Parole parole parole…

Washington, 9 dicembre – La Camera dei rappresentanti USA ha bloccato ieri, di fatto, la chiusura del carcere di massima sicurezza di Guantanamo, prevista nel 2011, e la possibilità che la mente degli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti sia giudicato sul suolo americano: la decisione, se confermata in Senato, sarebbe un duro colpo per il presidente Barack Obama, che aveva incluso la chiusura di Guantanamo tra gli obiettivi principali del sul mandato.
Con 212 voti contro 206, la Camera ha approvato il progetto di legge finanziaria per il 2011, destinato a fornire fondi al governo americano fino a settembre del prossimo anno. Un paragrafo del testo, però, “proibisce l’utilizzo di fondi per trasferire o liberare sul suolo americano Khaled Sheikh Mohammed (la mente degli attentati dell’11 settembre, ndr) e qualunque altro prigioniero di Guantanamo”. Un altro paragrafo del progetto di legge assicura che “nessun fondo fornito al ministero della Giustizia da questa legge o da altre potrà essere utilizzato per l’acquisizione di prigioni allo scopo rinchiudere persone detenute alla base navale di Guantanamo, a Cuba”.
La prigione di Guantanamo accoglie oggi 174 prigionieri, di cui solo tre sono stati formalmente condannati da un tribunale militare.
(Apcom)

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7 pensieri su “Parole parole parole…

  1. CI SEMBRA DEL TUTTO NATURALE pensare che la base di Guantanamo sia giustificata oggi proprio dalla presenza del famigerato carcere/tortura. E’ probabile che prima o poi si leverà qualche voce, nell’ambito caraibico, tendente a liberare Cuba da quel penoso fardello, e forse proprio per approntare una nuova base, in caso di “recesso” da Cuba, gli USA hanno preso possesso in modo molto energico di Haiti, che non può difendersi in maniera adeguata.

  2. fatti fatti fatti…

    Gerusalemme, 9 dic. – (Adnkronos/Aki) – Per finanziare il sistema di difesa antimissile israeliano Iron Dome (Cupola d’acciaio) gli Stati Uniti hanno stanziato aiuti per 205 milioni di dollari. La decisione e’ passata alla Camera dei Rappresentanti con 212 voti a favore e 206 contrari.
    ”Era una priorita’ del Congresso e del presidente Obama ed e’ il primo finanziamento di questo genere per questo importante sistema di difesa – ha commentato il democratico Steve Rothman, citato dal quotidiano israeliano ‘Ha’aretz’ – Questi aiuti inviano un segnale forte, sia ai nostri nemici che ai nostri alleati”. ”Si tratta solo dell’ultimo esempio – ha proseguito – del fatto che sul fronte della difesa, della cooperazione militare e a livello d’intelligence, le relazioni tra Stati Uniti e Israele non sono mai state tanto forti”.

  3. Mia nonna, classe 1881 quando voleva augurare del “bene” diceva: ci vorrebbe un colera con gli occhi.
    Il colera c’è, purtroppo, per i poveri locali. Affrettiamo il trasferimento della prigione e degli amerikani.

  4. CHE I RAPPORTI USA/Israel siano forti non c’è dubbio, e, questo rapporto, non è nemmeno determinato dalla presenza della massiccia Lobby ebraica sul territorio amerikano. Quello che invece dovremmo prendere in considerazione è ben altro: cioè il passaggio da una strategia d’attacco ad una di difesa. QUESTO è IL PUNTO DETERMINANTE.

  5. Pingback: Guerre USA 2011 | Informare per Resistere

  6. un comunicato di Obama

    Washington, 7 mar. – Contrordine. Altro che chiudere Guantanamo come aveva promesso durante la campagna elettorale. Barack Obama ha anzi autorizzato, dopo un congelamento di due anni, la ripresa dei processi militari contro i detenuti di Guantano e ha definito nuove linee guida per questi prigionieri non giudicabili e che resteranno indefinitivamente in carcere.
    “Sto annunciando diversi passi per aumentare la nostra capacita’ di portare i terroristi davanti alla giustizia…ed assicurare un trattamento umano dei detenuti”, si legge in un comunicato di Obama. Per quei prigionieri considerati troppo pericolosi per essere liberati avranno il diritto alla revisione periodica della loro posizione. (AGI)

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