Basi non baci

Le 115 basi USA-NATO presenti in Italia (elenco aggiornato a Marzo 2008):

1. Cima Gallina (BZ): stazione telecomunicazioni e radar US Air Force (USAF).
2. Aviano (PN): base USAF, ospita la 16° Forza Aerea ed il 31° Gruppo da Caccia nonché uno squadrone di F-18 dei Marines.
3. Roveredo in Piano (PN): deposito armi e munizioni USAF.
4. Monte Paganella (TN): stazione telecomunicazioni USAF.
5. Rivolto (UD): base dell’Aeronautica Militare Italiana (d’ora in poi, AMI), base USAF saltuaria.
6. Maniago (UD): poligono di tiro USAF.
7. S. Bernardo (UD): deposito munizioni US Army.
8. Istrana (TV): base dell’AMI “Vittorio Bragadin”, base USAF saltuaria.
9. Ciano (TV): stazione telecomunicazioni e radar USA.
10. Solbiate Olona (MI): base US Army.
11. Sorico (CO): sede di sistemi di sorveglianza elettronici della National Security Agency (NSA) e del Government Communications Head Quarters.
12. Ghedi (BS): base dell’AMI “Luigi Olivari”, base USAF ospitante anche il Munitions Support Squadron per la conservazione degli armamenti atomici.
13. Montichiari (BS): base USAF, ospita le testate nucleari per missili antiaerei Nike-Hercules dislocati in varie località del Nord-est.
14. Remondò (PV): stazione radar dell’AMI e USA, sotto copertura NATO.
15. Vicenza: base US Army presso la Caserma Ederle, ospita il comando della Southern Europe Task Force (SETAF).
16. Torri di Quartesolo (VI): centro autoveicoli US Army.
17. Lerino (VI): centro logistico gestione strutture US Army.
18. Tormeno – Fontega di Arcugnano (VI): base in parte sotterranea, con deposito di armi e munizioni.
19. Longare (VI): deposito sotterraneo di armamenti, noto come Site Pluto, dove almeno fino al 1992 erano custodite 200 testate nucleari e 1.000 kg di plutonio, facendone il più importante deposito d’armi atomiche in Italia ed uno dei più importanti d’Europa.

20. Verona: stazione telecomunicazioni USAF.
21. Affi (VR): stazione telecomunicazioni USA, in parte sotterranea.
22. Lunghezzano (VR): centro radar sotto controllo dell’US Space Command e della NSA.
23. Erbazzo (VR): stazione radar HF JCOC (Joint Combat Operation Center) della NATO, sotto controllo USA.
24. Conselve (PD): base radar USA.
25. Monte Venda (PD): stazione telecomunicazioni e radar USA.
26. Trieste: base navale saltuaria.
27. Venezia: base navale saltuaria.
28. Sant’Anna di Alfaedo (VE): stazione radar HF JCOC, ospita “antenne circolari” tipo Wullenberg del sistema di spionaggio elettronico Echelon.
29. Lame di Concordia Sagittaria (VE): stazione telecomunicazioni e radar, integrata nel sistema NADGE alle dirette dipendenze dell’US Space Command e della SETAF.
30. San Gottardo, Boscomantivo (VE): stazione telecomunicazioni USA.
31. Ceggia (VE): stazione radar USA.
32. Cameri (NO): base dell’AMI “Natale e Silvio Palli”, ospita un centro di manutenzione di velivoli Tornado della NATO (sotto controllo USA).
33. Candela-Masazza (VC): sede dell’Education & Training Command dell’USAF e di un distaccamento dell’US Army.
34. S. Damiano (PC): base dell’AMI, ospita anche mezzi e uomini NATO (sotto controllo USA).
35. Monte Cimone (MO): stazione telecomunicazioni USA con copertura NATO.
36. Parma: deposito USAF con copertura NATO.
37. Pieveottoville (PR): sito missilistico contraereo Hawk della NATO (sotto controllo USA).
38. Bologna: stazione telecomunicazioni del Dipartimento di Stato USA.
39. Pisignano (RA): base aerea con velivoli NATO (sotto controllo USA), ospita il 48° ed il 52° Air Expeditionary Wing.
40. Rimini: una delle sedi del Munitions Support Squadron, gruppo logistico per l’attivazione di ordigni nucleari.
41. Rimini-Miramare: centro telecomunicazioni USA.
42. Potenza Picena (MC): stazione radar USA con copertura NATO.
43. Livorno: base navale saltuaria.
44. Finale Ligure (SV): stazione telecomunicazioni US Army.
45. San Bartolomeo (SP): sede del Centro ricerche per la guerra sottomarina (Saclant), del Maricocesco (Centro per la fornitura di pezzi di ricambio per navi e sommergibili) e del Mariperman (Centro per gli esperimenti sui materiali da guerra). L’adiacente porto di La Spezia è crocevia di un intenso e regolare traffico dei sommergibili nucleari USA, sotto il riserbo più assoluto delle autorità politiche e militari italiane.
46. Camp Darby (PI): base US Army, è la più rilevante infrastruttura logistica dell’area mediterranea con depositi di armamenti e di munizioni.
47. Coltano (PI): base del NSA (Centro di raccolta e gestione delle informazioni) e deposito munizioni US Army.
48. Pisa: base dell’AMI “Arturo dell’Oro”, base saltuaria dell’USAF.
49. Monte Giogo (MS): stazione telecomunicazioni USA con copertura NATO.
50. Poggio Ballone (GR): stazione radar USA con copertura NATO.
51. Talamone (GR): base saltuaria dell’US Navy.
52. Monte Limbara (SS): stazione telecomunicazioni USAF e base missilistica.
53. Sinis di Cabras (SS): stazione telecomunicazioni USAF e centro elaborazione dati NSA.
54. Isola di Tavolara (SS): stazione telecomunicazioni US Navy.
55. Torre Grande (OR): stazione radar NSA.
56. Monte Arci (OR): stazione telecomunicazioni USAF con copertura NATO.
57. Capo Frasca (OR): eliporto, impianto radar e depositi logistici controllati dall’USAF.
58. Sinis-Malu Bentu (OR): all’interno di un Parco Naturale, stazione della NSA.
59. Santu Lussurgiu (OR): stazione telecomunicazioni USAF con copertura NATO.
60. Perdas de Fogu (NU): poligono di tiro USAF.
61. Capo Teulada (CA): poligono di tiro per esercitazioni dell’USAF e dell’US Navy, ospita anche un comando NATO.
62. Decimomannu (CA): base dell’AMI “Giovanni Farina”, base USAF saltuaria.
63. Elmas (CA): aeroporto civile aperto al traffico militare, base USAF saltuaria.
64. Salto di Quirra (CA): poligono di tiro dell’USAF, si estende su una superficie di 12.000 ettari ed è formalmente gestito dal Ministero della Difesa italiano.
65. Capo San Lorenzo (CA): poligono di tiro per l’addestramento dell’US Navy.
66. Monte Urpino (CA): deposito munizioni USA.
67. Cagliari: base navale saltuaria.
68. Roma-Ciampino: base dell’AMI “G. B. Pastine”, base saltuaria dell’USAF.
69. Rocca di Papa (RM): stazione telecomunicazioni USA con copertura NATO.
70. Monte Romano (VT): poligono di tiro dell’Esercito Italiano, ospita anche l’addestramento dello Special Operation Command dell’US Army.
71. Gaeta (LT): base della Sesta Flotta dell’US Navy.
72. Casale delle Palme (LT): scuola telecomunicazioni della NATO.
73. Napoli: sede del comando della Forza di Intervento Rapido della NATO.
74. Napoli-Capodichino: base dell’AMI “Ugo Niutta” aperta anche al traffico civile, ospita circa 4.000 militari USA e viene utilizzata regolarmente sia da velivoli USAF che US Navy.
75. Monte Camaldoli (NA): stazione telecomunicazioni USA.
76. Ischia (NA): stazione telecomunicazioni USA con copertura NATO.
77. Agnano (NA): sede dell’ADP Center della NSA e di un distaccamento amministrativo della US Navy.
78. Cirigliano (NA): sede del Commander-in-Chief Allied Forces Southern Europe.
79. Licola (NA): stazione telecomunicazioni e radar, integrata nel sistema NADGE.
80. Lago di Patria (CE): stazione telecomunicazioni USA.
81. Giugliano (CE): stazione di comunicazione SATCOM.
82. Grazzanise (CE): base dell’AMI “Carlo Romagnoli”, base saltuaria dell’USAF.
83. Mondragone (CE): centro di comando sotterraneo USA.
84. Montevergine (AV): stazione telecomunicazioni USA.
85. Pietraficcata (MT): stazione telecomunicazioni USA.
86. Gioia del Colle (BA): base dell’AMI “Antonio Ramirez” classificata come Collocated Operating Base, può cioè ospitare aerei sia NATO che USAF dotati di armamenti atomici.
87. Punta della Contessa (BR): poligono di tiro delle Forze Armate USA.
88. San Vito dei Normanni (BR): base del 499° Expeditionary Squadron e dell’Electronics Security Group facente capo alla NSA.
89. Monte Iacotenente (FG): stazione radar USA.
90. Monte Sant’Angelo (FG): stazione radar USA con copertura NATO.
91. Brindisi: base navale sede dell’United Nation Logistics.
92. Otranto (LE): stazione radar USA con copertura NATO.
93. Taranto: ospita l’HQ High Readiness Force, il sistema di spionaggio telematico C4i alle dipendenze del Navy Center for Tactical System Interoperability, la sede del Maridipart con funzioni logistiche NATO, la stazione navale Maristasom sita in “Mar Piccolo” ed un’altra, molto più ampia, sita in “Mar Grande” presso cui hanno diritto di attracco navi e sommergibili USA-NATO.
E’ candidata ad accogliere la futura base dell’US Navy che dovrebbe sorgere nell’area del “Molo polisettoriale” al posto di quella di Gaeta.
94. Grottaglie (TA): stazione aeromobili della Marina Militare Italiana “M. Arlotta”, ospita il comando NATO Comitmarfor alle dirette dipendenze del Comstrikforsouth USA.
95. Martina Franca (TA): sede del 3° Regional Operations Center della NATO (sotto controllo USA) e dello Static War Headquarters dipendente dal 5° Allied Tactical Air Force della NATO.
96. Crotone: stazione telecomunicazioni e radar, controllata dal 6917° Electronic Security Group e dal 2113° Electronic Security Squadron alle dipendenze del comando USA di Ramstein, in Germania.
97. Monte Mancuso (CZ): stazione telecomunicazioni USA.
98. Sellia Marina (CZ): stazione telecomunicazioni USA con copertura NATO.
99. Catania: comando NATO e base della polizia militare USA.
100. Sigonella (CT): la più importante base dell’US Navy nel Mar Mediterraneo, ospita anche unità dell’USAF.
101. Motta S. Anastasia (CT): stazione telecomunicazioni USA.
102. Caltagirone (CT): stazione telecomunicazioni USA con copertura NATO.
103. Vizzini (CT): depositi munizioni dell’USAF.
104. Isola delle Femmine (PA): deposito munizioni USA con copertura NATO.
105. Punta Raisi (PA): base saltuaria dell’USAF.
106. Marina di Marza (RG): stazione telecomunicazioni USA.
107. Comiso (RG): dopo la chiusura della base, ospita ancora alcuni depositi dell’USAF.
108. Monte Lauro (SR): stazione telecomunicazioni USA.
109. Birgi (TP): base dell’AMI “Sen. Vittorio Florio”, base saltuaria dell’USAF e della NATO.
110. Marsala (TP): stazione telecomunicazioni USA con copertura NATO.
111. Pantelleria (TP): stazione telecomunicazioni US Navy e base dell’USAF.
112. Augusta (SR): sede dell’US Navy Element, AFSOUTH.
113. Centuripe (EN): stazione telecomunicazioni USA.
114. Niscemi (CL): stazione telecomunicazioni dell’US Navy.
115. Lampedusa (AG): stazione della Guardia Costiera USA e centro di comunicazioni NSA.

N.B.: il presente elenco è frutto di un riscontro incrociato delle fonti disponili al riguardo, i cui dati talvolta appaiono palesemente contraddittori. Pregando i lettori di perdonare eventuali inesattezze, sarà gradita ogni vostra segnalazione utile a correggerlo ed aggiornarlo.

L’elenco è disponibile anche come file .pdf qui.

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28 thoughts on “Basi non baci

  1. errore causato da cattiva interpretazione della fonte.
    la frase relativa alla futura base dell’US Navy che dovrebbe sorgere nell’area del “Molo polisettoriale” al posto di quella di Gaeta, è infatti da riferire a Taranto.
    adesso correggiamo

  2. San Gottardo, Boscomantivo (VE): stazione telecomunicazioni USA? Forse BOSCOMANTICO, VERONA, semmai! Il concetto di “base saltuaria” cosa sta ad indicare? Es.: Istrana: anni che non si vedono atterrare e decollare apparecchi USAF o US NAVY o USMC.- Maniago: chiuso. Buono per raccolta funghi.-
    Missili antiaerei Nike-Hercules, sono un ferrovecchio del 1958? Hmmmm….. contraerei con testata atomica? Per far ricadere il fall-out anche su chi li ha lanciati? Mah!
    Cosa significa “sotto copertura NATO”?
    Grazie
    Bruno

  3. Che gli americani debbano restare a casa loro è pacifico….ma quell’elenco è a dir poco esagerato.

    Solo io per conosecenza diretta potrei eliminare da quell’elenco 10 o 15 “basi”…..in parte perche sono italiane e in parte perchè non esistono proprio.

  4. base boscomantico verona chiusa da 20 anni. base affi v erona centro telecomunicazioni ITALIA chiusa da4 anni . lughezzano centro radar . erbezzo solo tralicci del tempo dei dirigibili

  5. (…)
    Con il contratto da 220 milioni di euro firmato il 10 novembre 2009 dalla Direzione generale degli armamenti aeronautici ed Alenia Aermacchi, anche l’Aeronautica italiana si doterà degli addestratori-cacciabombardieri M-346. Oltre a fornire i velivoli, la società di Finmeccanica realizzerà tutta una serie d’infrastrutture di supporto logistico nella base aerea del 61° Stormo di Galatina, Lecce, in vista della sua trasformazione entro il 2015 in “Scuola di volo europea” per le esigenze di addestramento avanzato NATO, aperta ovviamente ai partner extraeuropei come ad esempio gli Emirati Arabi o la Malesia, paesi che hanno acquistato i nuovi velivoli prodotti da Alenia Aermacchi. Nello specifico si prevede la costruzione a Galatina di “dieci hangarette per ricovero e manutenzione dei velivoli, una palazzina per gli specialisti della linea volo, un centro addestramento di 2.700 mq per il Ground Based Training System, aule didattiche per vari tipi di addestramento informatizzato, sale briefing e riunioni, ecc.”.

    Emiri, sceicchi, mercanti d’armi e frecce tricolori
    di Antonio Mazzeo
    http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o16236:f1

  6. Non c’è nessuna certezza che la base di Galatina diverrà sede dell’ “ADVANCED EUROPEAN JET PILOT TRAINING” (in lizza ci sono anche Spagna e Francia) che non è una esigenza NATO ma un accordo fra paesi europei.

    In sostanza scopo del programma di addestramento congiunto è quello di accorpare una parte dell’iter di addestramento dei piloti delle varie nazioni evitando così di avere una struttura unica per ciascuna nazione. Struttura che ormai, vista la continua riduzione degli aerei in linea nelle varie aeronautiche, comporta costi non più sostenibili.

  7. se effettivamente fosse un programma concordato in maniera autonoma da un gruppo di Paesi europei, al di fuori del quadro NATO, dal nostro punto di vista (quello di una accresciuta sovranità militare dell’Europa) sarebbe una buona notizia.
    ma allo stato attuale, francamente, ne dubitiamo e non poco.

  8. Che sia un accordo europeo, lo dimostra la presenza nel programma, di Svezia e Svizzera, paesi non appartenenti alla NATO.

    Il motivo di questo programma congiunto e da ricercarsi nella necessità di contenere i costi.

    Molte di queste aeronautiche stanno letteralmente scomparendo e le altre hanno visto nell’ultimo decennio, una riduzione degli aerei in linea anche del 30-40%.

    Penso per esempio al caso dell’Olanda…..fino agli anni 90, aveva in linea circa 160-170 aerei da combattimento; Ora quasta forza si è ridotta a neppure 90 velivoli. Oppure l’Italia passata da una linea da combattimento di quasi 300 velivoli agli attuali 200 circa…..e cosi via per le altre nazioni.

    Avere quindi un’unica struttura (o anche 2) che sostituisca quelle nazionali è prioritaria per motivi di costi. Con numeri sempre più esigui, diventa difficile tenere in piedi una struttura per ogni nazione.

    Poi è certo possibile (se il programa và in porto) vedere partecipare altri paesi extraeuropei……ma quasto può rientrare tranquillamente in uno dei tanti programi di cooperazione militari esistenti nel mondo.

    Comunque…se anche il programma fosse in ambito NATO, non cambierebbe la sostanza delle cose. Ripeto è solo una necessità di contenere costi e standardizzare procedure di addestramento.

  9. certo non dubitiamo della “necessità di contenere costi e standardizzare procedure di addestramento” (che anche in campo militare diventa sempre più pressante) ma riconosca che potrebbe essere una buona occasione per mettere sotto l’egida atlantica anche questa situazione.

    ed il fatto che siano coinvolte la militarmente impalpabile Svizzera e la Svezia non è un argomento dirimente.
    anzi, circa la relazione diventata ormai strategica di quest’ultima con la NATO si legga qui:
    https://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/09/09/la-fine-della-neutralita-scandinava/
    e qui:
    https://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/10/30/africom-avanza-a-grandi-passi/
    dove risulta, fra le altre cose, che il Pentagono ha condotto un’esercitazione militare denominata Africa Endeavour 2008 la quale ha coinvolto una ventina di Paesi africani ed appunto, unico Paese europeo, la Svezia.

    anche questo pare proprio essere uno dei “tanti programmi di cooperazione militari esistenti nel mondo” volti a rafforzare l’egemonia globale USA/NATO piuttosto che elevare la sovranità nazionale dei Paesi partecipanti o dell’Europa nel suo complesso

  10. Sia chiaro che non parlo per interesse diretto…..non costruisco aeroplani e non fornisco sistemi di addestramento per il personale 😉

    Il punto è, semplicemente, che le aeronautiche europee stanno diventando sempre più piccole per cui, per ciscuna nazione diventa sempre più problematico gestire le scuole in maniera autonoma.

    Lo dico senza voler fare nessuna polemica….ma cosa dovrebbe mai accadere se domani i piloti dei vari paesi europei completassero l’iter dell’addestramento avanzato in un’unica struttura addestrattiva anzichè ognuno per i fatti suoi!?

    Anche perchè, attenzione, il programma AEJPT prevede una struttura unica per la fase avanzata dell’addestramento degli allievi piloti…..ovvero la parte finale, quella che avviene prima dell’assegnazione ai reparti!!
    E comunque già oggi esistono varie strutture di addestramento in comune.

    Quanto al pericolo di “mettere sotto l’egida atlantica anche questa situazione”….. personalmente non capisco il problema.

    A parte che non è un programma NATO…. ma se anche lo fosse non cambierebbe nulla…..stiamo parlando di una scuola….per la precisione la parte finale dell’addestramento degli allievi che comunque da sempre si addestrano seguendo procedure più o meno comuni fra paesi che seguono dottrine più o meno uguali.

    Piloti che una volta diventati “grandi” continueranno ad addestrarsi (sempre che ci sia il carburante per farli volare) con i paesi alleati, seguendo per forza di cose standard comuni.

    Quanto alla Svezia….è vero che si è allineata ai paesi NATO….ma era solo per spiegare che il programma non è NATO.

    Per quanto riguarda le cooperazioni militari intendevo gli accordi che sussitono nell’ambito dell’addestramento, dove è possibile che alcuni paesi mettano a disposizioni di altri strutture addestrattive e viceversa.

  11. lo ripetiamo: il problema dal nostro punto di vista è che anche questa struttura sarà probabilmente finalizzata ad incrementare l’efficacia del piano di egemonia mondiale a guida statunitense di cui la NATO è il braccio militare, argomento che è al centro dell’attenzione di questo blog sin dalla sua nascita (come chiaramente spiegato nel nostro biglietto da visita).

    caro Giulio, non di questioni organizzative, tecniche o logistiche stiamo parlando ma di Politica

  12. Ma anche faccendo considerazioni politiche…..non vedo il problema!

    Beninteso, non sostengo in alcun modo la politica estera USA e se per questo neppure quella italiana ma, non è pensabile vedere dietro qualunque progetto di collaborazione internazionale il fantasma degli USA che ci vogliono imporre il loro volere.

    Poi chiudo altrimenti la discussione diventa uno sterile batti e ribatti 😉

    Io ripetto che stiamo parlando di una “semplice” razionalizzazione degli iter di addestramento dei piloti europei alla quale peraltro gli USA non sembrano prestare particolare attenzione neppure sul piano tecnico (hanno le loro scuole di volo e gli bastano).

    Non capisco in termini strategici cosa può cambiare, stiamo parlando di una scuola di volo….dove si insegna a volare!!!
    I piani di egemonia mondiale se è il caso si fanno in altra sede! Una scuola di volo può ben poco…serve solo a far conseguire i brevetti ai nuovi piloti..che sono sempre meno perchè sempre meno sono gli aerei che andranno a pilotare.

    Si tratta di vile pecunia…..aeronautiche in affanno che cercano di risparmiare.

  13. e quei piloti, una volta conseguito il loro brevetto, a quali teatri operativi saranno mai destinati? ex Jugoslavia, Afghanistan, Iraq o che altro? di supporto a qualche bella “missione di pace”?

    sei un ingenuo, se sei in buona fede

  14. Visto che è saltato fuori un elemento nuovo continuo a interloquire!

    Quando dici (mi permetto il tu visto che il blog non mi sembra formale):

    “…..quei piloti, una volta conseguito il loro brevetto, a quali teatri operativi saranno mai destinati?…..”

    rispondo:

    A nessun teatro……!!!!!

    E proprio qui nasce secondo me l’equivoco su questa scuola di volo.
    Una volta terminata la fase avanzata presso la scuola di cui stiamo discutendo, i neo piloti (a seconda delle attitudini individuali) vengono assegnati alle varie linee di volo (linea combattimento, linea trasporti o linea elicotteri).

    Una volta fatto questo passo i piloti andranno ai reparti OCU (unità da conversione operativa) presso i quali acquisiranno l’abilitazione al pilotaggio dei velivoli ai quali verranno assegnati.

    Terminata questa fase arriva la destinazione finale….ovvero il reparto operativo vero e proprio.

    Solo a questo punto i piloti inizieranno il vero addestramento operativo assieme agli altri piloti del reparto. Qua acquisiranno le tecniche della guerra aerea, si eserciteranno all’impiego dell’armamento di bordo e parteciperanno ad esercitazioni congiunte con altri reparti italiani e occasionalmente anche con queli di paesi alleati.

    La “preocupazione” di ingerenze americane sulla scuola di volo non ha senso proprio per questo motivo (e anche per altri ovviamente ;-). Dalla scuola di volo i piloti escono con il brevetto e basta….cioè hanno imparato a pilotare un aeroplano e conoscono solo i primi rudimenti del combattimento aereo.
    Impareranno a combatere solo quando arriverranno ai reparti, dove impiegheranno aerei completamente diversi da quelli della scuola……che sono appunto aerei da addestramento!!!!

    Qua nessuno è ingenuo e tantomeno in malafede. E’ solo una cosa logica…….l’iter di addestramento di un pilota va ben oltre la scuola di volo. Tutto ciò che concerne le dottrine del combattimento si imparano ai reparti di destinazione, durante le esercitazioni. Dottrine che per altro sono già ampiamente standardizzate a livello di alleanza atlantica!!!

  15. ci cascano le braccia, ché quello che insisti a spiegarci nei dettagli è già più che noto.

    il pilota, conseguito il brevetto, assegnato al proprio reparto operativo, svolge esercitazioni con altri reparti italiani e di Paesi “alleati”, seguendo le dottrine “già ampiamente standardizzate a livello di alleanza atlantica”.
    per fare cosa, alla fine? difendere il territorio nazionale dall’invasione delle armate sovietiche?
    ovviamente no, la scusa del comunismo non è più spendibile, allora si teorizza il pericolo dei terroristi barbuti in Asia centrale che devono essere combattuti a casa loro, ma guarda un po’.
    e finisce che il pilota contribuisce all’occupazione militare in Afghanistan, mostrando quanto sia pacifica la propria missione con vari interventi a supporto delle truppe di terra ISAF/NATO a caccia di “insorgenti”.

    per chiarirti le idee suggeriamo la seguente lettura: https://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/11/21/un-nuovo-esercito-europeo-per-le-aree-di-crisi/
    e adesso basta

  16. Va bene…..ho capito solamente che in questo blog non volete la discussione…..e liquidate con un “…..e adesso basta”

    Mi chiedo…..ma che scrivete a fare su internet se quando arriva qualcuno non volete ascoltare le sue opinioni!? Tralaltro mi sembra di aver argomentato in maniera civile senza mancare di rispetto a nessuno……portando argomentazioni obbiettive….anzichè ipotesi fantasiose fondate sul nulla.

    Fate un po come vi pare….suonatevela e cantatevela da soli!
    ….continuate a credere che dietro una scuola di volo si celerà chissa quale complotto dei malvaggi USA…..e avanti cosi,

    ……….buona forntuna!

  17. e invece è tutto molto chiaro, alla luce del sole.
    basta saper “leggere” gli eventi, cosa che tu ti rifiuti di fare trincerandoti dietro argomentazioni tecnicistiche, peraltro inconcludenti.
    byebye

    n.b.: le tue opinioni sono state ascoltate e quindi confutate.
    come tutte le altre che sono state espresse rimarranno nella pagina dei commenti, a futura memoria di ingenui e collaborazionisti vari

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