No al ricorso contro la revoca del MUOS

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A Palermo, venerdì 10 Maggio dalle ore 9.00 in poi, dinanzi al TAR Sicilia, in via Butera angolo Piazzetta S. Spirito (Porta Felice/Foro Umberto I).
Partecipiamo numerosi, determinati ma ordinati, silenziosi ma decisi!
Noi diciamo NO al MUOS e al ricorso del Ministero della Difesa contro la Regione Sicilia e la revoca delle autorizzazioni per la costruzione del MUOS emessa dal governo Crocetta.

Dalle ore 9.00 in poi, presidio sit-in organizzato dal Comitato mamme NO MUOS in collaborazione con il Comitato di Base di Palermo.
Sono ammesse bandiere NO MUOS e striscioni, che possono essere piazzati sia in Piazzetta S. Spirito (di fianco Porta Felice-fronte Istituto Nautico), sia in via Butera di fronte il portone d”ingresso al TAR.

[A questa pagina del sito della giustizia amministrativa si trovano le specifiche del ricorso.
Il collegio giudicante è composto dal presidente Filoreto D'Agostino e dai consiglieri Nicola Maisano e Giovanni Tulumello - modifica del 9/5/2013, ore 14:35]

Un obiettivo strategico comune

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“Il Movimento No MUOS s’interroga intanto su come rilanciare la lotta contro l’installazione del nuovo sistema di guerra planetario USA, consapevole che i giri di valzer e le ipocrisie del governo continuano anche per sfiancare le proteste e rafforzare i dispositivi di repressione. Per superare l’empasse e imporre il cambio di rotta sul MUOS è necessario che il Parlamento, prima possibile, si pronunci apertamente sul sistema satellitare e approvi una mozione che dica chiaramente “No” alla sua installazione nel territorio italiano, vincolando l’esecutivo a revocare tutte le autorizzazioni alle forze armate statunitensi. Un pronunciamento dal rilevante valore storico che consentirebbe di riaprire il dibattito politico generale sulla presenza delle installazioni militari USA e NATO in Italia e sulla loro chiara incostituzionalità.
Non a caso per lanciare la campagna di primavera No MUOS è stata scelta la data simbolica del 25 Aprile, giornata di Liberazione dalle basi di guerra. Il Presidio permanente di contrada Ulmo sarà la sede-laboratorio di dibattiti, iniziative ecologiche, artistiche e culturali per valorizzare la riserva orientata protetta, praticare e socializzare il rispetto di un ambiente unico nel Mediterraneo e rendere permanente la mobilitazione popolare contro la militarizzazione e i conflitti che insanguinano il pianeta. La partita è apertissima a condizione di mantenere la massima unità attorno agli obiettivi strategici comuni.”

Da Le bugie del governo Monti sul MUOS di Niscemi, di Antonio Mazzeo.

30 Marzo a Niscemi

eorasmantelliamole46antenneIl 15 febbraio scorso, il console degli Stati Uniti d’America a Napoli ha reso nota la decisione delle autorità militari statunitensi di “sospendere” il trasporto di materiali e operai nel cantiere di contrada Ulmo dove è in corso l’installazione di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare della Marina USA. Se si è però pervenuti finalmente al blocco dei lavori, richiesto unanimemente dalla popolazione siciliana e da decine di enti locali, da quattro consigli provinciali e dall’Assemblea regionale siciliana, è solo perché centinaia di donne, giovani e attivisti No MUOS hanno messo in atto per più di tre mesi la “revoca dal basso”, impedendo con i propri corpi che si portasse a conclusione il progetto di guerra globale e di devastazione del territorio ignorando colpevolmente i gravi danni arrecati alla salute ed all’ambiente.
L’azione concreta e diretta di blocco dei lavori da parte dei Comitati resterà ancora la pratica fondamentale di opposizione al MUOS, accanto alle cento iniziative di mobilitazione e solidarietà che si svilupperanno in tutto il territorio italiano. E questo sino a quando il nuovo Governo e il Parlamento eletto a fine febbraio, prendendo atto della volontà popolare, non deliberino l’annullamento di ogni autorizzazione all’installazione in Sicilia del nuovo progetto di morte, imponendo contestualmente alla Marina militare USA di smantellare i tralicci e le infrastrutture MUOS già realizzati in dispregio delle normative ambientali e paesaggistiche relative alla riserva naturale orientata “Sughereta” di Niscemi.
Ribadiamo ancora una volta che il MUOS è uno degli strumenti chiave per assicurare il funzionamento dei sistemi di guerra di distruzione di massa, ad uso esclusivo delle forze armate USA. Esso s’inquadra nel vasto programma di militarizzazione del territorio siciliano che vede in particolare la trasformazione della stazione aeronavale di Sigonella in “capitale mondiale” dei droni, i famigerati velivoli senza pilota che USA, NATO e forze armate italiane utilizzano quotidianamente negli scenari di guerra africani e mediorientali per uccidere a distanza, impunemente e indiscriminatamente. Si tratta altresì di un impianto assai nocivo per la salute dei siciliani; nel breve e medio periodo l’esposizione alle sue microonde provocherà gravissime patologie: tumori di vario tipo quali leucemie infantili, melanomi, linfomi; infarti, malformazioni fetali, sterilità, aborti, mutazioni del sistema immunitario. Esso grava inoltre su un territorio già devastato dal petrolchimico di Gela e dalle 46 antenne della base della marina militare USA NRTF, operanti anch’esse all’interno della Sughereta, le cui emissioni elettromagnetiche violano sistematicamente, dal 1991, i limiti previsti dalla legge.
Il MUOS è capace di interferire con le strumentazioni tecnologiche dei voli civili sull’aeroporto di Fontanarossa (già sottoposto a servitù militare dalla vicina base di Sigonella); è verosimilmente la causa della mancata apertura dell’aeroporto di Comiso; è un ingombrante ostacolo per il rilancio dell’economia territoriale; è, soprattutto, uno strumento di guerra e di morte.

Noi, Coordinamento regionale dei Comitati NO MUOS:
vogliamo che si revochi immediatamente l’installazione del MUOS e che si smantellino le 46 antenne NRTF;
vogliamo la smilitarizzazione della base americana di Sigonella, da riconvertire in aeroporto civile internazionale;
vogliamo che il governo, che taglia le spese sociali aumentando ogni genere di tasse e imposte per salvare il capitale finanziario e il debito delle banche, tagli invece le spese militari;
vogliamo che la Sicilia sia una culla di pace al centro di un Mediterraneo mare di incontro, di convivenza e di cooperazione tra i popoli.

Facciamo appello per una grande manifestazione nazionale su questi temi da tenersi a Niscemi sabato 30 Marzo con concentramento alle ore 14,30 presso SP10 (Niscemi-Caltagirone) Contrada Apa, da dove un corteo sfilerà fino all’ingresso principale della base americana MUOS e NRTF.
In serata ore 19,30 corteo in città con concerto ed interventi.

Per adesioni e contatti nomuos.info.

Stanotte a Niscemi

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Qui il resoconto dei fatti.
Così li commenta Antonio Mazzeo:

“Il Presidente on. Crocetta, sibilla gelese, intuì perlomeno una settimana le intenzioni belliche della ministra Cancellieri che, con un messaggio ai siciliani, avrebbe preannunciato il 7 gennaio 2013, che avrebbe usato ogni mezzo per imporre il MUOS a Niscemi. Ne abbiamo le prove e i testimoni. Dunque Lui ha avuto almeno una settimana (oltre i due mesi dalla sua elezione) per revocare in autotuela le autorizzazioni del suo predecessore, don Raffaele Lombardo. E non lo ha fatto. Cioè non lo ha voluto fare.
L’annuncio (perchè solo di mero annuncio si tratta, non esistendo alcun decreto né altro atto legittimo) di dichiarazione di “sito d’importanza strategica” ha “consentito” alla giunta Crocetta-Lumia-Lupo-D’Alia & C. di non doversi sporcare le mani.
Sulla ex prefetta catanese, possiamo solo dire, che come il paternese La Russa, fa solo la passacarte di Washington. Il 21 dicembre 2012, a Roma, la Cancellieri ha ricevuto un incazzatissimo ambasciatore USA David Thorne, l’uomo che più si è speso per convincere il buon Lombardo ad autorizzare i lavori del MUOS. E il cerchio e la vicenda si chiude. Anche di questo abbiamo le prove. Ma ne riparleremo presto…”.

USA: la Sicilia come la Kamchatka

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Il MUOS in Sicilia: così gli USA vincono la loro partita a Risiko

Ogni articolo sul MUOS inizia esplicitando il significato di questo cacofonico acronimo, provocando al lettore una sensazione di noia mista a nausea che, momentaneamente, vorrei evitarvi. Comincerò dunque raccontandovi di un ridente paesello siciliano, tutto sole, carciofi, cannoli e “Bedda matri”: Niscemi che – lo precisiamo per dare un aiuto a chi non ha un buon rapporto con la geografia – sorge su una collinetta orientale dell’isola, da cui potreste ammirare il mar Mediterraneo senza neanche sporgervi troppo.
Un bel giorno del lontano 1943, tra venditori ambulanti sgolati e scagnozzi armati di lupara, giunse qui una comitiva di fusti alti, biondi, rasati e con qualcosa in bocca che a mio nonno apparve come estremamente fastidioso. Era il chewingum. E loro erano soldati della flotta statunitense che dal giorno dello sbarco in Sicilia continuarono a passeggiare in zona. Ma perché? Per godere del paesaggio che si apre dal belvedere del paese? Per gustare l’ottima parmigiana che le mogli dei massari gli offrivano forse? Non lo sapevamo (ancora). Fatto sta che a Niscemi i soldati statunitensi ci sono rimasti.
Nel frattempo l’uomo metteva piede sulla Luna, Mary Quant inventava la mini-gonna, Berlusconi trovava sotto l’albero il suo primo blocchetto di fatture e, all’insaputa dei più, lo Stato italiano acquisiva degli appezzamenti di terra situati nel territorio che sarebbero stati dopo poco ceduti agli Stati Uniti per farne un’inquietante e antiestetica base militare. Oggi l’area, che si trova in prossimità del centro abitato e nelle vicinanze di una splendida riserva naturale popolata da specie uniche di piante e animali, è una delle più importanti centrali di telecomunicazione della marina militare USA, comprendente 41 antenne, delle quali la più alta raggiunge i 160 metri circa; adesso potrei dilungarmi dicendovi che le antenne operano nella banda High Frequency, HF (frequenza 3-30 MHz, lunghezza d’onda 10-100 mt), per le comunicazione di superficie, ma mi tratterrò per fare in modo che arriviate alla fine dell’articolo senza accusare mal di testa e spasmi. Vi basterà sapere che tutto questo comporta la presenza di un campo elettromagnetico intenso e costante il cui raggio d’azione danneggia uomini, animali, pomodori e cannoli. Sì, perché è proprio a colpi di radiazioni che gli USA vogliono salvarci dal terrorismo!
Nel corso degli anni, infatti, non contenti dell’operato di queste antenne, che si presentano alla vista come degli abnormi scheletri di insetti preistorici, gli ingegneri dell’esercito in stile Elvis Presley, con annessa brillantina ai capelli, hanno creato il suddetto MUOS. Le circostanze adesso mi costringono a spiegarvi cos’è: l’acronimo sta per “Mobile User Objective System” ovvero, senza spingerci troppo nella traduzione letterale, un’accozzaglia di pali, parabole e pannelli di ferro giganteschi e MUOStruosi (pensate che la costruzione prevede la cementificazione di 2059 mq dell’area) che dovrebbero dar vita ad un nuovo e più sofisticato sistema di comunicazione della marina USA, in grado di connettere tutti i propri mezzi – dalle navi agli aerei senza pilota – con centri di intelligence di qualsiasi parte del mondo.
Il progetto è partito nel 2001 a seguito di un accordo bilaterale sancito dagli USA e dallo Stato italiano, ma solo nel 2008 la notizia, prima insabbiata dagli organi di informazione, diviene di dominio pubblico. A quel punto la popolazione inizia a mobilitarsi e, studiando il caso, perviene ad un’informazione eclatante: esistono già tre installazioni MUOS operanti nel pianeta, collocati in Virginia, nelle Hawaii e in Australia; tutti luoghi parzialmente desertici. Insomma, oltre al danno la beffa. Ma al peggio non c’è mai fine. E’ inaccettabile, infatti, come grazie ad alcuni semplici giochetti burocratici, la regione e il governo nazionale, a cui sono state inviate negli anni decine di interrogazioni parlamentari senza ricevere mai risposta, siano riusciti a concedere il lasciapassare agli Stati Uniti per la costruzione di un eco-mostro, come l’ha definito il giornalista Antonio Mazzeo, che incrementa la massiccia presenza di venti di guerra in tutto il Mediterraneo.
A questo punto alcuni cittadini, arrabbiati e amareggiati, consci del mancato appoggio da parte dell’amministrazione nazionale, regionale e locale, decidono di riunirsi e aggregarsi: nasce così il Comitato NO MUOS che dopo anni di battaglie, indagini, manifestazioni e sigarette consumate nevroticamente davanti a infinite pile di scartoffie, è riuscito finalmente a farsi sentire, arrivando fino a Montecitorio, anche grazie all’appoggio di altri comitati che nel frattempo sono nati in tutta l’isola.
Il 6 Ottobre di quest’anno è stata inaugurata la prima manifestazione nazionale firmata NO MUOS, che ha visto la partecipazione di più di duemila persone accorse a Niscemi per appoggiare la causa. Proprio alla vigilia della manifestazione è giunta la notizia del sequestro dell’area nella quale continuavano incessanti i lavori per la costruzione del MUOStro, ma questo non deve essere un motivo per abbassare la guardia. L’obiettivo dei comitati, infatti, è quello di sensibilizzare l’intera nazione e diffondere la notizia che per troppo tempo è stata prigioniera della dimensione locale. Rendiamoci conto dell’importanza della smilitarizzazione e della pericolosità della presenza imponente in Italia degli USA, ovvero di uno Stato che fonda il cosiddetto “sogno americano” sulla morte. Sì. Quella degli altri però.
Rossella Cirrone

Fonte

A scopi di “difesa nazionale”

Restiamo assolutamente sbalorditi nell’apprendere quanto accaduto ieri sera [17 Ottobre u.s. - ndr]. La Commissione europea ha risposto a Rino Strano, referente per la Sicilia del WWF Italia per le problematiche inerenti al MUOS, che aveva sollecitato un suo intervento [più precisamente: si trattava di un'interrogazione presentata dai deputati europei Roberta Angelilli e Giovanni La Via, membri del Gruppo PPE al Parlamento Europeo - ndr].
La risposta porta la firma di Janez Potočnik, commissaria per l’Ambiente. Che, in buona sostanza, se ne lava le mani e scarica tutto sullo Stato italiano. Sottolineando come, le direttive UE possono essere derogate per questioni di Difesa nazionale. Peccato che il MUOS non abbia nulla a che fare con la Difesa del nostro Paese.
Questo il ragionamento europeo. Pur confermando che la Sughereta di Niscemi, dove si sta costruendo il MUOS, è un sito di importanza comunitaria (SIC), la Commissione sostiene che le direttive europee in materia impongono alle autorità nazionali competenti di “valutare se un progetto possa produrre incidenze significative sulle specie e sugli habitat interessati e autorizzarlo solo dopo aver accertato che non pregiudicherà l’integrità del sito.” La commissione afferma che, dalle informazioni in loro possesso, le autorità italiane hanno fatto uno studio e sulla base dei risultati ottenuti, hanno autorizzato l’installazione. Quindi nella lettera si passa alla citazione di articoli, paragrafi e commi che autorizzano “gli Stati membri a decidere di non applicare la direttiva a progetti destinati a scopi di difesa nazionale (difesa nazionale!). (Direttiva 2011/92/UE, nota come direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale o direttiva VIA)
Altra direttiva (la 2001/42/CE, nota come direttiva sulla valutazione ambientale strategica o direttiva VAS), citata dalla Commissione Europea, prevede che “i piani e i programmi destinati unicamente a scopi di difesa nazionale possano essere esclusi dall’applicazione delle sue disposizioni”. (ancora la difesa nazionale!!!)
“In conclusione, la Commissione, non ravvisa alcuna potenziale violazione delle disposizioni summenzionate.”
Una presa di posizione che lascia basiti gli esponenti dei Comitati No MUOS. Strano, ad esempio, sottolinea come la Commissione non faccia nessun accenno alla ripercussione sulla salute umana prodotta dalle 41 antenne già presenti nel sito di Niscemi (le stesse valutazioni dell’ARPA parlano di valori relativi all’emissione di elettromagnetismo al di sopra del livello massimo sopportabile dall’organismo umano (6Vm)).
E ancora: le 41 antenne della NRTF siano di uso esclusivamente USA e non NATO e che pertanto nulla hanno a che spartire con la “difesa” dell’Italia, anche perché, come più volte è stato ribadito, il MUOS ha il compito “primario” di telecomandare i droni di Sigonella (Catania) e come ben sappiamo i droni ”non sono strumenti di sorveglianza – afferma Strano – quanto di offesa contro nemici che si trovano a diverse migliaia di chilometri di distanza dall’Italia e che quindi non rappresenteranno nessuna minaccia per il nostro Paese.”
E’ inutile ricordare che, secondo la Costituzione Italiana, il nostro Paese non può e non deve ospitare strutture che possano essere utilizzate per la guerra ad altri Paesi… ma la nostra “bistrattata” Costituzione, a quanto pare, non gode più nemmeno della considerazione degli Stati membri della Comunità Europea…
Dinnanzi a questa decisione, non ci meraviglia che il Nobel per la Pace assegnato all’UE sia stato fortemente criticato. Pacifisti non ci sembrano proprio…
Daniela Giuffrida

Fonte

Eco MUOStro a Niscemi

E-book di Antonio Mazzeo.
Per informazioni e ordini

“L’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo, quelli con i missili all’uranio impoverito, gli aerei senza pilota e le armi atomiche in miniatura.
È a Niscemi, nel cuore di un’importante riserva naturale, che fervono i preparativi per l’installazione di uno dei suoi quattro terminali terrestri mondiali. Un’opera benedetta dai Signori del Pentagono, dal governo italiano e dalla Regione Siciliana. E a cui non fa mancare il suo contributo la borghesia mafiosa isolana. Per il MUOStro di Niscemi sembrava cosa fatta, ma centinaia di giovani ci hanno messo lo zampino…”

Sabato 29 Ottobre contro il MUOS

“Io ci metto la faccia” è la risposta all’inammisibilità del ricorso al TAR presentato dall’amministrazione comunale di Niscemi, contro il provvedimento autorizzativo a firma del responsabile dell’Ufficio territorio e ambiente della Regione Sicilia.
“Io ci metto la faccia” sulla scelta di dire NO!
NO all’installazione del MUOS così come NO allo sfruttamento del territorio per scopi militari, NO affinché l’identità dei siciliani NON divenga definitivamente quella di colonia assoggettata a giochi bellici ed egemonici.
Sabato 29 Ottobre 2011 manifestazione davanti alla base USA in contrada Ulmo e, a seguire, assemblea pubblica alla quale interverranno alcuni esponenti dei NO Radar Sardegna, della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella e il giornalista Antonio Mazzeo.
Qui il programma in dettaglio.

MUOS, è solo questione di giorni

“C’è da scommettere che è solo questione di giorni. A Niscemi (Caltanissetta) stanno per essere installate le maxi-antenne di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS (Mobile User Objective System), il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari delle forze armate USA. La prima sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha infatti respinto la richiesta di sospensione dei lavori invocata dal Comune di Niscemi, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio (1.000 euro). La realizzazione degli impianti militari all’interno della riserva naturale “Sughereta”, Sito di Importanza Comunitaria (SIC), ha preso il via dopo che l’1 giugno 2011, il dirigente generale dell’Assessorato regionale del territorio e ambiente, Giovanni Arnone, ha autorizzato la Marina militare USA ad occupare l’area sottoposta a tutela.
“Il ricorso si appalesa inammissibile, in quanto avente ad oggetto l’esecuzione del progetto positivamente valutato nella conferenza di servizi del 9 settembre 2008 anche con il nulla osta favorevole del Comune ricorrente, la cui possibilità di revoca appare dubbia”, scrivono i giudici del TAR siciliano. Il riferimento è a una vicenda dai contorni tutt’altro che lineari, protagonista l’amministrazione comunale di Niscemi che, perlomeno nella prima fase dell’affaire MUOS, non ha dimostrato il giusto tempismo né la necessaria attenzione.”

Luce verde alle maxi-antenne del MUOStro di Niscemi, di Antonio Mazzeo continua qui.

E’ arrivata l’ora del MUOS

“Le grandi piattaforme in cemento sono ultimate e nella prima settimana di ottobre potrebbe iniziare il collocamento dei tralicci per le tre grandi antenne circolari di 18,4 metri di diametro e le due torri radio di 149 metri d’altezza. Sul terreno sono visibili le lacerazioni delle ruspe per il tracciato stradale che congiungerà il costruendo centro con la stazione di radiotrasmissione della Marina militare USA di contrada Ulmo, Niscemi. Forse sarà l’ultima estate senza il MUOS (Mobile User Objective System), il modernissimo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate statunitensi pensato per le guerre del XXI secolo, quelle con i missili all’uranio impoverito, gli aerei senza pilota e le armi nucleari in miniatura, conflitti sempre più “virtuali”, computerizzati, disumanizzati.
Tre anni di ritardo sulla tabella di marcia degli strateghi del Pentagono, centinaia di milioni di dollari dilapidati per individuare e correggere gli errori progettuali, ma adesso non c’è più tempo da perdere, anche a costo di stuprare i territori e l’ambiente e ignorare la volontà popolare. Così per Washington e militari italiani, si può sbancare all’interno dell’area protetta “Sughereta” di Niscemi, Sito di Importanza Comunitaria (SIC), senza le necessarie autorizzazioni, in spregio alle leggi e al senso comune. “Lavori del tutto abusivi”, ha denunciato il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, che in compagnia degli amministratori di Caltagirone (Ct), Gela (Cl) e Vittoria (Rg) si è recato al cantiere MUOS per notificare l’ordinanza di sospensione dei lavori. “Avremmo voluto incontrare i militari statunitensi e consegnare personalmente l’atto, ma non si sono presentati”, afferma Di Martino. “Poco tempo fa ho avuto notizia che all’interno della riserva naturale erano in piena attività camion, ruspe e betoniere. Ho inviato due volte i vigili urbani per verificare se effettivamente si stesse realizzando il terminale terrestre del MUOS. Da qui l’ordinanza di sospensione immediata dei lavori, provvedimento trasmesso alla Procura della Repubblica di Caltagirone, al Comando della polizia municipale, alla Stazione dei carabinieri ed al Genio civile di Caltanissetta”.
I lavori nell’area protetta “Sughereta” sono iniziati subito dopo il parere favorevole emesso l’1 giugno 2011 dall’assessorato territorio ed ambiente della Regione siciliana, bypassando l’amministrazione comunale che aveva formalmente dichiarato la propria contrarietà al progetto. Al diktat di Palazzo dei Normanni, il sindaco Di Martino ha risposto presentando ricorso al Tar. “La Regione non aveva titolo per adottare provvedimenti che sono di competenza del Comune di Niscemi”, spiega il sindaco. “L’assessorato avrebbe potuto rilasciare l’autorizzazione solo nel caso in cui fossimo rimasti inerti di fronte al problema. Il 20 novembre 2009, l’amministrazione comunale ha però annullato il nulla osta ambientale che era stato rilasciato in precedenza per il progetto MUOS, perché riteniamo che l’area è già altamente a rischio per la presenza di 41 antenne di comunicazione poste nella base statunitense già dagli anni ’90”.”

La laboriosa estate del MUOStro di Niscemi, di Antonio Mazzeo, continua qui.

[Alcune foto del cantiere inviateci da Maria Grazia, alla quale va il nostro ringraziamento: 1, 2 e 3]

“Noi ci abbiamo messo tutta la nostra scienza”

“Se non mi fossi convinto della sicurezza del MUOS, che non è barattabile con nessuna compensazione, io non sarei qui assolutamente a parlarvi, perché non c’è né punto nascita in un ospedale, né Ponte sullo stretto che tenga, rispetto alla salute dei cittadini…”. Si presenta così d’avanti al consiglio comunale di Niscemi (Caltanissetta) il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, per formalizzare il suo giro di valzer sul terminal terrestre del nuovo sistema satellitare che i militari USA vogliono realizzare all’interno della riserva naturale “Sughereta”. Dopo il “No” e il “Ni”, finalmente il “Sì” di petto: il MUOS è “sicuro al 1.000 x 1.000” e “riduce” perfino l’inquinamento elettromagnetico generato dall’impianto di telecomunicazioni che l’US Navy gestisce da quasi vent’anni a Niscemi. È per questo, secondo Lombardo, che sono superflui i risarcimenti e le misure compensative che la Regione era pronta ad offrire poco meno di sei mesi fa, appena un paio di vigilantes a cavallo nella riserva naturale, un centro in ospedale per monitorare i tumori e una sospetta “zona franca cittadina”, altro che Ponte di Messina. E per convincere sindaco, giunta e consiglieri che il MUOS s’ha da fare, don Raffaele sì è fatto accompagnare a Niscemi da due “esperti segnalati in maniera particolare dal rettore dell’università di Palermo”, una pattuglia di dirigenti regionali, tre colonnelli delle forze armate e un parlamentare, Alessandro Ruben (Fli), componente della commissione difesa della Camera e delegato presso l’Assemblea Parlamentare della NATO.
“Vorremmo tranquillizzare i cittadini sulla presenza dell’antenna statunitense perché da come espresso dai tecnici in materia fa meno male rispetto a quelle 47 antenne che insistono già nel territorio di Niscemi”, ha dichiarato il presidente. “Il MUOS è funzionale alla comunicazione che serve per la sicurezza, dalla quale dipende la permanenza nella nostra terra della base militare di Sigonella. Il MUOS sostituirà l’attuale sistema ed è più sicuro. Mi hanno spiegato che 27 antenne comunicano e le altre 20 sono di riserva nel caso in cui si guastano alcune, mentre una piccola parte di esse resterebbe inattiva, entrando eventualmente in funzione solo se dovesse disattivarsi il nuovo sistema satellitare”. In verità le antenne USA presenti a Niscemi sono 41, sei in meno di quelle contate da Lombardo. Quisquiglie, ciò che conta davvero è trovar credito a Washington specie dopo quel maledetto cablogramma inviato il 15 giugno 2009 dal console di Napoli alle massime autorità civili e militari degli Stati Uniti d’America, in cui il leader del Movimento per l’Autonomia veniva duramente criticato per le resistenze opposte all’installazione del nuovo sistema di comunicazioni satellitari. “Contro il MUOS si oppone un gruppo di sindaci locali, che hanno usato con successo i media locali per diffondere congetture – non supportate neanche dagli scienziati coinvolti dai sindaci come esperti – che l’installazione pone gravi rischi ambientali alla salute della popolazione locale”, spiegava il console USA. “Gli studi della Marina militare, convalidati dal Ministero della difesa italiano, evidenziano come le emissioni elettromagnetiche delle antenne sono al di sotto dei limiti italiani e della Ue”. Nel cablogramma si stigmatizzava poi il comportamento dell’assessorato regionale all’ambiente che “ha ritardato” l’approvazione del progetto consentendo l’esecuzione di ulteriori analisi d’impatto ambientale. “Lombardo ha poco tempo per i funzionari stranieri”, aggiungeva il diplomatico. “Durante il suo precedente incarico come presidente della provincia di Catania, ha concesso al Console Generale una telefonata di cortesia di 5 minuti, e da presidente della Regione si è rifiutato di ricevere sia l’ex ambasciatore Spogli che quello attualmente in carica, durante i loro viaggi a Palermo, a dispetto del suo staff”. Una reprimenda che deve aver lasciato il segno: nei successivi 18 mesi Raffaele Lombardo si è incontrato in sei occasioni con i diplomatici statunitensi in Italia, l’ultima volta l’11 gennaio 2011 a Roma direttamente con l’ambasciatore Thorne. Oggetto della visita, secondo una nota d’agenzia, gli “investimenti USA in Sicilia e la questione delle antenne satellitari del MUOS di Niscemi”. I meeting hanno convertito il Presidente in un convinto assertore dell’innocuità delle antenne ma soprattutto della rilevanza strategica del sistema militare. Il colonnello Francesco Maurizio Noto, capo del secondo ufficio del gabinetto del Ministero della difesa, in visita a Niscemi insieme a Lombardo, ha voluto precisare che la “rilocalizzazione” del MUOS è fuori discussione. “Ciò porterebbe ad un aggravio di comunicazioni specifiche, si dovrebbe cioè ricreare fisicamente tutto il supporto trasmissivo che esiste tra Sigonella e Niscemi”, ha dichiarato Noto. “Riteniamo che il MUOS vada fatto e come mi insegnano i casi che ho seguito personalmente di Vicenza ed altre situazioni, esplicheremo tutte le potestà che la legge ci consente per ottenere questo risultato di difesa nazionale”.
Dopo le dure parole dell’alto ufficiale, sono arrivate quelle più rassicuranti di due docenti della facoltà d’ingegneria di Palermo, Luigi Zanforlin e Patrizia Livreri, “tecnici neutrali e non ingaggiati sicuramente dal Ministero della difesa o dalla NATO”, stando alla presentazione di Lombardo.
(…)
“Noi ci abbiamo messo tutta la nostra scienza, conoscenza ed oggettività, abbiamo cercato di pensare che qua potevano essere nati e cresciuti i nostri figli”, ha concluso la docente Livreri. “Ci abbiamo messo la faccia, l’Università di Palermo ci ha messo la carta intestata, il logo, la firma del professore Zanforlin, la mia e quella del direttore…”. Per dovere di cronaca, nell’ultimo biennio la facoltà d’ingegneria dell’università di Palermo ha sottoscritto con il Laboratorio di Ricerca dell’US Army – Dipartimento della difesa, due contratti per un valore complessivo di 70.000 dollari per la “produzione elettro-chimica di materiali nano-strutturati per applicazioni di conversione energetica”. Quando di parla di neutralità dell’accademia…
(…)

Da La resa del presidente Lombardo al MUOStro di Niscemi, di Antonio Mazzeo.

[E non smettiamo di seguire l'evolversi della crisi in Libia. Sempre qui.]

MUOS e HAARP, possibili connessioni?

Al convegno regionale del 12 giugno, la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella presenterà le conclusioni di uno studio sulle possibili connessioni tra il programma MUOS e le cosiddette “guerre climatiche ed ambientali”. «Crediamo che sino ad oggi non sia stata data la giusta attenzione alle analogie esistenti tra il MUOS e il cosiddetto “HAARP – High Frequency Active Auroral Research Program”, il supersegreto Programma di Ricerca Attiva Aurorale con Alta Frequenza che dal 1994 l’US Air Force e la US Navy portano avanti dalla base di Gakona (Alaska), 200 km a nord-est del Golfo del Principe Guglielmo», affermano i rappresentanti della Campagna. «In questa grande infrastruttura sono state installate centinaia di antenne che trasmettono in “banda bassa” (da 2,8 a 7 MegaHerz) e “banda alta” (da 7 fino 10 MegaHerz), cioè lo stesso range delle frequenze del MUOS. Stando al Pentagono, lo scopo di questa installazione sarebbe quello di studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni, ma sono numerosi gli scienziati che denunciano che con il programma HAARP, gli Stati Uniti, al di fuori di ogni controllo internazionale, stanno creando nuove armi geofisiche integrali che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza». Oltre ad interferire sulle comunicazioni radio, televisive e radar, le antenne HAARP possono influenzare i circuiti elettrodinamici delle aurore, consistenti in una corrente naturale di elettricità che varia da 100 mila ad 1 milione di megawatt. In questo modo è possibile utilizzare il vento solare per danneggiare i satelliti e le apparecchiature installate sui sistemi missilistici nemici. Secondo il fisico indipendente Corrado Penna, da anni impegnato nel denunciare il controverso fenomeno delle scie chimiche, «è forte il sospetto che il sistema di antenne del MUOS possa servire anche per fini non dichiarati di modificazione ambientale in sinergia con il sistema HAARP dislocato in Alaska. La modificazione ambientale realizzata attraverso l’uso di forti campi elettromagnetici e scie chimiche è responsabile di alcuni disastri recenti. Sappiamo con certezza che queste tecnologie possono servire a causare terremoti o altri disastri naturali (siccità, uragani, inondazioni, ecc.), sia indirizzando le emissioni sul nucleo della terra (influendo così sul magnetismo terrestre), sia indirizzandole sulla ionosfera».

Da Niscemi sotto la spada di Damocle del MUOS, di Antonio Mazzeo.

Niscemi, il MUOS e le onde elettromagnetiche

Convegno pubblico presso la Biblioteca Comunale di Niscemi, promosso dal Comitato NO MUOS Niscemi in collaborazione con la Campagna per la Smilitarizzazione di Sigonella ed il patrocinio del Comune di Niscemi.

Sabato 12 Giugno, ore 18:00

Interventi di:
- Giovanni Di Martino, Sindaco di Niscemi
- Massimo Corraddu, esperto dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
- Rosario Mascara, rappresentante del Comitato delle Associazioni Ambientaliste
- Antonio Mazzeo, animatore della Campagna per la Smilitarizzazione di Sigonella

Qui il volantino.

Vogliono comprare i niscemesi

E’ stata annullata e posticipata a breve la seduta straordinaria del Consiglio comunale che ieri sera (29 marzo u.s. – ndr) alle 19.30 doveva svolgersi al Centro socio culturale Totò Liardo per discutere del problema relativo alla prevista installazione delle antenne Muos nella base militare americana di Contrada Ulmo.
E’ accaduto che il presidente della Regione Lombardo ed il sottosegretario alla Difesa Cossiga, si sono trovati impossibilitati a partecipare all’Assise così come previsto per sopravvenuti impegni istituzionali.
Intanto i Consiglieri comunali Gianfranco Di Pietro (Pd), Massimiliano Ficicchia e Giuseppe Scardino (Mpa), componenti della terza Commissione consiliare, hanno reso noto l’esito dell’audizione sul problema Muos che si è svolto a Palermo nel corso di un incontro con i componenti della Quarta Commissione Territorio ed ambiente dell’Ars. Al vertice nel capoluogo siciliano ha anche partecipato il vicesindaco Giuseppe Rizzo.
Durante l’incontro si è parlato della procedura di Valutazione di impatto ambientale ed il Consigliere comunale Massimiliano Ficicchia ha puntualizzato che la procedura si è conclusa con il parere di revoca emesso dal Comune di Niscemi su indicazione dell’Amministrazione e del Consiglio.
Il Consigliere Gianfranco Di Pietro ha ribadito l’assenza in sede istituzionale di una Valutazione d’incidenza delle onde elettromagnetiche dell’impianto sulla popolazione ed anche della grande responsabilità che la Regione si sta assumendo nel conferire un Nulla Osta al progetto in assenza di studi certi e circostanziati sui rischi che incorreranno i cittadini dei Comuni del comprensorio.
Il vicesindaco Giuseppe Rizzo ha riferito delle incidenze tumorali e contaminazioni ambientali a cui è già soggetto il territorio per la presenza di installazioni civili e quindi della responsabilità che il Governo Lombardo si sta assumendo relativamente alla salute dei cittadini del comprensorio.
La Commissione parlamentare dell’Ars, presieduta dall’onorevole Mancuso affiancato dall’onorevole Arena, si è impegnata ad acquisire tutti gli atti endo-procedimentali e di trasmettere a tutela dei cittadini del comprensorio una nota di indirizzo al Governo Regionale supportata da un voto d’Aula.
Altresì continuano ad essere prese pubblicamente posizioni di contrarietà alla realizzazione dell’impianto.
A dichiarasi contrario all’installazione della mega antenne è stato il Congresso regionale dell’Arci Sicilia che si è svolto a Palermo dal 26 a 28 marzo scorso ed a cui hanno partecipato 142 delegati provenienti dai 90 circoli di tutta l’isola.
(…)
Contrario alla realizzazione del “mostro ecologico” anche il Comitato “No Muos” costituito da cittadini attivi impegnati in iniziative di tutela e salvaguardia del territorio di Niscemi, che in un documento si chiede: “forse l’imminente visita del governatore regionale Raffaele Lombardo è caratterizzata da una proposta di mediazione sulla vicenda della realizzazione delle Antenne Muos?
Il Comitato riunitosi urgente ha ribadito il concetto chiave di tutta la vicenda, ovvero” si legge nella nota,”che la Regione sta assumendo una posizione positiva nonostante le incomplete valutazioni tecniche in merito all’interazione complessiva degli effetti delle tre le antenne Muos e di quelle già funzionanti nella base americana di Ulmo.
Il tentativo di Lombardo di mediare e venire ad offrire ciò che ci ha tolto con gli ultimi tagli alla sanità è a dir poco offensivo per la dignità dei cittadini del comprensorio”.
La nota del Comitato No Muos conclude:”si ritiene la proposta dell’adozione di misure compensative inopportuna, dato che dimostra l’effettivo rischio non quantificato che la popolazione dovrà correre e si rivendica un risarcimento per il danno che la base di Ulmo ha già causato alla nostra salute”.

Da Niscemi, no al MUOS di Arci Sicilia. Il comitato cittadino darà battaglia, di Alberto Drago.
[La versione integrale della nota diffusa dal Comitato No MUOS, cui si fa riferimento nell'articolo, è leggibile qui]

Altolà al MUOS dal Comune di Niscemi

Alt dell’amministrazione comunale di Niscemi all’installazione del nuovo sistema di telecomunicazione satellitare MUOS della Marina militare USA all’interno della riserva naturale “Sughereta”. Con provvedimento firmato dal Capo ripartizione all’urbanistica, indirizzato all’US Naval Air Station di Sigonella, al Dipartimento dell’US Navy di Napoli-Capodichino, all’Assessorato regionale territorio ed ambiente, all’Azienda regionale foreste demaniali, all’Arpa Sicilia ed alla Sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali di Caltanissetta, è stato disposto l’annullamento in autotutela dell’autorizzazione ambientale rilasciata il 9 settembre del 2008 per la costruzione del potente impianto a microonde in contrada Ulmo, accanto alla base dell’US Navy oggi utilizzata per la trasmissione degli ordini di guerra alle unità navali e ai sottomarini nucleari in transito nel Mediterraneo e nel Golfo Persico.
(…)
La revoca del nulla osta al programma MUOS giunge dopo la consegna al Comune di una relazione tecnica sui possibili impatti dell’impianto sulla flora e la fauna dell’importante area protetta, a firma di tre professionisti siciliani. La relazione aveva bocciato inesorabilmente la documentazione sulla valutazione d’incidenza presentata nell’estate del 2008 dalla US Navy, definendola «discordante, insufficiente e inadeguata».
«Adesso devono intervenire la Regione e le Istituzioni Nazionali affinché venga evitato l’ennesimo attacco alla vita dei siciliani» ha dichiarato il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino. «Noi continueremo la nostra protesta contro l’installazione delle antenne MUOS, insieme agli altri sindaci e associazioni che hanno a cuore la dignità dei cittadini. A breve faremo una conferenza stampa con i sindaci dei Comuni che si oppongono alla realizzazione del MUOS, per elaborare una nuova strategia d’intervento».
(…)
Sullo stato di avanzamento dei lavori all’interno della stazione di trasmissione dell’US Navy di contrada Ulmo vige il più assoluto top secret. Sempre in ambito MUOS, tuttavia, sono state eseguite attività di scavo per posa cavo di collegamento in fibra ottica lungo le vie Terracini–Gori, di pertinenza comunale, e lungo la strada provinciale n. 10 Niscemi–Caltagirone. Nonostante il ritombamento, gli abitanti e alcune associazioni locali hanno rilevato «abbassamenti del materiale di riporto e di sigillo degli scavi e avvallamenti caratterizzati da un vero e proprio ammanco di centimetri di pavimentazione». Non è stato però il “Consorzio Team MUOS” a scavare al di fuori del perimetro militare, ma la Telecom Italia S.p.A., la più importante società italiana di telecomunicazione.
(…)
Siede dunque pure Telecom al banchetto delle opere del terminal terrestre di quello che è stato definito l’“EcoMUOStro di Niscemi”. Si tratta in fondo di una società leader proprio nell’installazione ed uso di fibre ottiche ed è da tempi remoti una delle aziende di fiducia del Dipartimento della Difesa per la gestione di servizi specializzati all’interno delle installazioni militari USA in Italia. Nel settembre 2008, ad esempio, il Centro direzionale di Napoli di Telecom Italia ha sottoscritto tre contratti con il Fleet and Industrial Supply Center (FISC) di Sigonella per un importo complessivo di 212.982 dollari per la fornitura di «apparecchiature telefoniche» e di «servizi di manutenzione d’infrastrutture elettroniche e di comunicazione». Sempre nel 2008 è stato firmato un contratto tra la FISC Sigonella e la sede centrale romana di Telecom, nell’ambito di un pacchetto d’interventi nelle basi USA per un valore di 3.252.938 dollari. Per la cronaca, uno dei consiglieri d’amministrazione di Telecom Italia è l’ingegnere Elio Catania, siciliano, già presidente di IBM Latin America con sede a New York, odierno membro del consiglio di gestione di Banca Intesa San Paolo e vicepresidente del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti (CRISU), organismo ultraconservatore sorto nel 1983 su iniziativa di Gianni Agnelli e David Rockefeller .
Della lobby nazionale pro-forze armate USA fa pure parte “The OK Design Group”, società d’ingegneria con sede centrale a Roma e filiali a Virginia Beach (Stati Uniti) e Tripoli (Libia), amministrata da Tito Vespasiani. È stata proprio “The OK Design” a firmare il progetto preliminare ed esecutivo della nuova stazione di telecomunicazione satellitare di Niscemi. Ma non esiste installazione delle forze armate statunitensi che sia rimasta indenne dai progetti e dagli studi dell’azienda romana. «Il nostro maggiore cliente è stato lo US Department of Defense con progetti eseguiti per lo US Navy, l’Army e l’Air Force in numerose installazioni militari che includono Aviano, Camp Ederle, Camp Darby, NSA Napoli, Gaeta, Capodichino, Sigonella, Niscemi in Italia, NAVSTA Rota in Spagna, Incirlik, Ankara e Sinop in Turchia, Hanau, Illesheim e varie altre basi in Germania, Mons in Belgio, Marocco, Libia, Capo Verde in Africa», si legge nel sito web del gruppo d’ingegneria. «I clienti includono inoltre la US Agency for International Development (USAID), la NATO, lo SHAPE, la FAO, il WFP, l’IFAD delle Nazioni Unite in Roma».
(…)
Onnicomprensiva la lista degli interventi nelle altre grandi installazioni militari statunitensi. Lo scorso anno, ad esempio, l’U.S. Army Garrison di Vicenza gli ha commissionato lo studio e la progettazione dei sistemi di distribuzione dei servizi a Camp Ederle. A Camp Darby (Pisa) l’OK Design Group ha progettato la costruzione del nuovo edificio commerciale, 17 depositi-magazzini dell’US Army e 9 dell’US Air Force, più due edifici destinati al controllo munizioni e al carico e scarico di container e camion. Nella base toscana è stato infine realizzato uno studio di fattibilità per la riparazione e la ristrutturazione del sistema stradale nell’area “Casermette”. Nella grande stazione aerea dell’US Air Force di Aviano (Pordenone), l’OK Design Group ha progettato buona parte delle infrastrutture del cosiddetto “Piano Aviano 2000”, come i nuovi edifici destinati ad alloggi ed uffici del personale statunitense, l’ingresso lato sud della base «in accordo con i requisiti di antiterrorismo», un ospedale, una clinica specializzata per avieri (Flight and Bioengineering Clinic), un complesso commerciale di circa 13.000 m2 (Commissary Complex), una centrale idraulica con annesso sistema di distribuzione domestica e antincendio, i sistemi elettrici delle Aree 1 & 2, un serbatoio sopraelevato da 460 m3 interlacciato a fibra ottica, un asilo nido. Ad Aviano è stata eseguita infine l’ispezione della rete elettrica di media tensione. Complessivamente, tra il 2000 e il 2008 l’OK Design Group ha ricevuto dal Dipartimento della Difesa 7.837.674 dollari. Non male per un mero studio d’ingegneria.

Da La lobby italiana del MUOStro USA di Niscemi, di Antonio Mazzeo.
[grassetto nostro]

La valutazione tecnica del MUOS

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“Incompleta e di scarsa attendibilità” con una documentazione allegata “discordante, insufficiente e inadeguata”. È quanto emerge dalla relazione tecnica che analizza lo studio per la valutazione d’incidenza ambientale presentata nell’estate del 2008 dalla Marina militare statunitense in vista dell’installazione della stazione del sistema di telecomunicazione satellitare MUOS all’interno della riserva naturale “Sughereta di Niscemi”, in provincia di Caltanissetta.
La presentazione della valutazione d’incidenza si era resa necessaria in quanto le infrastrutture MUOS occuperanno un’area di circa 2.500 m2 ricadente in zona B della riserva di Niscemi, Sito di Importanza Comunitaria (SIC), identificato dal codice “ITA050007″ e rientrante – secondo il manuale delle linee guida per la gestione dei Siti Natura 2000 del Ministero dell’Ambiente – nella tipologia “a dominanza di querceti mediterranei”. Parere favorevole sullo “studio ambientale” predisposto dall’US Navy era stato rilasciato l’8 settembre del 2008 da tutti i partecipanti alla conferenza dei servizi indetta dall’Assessorato regionale al Territorio ed Ambiente. Alla conferenza, oltre all’ente gestore della riserva naturale, erano presenti anche due tecnici del Comune di Niscemi. Successivamente, sulla spinta delle mobilitazioni “No MUOS” sviluppatesi nelle province di Caltanissetta e Catania, l’amministrazione comunale di Niscemi aveva incaricato tre professionisti a riverificare i possibili impatti dell’impianto satellitare sulla flora e la fauna della “Sughereta”. Consegnata il 10 ottobre 2009, la relazione a firma dei dottori Donato La Mela Veca (cartografo), Tommaso La Mantia (agronomo presso la facoltà di Agraria dell’Università di Palermo) e Salvatore Pasta (botanico), individua un impressionante numero di lacune ed omissioni nella valutazione ambientale del progetto, rilevando la scarsissima attenzione prestata dai militari statunitensi allo straordinario patrimonio ospitato in una delle più importanti riserve ecologiche siciliane.
(…)
Ma non sono solo i lavori d’installazione delle grandi antenne del MUOS a mettere fortemente a rischio la vita di queste importanti specie vegetali e animali. Su di esse incombe infatti il pericolo delle intense radiazioni elettromagnetiche che saranno emesse quando gli impianti di teletrasmissione entreranno in funzione.
(…)
A Niscemi, però, i lavori di costruzione delle infrastrutture che ospiteranno il MUOS sono iniziati, segretamente, il 19 febbraio 2008 (ben prima dunque dello studio d’incidenza ambientale dell’US Navy) e oggi procedono speditamente anche all’interno dell’area sottoposta a riserva.
“Assai grave mi sembra il particolare che, prima ancora di iniziare i lavori, aree escluse dagli elaborati risultino già occupate, il che fa pensare a un impatto dei cantieri e delle opere accessorie certamente maggiore rispetto a quello prospettato”, dichiara l’ambientalista siciliano Giuseppe Palermo. “Se le risultanze di questa relazione dovessero essere confermate al termine della valutazione d’incidenza, secondo la direttiva CEE 92/43 (“Habitat”) e alla luce del principio di precauzione, la sola eventualità degli effetti negativi di cui si parla nel testo dovrebbe portare a respingere il progetto. L’articolo 6 di questa direttiva è esplicito: le autorità nazionali competenti possono dare il loro assenso “soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l’integrità del sito in causa”. Qualora poi un progetto debba essere realizzato per motivi “imperativi” di rilevante interesse pubblico – nonostante le conclusioni negative della valutazione d’incidenza e in mancanza di soluzioni alternative – le autorità dovranno comunque adottare le misure compensative necessarie a tutelare la coerenza globale di Natura 2000″. “Nel caso di un sito in cui si trovano un tipo di habitat naturale e/o una specie prioritari, come nel caso del SIC di Niscemi”, precisa però Giuseppe Palermo, “possono essere addotte solo considerazioni connesse con la salute dell’uomo e la sicurezza pubblica o di primaria importanza per l’ambiente o, previo parere della Commissione europea, altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico”.
(…)
Nella stazione di telecomunicazione dell’US Navy di Niscemi si sono registrati inoltre diversi gravi incidenti ambientali rigorosamente tenuti segreti agli amministratori e alle popolazioni locali. Dal sito internet del “The OK Design Group” di Roma, la società che ha progettato la realizzazione dell’impianto MUOS nel SIC di Niscemi, si apprende che nel 2004 essa fu chiamata dalla Marina USA per effettuare un’”ispezione delle condizioni esistenti della rete di media e bassa tensione della stazione di telecomunicazione militare”, onde “misurare e registrare le anomalie dei parametri elettrici della rete” e “analizzare i rimedi necessari”. Qualche tempo dopo l’azienda catanese Lageco (oggi impegnata nei lavori d’installazione del MUOS accanto alla Gemmo Spa di Vicenza), eseguiva nella base USA di contrada Ulmo, “lavori di bonifica ambientale del terreno contaminato a causa di un versamento di gasolio sullo stesso”.

Da Il MUOS a Niscemi, una bomba ecologica di Antonio Mazzeo.
[grassetto nostro]

Mi chiamo Maria Grazia, il 4 luglio 2009 sarò a Vicenza

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4 luglio

Alcuni lettori del blog, siciliani in parte emigrati al nord, si ritrovano d’accordo nel partecipare alla grande manifestazione NoDalMolin che si svolgerà a Vicenza il prossimo 4 luglio.
L’idea è quella di portare all’attenzione dell’opinione pubblica il progetto MUOS in corso d’opera nei pressi di Niscemi, sotto lo slogan ”L’aria del nord non ci ha offuscato la memoria, i Siciliani insieme ai Vicentini del NoDalMolin il 4 Luglio 2009 per ribadire il nostro no al MUOS”.

Chiunque sia interessato a dare il proprio sostegno all’iniziativa, è pregato di contattare Maria Grazia al seguente indirizzo: niscemesidoc@gmail.com

Lo “scottante” radar di Niscemi

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Niscemi, Sicila sud orientale. Cresce il timore della popolazione per il rischio inquinamento elettromagnetico. A causarlo la prevista installazione del MUOS (Mobile User Objective System).
Si tratta di tre grandi antenne circolari con un diametro di 18 metri che diventeranno (secondo un progetto approvato da anni) il cuore della stazione di telecomunicazioni della Marina militare statunitense che ha qui a Niscemi una base all’interno di un’area naturale. Una base in cui sono già operative decina di antenne. Secondo molti cittadini di Niscemi ed alcuni esperti, il MUOS e le antenne presenti avrebbero un altissimo impatto ambientale mentre per altri studiosi il rischio per la salute sarebbe poco significativo.
Rainews24 ha intervistato tutti i protagonisti della vicenda.
Qui il relativo video.

Gli effetti del MUOS

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C’era da aspettarselo. Manca ancora un anno perché sia completata l’installazione delle mega-antenne del nuovo sistema di telecomunicazione satellitare MUOS delle forze armate USA, ma l’inquinamento elettromagnetico a Niscemi ha già raggiunto livelli più che preoccupanti. Colpa delle emissioni delle 41 antenne della “Naval Radio Transmitter Facility” (NRTF) della marina militare statunitense di contrada Ulmo, che dal 1991 assicurano le trasmissioni a microonde, ultra, altissime, basse e bassissime frequenze (UHF-VHF-ELF-LF) delle forze aeree, terrestri, navali e dei sottomarini nucleari in un’area compresa tra il Mediterraneo, l’Asia sud-occidentale, l’Oceano Indiano e l’Oceano Atlantico.
L’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, ha consegnato all’amministrazione comunale di Niscemi i dati sui rilevamenti del campo elettromagnetico generato dall’impianto militare, effettuati in un periodo compreso tra il 10 dicembre 2008 e il 9 marzo 2009. Il monitoraggio effettuato da quattro centraline installate in abitazioni civili prossime alla base, ha rilevato l’intensità della componente elettrica delle emissioni, la cui unità di misura è il volt per metro (V/m). E in alcuni casi sono stati evidenziati valori superiori ai “limiti di attenzione” fissati dalle normative in materia.
(…)
“Questi dati – ha dichiarato il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino – mostrano chiaramente che anche senza la presenza dell’antenna MUOS c’è un preoccupante stato di inquinamento elettromagnetico che tocca i centri abitati della zona”. Con l’aggravante che le autorità USA erano a conoscenza dell’avvio del monitoraggio dell’ARPA e che lo stesso è stato “fortemente limitato, o forse anche vanificato dal diniego opposto dalle autorità militari e dal responsabile tecnico, a fornire le minime informazioni relative agli impianti trasmittenti già operanti”, come ha denunciato il presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo.
(…)
Preoccupato per la campagna di mobilitazione contro il nuovo impianto di telecomunicazioni satellitari di Niscemi, il Dipartimento americano della US NAVY, attraverso il console generale in Italia J. Patrick Truhn, ha consegnato all’assessorato regionale siciliano dell’Ambiente le schede tecniche e i dati della simulazione di emissioni di elettromagnetismo ante operam del sistema MUOS. Truhn ha colto l’occasione per affermare che “le misurazioni effettuate nel sito di Niscemi confermano che le emissioni in radio frequenza generate sono e rimarranno entro i limiti fissati dalla normativa italiana anche dopo l’installazione del MUOS e il sistema di telecomunicazioni rispetterà anche i più cautelativi limiti futuri raccomandati dalla Commissione Europea sul Rapporto Bioiniziative”. “A Niscemi – ha aggiunto ipocritamente il diplomatico – già rispondiamo a rigorosi standard di sicurezza e continueranno in tal senso anche in futuro. Le emissioni provenienti dal sito di Niscemi non interferiranno con gli oltre 2 mila altri dispositivi trasmettitori presenti in un raggio di 75 km dal sito”.
(…)
La scarna relazione sull’incidenza ambientale del nuovo sistema per le guerre spaziali presentate dalla US Navy agli uffici tecnici del comune di Niscemi, è stata analizzata dall’ingegnere ambientale Gianfranco Di Pietro. “La perplessità maggiore sta nel fatto che l’analisi effettuata non è per niente completa, né rassicurante”, afferma il professionista. “Non si evince se è stata fatta un’analisi con modelli digitali di elevazione del territorio dei trasmettitori per vedere se tali puntamenti possono interferire con abitazioni e/o luoghi frequentati dal pubblico. Lo studio ambientale della Marina USA non ha poi affrontato minimante i possibili effetti sulla salute delle popolazioni delle esposizioni a lungo termine ai campi elettromagnetici del MUOS, anche se poi si arriva ad ammettere che le apparecchiature elettroniche mediche e le attrezzature ospedaliere operanti nelle aree vicine all’installazione militare potranno essere vulnerabili alle interferenze elettromagnetiche”.
(…)

Da L’inquinamento elettromagnetico della base USA di Niscemi, di Antonio Mazzeo.
[grassetti nostri]

“Mefistofele” e il MUOS

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I siciliani possono dormire tranquilli. Sono in buone mani: il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, loro conterraneo, giura sul suo onore che il terminal terrestre del sistema satellitare MUOS, in costruzione a Niscemi (Caltanissetta), non è pericoloso per l’uomo e per l’ambiente. Rispondendo ad un’interrogazione parlamentare di sette esponenti del Partito democratico, La Russa ha smentito tutte le ipotesi di rischio ambientale sollevate dal gruppo di opposizione e dal forte e variegato movimento “No MUOS”. Le smentite, però, sono dotate di gambe corte, anzi cortissime, e come un boomerang hanno già travolto la scarsa credibilità dell’esecutivo Berlusconi in tema di politica estera e di difesa.
“Con riferimento alle notizie in base alle quali l’installazione del sistema di telecomunicazioni satellitare “avrebbe dovuto… essere realizzata presso la base militare di Sigonella” – esordisce il ministro – si rappresenta che la stazione ricetrasmittente del sistema MUOS è stata localizzata, fin dalla richiesta degli USA, presso il sito telecomunicazioni di Niscemi. Tale sito, a diretto e funzionale servizio della US Naval Station di Sigonella, venne realizzato nel territorio comunale di Niscemi, in prossimità di un’area boschiva, ora protetta, fin dalla costituzione della stessa stazione di Sigonella, avvenuta alla fine degli anni ‘50”. Per il governo, dunque, mai e poi mai si sarebbe parlato di Sigonella quale base per i MUOS, mentre la base di telecomunicazioni per le operazioni dei sottomarini nucleari di Niscemi ha già superato da un pezzo i 50 anni di età.
(..)
A impedire l’installazione a Sigonella del programma di telecomunicazioni per le Star Wars, furono però le risultanze di uno studio sull’impatto delle onde elettromagnetiche generate dalle grandi antenne del MUOS, elaborato per conto della Marina Usa da AGI – Analytical Graphics, Inc., importante società con sede a Exton, Pennsylvania, in collaborazione con la Maxim Systems di San Diego, California. Lo studio, denominato “Sicily RADHAZ Radio and Radar Radiation Hazards Model”, è consistito nell’elaborazione di un modello di verifica dei rischi di irradiazione elettromagnetica sui sistemi d’armi, munizioni, propellenti ed esplosivi ospitati nello scalo aeronavale siciliano (“HERO – Hazards of Electromagnetic to Ordnance”).
“Il modello Radhaz Sicilia – si legge sul sito internet dell’AGI – è stato implementato con successo a Sigonella, giocando un ruolo significativo nella decisione di non usare il sito per il terminale terrestre MUOS e di trovare una nuova destinazione”. L’incompatibilità ambientale del sistema satellitare è stata poi suggellata dalla relazione firmata nel 2006 dall’ingegnere Nicholas Gavin di AGI-Maxim Systems. Anche Filippo Gemma, amministratore di Gmspazio Srl di Roma (società che rappresenta in Italia la statunitense AGI), ha confermato l’esito negativo dello studio sull’impatto elettromagnetico. Nel corso di un’intervista a RaiNews 24, trasmessa il 22 novembre 2007 durante lo speciale “Base Usa di Sigonella. Il pericolo annunciato”, Gemma ha dichiarato che “una delle raccomandazioni di AGI era che questo tipo di trasmettitore non dovesse essere installato in prossimità di velivoli dotati di armamento, i cui detonatori potessero essere influenzati dalle emissioni elettromagnetiche del trasmettitore stesso”.
Il ministro La Russa ha poi dimostrato di sconoscere del tutto origini e tipologie delle principali basi USA ospitate in territorio italiano. I lavori per la realizzazione della Stazione di telecomunicazioni di Niscemi, iniziarono infatti a fine 1989, e la base divenne pienamente operativa solo nella primavera del 1991, quarant’anni dopo cioè della data indicata dal ministro. Ad onor di cronaca, nel 1995 il Dipartimento della Difesa USA restituì all’Italia 170 ettari occupati dalla base ma non utilizzati, e due anni più tardi fu istituita la Riserva Naturale Orientata “Sughereta di Niscemi” dove oggi gli USA vogliono installare le potentissime antenne satellitari del MUOS.
Si legge ancora nella risposta del ministro della difesa all’interrogazione del Pd: “Avuto riguardo invece, alle preoccupazioni espresse dalla popolazione locale “per le eventuali conseguenze sulla salute e sull’impatto ambientale” e, più in generale, sull’eventuale pericolosità del progetto in discussione, in applicazione delle procedure bilaterali vigenti in materia di progetti finanziati con fondi statunitensi in Italia – nel 2006, gli USA avevano presentato il progetto in parola per l’approvazione della Difesa, correlato di una relazione illustrativa e di uno specifico studio di impatto ambientale elettromagnetico, sul quale si erano espressi favorevolmente tutti i competenti organi dell’Amministrazione della Difesa e dal quale, testualmente, si evince “..il rischio dell’esposizione del personale… è minimo ed improbabile; …la distanza di sicurezza dall’emissione elettromagnetica … sarà imposta mediante l’installazione di una recinzione di sicurezza;… ai sensi del DM 381/98 … la misurazione dell’inquinamento da radiofrequenze… sarà eseguita appena i sistemi saranno installati e pronti ad operare”. Tranquilli, dunque, a fermare la penetrazione delle microonde ci penseranno le “recinzioni di sicurezza” (!?!), mentre l’inquinamento elettromagnetico sarà misurato solo quando il sistema sarà pienamente funzionante.
La Russa assicura comunque che – sempre a fine lavori – si verificherà “la compatibilità del sistema con le leggi nazionali ed, eventualmente, con le apparecchiature già operanti in sito” (quelle cioè operative dal 1991 e di cui nessuno ha mai monitorato la potenza delle onde emesse).
Il ministro della difesa conclude con un’ultima grossolana bugia: “In merito al livello di realizzazione del progetto, i lavori non sono ancora iniziati”. Come ci è stato confermato per iscritto dai responsabili del “Consorzio Team Muos Niscemi” (il nome prescelto non ammette dubbi di sorta), le rispettive aziende hanno avviato nel maggio 2008 i lavori di “realizzazione di una cabina di media tensione” presso la base USA. Sono poi seguiti quelli per la costruzione “di un’infrastruttura preparatoria all’installazione di 3 antenne satellitari, comprensiva di opere di fondazioni e basamenti speciali, impianti idrici, elettrici, fognari e antincendio”, nonché i lavori di “prevenzione per l’erosione superficiale e il drenaggio”, come si evince dalla pagine web di una delle due società componenti il Consorzio MUOS, la LAGECO (Lavori Generali Costruzioni) di Catania.
(…)

Per leggere il seguito, fatevi forza ed andate direttamente alla fonte:
Grandi Bugie sul MUOS di Niscemi del ministro La Russa, di Antonio Mazzeo.
[grassetti nostri]

Stop al MUOS?

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NISCEMI (Caltanissetta) — «No Muos come no Dal Molin ». Lo slogan è un po’ complicato da scandire ma ha comunque messo d’accordo sindaci di tutti gli schieramenti politici e cittadini di 15 comuni attorno a Niscemi, che da settimane protestano per dire no all’installazione da parte della marina militare Usa di un sofisticato sistema di antenne satellitari (appunto il Muos: Mobile User Objective System) per le comunicazioni radio e video ad alta frequenza. Se non è ancora la rivolta di Vicenza promette di diventarlo. Con una variante: anche il governatore Raffaele Lombardo si è schierato a fianco dei manifestanti.
Proprio ieri sera è andata in scena l’ultima delle tante iniziative del comitato «No Muos»: una riunione in contemporanea dei consigli comunali di tutti i 15 Comuni (tra cui anche Gela, Caltagirone, Vittoria) per impedire che siano piantate nell’ex base Usa di contrada Ulmo, a 2 chilometri da Niscemi, le gigantesche parabole del diametro di 18 metri e alte circa 100 metri. Sarebbe il quarto impianto del genere al mondo dopo quelli in Virginia, Hawaii e Australia, al servizio del sistema di comunicazione delle forze armate americane.
Mentre erano in corso le varie assemblee cittadine da Palermo è arrivata la presa di posizione di Lombardo che, con un pizzico di enfasi, il sindaco di Niscemi Antonio Di Martino ha saluto come «un atto d’orgoglio che ricorda Craxi ai tempi della crisi di Sigonella». Il presidente della Regione ha infatti rivendicato la titolarità dei siciliani a decidere sul mega impianto e ha chiesto a Berlusconi un intervento ufficiale presso l’amministrazione Usa per lamentare la mancanza di informazioni sui rischi che corrono i cittadini e per dire no all’installazione. Nella lettera, inviata anche ai ministri della Difesa, degli Esteri e dell’Interno, Lombardo osserva che l’area scelta è «già ad alto rischio ambientale e oggetto di uno studio epidemiologico dell’organizzazione mondiale della sanità. Oltre ad essere di interesse comunitario». Insomma, il governatore ha fatto proprie le preoccupazioni dei cittadini che temono gli effetti sulla salute per l’alta concentrazione di campi elettromagnetici.
«Preoccupazioni legittime — dice il sindaco di Niscemi — già oggi nel nostro comprensorio ricadono ben 41 antenne di trasmissioni della vicina base di Sigonella. Di recente l’Arpa ha installato centraline per il rilevamento dell’inquinamento elettromagnetico e almeno due di queste segnalano livelli vicini limiti di guardia. A questo ora vogliono aggiungere il Muos». Nella lettera a Berlusconi anche Lombardo si dice «preoccupato per la salute della popolazione». E poi sollecita trasparenza. Finora, infatti, la base in cui dovrà sorgere il Muos è off-limits. In chiusura il governatore chiede a Palazzo Chigi «di intervenire presso l’amministrazione Usa per manifestare il disappunto per la mancata informazione e la ovvia contrarietà della Regione a che il sistema venga installato».

Sicilia, stop alla Marina Usa. «No alle mega parabole», di Alfio Sciacca.

Niscemi, adesso è il momento di fare sul serio

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La strabiliante manifestazione che ha riempito la piazza di Niscemi e le sue strade è una cosa molto seria, rappresenta il punto da cui partire per impostare una serie di iniziative di lotta capaci di dissuadere chi vuole costruire gli eco mostri o impedire la loro realizzazione.
Non servono allo scopo i continui comunicati che vengono trasmessi e l’uso quotidiano dei giornali locali, intrisi quasi quotidianamente di più o meno velate illazioni intorno alle vere o presunte responsabilità del sindaco in carica; questo modo di agire e di affrontare il problema, se da un lato rischia di creare sfiducia nei confronti delle istituzioni, non riuscirà sicuramente ad incidere sul destino della costruzione dello strumento di morte che l’esercito americano, nella loro ossessione della guerra totale contro quelli che loro considerano nemici, vogliono installare nel nostro territorio, sul nostro suolo a scapito della nostra salute e della salute dei nostri discendenti.
Bando quindi alle polemiche!
Noi vogliamo combattere la tendenza alla rassegnazione; la tendenza a mettere in dubbio la nocività delle onde elettromagnetiche ad alta frequenza, l’estromissione della politica che a dire di tanti deve per forza essere strumentalizzante, come se essa non fosse capace di cose assurde, come quella di consentire l’installazione del MUOS o di cose buone e positive come la lotta per non consentirla.
Vogliamo combattere l’idea che la lotta non deve avere colori politici ed affermare anzi che la lotta deve avere tutti i colori, perché se ci sono tutti i colori allora sì che si potrà esser certi che la lotta intrapresa è di tutto il popolo, con i suoi diversi credo, con le sue articolate sensibilità, con le sue diverse fedi e convinzioni, con i suoi santi e i suoi eroi, ma tutti uniti nel sentire e nell’agire comune e, quando ci conteremo, potremo notare oltre alle presenza le eventuali assenze…
La giusta lotta che abbiamo intrapreso non ci consente di dividerci o di escludere alcuno.
Lotta di popolo contro l’installazione dei MUOS, senza “SE”, senza “MA”!
In quest’ottica, organizziamo tutti insieme la marcia Niscemi-Ulmo
Fissiamo una data insieme, senza fughe in avanti da parte di qualche condottiero o di qualche sigla desiderosa di primeggiare.
Questo sarebbe da irresponsabili!

Comunicato stampa del 8 marzo 2009 del Comitato No MUOS.

Niscemi dice no al MUOS

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Niscemi (CL), 28 febbraio – Tremila persone sono scese in piazza a Niscemi per dire ‘no’ all’installazione dell’impianto MUOS (Mobile User Object System), il sistema-radar di rilevazione satellitare ad alta frequenza che le forze armate degli Stati Uniti vorrebbero realizzare in contrada Ulmo a poco più di due km dal centro abitato. La gente teme che i campi magnetici della base militare possano causare danni alla salute. Nella zona esistono già 41 antenne installate dagli americani a supporto dei voli della base aerea di Sigonella.
La manifestazione, promossa dagli studenti del liceo scientifico Leonardo Da Vinci, ha coinvolto tutte le scuole del paese. In prima fila sindaci e amministratori dei comuni del circondario (Caltagirone, Gela, Butera, Riesi, Mazzarino). Alcuni bambini, durante il corteo, si sono bagnate le mani nella vernice lasciando le impronte su striscioni di tela bianchi con scritto: “Diamo una mano per salvare il mondo”. I dipendenti delle agenzie di pompe funebri hanno portato in spalla tre bare, come metafora di altrettanti rischi di morte per la popolazione: “i veleni del Petrolchimico, le onde elettromagnetiche del MUOS e la futura centrale nucleare che potrebbe essere istallata nel ragusano”. Sette carri funebri hanno sostato in piazza durante il comizio di chiusura della protesta. Il presidente del consiglio comunale di Niscemi ha annunciato che convocherà nei prossimi giorni una seduta consiliare da tenersi a Roma, davanti l’ambasciata americana, aperta alla partecipazione dei cittadini di Niscemi. Il sistema satellitare “MUOS” prevede il collegamento a terra con quattro basi USA installate in zone poco popolate in Virginia, Haway e Australia. Quarto importante punto di riferimento dovrebbe essere proprio quello siciliano di Niscemi, che però risulta ad alta densità demografica. Nel 2010 è prevista la messa in orbita di un apposito satellite. L’intera progetto dovrebbe entrare in funzione nel 2011.
(ANSA)

Niscemi, il MUOS e l’egemonia globale statunitense

“In Sicilia l’ultima tappa del processo di militarizzazione dello spazio e di rilancio delle guerre stellari e delle strategie di “primo colpo” nucleare. A due passi dal centro abitato di Niscemi (Caltanissetta) sta per sorgere infatti una delle stazioni di controllo terrestre del Mobile User Objective System MUOS, il sofisticato sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza (UHF) delle forze armate USA che integrerà comandi, centri d’intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota, ecc., con l’obiettivo di perpetuare la superiorità offensiva degli Stati Uniti d’America.
(…)
L’area prescelta per la stazione terrestre MUOS ricade nell’antico feudo Ulmo di Niscemi dove dal 1991 esiste una delle più grandi stazioni di telecomunicazione della Marina USA nel Mediterraneo. Si tratta della “Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) N8″, utilizzata per le trasmissioni in alta e bassa frequenza (HF ed LF) dei comandi e delle forze militari operanti in una vastissima area compresa tra il Mediterraneo, l’Asia sud-occidentale, l’Oceano Indiano e l’Oceano Atlantico. Attualmente a Niscemi sono installate 41 antenne di trasmissione HF ed una LF; il centro di telecomunicazione è sotto il controllo della U.S. Naval Computer and Telecommunication Station Sicily (NAVCOMTELSTA – NCTS Sicily) che ha sede a NAS II Sigonella. NCTS Sicily assicura le comunicazioni supersegrete e non, delle forze di superficie, sottomarine, aeree e terrestri e dei centri C4I (Command, Control, Computer, Communications and Intelligence) di Stati Uniti ed alleati NATO. “Essendo parte della Navy’s ForceNet Vision – si legge nel sito ufficiale della base di Sigonella – NAVCOMTELSTA Sicily lega insieme sensori, piattaforme di comando e controllo, decision makers, sistemi d’arma che permettono di progredire nella Guerra Globale al Terrorismo”. Le infrastrutture dei centri di Sigonella e Niscemi “forniscono il supporto tattico C4I al Comando Navale USA in Europa (COMUSNAVEUR), ai Comandi della V e VI Flotta (COMFIFTHFLT e COMSIXTHFLT), al Comando delle forze aeree nel Mediterraneo (COMFAIRMED), ai Comandi del 7° e 8° Gruppo Sottomarino (COMSUBGRUs 7 and 8), al CTF 67, al VP Squadron ed ai 44 Tenant Commands attraverso la comunicazione nelle frequenze LF, HF, UHF, EHF ed SHF”.
A seguito della chiusura della stazione della US Navy di Keflavik (Islanda), nel dicembre 2006 sono state assegnate a NAVCOMTELSTA Sicily tutte le funzioni di collegamento LF con i sottomarini strategici USA operanti nella regione atlantica. I centri di Sigonella e Niscemi sono stati integrati al Submarine Automated Broadcast Processing System (ISABPS), il sistema che globalmente permette ai sottomarini di ricevere messaggi ed ordini mentre navigano in immersione. La stazione di Niscemi, essendo l’unica struttura della US Navy nel bacino mediterraneo con particolari caratteristiche, ha assunto un ruolo chiave nel potenziamento delle comunicazioni dei sottomarini nucleari USA (Under Sea Warfare – USW communication) e dei diversi centri di supporto tattico (TSCOMM), delle operazioni aeroterrestri della vicina base di Sigonella NASSIG, e di quelle della Broadcast Control Authority (BCA).
Niscemi contribuisce pure ad ottimizzare le comunicazioni in bassa frequenza delle unità dell’US Air Force, di altri organismi appartenenti al Dipartimento della Difesa e del Sistema Interoperativo Sottomarino dell’Alleanza Atlantica (NATO Interoperable Submarine Broadcast System – NISBS). I sistemi di telecomunicazione installati a Niscemi sono stati inseriti nel cosiddetto “Minimum Essential Emergency Communication Network”, il sistema concepito dagli Stati Uniti per sopravvivere a un attacco ed esercitare il controllo sulle opzioni nucleari strategiche.
(…)
Con l’installazione della stazione terrestre del MUOS, Niscemi farà l’ennesimo salto di qualità, e si affermerà come una delle maggiori infrastrutture di guerra a livello planetario. Secondo quanto affermato dagli alti comandi della US Navy, “il Mobile User Objective System fornirà un sistema universale e multi-service a terminali e siti mobili e fissi per i servizi di telecomunicazione satellitare (SATCOM)”. Il sistema assicurerà così “una considerevole crescita delle odierne capacità di comunicazione satellitare così come un significativo miglioramento dell’operatività dei piccoli terminali”. Si tratta a tutti gli effetti di un sistema che fornirà servizi di telefonia cellulare alle forze militari utilizzando i satelliti che opereranno come “cell towers” nello spazio. Nello specifico, il MUOS Ground System – di cui la stazione di Niscemi sarà elemento chiave – assicurerà le comunicazioni ed i controlli interfaccia tra i satelliti MUOS e le reti di telecomunicazioni del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti con base a terra. “Il sistema MUOS è parte dell’architettura di trasformazione delle comunicazioni satellitari militari”, spiega l’ammiraglio Victor See Jr., responsabile del settore ricerca, sviluppo ed acquisizione spaziale della Marina USA. “Stiamo realizzando il MUOS a partire dalle infrastrutture terrestri associate per poi connetterlo ai terminal e ai siti periferici JTRS (Joint Tactical Radio System) del servizio UHF. Le comunicazioni ad altissima frequenza sono uno dei principali obiettivi di interconnessione con gli utenti mobili – esercito, marina ed aeronautica militare – nei teatri periferici di guerra. Il primo satellite MUOS sarà lanciato entro il dicembre 2009 e la piena operatività orbitale avverrà nel marzo 2010.
Quando il sistema sarà pienamente operativo (2014) ci sarà una coppia di sistemi satellitari che garantiranno il trasferimento di informazioni dalle unità di guerra operanti a terra o in mare verso lo spazio e da lì ai terminali terrestri. Il sistema MUOS utilizzerà anche tecnologia di tipo commerciale”.
(…)
La progettazione e la realizzazione del segmento terrestre del sistema MUOS è stato affidato alla General Dynamics, altra potente società del complesso militare industriale statunitense. Lo scorso mese di agosto, la General Dynamics ha annunciato di aver completato l’installazione di tre antenne satellitari giganti presso la base di Wahiawa, Hawaii, nota come”Naval Computer and Telecommunications Area Master Station Pacific”.
“Wahiawa è la prima delle quattro stazioni terrestri che saranno equipaggiate con antenne satellitari del sistema MUOS”, si legge nel comunicato stampa emesso da General Dynamics. “Le altre stazioni MUOS saranno realizzate a Norfolk, Virginia, Geraldton, Australia e Niscemi, Italia”.”

Da Sorgerà a Niscemi la stazione terrestre USA del piano di riarmo spaziale MUOS, di Antonio Mazzeo.

In un successivo articolo, pubblicato l’11 ottobre, Mazzeo segnala che le prime opere di movimentazione terra e di predisposizione delle piattaforme per l’installazione del MUOS (costo complessivo del progetto: 43 milioni di dollari) hanno già preso il via lo scorso 19 febbraio.
Oltre all’impatto per ora ignoto delle onde elettromagnetiche della stazione radar sulla salute umana e sull’ambiente circostante, l’autore sottolinea gli spropositati consumi di gasolio. Stando ai dati forniti dal Pentagono, si parla di 2.100.000 litri nel periodo compreso tra il 2003 ed il 2005, una cifra nettamente superiore a quella di altre importanti infrastrutture per le telecomunicazioni che gli Stati Uniti possiedono in Italia, quali Napoli Capodichino (550.000 litri) e isola di Tavolara (300.000).
Facile, lo pagano il 65% in meno!

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Tre miliardi di dollari che alla fine potrebbero diventare sei. È quanto costerà il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS (Mobile User Objective System), che la Marina Militare degli Stati Uniti d’America prevede di realizzare entro la fine del 2012. È un programma ambiziosissimo, elemento chiave delle future strategie di guerra nello spazio e in ogni angolo del pianeta.
Il MUOS assicurerà il trasferimento d’informazioni e dati ad una velocità mai raggiunta nella storia delle telecomunicazioni e consentirà alle forze armate statunitensi di rafforzare ulteriormente la propria superiorità militare. Perlomeno sulla carta, visto che tutta una serie d’imprevisti progettuali e tecnici ne stanno ritardo l’entrata in funzione. Intanto però il MUOS si è convertito in uno dei più lucrosi affari per i colossi dell’industria militare: la Lockheed Martin e la Boeing, che si occupano della costruzione e messa in orbita dei satelliti; la General Dynamics, che sta realizzando i quattro terminal terrestri; la Harris Corporation, che invece fornirà le potentissime antenne ad altissima frequenza (UHF), la cui incompatibilità con l’uomo e l’ambiente è cosa ormai accertata.
Un business ad esclusivo appannaggio del made in USA, mentre i due Paesi stranieri che hanno avuto l’ardire di ospitare le stazioni terrestri del sofisticato sistema satellitare (Australia e Italia) dovranno accontentarsi di qualche spicciolo (e delle radiazioni elettromagnetiche…). Per installare il terminal a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, il Pentagono ha riservato un budget di “appena” 13 milioni di dollari. Nonostante l’inesistenza d’informazioni del governo Berlusconi e delle autorità statunitensi attorno all’infausto progetto militare, è possibile conoscere l’identità delle uniche imprese italiane chiamate ai lavori di esecuzione. Queste hanno scelto di darsi un nome non certo originale ma che perlomeno esplicita le finalità della loro azione: “Consorzio Team MUOS Niscemi”. Dal maggio 2008 curano presso la stazione di telecomunicazioni NRTF dell’US Navy di contrada Ulmo, la “realizzazione di un’infrastruttura preparatoria all’installazione di 3 antenne satellitari, comprensiva di opere di fondazioni e basamenti speciali, impianti idrici, elettrici, fognari e antincendio”, nonché i lavori di “prevenzione per l’erosione superficiale e il drenaggio”. Quando i lavori saranno completati, Niscemi ospiterà antenne circolari e torri radio che collegheranno i Centri di Comando e Controllo delle forze armate USA, i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, con i gruppi operativi in combattimento, i cacciabombardieri in volo e gli aerei senza pilota che opereranno dalla vicina base di Sigonella.

Da Premiato Consorzio Team MUOS Niscemi, sempre dell’ottimo Antonio Mazzeo.