Rifinanziate le missioni di pace, articolo di Marco Gasparini da “Il Sole 24 Ore” del 29 ottobre u.s., pagina 35.
“Missioni di pace”, altri 225 milioni di euro
Ottobre 30, 2009 di byebyeunclesam
Pubblicato in italia | Contrassegnato da tag bilancio difesa, italia, missioni di pace, spese militari | 4 Commenti
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Gli Spiriti Guida
"E' nell'interesse del nostro Paese trovare quelli che vogliono farci danno, e metterli fuori pericolo." George H.W. Bush (Washington D.C., 28 aprile 2005)- "Di fatti e dati qui non ce n’è neanche l’ombra." http://alexp.ilcannocchiale.it/ (23 giugno 2009)
- "Questa - almeno finché non mi cacciano per oltraggio alla religione della maggioranza - è casa mia e se ci venite siete pregati di comportarvi da signori." Gianluca Freda (27 giugno 2009)

intanto, dall’ultima riunione dei ministri della “Difesa” dei Paesi membri della NATO, svoltasi gli scorsi 22-23 ottobre a Bratislava, in Slovacchia, il capo del Pentagono Robert Gates assicura che “un certo numero di alleati stanno pensando ad incrementare i propri contributi militari o civili” in Afghanistan…
come dice La Russa, ne avremo almeno per altri cinque anni.
The NATO defense chiefs meeting in Slovakia on October 22-23 endorsed the demands of the top American and NATO commander in Afghanistan, General Stanley McChrystal, for as many as 85,000 more U.S. troops to be added to the 68,000 American and 38,000 NATO and partner forces already in the South Asian war theater, and Poland immediately pledged 600 more troops with other Alliance states soon to follow. Combined U.S.-NATO troop strength in Afghanistan may reach 200,000.
Even during the peak of the American troop “surge” in Iraq at the end of 2007 and beginning of 2008 there was a total of 186,000 U.S. troops in both Iraq and Afghanistan. Currently there are an estimated 130,000 in Iraq and 68,000 in Afghanistan. In all 198,000. There were 34,000 American troops in Afghanistan on January 20th of this year when Barack Obama moved into the White House; there are twice that many now.
The figure of 85,000 additional American troops is what McChrystal reportedly termed his “low-risk” preference, with 40,000 the smallest and “higher risk” number bandied about in recent weeks.
The recently concluded NATO defense ministerial seems to have put to rest that false debate as well as another that has occupied the U.S. press corps in recent days, whether the dramatically expanding war in South Asia, Pakistan as well as Afghanistan, is to concentrate on “counterinsurgency” or “counterterrorism.” That is, whether the Pentagon and NATO will limit their military actions to hunting down alleged al-Qaeda survivors or wage full-scale warfare against all insurgent forces identified as Taliban on both sides of the Afghan-Pakistani border.
The second option of course would make the 85,000 figure not only likely but unavoidable.
McChrystal delivered a fifteen minute presentation at the NATO meeting and the Alliance’s secretary general Anders Fogh Rasmussen said “What we did today was to discuss General McChrystal’s overall assessment, his overall approach, and I have noted a broad support from all ministers of this overall counterinsurgency approach.”
The Los Angeles Times of October 24 wrote that “America’s NATO allies signaled broad support Friday for an ambitious counterinsurgency strategy in Afghanistan, adding to the momentum building for a substantial U.S. troop increase.
“NATO defense ministers meeting in Bratislava, Slovakia, endorsed the strategy put forward by Army Gen. Stanley A. McChrystal, the U.S. and allied commander. The alliance rejected competing proposals to narrow the military mission to fighting the remnants of Al Qaeda.”
Pentagon chief Robert Gates walked away from the two-day conference assured that “a number of allies…were thinking about increasing their own military or civilian contributions.”
Encircling Russia: US NATO Military Bases in Eastern Europe,
di Rick Rozoff
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=15824
cambio!!!
ROMA (Reuters) – La prossima settimana quattro velivoli caccia Am-x dell’Aeronautica militare partiranno alla volta di Herat, nell’Afghanistan occidentale, per sostituire i Tornado impiegati dal contingente italiano, come ha annunciato in una nota il capo di stato maggiore Daniele Tei.
Gli Am-x partiranno il 4 novembre dall’aeroporto militare di Istrana (Treviso), dove ha sede il 51esimo Stormo dell’Aeronautica, per sostituire i caccia Tornado attualmente schierati presso la base di Mazar-e-Sharif.
“La missione non cambia. Piloti e specialisti sono addestrati e pronti a svolgere il loro compito”, ha commentato il generale Tei, ricordando che i compiti affidati ai caccia nell’ambito della missione Isaf della Nato sono di ricognizione aerea.
Dalla scorsa estate i caccia italiani sono autorizzati a dare copertura ai militari del nostro contingente sparando coi cannoncini quando necessario.
I Tornado dovrebbero rientrare in Italia entro dicembre, una volta conclusa la fase di ambientamento degli Am-x e del personale adetto, proveniente dal 51esimo Stormo e dal 32esimo Stormo di Amendola.
Missioni di guerra e produzioni di morte. Investimenti bipartisan.
Il 28 ottobre il governo Berlusconi vara, con provvedimento d’urgenza, il rifinanziamento delle operazioni di guerra all’estero, chiamate eufemisticamente “interventi di cooperazione allo sviluppo dei processi di pace”
Il 29 ottobre La FIOM di Torino lancia un allarme tutt’altro che antimilitarista e pacifista.
Nel silenzio più assoluto delle opposizioni presenti in Parlamento, il Governo ha dato il via libera al rifinanziamento delle missioni militari togliendo altri 225 milioni di euro dalle disastrate casse dello Stato, mentre – per fare solo due esempi – in due anni il taglio del Fondo Nazionale Politiche Sociali è stato del 50%: dai 953 milioni di euro del 2007 ai 517 di oggi.
Il Fondo nazionale per la non Autosufficienza è stato abolito: 400 milioni risparmiati sulla pelle di portatori di handicap gravi, malati terminali, diversamente abili.
In questa situazione dalle pagine economiche de “La Repubblica” di venerdì 30/10 leggiamo le preoccupazioni di Giorgio Airaudo, segretario della FIOM di Torino, a causa delle mancate commesse all’ALENIA di Caselle (To) per la costruzione di componenti del famigerato F-35 Jsf.
L’operazione politico/imprenditoriale sarebbe quella di costruire il “quarto polo” dell’aeronautica nel varesotto, attorno all’Aermacchi. Cameri (provincia di Novara) diverrebbe il centro produttivo di questo polo, per volontà della cordata PdL /Lega lombarda. A discapito della zona industriale torinese.
“Nessuno mette in discussione Cameri – sostiene Airaudo nell’intervista – ma ai sindacati si era promessa una cosa diversa: costruzione e riempimento ala (dell’F-35 Jsf n.d.r ) nello stabilimento di Caselle, allestimento a Cameri (Novara). Ora quest’impegno sembra venir meno per pressioni politiche”.
Così, mentre le truppe professionali sono lautamente stipendiate dal contribuente italiano per occupare e devastare paesi come l’Afghanistan, per i lavoratori italiani la FIOM difende posti di lavoro nelle aziende che producono armi di distruzione di massa.
Gettate alle ortiche ogni ipotesi di critica e superamento dell’attuale sistema di sviluppo, il più grande sindacato dei metalmeccanici difende l’occupazione a prescindere da ciò che si produce, anche bombardieri nucleari di ultima generazione, come in questo caso.
Il cerchio si chiude, facendo emergere il contesto entro il quale si concretizza quotidianamente le famigerate politiche bipartisan, funzionali sino ad oggi solo ad aprire la strada ad una destra tra le più reazionarie del mondo.
Mercoledì 4 novembre il movimento contro la guerra scenderà in piazza in tutta Italia contro le vergognose parate militari che osanneranno le forze armate, trasformatesi in truppe di mercenari al servizio degli interessi delle grandi aziende italiane e delle politiche aggressive e guerrafondaie della NATO e degli USA.
Nessun finanziamento, nessuna arma per questo esercito.
Occorre ritirare immediatamente le truppe da tutti i paesi occupati, stornare i milioni di euro verso le fasce sociali colpite dalla crisi, riconvertire le fabbriche di morte in luoghi di produzione di benessere sociale, ricchezza collettiva, per una società emancipata dalle guerre di rapina.
La Rete nazionale Disarmiamoli!
http://www.disarmiamoli.org 3381028120 – 3384014989
La Russa e la Pinotti: una coppia super affiatata,
di Giancarlo Chetoni
La “missione” in Afghanistan: una voragine che inghiotte risorse che potrebbero essere utilizzate per le cose veramente importanti.
http://www.cpeurasia.org/?read=37710