere, noi cittadini occidentali che non abbiamo portato la testa all’ammasso, abbiamo il dovere di difenderci dall’intossicazione informativa, dobbiamo dire la verità, che non è il popolo afghano che minaccia la nostra libertà e la pace mondiale, ma la prepotenza degli Stati Uniti, alimentata dalla sudditanza delle classi dirigenti europee.

L’assemblea è promossa dal Campo Antimperialista.

Per adesioni ed informazioni:
tel. 347 7815904, via_dall_afghanistan

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3 thoughts on “Fuori le truppe dall’Afghanistan!

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  2. ”fino alla fine del processo elettorale”

    (ASCA) – Roma, 20 ott – L’Italia manterra’ in Afghanistan i 400 militari inviati negli scorsi mesi in occasione delle elezioni presidenziali ”fino alla fine del processo elettorale”, che ha visto oggi l’annuncio del ballottaggio il prossimo 7 novembre. Lo afferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa lasciando la Camera al termine dell’incontro, in veste di cordinatore del Pdl, con il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini.
    La Russa sostiene che ”quello che noi speravamo e’ che la decisione dell’eventuale ballottaggio avvenisse in tempi brevi e cosi’ e’ stato. La speranza ora e’ che il processo elettorale si concluda prima dell’inverno, entro un mese, un mese e mezzo. In quel caso – sottolinea – potremmo tener fede al rientro dei soldati entro dicembre. Soldati che comunque resteranno fino alla fine del processo elettorale”.

    (ANSA) – ROMA, 21 OTT – L’Italia manterra’ in Afghanistan il contingente di 500 uomini che hanno presidiato i seggi elettorali. Lo ha detto Frattini. In un’intervista al Gr1, il ministro, commentando la decisione della Commissione elettorale afgana, che ha annunciato che Karzai e Abdullah andranno al ballottaggio il 7 novembre, ha detto che ‘l’occidente ha bisogno di un presidente credibile voluto dagli afgani’. Karzai ‘ha dato prova di maturita’ politica’.

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