Il MUOStro di Niscemi

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A Niscemi (Caltanissetta) sta per essere installato uno dei quattro terminali terrestri mondiali del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare USA. Si tratta di uno dei progetti chiave per le guerre globali e automatizzate del XXI secolo, dai devastanti effetti sul territorio, l’ambiente, la salute delle popolazioni.
Il MUOStro di Niscemi incarnerà tutte le contraddizioni della globalizzazione neoliberista: ucciderà in nome della pace e dell’ordine sovranazionale, dilapiderà risorse umane e finanziarie infinite, arricchirà il complesso militare-industriale transnazionale e le imprese siciliane in odor di mafia, esproprierà democrazia e priverà di spazi di agibilità politica.
L’imposizione del MUOS in Sicilia è la storia di raggiri e soprusi di Stato ma è pure la narrazione di una vasta mobilitazione popolare.

Giornalista e saggista, Antonio Mazzeo ha realizzato inchieste sulla presenza mafiosa in Sicilia, l’infiltrazione criminale nella realizzazione delle Grandi Opere, i traffici di droga e armi, i processi di riarmo e militarizzazione nel Mediterraneo.
Tra i volumi pubblicati recentemente Colombia l’ultimo inganno (2001) e I Padrini del Ponte (2010).
Nel 2010 ha conseguito il Primo premio “Giorgio Bassani” di Italia Nostra per il giornalismo e nel 2013 il Secondo premio nazionale “Gruppo Zuccherificio” di Ravenna per il giornalismo d’inchiesta.
Per eventuali contatti e/o presentazioni: a_mazzeo@yahoo.com; tel. 331 7512255

Il MUOStro di Niscemi. Per le guerre globali del XXI secolo
pp. 164, Editpress, Firenze 2013, € 15

L’infiltrazione criminale nei cantieri del MUOS

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“Alle opere del MUOS, in qualità di subappaltatrice, ha partecipato ad esempio la “Calcestruzzi Piazza S.r.l.”, società sotto osservazione degli inquirenti per presunte contiguità criminali. L’azienda si è aggiudicata la movimentazione terra, la fornitura di cemento e la costruzione dei basamenti per le maxi antenne. A riferirlo per primo, il giornalista Giovanni Tizian in un articolo pubblicato il 2 novembre 2011 su l’Espresso. «La Calcestruzzi Piazza S.r.l. è riconducibile all’imprenditore Vincenzo Piazza, persona associata al boss Giancarlo Giugno», scrisse Tizian. Nel 2009 Piazza aveva però trasferito la carica di amministratore unico dell’azienda alla moglie Concetta Valenti.
Il 14 febbraio 2012, il senatore Giuseppe Lumia ha presentato un’interrogazione ai ministri della Difesa e dell’Interno, riferendo in particolare che la Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta e «altri elementi info-investigativi» avevano documentato i legami di Vincenzo Piazza con il boss Giancarlo Giugno. «Nel corso dell’indagine Atlantide-Mercurio della Procura di Caltanissetta (gennaio 2009), sono emersi contatti del Piazza con esponenti mafiosi che evidenziano ingerenze e condizionamenti di Cosa Nostra nell’appalto per i lavori di recupero, consolidamento e sistemazione a verde dell’area sottostante il Belvedere, commissionati dal Comune di Niscemi», ha evidenziato Lumia. Vincenzo Piazza fu poi denunciato con Giancarlo Giugno per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione Triskelion, eseguita nel febbraio 2010 dalla DDA e dal GICO della Guardia di finanza di Caltanissetta contro una “cellula” mafiosa della provincia di Enna che operava in Lombardia e Belgio.
Il 7 novembre 2011, tre mesi prima che l’azienda di Vincenzo Piazza fosse presa di mira dall’interrogazione del sen. Lumia, la Prefettura di Caltanissetta comunicò che dopo le verifiche disposte dalle normative in materia di certificazione antimafia erano «emersi elementi tali da non potere escludere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della sopracitata società». Alla base del pronunciamento, i contenuti di due rapporti della Questura di Caltanissetta, rispettivamente del dicembre 2010 e dell’ottobre 2011. A seguito dell’intervento prefettizio, il 25 novembre 2011 il dirigente dell’Area servizi tecnici della Provincia regionale di Caltanissetta decretò la sospensione della “Calcestruzzi Piazza” dall’albo delle imprese per le procedure di cottimo-appalto. Venti giorni dopo anche il Capo ripartizione per gli Affari generali del Comune di Niscemi dispose l’esclusione della società dall’elenco dei fornitori e dall’albo delle imprese di fiducia. Contro i provvedimenti, la famiglia Piazza presentò ricorso al TAR. «La conoscenza o la frequentazione di Giancarlo Giugno da parte di Vincenzo Piazza non ha influenzato le scelte personali del secondo, che invece sono state di segno esattamente opposto rispetto alla vicinanza ad un comportamento mafioso», hanno scritto i legali della “Calcestruzzi”. «Non si comprende, dunque, secondo quale passaggio logico il primo avrebbe sul secondo un’influenza così profonda ed estesa, da fare ritenere probabile l’intromissione nella gestione della società, di cui peraltro il secondo non è socio né amministratore». Le dichiarazioni degli avvocati produssero comunque l’effetto di tranquillizzare il Dipartimento della Difesa, il Comando USA di Sigonella, l’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma e il Consorzio Team MUOS Niscemi: nessuno intervenne, infatti, per imporre il rispetto della legislazione antimafia e di quanto previsto in tema di fornitura di beni e servizi dall’Accordo bilaterale Italia-USA del 2005. Il 23 maggio 2013 i diplomatici di via Veneto pubblicarono invece una nota auto-assolutoria. «Gli Stati Uniti sono un grande alleato delle forze dell’ordine italiane nella lotta alla criminalità organizzata in tutto il mondo. Ci siamo assicurati che tutti gli appaltatori e sub-appaltatori coinvolti nella costruzione del MUOS avessero le appropriate certificazioni “anti-mafia” e che non fossero legati al crimine organizzato. Queste certificazioni sono state convalidate dalla Regione Sicilia prima che il Ministero della Difesa italiano ricevesse i necessari permessi per costruire».
Il 7 novembre 2012, il TAR di Palermo esaminò il ricorso contro il provvedimento della Prefettura che aveva privato della certificazione antimafia l’azienda dei Piazza. «Atteso che nell’informativa prefettizia – misura cautelare preventiva, che prescinde dagli accertamenti penali – è stata espressa una valutazione in linea con i riscontri istruttori, riferibili al contesto familiare di riferimento, agli intrecci aziendali tra gli stessi componenti il nucleo familiare, e alle frequentazioni e cointeressenze economiche con soggetti controindicati», il TAR respinse la domanda di sospensione presentata dai legali degli imprenditori.”

Da Niscemi, la mafia e il MUOS, di Antonio Mazzeo.

No al ricorso contro la revoca del MUOS

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A Palermo, venerdì 10 Maggio dalle ore 9.00 in poi, dinanzi al TAR Sicilia, in via Butera angolo Piazzetta S. Spirito (Porta Felice/Foro Umberto I).
Partecipiamo numerosi, determinati ma ordinati, silenziosi ma decisi!
Noi diciamo NO al MUOS e al ricorso del Ministero della Difesa contro la Regione Sicilia e la revoca delle autorizzazioni per la costruzione del MUOS emessa dal governo Crocetta.

Dalle ore 9.00 in poi, presidio sit-in organizzato dal Comitato mamme NO MUOS in collaborazione con il Comitato di Base di Palermo.
Sono ammesse bandiere NO MUOS e striscioni, che possono essere piazzati sia in Piazzetta S. Spirito (di fianco Porta Felice-fronte Istituto Nautico), sia in via Butera di fronte il portone d”ingresso al TAR.

[A questa pagina del sito della giustizia amministrativa si trovano le specifiche del ricorso.
Il collegio giudicante è composto dal presidente Filoreto D'Agostino e dai consiglieri Nicola Maisano e Giovanni Tulumello - modifica del 9/5/2013, ore 14:35]

Un obiettivo strategico comune

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“Il Movimento No MUOS s’interroga intanto su come rilanciare la lotta contro l’installazione del nuovo sistema di guerra planetario USA, consapevole che i giri di valzer e le ipocrisie del governo continuano anche per sfiancare le proteste e rafforzare i dispositivi di repressione. Per superare l’empasse e imporre il cambio di rotta sul MUOS è necessario che il Parlamento, prima possibile, si pronunci apertamente sul sistema satellitare e approvi una mozione che dica chiaramente “No” alla sua installazione nel territorio italiano, vincolando l’esecutivo a revocare tutte le autorizzazioni alle forze armate statunitensi. Un pronunciamento dal rilevante valore storico che consentirebbe di riaprire il dibattito politico generale sulla presenza delle installazioni militari USA e NATO in Italia e sulla loro chiara incostituzionalità.
Non a caso per lanciare la campagna di primavera No MUOS è stata scelta la data simbolica del 25 Aprile, giornata di Liberazione dalle basi di guerra. Il Presidio permanente di contrada Ulmo sarà la sede-laboratorio di dibattiti, iniziative ecologiche, artistiche e culturali per valorizzare la riserva orientata protetta, praticare e socializzare il rispetto di un ambiente unico nel Mediterraneo e rendere permanente la mobilitazione popolare contro la militarizzazione e i conflitti che insanguinano il pianeta. La partita è apertissima a condizione di mantenere la massima unità attorno agli obiettivi strategici comuni.”

Da Le bugie del governo Monti sul MUOS di Niscemi, di Antonio Mazzeo.