In queste ore sui media di tutto il mondo girano le immagini del video dell’interrogatorio dei giovanissimi componenti del Kill Team , un gruppo di soldati americani ventenni che plagiati dal loro sergente ammazzavano e collezionavano dite di civili afgani innocenti per puro divertimento. Se la Corte marziale li riterrà colpevoli il rischio per loro è la morte o il carcere a vita.
Ma… in Italia quali sono le misure che impediscano che si commettano abusi nelle operazioni militari all’estero?
Riteniamo opportuno aprire uno squarcio sul velo plumbeo della legislazione di “emergenza” che da pochi mesi permette la totale impunità sui reati che i militari possono fare durante le operazioni all’Estero.
Un’impunità che non siamo noi a definirla tale, ma, bensì, esperti civili e militari di diritto penale che ha approfondito questo argomento sulla rivista più prestigiosa delle nostre Forze Armate, Informazioni della Difesa, periodico a firma dello Stato Maggiore della Difesa, nel numero 3/2010, giunto un mese fa agli abbonati.
Esso è una conferma autorevole a quanto denunciato da troppo tempo da associazioni pacifiste e antimilitariste, come noi dell’Osservatorio sui Balcani di Brindisi: siamo arrivati ad un punto di deriva democratica tale che, in nome dell’unanime consenso patriottico, le quotidiane polemiche politiche tra poli son state messe da parte per approvare una legge, quella che è entrata in vigore il 1 gennaio 2010, la 197/2009, che praticamente rende non punibili i militari che usassero le armi o altro mezzo coercitivo contro tutti coloro che gli si oppongano, in qualunque modo, impedendo l’esecuzione di ordini e direttive impartite e/o nel rispetto delle Regole d’Ingaggio, ROE.
I due esperti , autori dell’articolo (Paolo Maria Ortolani e Francesco Zamponi) nel loro particolareggiato studio, si dichiarano perlomeno sconcertati (se non addirittura scandalizzati) su come provvedimenti amministrativi (redatti da Generali e sotto la pressione di Paesi – gli USA – o Alleanze – la NATO – NdR) possano diventare norme di rilevanza penale tali da ledere il principio costituzionale dell’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge.
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Nel solito documento multiproroghe, salva missioni di fine anno, il n. 152 del 4 novembre 2009 (disposizioni urgenti proroga missioni internazionali ed altro…) veniva fatta una legge di modifica che, esplicitando la non punibilità degli atti fatti sotto ordine superiore, derubrica a colposo qualunque tipo di violazione nell’uso eccessivo della forza”.
Praticamente una vera e propria licenza di ammazzare o infliggere danni a tutti coloro che anche inconsapevolmente si trovassero a traversare la strada di un nostro gruppo di armati all’estero.
Prendiamo per esempio l’ultima operazione di una nostra Task force andata a male, quella dove il tenente Romani ha perso la vita, quando ha avuto la sfortuna di imbattersi in un gruppo di prede talebane decise a non farsi “terminare”.
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Questo non significa che, prima del gennaio 2010, atti di violenza inutile o di stupidità nell’osservanza degli ordini siano stati censurati con condanne!!! Assolutamente no!
Son passati i tempi in cui lo scandalo torture in Somalia, fece oscurare il mito del Buono Soldato Italiano portandolo nell’aula di tribunale. Dal 2001 tutto ciò che è avvenuto di “sporco” all’estero è stato di fatto assolto con motivazioni incredibili in nome della lotta al terrorismo internazionale.
Ve la ricordate la famosa battaglia dei ponti a Nassirya in Iraq? Lì vi fu una vera e propria strage di miliziani e civili che contesero al nostro contingente l’accesso ai ponti della città.
Le vittime furono tutte classificate insorti e quindi non degne neanche di uno sputo di condoglianza, ma scioccò tutti l’ambulanza mitragliata, nonostante che portasse i contrassegni della Mezzaluna rossa. In quel caso i nostri soldati ammazzarono 4 occupanti dell’ambulanza, compresa una donna partoriente: ebbene, con sentenza n. 33 del 7 maggio 2007 il Gup del tribunale militare di Roma ha mandato assolti i nostri militari (ex art. 44 cpmp).
Così è stato, in un’altra occasione, per un civile, un manifestante iracheno freddato dai nostri militari.
La vicenda è di una crudeltà rivoltante: lui, l’iracheno che protestava, fu reso “reso inoffensivo” ovvero pestato e gettato, svenuto, per terra. Nonostante ciò, veniva freddato, da un altro soldato italiano che lo colpiva con la canna del fucile dal quale, “inavvertitamente”, gli partiva un colpo. Non ci dilunghiamo sui particolari macabri dell’effetto del proiettile da guerra sulla sua testa… Ebbene, la Corte militare di Appello con sentenza n. 27 del 5 maggio 2006 ha assolto il militare per aver agito in stato di necessità militare (ex artt. 44 e 59 cpmp) ponendo a suo fondamento l’interesse militare che aveva come obbiettivo la sicurezza del posto dove i manifestanti si erano radunati.
Su tutto ciò aleggia un silenzio, complice trasversale e chi lo viola, come noi, è additato come sabotatore, antipatriottico e alleato ai terroristi che un giorno potrebbero anche colpire il nostro Paese.
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Da Assassini in divisa. Il caso del Kill Team, di Antonio Camuso.

intanto, in Italia, i dirigenti d’azienda (bancaria) si addestrano a “fare la guerra”.
la militarizzazione di ogni aspetto della vita civile, più che un segno dei tempi…
UNICREDIT: STAGE DIRIGENTI IN CASERMA PER AFFRONTARE STRESS
(ANSA) – BOLOGNA, 28 SET – Tempi ‘burrascosi’ in Unicredit, e i dirigenti vanno in caserma per uno stage operativo che mira a superare eventuali timori, imparare a prendere decisioni in tempi brevi e contare sul team per far fronte alle difficolta’.
Termina domani alla caserma De Gennaro di Forli’, sede del 66mo reggimento aeromobile ‘Trieste’ della Brigata Friuli (protagonista di numerose missioni operative nel mondo), lo stage di 16 dirigenti della banca (uomini e donne) della direzione centrale per migliorare le dinamiche di gruppo in contesti di stress fisico e mentale.
La concomitanza tra il cambio al vertice del gruppo e lo stage e’ ovviamente del tutto casuale.
L’attivita’ e’ durata tre giorni. I dirigenti hanno dormito e mangiato in caserma. Il corso e’ nato da una richiesta del Gruppo, ha avuto l’autorizzazione e il coordinamento dell’Ufficio orientamento e sviluppo professionale dello Stato Maggiore dell’Esercito (quello che fa di solito la selezione del personale). Tutto e’ stato seguito e controllato da sei ufficiali e sottufficiali istruttori del reggimento. L’esercito ci ha messo le professionalita’, Unicredit ha sostenuto i costi.
Il ‘team building’ si e’ articolato in diverse prove: dalla discesa in corda dalla torre di ardimento, alla marcia notturna. I funzionari sono stati messi davanti a scelte da prendere in fretta, ma con conseguenze dirette ed immediate su tutto il gruppo.
(ANSA)
anche dall’altro lato dell’Oceano i civili si fanno soldati.. di un’idea.
scopo: colonizzare l’immaginario dei popoli “ostili” e magari svolgere anche un po’ di attività di intelligence (dopo averne occupato militarmente il territorio, come in Iraq):
Roma, 29 set. (Apcom) – Si chiama “Campo estivo del Signore” e ogni estate richiama in Florida centinaia di ragazzi, tra i 4 e i 18 anni, pronti a vivere senza acqua corrente ed elettricità, a tollerare le zanzare, a seguire corsi di sopravvivenza e imparare a evangelizzare. Una volta concluso il corso di addestramento, i ragazzi vengono inviati come missionari negli angoli più sperduti del mondo, per collaborare alla costruzione di scuole e di chiese e per cercare di conquistare nuovi proseliti alla chiesa evangelica americana.
I campi sono stati ideati circa 40 anni fa da Bob Bland, 82 anni, e da allora sono stati formati circa 40.000 ragazzi. Alla fine di questa settimana, le squadre formate in Florida raggiungeranno posti come la foresta amazzonica, il Belize, l’Uganda e il Malawi per avviare l’evangelizzazione, lavorare con bambini rimasti orfani a causa dell’Aids o ampliare missioni già esistenti.
Il programma del prossimo anno prevede invece la formazione di ragazzi da inviare in uno dei Paesi più ostili: l’Iraq. Stando a quanto scrive oggi il quotidiano britannico Daily Telegraph, che ha visitato il campo di Merritt Island, a est di Orlando, Bland volerà presto nel Kurdistan iracheno per preparare il viaggio missionario in programma per giugno. Due ragazzi hanno già offerto la propria disponibilità, ma Bland ha precisato che intende confermare il viaggio in Iraq solo una volta conclusa la sua ricognizione nel Paese.
Sono 80 milioni gli americani che si professano cristiani evangelici, che oggi rappresentano la comunità religiosa più grande degli Stati Uniti, precisa il quotidiano.
Eh eh, io ho sempre detto che i soldati italiani, europei e americani sono dei killer in quanto giurano servitù (è la parola adatta) allo stato liberal-capitalista, ossiam uno stato-mandante. Loro sono i sicari.
Essere militare di carriera oggi significa agire sapendo che lo Stato a cui ci si è sottomessi intraprendeerà missioni sbagliate e quindi ci si mette a disposizione per svolgere le stesse.
Questa consapevolezza non merita alcun perdono o comprensione.
Anche chi ha assassinato inutilmente Calipari mi sembra che non sia stato punito. Fra lupi dello stesso branco non si mordono, in genere.
l’”utilità” dell’assassinio di Calipari, uno dei migliori uomini dell’intelligence italiana ed anche un po’ recalcitrante ad allinearsi con il padrone americano, ci sembra più che evidente…