Far guerra alla Russia, un gasdotto alla volta

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Eric Draitser per rt.com

Mentre la politica umana della crisi in Ucraina guadagna tutti i titoli dei giornali, è la politica del gas che in molti modi si trova nel cuore del conflitto.
Infatti, la questione energetica non solo ha fatto da cornice a gran parte delle dimensioni economiche della crisi, ha rivelato le divisioni profonde che esistono tra l’élite politica e degli affari in Europa che, nonostante il proprio bluff e la spacconeria sulle azioni della Russia in Ucraina e l’espansione delle sanzioni, capisce abbastanza chiaramente che la Russia è parte integrante del futuro economico dell’Europa.
Tuttavia, questo non ha fermato l’Occidente e i suoi agenti e clienti in Europa orientale dal tentativo di minare la posizione economica strategica della Russia attraverso una varietà di mezzi. Dal deragliamento dei negoziati sulla costruzione di condotti all’utilizzo di governi fantoccio come un cuneo tra Mosca e l’Europa, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno tentato di minare la posizione economica e strategica della Russia a riguardo dell’infrastruttura di distribuzione del gas, rafforzando contemporaneamente la propria. Continua a leggere

Chi è interessato a pace e stabilità giustamente ne gioirebbe

south stream

“La Russia ha anche un’arma finanziaria enorme che potrebbe essere scatenata contro Stati Uniti ed UE: le sue riserve in dollari. Il governo russo, per non parlare delle aziende private russe, ha una quantità enorme di dollari e potrebbe facilmente scegliere di trasferire o scaricare i suoi dollari e creare il panico a Wall Street e Washington. In realtà, questo scenario potrebbe aver già avuto luogo su piccola scala. La CNBC ha riferito la scorsa settimana che la Banca centrale russa potrebbe aver discretamente trasferito offshore una parte dei suoi beni in dollari. Più di 106 miliardi di dollari in titoli statunitensi detenuti da banche centrali estere sono stati improvvisamente trasferiti dalla Federal Reserve statunitense, per la maggior parte costituiti da obbligazioni del Tesoro USA. Non è chiaro esattamente quale banca centrale abbia effettuato il trasferimento, anche se si ritiene abbastanza che si tratti della Russia. Sebbene la mossa non sia sufficiente a colpire gravemente i mercati, è stata interpretata come l’avvertimento di Mosca a Washington e Wall Street che i russi sono disposti a reagire in caso di guerra economica. Naturalmente, il pericolo per gli Stati Uniti non è semplicemente che le aziende russe facciano oggetto di dumping le loro attività in dollari, ma la fuga dal dollaro che tale dumping potrebbe innescare. La Cina e altre potenti economie possono pesantemente fare leva sul dollaro, le loro banche centrali potrebbero preoccuparsi per i propri investimenti e potrebbero con cautela cominciare ad uscire dal dollaro, innescando una reazione a catena che potrebbe rivelarsi devastante per la valuta statunitense e l’economia in generale. A parte contromisure puramente economiche, la Russia ha numerose mosse politiche e strategiche che potrebbe usare per vendicarsi contro eventuali sanzioni. Principalmente, Mosca potrebbe cominciare ad agire con maggiore impunità nei teatri di conflitto. In Siria, la Russia potrebbe passare da sostenitore discreto del governo Assad, a primo fornitore e finanziatore. La Russia potrebbe finalmente fornire i sistemi d’arma che finora era riluttante a cedere a Damasco, compresi i più moderni sistemi missilistici, aerei da combattimento e altre forniture militari critiche. In Iran, la Russia potrebbe cessare la sua ostinazione riguardo la fornitura di sistemi d’arma avanzati, scegliendo invece di rafforzare il potere militare iraniano, reagendo alla pressione degli Stati Uniti.
(…)
Recentemente l’esercito russo ha dichiarato il desiderio di costruire strutture militari e navali in Venezuela, Nicaragua, Vietnam, Cuba, Seychelles, Singapore e altri Paesi. Con l’imposizione di sanzioni, Mosca avrebbe solo maggiore urgenza nell’attuare questi piani e fare concessioni necessarie ai Paesi interessati, al fine di raggiungere questo obiettivo. Senza dubbio, tali iniziative muterebbero enormemente la posizione geopolitica e strategica della Russia nel mondo.
Se Stati Uniti e UE perseguiranno con le loro minacce di sanzioni e altre misure punitive, per lo meno si avranno enormi effetti negativi sull’economia mondiale. Tuttavia, se l’occidente, accecato dalla sua arroganza, pensa che tali sanzioni metteranno la Russia in ginocchio, ha grossolanamente sbagliato i calcoli. Invece di punire la Russia, queste azioni spingeranno Mosca sulla strada della vera indipendenza strategica dall’occidente. Forse ciò potrebbe anche portare alla creazione di un vero e proprio mondo multipolare. Se ciò accadesse, chi è interessato a pace e stabilità giustamente ne gioirebbe.”

Da Valutare costi e benefici “punendo la Russia”, di Eric Draitser.

Vladimir Putin e l’eccezionalismo americano

vladimir“E’ estremamente pericoloso incoraggiare le persone a vedersi come eccezionali, qualsiasi la motivazione. Ci sono Paesi grandi e piccoli, ricchi e poveri, quelli con lunghe tradizioni democratiche e quelli ancora alla ricerca della loro strada verso la democrazia. Anche le loro politiche differiscono.
Siamo tutti diversi, ma quando chiediamo la benedizione del Signore, non dobbiamo dimenticare che Dio ci ha creati uguali”.

Dall’editoriale di Vladimir Putin per il New York Times.
Riecheggia il discorso fatto a Monaco nel 2007…

Sukhoi Superjet 100: sabotaggio?

Scusate il ritardo…

Mosca, 24 maggio – Un sabotaggio degli USA a fini commerciali: e’ l’ipotesi esaminata dai servizi segreti militari russi (GRU) per la caduta il 9 maggio scorso in Indonesia di un Sukhoi Superjet 100 in volo di prova con a bordo 45 persone, tutte morte nello schianto. Lo riferisce il tabloid Komsomolskaia Pravda, il quotidiano piu’ letto del Paese, anche se non certo il piu’ autorevole.
“Stiamo esaminando l’ipotesi del sabotaggio industriale, e’ da tempo che noi seguiamo l’attivita’ delle forze aeronautiche americane all’aeroporto di Giacarta”, ha spiegato un generale del GRU di cui il giornale non rende noto il nome. “Sappiamo che dispongono di mezzi tecnici con l’aiuto dei quali si puo’ interrompere da terra il collegamento (radio tra i piloti e i controllori di volo, ndr) oppure provocare il cambiamento dei parametri delle apparecchiature di bordo dell’aereo”, ha sostenuto l’alto ufficiale. “Puo’ darsi che siano state queste interferenze”, ha aggiunto. Un rappresentante della Sukhoi ha detto di ritenere possibile “che sia stato un atto di sabotaggio industriale premeditato allo scopo di estromettere i nostri aerei dal mercato”. Finora e’ stata rinvenuta solo la scatola nera con i dati dei colloqui di bordo ma non quella con i dati di volo. La causa dell’incidente non e’ ancora stata accertata.
Il Superjet 100, primo aereo passeggeri postsovietico, e’ frutto di una joint venture tra Sukhoi e Alenia Aeronautica (Finmeccanica). All’inizio dell’anno il nuovo direttore dell’agenzia spaziale russa Roskosmos Vladimir Popovkin, aveva tirato in ballo non meglio precisati “mezzi potenti” americani per spiegare la serie di fallimenti registrati lo scorso anno dalla Russia durante il lancio di apparecchiature spaziali, tra cui la sonda Phobos-Grunt con destinazione Marte.
(ANSA).

Per comprendere meglio i termini della questione, è utile leggere questo articolo.