Tutti quegli artisti europei seppelliti dalla megacultura americana

“La cosa più importante che ho imparato è quanto l’Inghilterra è stata sommersa dalla cultura americana dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. L’America ci ha mandato dei grandi dischi e dei grandi film, ma il dilagare ha soffocato la cultura inglese. E’ indubbiamente a causa della lingua comune, ma in Francia i governi hanno anche protetto la loro cultura, sovvenzionato il loro cinema; in Inghilterra il cinema si è lasciato agonizzare lentamente. Mi sono reso conto fino a che punto non conoscevo i poeti russi, i cineasti tedeschi, i romanzieri italiani, tutti quegli artisti europei geniali ma dimenticati, seppelliti dalla megacultura americana.”

Joe Strummer (1952-2002), cantante e chitarrista di The Clash
(da un’intervista del 1998)

La Merica

Dalla Italia noi siamo partiti
siamo partiti col nostro onore
trentasei giorni di nave e vapore
e nella Merica noi siamo arrivà.

Merica, Merica, Merica,
cossa saràlo ‘sta Merica?
Merica, Merica, Merica,
un bel mazzolino di fior

E nella Merica noi siamo arrivati
abiam trovato né paglia né fieno
abiam dormito sul nudo terreno
come le bestie che vanno a riposà.

Merica, Merica, Merica…

E l’America l’è lunga e l’è larga
e circondata da monti e da piani
e con l’industria dei nostri Italiani
han costruito paesi e città.

Merica, Merica, Merica…

Canto tradizionale dell’Italia settentrionale, arrangiato da Francesco Benozzo.
Voce di F. Benozzo e Maddalena Scagnelli

Un pensiero per l’anno che va e per quello che viene

Siria, Iran, Egitto… L’arroganza globale targata USA-Israele, e gli associati subimperialismi britannico, francese, saudita, qatariota, turco e via elencando, segna il passo in ogni scenario di lotta.
Se su scala mondiale l’anno nuovo alle porte si presenta indubbiamente con buoni auspici, qui e ora la questione all’ordine del giorno è ben delineata: saprà l’Italia intraprendere il percorso verso la graduale riappropriazione dei fondamentali attributi di sovranità politica, economico-monetaria, militare e culturale?
Per quanto esso non possa che essere lungo e costellato di trabocchetti, ne va della nostra stessa esistenza, come nazione e come popolo.
Un caro augurio a tutti i lettori, simpatizzanti e collaboratori del blog, di un 2014 foriero di iniziative e denso di soddisfazioni.
Federico Roberti

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Addio ad Alberto


Il Proclama nazionale per liberare l’enclave Italia ha perso il suo ideatore e promotore, Alberto B. Mariantoni.
Vogliamo ricordarlo proponendo la rilettura di quanto egli scriveva poco meno di un anno fa circa gli eventi in Libia e “il banditesco comportamento dell’Occidente”, modello per ulteriori ingerenze negli affari interni dei Paesi sovrani dell’area come vediamo ad esempio in Siria e, negli ultimi giorni, anche in Libano.
Riposa in pace.