La sentenza è stata già emessa

Washington, 31 gennaio – Khalid Sheikh Mohammed, l’uomo considerato il regista degli attentati dell’11 settembre, “sarà giudicato e con ogni probabilità messo a morte per gli orrendi crimini che ha commesso, di questo potete essere sicuri”.
Così Robert Gibbs, il portavoce di Barack Obama, ha dichiarato, intervistato alla CNN, riguardo alla vicenda del processo a Mohammed ed altri incriminati per l’11 settembre.
(Adnkronos)

La più grande democrazia

Washington, 29 gennaio – E’ scandalo ad Haiti. Su Facebook sono apparse le foto di alcuni dottori di una missione di aiuto di Porto Rico immortalati mentre bevono, sorridono e agitano armi da fuoco tra le vittime del terremoto. E’ quanto riferisce la CNN.
Teatro dell’episodio l’ospedale da campo di Jimani nella Repubblica Dominicana, a pochi chilometri oltre il confine con Haiti. Qui il Senato del piccolo territorio statunitense ha inviato subito dopo il sisma del 12 gennaio una missione di circa 100 medici.
(AGI)

New York, 30 gennaio – Gli Stati Uniti hanno sospeso l’evacuazione dei feriti più gravi da Haiti in attesa che si definisca la questione di chi pagherà per le loro cure. La decisione è stata presa dopo che il governatore della Florida, Charlie Crist, ha chiesto formalmente che il governo federale si faccia carico di una parte dei costi sostenuti per assistere più di 500 haitiani.
(AGI)

Ghazni, 30 gennaio – Truppe della NATO si sono scontrate con soldati afghani loro alleati, e hanno chiesto l’intervento aereo, uccidendo quattro militari afghani e ferendone altri sei. Lo riferiscono oggi le autorità provinciali.
Shahedullah Shahed, portavoce del governatore della provincia di Wardak, a sudovest di Kabul, ha detto che le forze straniere e le truppe afghane erano impegnate in operazioni venerdì sera nella provincia, quando hanno iniziato a spararsi addosso.
“Quattro soldati dell’esercito sono stati uccisi e altri sei feriti quando un attacco aereo delle forze straniere ha colpito la loro postazione”, ha detto il portavoce. “Non sappiamo perché sia accaduto, ma è profondamente disdicevole”.
Il portavoce ha aggiunto che il raid aereo aveva mirato a una postazione dell’esercito afghano nell’area che era stata da installata da poco.
La forza ISAF della NATO ha confermato che “un incidente” è accaduto tra le forze di sicurezza occidentali e quelle afghane, ma non ha voluto fornire ulteriori dettagli.
“Stiamo lavorando con il ministero della Difesa per stabilire i fatti”, ha detto il luogotenente dell’esercito USA, Nico Melendez, un portavoce del contingente ISAF.
(Reuters)

Port -au- Prince, 31 gennaio – La polizia haitiana ha arrestato dieci cittadini statunitensi, sospettati di traffico di bambini. I dieci, facenti parte di un’associazione benefica che aveva messo in piedi un rifugio per un centinaio di bambini vittime del sisma in un hotel a Cabarete, nella Repubblica Dominicana, non avevano alcuna autorizzazione a trasferire i minori fuori da Haiti. “Questo si chiama rapimento, non adozione”, ha detto il ministro degli Affari Sociali haitiano, Yves Christallin.
(AGI)

Croix des Bouquets (Haiti), 31 gennaio – La quasi totalità dei 33 bambini che 10 membri di un’organizzazione cristiana dell’Idaho volevano portare via dall’isola non aveva perso i genitori. E’ quanto denuncia il direttore di Sos Childrens Village, Patricia Vargas.
L’ambasciata americana a Port-au-Prince ha intanto reso noto che i dieci, del centro New Life Children’s Refuge, sono stati incriminati per “violazione delle leggi haitiane sull’immigrazione” dopo essere stati fermati al confine con la Repubblica Dominicana su un autobus con a bordo 33 bambini dai due ai 14 anni senza documenti.
(AGI)

Washington, 1 febbraio – L’austerity a cui Barack Obama ha improntato il budget che presenterà oggi al Congresso non ha toccato la guerra, anzi le guerre in Afghanistan ed in Iraq per le quali saranno stanziati oltre 160 miliardi di dollari. “Una cifra molto più alta di quella che il presidente sperava di spendere quando è stato eletto, solo di poco inferiore di quanto stanziato negli ultimi anni dell’amministrazione Bush” commenta oggi The Politico.
(Adnkronos)

La purezza atlantista di Antonio Martino

L’Airbus e lo spettro di Antelope: “Pressioni e tangenti per l’affare”, di Sergio Rizzo.

Riconciliazione nazionale in Afghanistan

Così riportano le agenzie in riferimento alla conferenza svoltasi a Londra, accennando anche ad un ulteriore sostegno finanziario per il sottobosco paragovernativo.
Sul luogo, invece…

Kabul, 28 gennaio – Soldati dell’ISAF hanno aperto il fuoco questa mattina e ucciso un imam che si trovava in auto con i suoi figli nei pressi di Camp Phoenix, non lontano da Kabul.
Secondo quanto scrive il “Washington Post”, la nazionalità dei soldati che hanno sparato non è al momento chiara, ma ufficiali americani hanno espresso rammarico per quello che hanno definito “uno sfortunato incidente”, sostenendo che i militari che facevano parte di un convoglio “hanno sparato contro quello che sembrava essere un veicolo minaccioso”.
(Adnkronos/Washington Post)

“Purtroppo un civile è morto”
Kabul, 28 gennaio – La NATO ha ammesso di aver ucciso a Kabul, per errore, un imam e ha presentato le sue ‘scuse’, assicurando che verrà aperta un’inchiesta. Un convoglio della Forza internazionale della NATO (ISAF) ha aperto il fuoco ‘contro una vettura che era apparsa come una minaccia – si legge nel comunicato – e purtroppo un civile è morto. Abbiamo appreso più tardi che il civile era l’imam di una moschea’.
(ANSA)

I”Patrioti” di Morag

Lo scorso 20 gennaio, il ministro della Difesa polacco ha annunciato che una batteria di missili Patriot statunitensi, e 100 soldati americani che la faranno funzionare, dovrebbe essere installata non più tardi del prossimo aprile in Polonia. Ma non nei sobborghi della capitale Varsavia come inizialmente previsto bensì nella città di Morag affacciata sul Mar Baltico, ad una cinquantina di chilometri dal confine con la Russia.
A dicembre 2009, Washington aveva firmato uno Status of Force Agreement (SOFA) per formalizzare i progetti miranti ad installare truppe ed equipaggiamento militare statunitensi sul territorio della Polonia, aprendo così la strada ai già promessi missili Patriot come primo passo di un più complessivo rafforzamento del sistema di difesa aerea NATO in Europa.
Il precedente ottobre, poco dopo la visita del vice Presidente USA Joseph Biden in Polonia per concludere l’accordo, il vice ministro della Difesa polacco Stanislaw Komorowski si era incontrato con il suo pari grado statuntense Alexander Vershbow dichiarando che i missili Patriot sarebbero stati “pronti al combattimento”, e non disarmati come inizialmente ipotizzato. Secondo la stessa fonte giornalistica, funzionari degli Stati Uniti e dell’Ucraina avrebbero affermato che il territorio della seconda potrebbe essere interessato in qualche modo dal nuovo progetto di scudo antimissile. Se la Polonia confina con l’enclave russo di Kaliningrad, dal canto suo l’Ucraina condivide con la Russia un confine di oltre 1.500 chilometri…
Il Dipartimento di Stato USA ha rilasciato un comunicato sull’accordo per dispiegare militari statunitensi in Polonia – i primi soldati stranieri ad esservi installati dopo la fine del Patto di Varsavia nel 1991 – secondo il quale “il trattato favorirà una serie di attività concordate fra le parti, inclusi addestramento ed esercitazioni congiunte, il dispiegamento del personale militare USA, ed i prospettati insediamenti per la difesa con missili balistici”.
Un portavoce del Pentagono ha dichiarato che “l’Esercito statunitense in Europa aiuterà le Forze Armate polacche a sviluppare le proprie capacità di difesa aerea e missilistica. Considerando l’addestramento congiunto che già svolgiamo con i polacchi, questo programma relativo ai Patriot è solo un’altra estensione di quello sforzo”.
Se i precedenti piani per installare in Polonia missili di media gittata basati a terra evocavano, per quanto in maniera non plausibile, una presunta minaccia missilistica da parte dell’Iran, i Patriot possono essere diretti solamente contro la Russia.

Siamo tutti sovversivi

Il docente di diritto di Harvard Cass Sunstein, nominato da Obama a capo dell’Ufficio dell’informazione e degli Affari regolamentari, ha abbozzato un piano per il governo per infiltrare i gruppi complottisti per indebolirli con pubblicazioni nelle chat room e nelle reti sociali, come pure in riunioni reali, secondo un articolo recentemente scoperto che Sunstein ha scritto per il Journal of Political Philosophy.
Come abbiamo spesso avvisato, le chat room, le reti sociali e particolarmente le sezioni di commento di articoli vengono “giocate” ripetutamente da sabotatori, molti dei quali posano come numerose diverse persone per creare un consenso fasullo, che tentano di screditare qualunque informazione venga discussa, non importa quanto credibile e ben documentata. Vediamo questo da anni nei nostri siti web e, sebbene alcuni di questi individui agissero di propria iniziativa, un numero significativo è parso operare a turno, pubblicando ripetutamente gli stessi argomenti di discussione frequentemente.
E’ fermamente stabilito il fatto che il complesso militare-industriale, che possiede anche le reti dei media corporativi negli Stati Uniti ha numerosi programmi rivolti ad infiltrare importanti siti Internet ed a diffondere propaganda per contrastare la verità sui misfatti del governo e sulle occupazioni di Iraq ed Afghanistan.
Nel 2006 il CENTCOM, il Comando Centrale degli Stati Uniti, ha annunciato che sarebbe stato assunto un gruppo di dipendenti per ingaggiare “i blogger che pubblicano informazioni imprecise o false, come pure i blogger che pubblicano informazioni incomplete”, sulla cosiddetta guerra al terrore.
Nel marzo 2008, è stato rivelato che il Pentagono stava espandendo le “Operazioni dell’informazione” su Internet impiantando falsi siti web stranieri di notizie, intesi a sembrare fonti di media indipendenti ma che in realtà portavano propaganda militare diretta.
Paesi come Israele hanno pure ammesso di avere creato un esercito di sabotatori online il cui compito è di infiltrare i siti web contro la guerra ed agire da difensori dei crimini di guerra dello stato sionista.
Nel gennaio dello scorso anno, la US Air Force ha annunciato un piano di risposta “contro-blog” mirato a scendere in campo e reagire al materiale di blogger che hanno “opinioni negative sul governo e sull’aeronautica militare USA”.
Il piano, creato dal braccio affari pubblici dell’Air Force, comprende un dettagliato schema di flusso di “contro blogging” in dodici punti che detta come gli ufficiali dovrebbero affrontare quelli che sono descritti come scrittori online “sabotatori”, “violenti” e “fuorviati”.
(…)

Da Lo zar dell’informazione di Obama traccia il piano del governo per infiltrare i gruppi complottisti, di Paul Joseph Watson.

Bertolaso rimandato in atlantismo

(AGI) – Washington, 25 gen. – “Il governo non si riconosce nelle dichiarazioni” in cui il sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso ad Haiti “ha attaccato frontalmente l’America e le organizzazioni internazionali”.
Questa la secca presa di distanza da Bertolaso espressa dal ministro degli Esteri Franco Frattini al suo arrivo a Washington dove tra poche ore incontrerà il segretario di Stato Hillary Clinton con la quale, tra l’altro, affronterà l’emergenza Haiti .

Esami di riparazione superati con successo
«Con lui [Barack Obama - n.d.r.] prima di tutto, e con gli americani, ho un ottimo rapporto – dice Guido Bertolaso – le mie non erano accuse agli Stati Uniti, ma critiche, da tecnico, alla mancanza di coordinamento delle organizzazioni internazionali».
E via scusandosi e depistando…

Promuovere per rimuovere?
L’Aquila, 29 gennaio – Dopo 10 mesi dalla scossa che il 6 aprile ha colpito L’Aquila, Guido Bertolaso lascia il capoluogo abruzzese che lo ha visto protagonista come commissario all’emergenza. Ma per il sottosegreretario alla Protezione Civile arriva sul campo la promozione a ministro da parte del premier Silvio Berlusconi: “E’ il minimo che possiamo fare dopo lo straordinario exploit di Guido”.
Un gesto che arriva dopo le dichiarazioni di Bertolaso sulla gestione degli aiuti ad Haiti e lo scontro diplomatico sfiorato con gli Usa. Proprio su quell’episodio si appuntano le critiche dell’opposizione che dice: “I ministeri non sono premi”. Ma la ‘promozione’ di Bertolaso non sembra essere cosa di domani mattina. Non è stato solo il diretto interessato a mostrarsene sopreso e dichiararsene del tutto ignaro, poco dopo l’exploit del Premier. Nel Governo in più d’uno parlano di un annuncio a sorpresa, al limite dell’estemporaneità di cui solo nei prossimi giorni si potrà capire portata e sostanza. Anche la ipotesi più gettonata, quella del ‘superministero alle emergenze’ che trasformi ed ampi le competenze della Protezione Civile richiede tempo: a partire dalla nuova legge ad hoc che richiederebbe un nuovo aumento del numero dei ministri. Ad oggi, dunque, a Bertolaso non è restato che incassare la promozione pubblica sul campo da parte del premier, congedarsi dall’Aquila e tornare full time alla Protezione Civile, da Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
(Apcom)