Tunisi, 15 Ottobre – Sconcertante comportamento dei tifosi algerini che, nel corso del decisivo incontro con la Libia per la qualificazione alla fase finale della Coppa d’Africa di calcio, hanno inneggiato a Gheddafi insultando i giocatori ospiti.
Verso i giocatori della nazionale libica, la tifoseria biancoverde ha lanciato l’insulto “jerdhen” (ratti), lo stesso con cui Muammar Gheddafi chiamava gli insorti che ne avrebbero decretato la fine.
I tifosi algerini hanno, poi, ripetutamente celebrato il ricordo del Colonnello al grido di ”Yahia Gueddafi” (Gheddafi vive). Al 21/mo minuto del secondo tempo, quando la partita era sul 2 a 0 per i padroni di casa (che sarebbe stato il risultato finale), il capitano della formazione libica, Ahmed Saad, ha chiesto ai suoi compagni di abbandonare il campo di gioco per protestare contro gli insulti e le provocazioni e anche per l’uso massiccio di laser contro di loro. Quanto accaduto durante la partita, commentano i giornali algerini, è consegunza degli atti violenti subiti dai calciatori della nazionale d’Algeria, alla fine dell’incontro d’andata, da parte dei loro avversari.
(ANSAmed)
segnaliamo che “al contrario degli ingannevoli proclami dell’Occidente circa il rispetto e la dedizione nel settore dei diritti umani ed il libero corso delle informazioni nel mondo,… a partire da Lunedì 15 Ottobre… la compagnia Eutelsat… ha proibito alla compagnìa Hotbird di proseguire il fornimento di servizi alle reti in lingue straniere della Repubblica Islamica dell’Iran e questa compagnìa, in una azione totalmente illegale e contro gli accordi vigenti, ha interrotto la diffusione delle reti Al-Alam, Press TV, Al-Kowthar, IRINN, Sahar 1 e 2, Jam-e-Jam 1 e 2, e la rete del Corano. (In tutto si tratta di 19 canali tv e radio in lingue europee e non).”
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