The Monuments Men e le balle della redenzione

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Il commento di Philippe Daverio a margine della presentazione al festival cinematografico di Berlino dell’ultima produzione del divo di Stato George Clooney.

“Andremo a vedere il film “The Monuments Men” appena approderà nelle nostre sale cinematografiche. Ma nel frattempo faremo un piccolo ripasso di storia. Non sono gli stessi americani che hanno forse inutilmente bombardato l’abbazia di Monte Cassino distruggendo uno dei luoghi dove era nata la rivoluzione monastica che cambiò la faccia dell’Occidente? Non sono forse loro che nell’agosto del 1943, quando ormai si era ad un passo dell’8 settembre, cioè dell’armistizio con Badoglio e della fuga di Mussolini, fecero a Milano con gli inglesi il primo bombardamento culturale della storia umana, distruggendo il Museo di Brera, il museo Poldi Pezzoli, la Scala, il Conservatorio, il Teatro Carcano, il Museo di Storia Naturale, il Museo delle Scienza e della Tecnica, il Cenacolo di Leonardo, la Biblioteca Ambrosiana e quella di Sant’Eustorgio e tanti altri luoghi della cultura italiana perché pensavano che gli italiani fossero colti e come tali suscettibili di deprimersi per motivi estetici.
In Germania la cattedrale di Magdeburgo, centro della cristianità d’Occidente fu inutilmente rasa al suolo in gennaio 1945 quando la questione bellica era già alla frutta. La guerra ha le sue logiche; non raccontateci storie edificanti a posteriori. Allora la questione era caldissima ma era come se avessero deciso di distruggere non il nemico bensì quella matrice culturale d’Europa dalla quale erano nati: in hoc signo vinces sul serio. Noi eravamo colpevoli, i tedeschi anche di più, ma alle balle della redenzione si fa fatica a credere. Agli appetiti invece sì.”

[Ipocrisia anglo-americana]

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7 pensieri su “The Monuments Men e le balle della redenzione

  1. Gli aerei britannici ed americani, bombardarono con bombe incendiarie le città di LIpsia e Dresda a pochi giorni dalla fine della guerra, e comunque le città erano ormai prive di obiettivi militari. Tanto per non dimenticare….

  2. Gi americani non hanno una cultura da difendere. Sono una popolazione creata ad hoc un po’ come quella nata dalle leggi livornine del granduca di Toscana Ferdinando, con la differenza che quella gente viveva circondata dalla storia ed è migliorata. Galeotti ladri commercianti levantini senza scrupoli tagliaborse che sono fuggiti dall’OCCIDENTE per nascondersi oltremare. Dopo generazioni la cultura non ha attecchito e gli americani si esaltano per una pistola colt del 1800 per un bottone arrugginito appartenuto ad un militare della guerra di secessione, brandelli di storia che al massimo hanno 150 anni.
    Hanno profanato i nostri luoghi sacri e i nostri luoghi di grande storia per tutta l’umanità con i loro attacchi militari come se loro fossero degli extraterrestri liberi di distruggere tutto anche il loro background, ma erano e sono così ignoranti da non saperlo.

  3. Pingback: The Monuments Men e le balle della redenzione | Informare per Resistere

  4. Tutto corretto, se non fosse che nel fllm stesso viene chiaramente mostrato come alla maggior parte degli americani nell’esercito non fregasse niente della preservazione delle opere d’arte, e siano stati solo un piccolo gruppo di persone a credere in questo. Il film si limita a riportare un fatto di cui si sapeva poco. Che poi il film non sia un granché è un’altro discorso

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