A guardare le prospettive economiche e sociali dell’Italya ci sarebbe da piangere: molte industrie disastrate e in fase di smobilitazione, un debito pubblico al 120% del PIL, una disoccupazione galoppante. E meno male che ci sono i nostri “politici” (?!?) ad allietarci le giornate e ad indurci alla risata con le loro risse quotidiane.
Tempo di “manovra di aggiustamento dei conti pubblici”. Ce la chiede la Unione Europea, ce la chiedono i Mercati, ce la chiede Draghi (è stato promosso dalla Banca d’Italya alla Banca Centrale Europea). Tempo di manovra, tempo di risse:
1. Tremonti predica il “rigore”, mentre Berlusconi e Bossi vorrebbero la “ripresa”.
2. Anche le opposizioni tifano per la “ripresa”. Ma, se Tremonti, minaccia le dimissioni, le opposizioni sposano le proposte rigoriste di Tremonti.
3. Poi Berlusconi, Bossi e Tremonti trovano la “quadra”: un poco di rigore, un poco di ripresa. E allora le opposizioni gridano che è tutta una manfrina e che “Tremonti non è serio”.
4. La polemica si sposta sui pochi tagli sui quali Berlusconi, Bossi e Tremonti hanno trovato l’intesa.
Fateci caso: nessuno (né a destra, né al centro, né a sinistra) propone tagli sulle missioni militari. Nei bei tempi andati gli statisti si ponevano il problema: “burro o cannoni?”. E decidevano secondo le loro convinzioni e secondo le necessità del momento. Oggi, invece, il dilemma se lo pone Mr. Obama. E gli altri seguono, docili ed obbedienti. E dunque…… E dunque i nostri politici, non potendo sciogliere il dilemma tra burro o cannoni, litigano se debbono tagliare sul latte, sulla lattuga oppure sulla birra. Sui cannoni no, sui cannoni decide Mr. Obama.
Se almeno ci risparmiassero queste risse quotidiane! Ma, anche questo ha una logica: serve a distrarre il popolo bue.
Antonino Amato
In Italya la situazione è tragica, ma non seria
giugno 30, 2011 di byebyeunclesam

Qualcuno è a conoscenza di:
1) Quanto è il TOTALE dei (nostri) soldi spesi annualmente per le missioni ascare all’estero ?
2) Riguardo le basi USA in ItaGlia, cosa dobbiamo pagare per il loro mantenimento ??? (non credo che se le paghino loro le spese, io penso che ci sìa qualche protocollo segreto che stabilisca gli òneri dello Stato occupato.
Grazie
1) per quanto riguarda l’anno in corso, ai 754.3 milioni di euro relativi al primo semestre http://byebyeunclesam.wordpress.com/2011/01/26/guerra-batte-pace-692-a-61/ vanno aggiunti i 700 circa inseriti nella manovra in corso di approvazione per il secondo semestre http://byebyeunclesam.wordpress.com/2011/06/27/la-manovra-finanziaria/, che fa un totale di quasi 1,5 miliardi.
sempre che l’onere delle operazioni in Libia sia compreso nel conto, della qual cosa c’è seriamente da dubitare, visto che lo stanziamento per la prima parte dell’anno, a guerra libica ancora da venire, risulta superiore a quello della seconda parte.
a tal riguardo, si rilegga Giancarlo Chetoni: http://byebyeunclesam.wordpress.com/2011/05/08/guerre-e-guerricciole-tricolori-al-traino-del-padrone-usa/
2) quanto è dato sapere sta qui: http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/03/27/li-paghiamo-anche/
”Abbiamo previsto anche la riduzione delle spese militari, delle spese per le missioni, perché abbiamo pensato di eliminare alcune missione e di ridurne altre.”
nè dx nè sx? l’ha detto DiPietro! vabbè che lui è ‘oltre’….
Hai fatto caso che muoiono sempre gli stessi?
(totò)
Tremonti non risparmia sulla guerra,
di Enrico Piovesana
http://it.peacereporter.net/articolo/29208/Tremonti+non+risparmia+sulla+guerra
La stangata di Tremonti da 47 miliardi prevede tagli alle spese per sanità, scuola e pensioni, ma lascia inalterate le spese per le missioni militari all’estero.
Nella bozza della manovra economica, all’emblematica voce ‘spese indifferibili’, è infatti stabilito uno stanziamento di 700 milioni di euro per proroga di sei mesi (fino al 31 dicembre 2011) della partecipazione italiana alle missioni internazionali.
Si tira la cinghia su tutto, dalla salute all’istruzione, ma non sulle guerre. La cifra di 700 milioni (che comprende la guerra in Afghanistan e le missioni in Libano, Kosovo, Bosnia, Iraq, Pakistan, Somalia, Sudan e Congo) è infatti in linea con i precedenti finanziamenti semestrali.
Questo stanziamento militare, tra l’altro, non comprende le spese per la guerra in Libia, che nei primi tre mesi è costata da sola oltre un miliardo di euro (almeno 700 milioni di spese correnti per la Difesa per bombe, missili e carburante per aerei e navi, e altri 400 milioni di finanziamenti ai ribelli provenienti dal ministero degli Esteri).
Nessun taglio, nella manovra del Tesoro, nemmeno per le spese militari di riarmo, a partire dai 3,6 miliardi di euro destinati nei prossimi tre anni (lo stesso coperto dalla manovra) al programma di acquisizione di 131 caccia-bombardieri F-35.
Se questa sola folle spesa di riarmo fosse tagliata, se si ponesse subito fine all’incostituzionale partecipazione alle guerre in Libia e in Afghanistan (che attualmente costa 800 milioni all’anno), molti miliardi di euro verrebbero risparmiati, e non ci sarebbe bisogno di toccare sanità, scuola e pensioni.