La terra dove il lavoro è una chimera

DANIELA: “se posso…io invece sono favorevole al nuovo insediamento americano…..in una terra come la nostra….dove il lavoro e’ una chimera….se ne arriva e sicuramente ne arrivera’ perche’ dobbiamo rinunciarci?”…

Alla Lockheed il restauro delle basi di Napoli e Sigonella, di Angela Zoppo.

E per approfondire, Antonio Mazzeo.
Il cui articolo si conclude così:
““Ormai non regge neanche più l’alibi che le basi USA ospitate in Italia hanno una ricaduta per l’economia e le imprese nazionali”, dichiarano gli esponenti della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. “I nuovi programmi militari previsti in Sicilia, i velivoli senza pilota USA, il Sistema di sorveglianza terrestre AGS della NATO e il terminal terrestre del sistema di telecomunicazione satellitare MUOS a Niscemi, sono esclusivamente in mano al complesso industriale bellico statunitense. Northrop Grumman è anche la società che ha progettato e costruito i Global Hawk, mentre la neo-arrivata Lochkeed Martin è la principale produttrice dei satelliti e delle stazioni radar terrestri su cui si basa il MUOS. Senza poi dimenticare che sempre la Lockheed è la capo-commessa dei 131 cacciabombardieri strategici F-35 Lightning II che il governo italiano ha deciso di acquistare per le forze armate”. (…)”

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4 pensieri su “La terra dove il lavoro è una chimera

  1. un bel Nobel per la pace, a lui non vogliamo darlo?

    (ASCA-AFP) – Londra, 12 dic – La Gran Bretagna avrebbe sostenuto la guerra in Iraq anche se avesse avuto la prova che Saddam Hussein non era in possesso delle armi di distruzione di massa.
    A renderlo noto l’ex Premier Tony Blair in un’intervista alla BBC. Blair, che a gennaio rilascera’ la sua attesa deposizione nell’inchiesta ufficiale sulle motivazioni che spinsero la Gran Bretagna a prendere parte all’invasione del Paese a fianco degli Stati Uniti, ha detto che Londra avrebbe usato altri modi per giustificare il proprio sostegno agli Usa per spodestare il leader iracheno.
    Senza la minaccia delle armi di distruzione di massa ”ovviamente si sarebbero dovuto usare e diffondere diverse argomentazioni circa la natura” della pericolosita’ rappresentata da Saddam, ha affermato alla BBC. ”Non posso davvero pensare che sarebbe stato meglio averlo, con i suoi due figli, ancora in carica. E’ incredibilmente difficile”, ha aggiunto.
    Lo scorso 24 novembre, a sei anni e mezzo di distanza dall’appoggio che l’allora primo ministro Tony Blair diede agli americani nel conflitto, si e’ aperta a Londra l’inchiesta ufficiale da tempo attesa soprattutto dalle associazioni pacifiste e dalle famiglie dei soldati britannici che in Iraq hanno perso la vita. Al centro dell’inchiesta c’e’ il famoso ”dossier”, presentato il 24 settembre del 2002 da Tony Blair. Nel testo veniva asserito che l’Iraq possedeva le armi di distruzione di massa, mai trovate, che avrebbero potuto essere attivate in soli 45 minuti.

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