ANCOP

In Afghanistan: quando si sovvenzionano entrambe le fazioni di Eric Walberg, leggiamo:
“Le ultime innovazioni delle politiche USA in Afghanistan al fine di migliorare la sicurezza sono sia senza senso che pericolose. La più inutile di queste innovazioni sono i 5.000 membri dell’Afghan National Civil Order Police (ANCOP), il “top” dei 104.000 membri delle forze di polizia che l’Occidente sta pagando (gli ANCOP prendono più del doppio dei 165 dollari di un poliziotto regolare). Operazione che si è rivelata un sonoro fallimento a Marjah, dove più di 300 ANCOP erano stati dislocati seguendo l’avanzata NATO e sono stati accusati in un fascicolo statunitense di “uso di stupefacenti, corruzione e scarso impegno”, incluso abbandonare i posti di blocco, quando non ne mettevano su dei finti con lo scopo di alleggerire i passanti. “Rifiutano di lavorare di notte, di pattugliare e di mantenere la guardia per più di tre ore” si è lamentato lo Staff Sergeant Joseph Wright.
Gli yankee e i loro quislings stavano quasi per venire alle armi tra di loro quando gli ufficiali USA hanno forzato le analisi delle urine per scovare chi tra gli ANCOP facesse uso di hashish. La maggior parte degli ANCOP sono Tajik che non parlano Pashtun e vestiti e pagati dagli invasori sono considerati nemici dai residenti di Marjah quanto lo sono gli Americani. Appare chiaro perché gli ANCOP non vogliano pattugliare o lavorare di notte.”

E chi addestra gli ANCOP? L’Italia!

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2 thoughts on “ANCOP

  1. Da Frattini Brevetti a Ufficiali Afgani. ”Siamo Con Voi”

    (ASCA) – Roma, 25 giu – ”L’Italia e’ e sara’ al fianco dell’Afghanistan in un momento cosi’ delicato, importante e complesso della sua transizione verso la democrazia”. Con queste parole il ministro degli Esteri Franco Frattini ha consegnato, presso il comando generale della Guardia di Finanza di Roma, a venti funzionari afgani gli attestati di frequenza del corso di formazione svoltosi per tre settimane al Centro di addestramento e specializzazione delle Fiamme Gialle di Orvieto. Pe il titolare della Farnesina, il cammino dell’Afghanistan verso la ”stabilizzazione” sara’ percorso anche grazie al sostegno e alla cooperazione dell’Italia che punta a rafforzare ”le istituzioni locali e lo Stato di diritto”.
    Alla cerimonia di consegna dei brevetti hanno preso parte anche l’ambasciatore dell’Afghanistan in Italia Musa Maroofi, il comandante generale del Corpo, Nino Di Paolo, e Massimo Iannucci, inviato speciale di Frattini per l’Afghanistan e il Pakistan. Il corso di addestramento di Orvieto per funzionari della dogana e della polizia di frontiera afgana rappresenta ”un ulteriore esempio concreto” del sostegno italiano alla governance di Kabul, ha detto Frattini aggiungendo che questi ufficiali ”contribuiranno al contrasto del traffico di droga e armi, al controllo delle frontiere e contribuiranno alla creazione di istituzioni sicure e stabili”.

  2. il principio delle ”3T”, avanti così…

    (ASCA) – Herat, 9 ago – I Carabinieri della Nato Training Mission in Afghanistan hanno iniziato due corsi di formazione per 1.000 reclute della polizia afgana presso i centri di Herat e Adraskan, nella regione occidentale dell’Afghanistan, dove opera il contingente italiano. Lo riferisce in una nota il Regional Command West di Isaf.
    I nuovi agenti, spiega la nota, faranno parte dell’Afghan National Civil Order Police (Ancop), la componente della polizia afgana a carattere militare, destinata ad essere schierata nelle zone piu’ sensibili dell’Afghanistan, dove e’ richiesta un’adeguata preparazione tattico-militare con compiti prettamente combat e per esigenze di ordine pubblico. A tal fine, questo corpo di polizia ricalca il modello del reggimento Tuscania e dei battaglioni mobili dell’arma dei Carabinieri, da dove peraltro provengono tutti gli istruttori. Infatti, prosegue la nota, le capacita’ che essi esprimono e le esperienze acquisite sono considerate le piu’ idonee alla formazione richiesta per l’Ancop.
    I corsi di formazione si articolano sullo studio di diverse materie come topografia, codice penale, codice di procedura penale e prevedono una serie di lezioni pratiche, con un istruttore per ogni allievo, in cui vengono insegnate tecniche di difesa personale, pattugliamento, addestramento al tiro, controllo della folla, check-points e tecniche investigative. Di particolare rilevanza anche la formazione per la lotta agli ordigni improvvisati (Ied), la principale minaccia presente in Afghanistan anche per la popolazione civile.
    Secondo il principio delle ”3T” (Training The Trainers), si sta formando inoltre la prima generazione di istruttori afghani, con l’obiettivo finale di consentire la piena indipendenza delle forze di polizia anche nel campo della formazione, sia sotto il profilo della pianificazione che del controllo della didattica. Progressivamente, i Carabinieri svolgeranno essenzialmente compiti di supervisione e coordinamento. Come affermato dal capitano Alessandro Criscitiello, Comandante del P-STT di Adraskan,” questa nuova fase, che si ispira al principio delle 3T, puo’ essere considerata la chiave di volta affinche’ le forze di sicurezza nazionali, consolidati gli strumenti formativi forniti dai nostri carabinieri, possano quanto prima operare in piena autonomia anche nel settore della loro formazione”.

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