Operazione Sarissa

Ovverosia la guerra segreta degli italiani in Afghanistan.
Il 2007, chiusosi con oltre settemila morti di cui almeno 1.400 civili uccisi in gran parte dai bombardamenti aerei della NATO, è stato l’anno più sanguinoso dalla caduta dei Talebani, anche per la stessa Alleanza Atlantica, che avrebbe perso 232 militi. Secondo un recente rapporto del Senlis Council, i Talebani oggi controllano il 54% del territorio, sono attivi in un altro 38% e minacciano ormai la stessa capitale Kabul, la cui difesa è ora responsabilità delle truppe italiane.
Seppure in maniera limitata ed all’insaputa dei loro connazionali, esse partecipano ad operazioni di guerra ormai da quasi due anni, esattamente dall’estate del 2006. Da quella data, infatti, è operativa nell’ovest del Paese la Task Force 45, “la più grande unità di forze speciali mai messa in campo dall’Italia dai tempi dell’operazione Ibis in Somalia” secondo un esperto militare. In tutto circa 200 uomini che, in flagrante violazione della Costituzione italiana, sono impegnati nell’operazione Sarissa, volta a combattere i Talebani a fianco delle Delta Force statunitense e delle Sas britanniche, in particolare nella provincia occidentale di Farah.
Durante il governo Prodi, l’impegno militare in Afghanistan è costantemente aumentato sia dal punto di vista quantitativo (oggi l’Italia mantiene in loco 2.350 soldati, 550 in più di quelli schierati dall’esecutivo Berlusconi) sia, soprattutto, da quello qualitativo, con un dispiegamento di mezzi davvero impressionante (si citino, ad esempio, gli elicotteri da combattimento A-129 Mangusta ed i cingolati Vcc-80 Dardo in dotazione ai bersaglieri della Brigata Garibaldi, oppure gli aerei spia Predator e gli elicotteri da trasporto Sh-3d che appoggiano la Task Force 45). Il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri ha avvertito tutti di non illudersi, ché “dovremo restare in Afghanistan molto a lungo”. Considerato lo stanziamento di circa 338 milioni per il 2008, la previsione di dover spendere qualche altro miliardo di euro, oltre a quelli già spesi nei passati cinque anni, non rassicura di certo. E fa coppia con le dichiarazioni del titolare della Difesa, onorevole Parisi, di stupefacente intelligenza e destrezza nel segnalare profonde analogie tra l’Italia e l’Afghanistan: “Non possiamo abbandonare Herat e Kabul perché è come se le forze dell’ordine lasciassero nelle mani della delinquenza la Sicilia e la Campania”.
Insomma, l’Afghanistan come un problema di ordine pubblico da risolvere con qualche retata.
In primavera è prevista un offensiva talebana senza precedenti. Cosa risponderà l’Italia alle richieste statunitensi-NATO di un coinvolgimento ancora maggiore?

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11 thoughts on “Operazione Sarissa

  1. L’onorevole Parisi si è sempre distinto per la grande intelligenza…, particolarmente si ricorda il discorso che fece
    all’o.n.u., con il presidente Putin presente, in cui disse che
    solo la nato aveva il diritto di attaccare un altro paese.
    Potete immaginare il commento di Putin…..

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  2. salve, volevo sapere se oltre agli alpini, 9° e forze speciali varie è inserito nell’operazione sarissa l’ 11° reggimento trasmissioni come supporto logistico.

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  3. vista dall’italia la guerra afghana mostra un che di veramente surreale .
    non solo per il fatto ovvio (tranne che per i mascalzoni) che sotto il nome beffardamente criminale e falso di “operazione di pace” (!) si cela una squallida e sanguinosa guerra di aggressione coloniale imperialista, cioè una salorditiva impresa fascista di uno sato che ancora osa fingersi democratico.
    ma anche per il fatto che si prosciugano sbalorditive quantità di denaro, mentre l’amministrazione pubblica va allo sbando.
    potrà apparire a prima vista banale, ma nella scuola in cui insegno (come nelle altre, del resto) si saltano ore di lezione mai recuperate, perchè non si chiamano i supplenti: non ci sono soldi. tra i tanti risparmi (veramente: furti) mancano i soldi per insegnare, mentre se ne spendono a valanga per la guerra spacciata come “pace” : ecco dove sono i veri spacciatori! sono al governo (benchè si tratti di un debole governo uscente di minoranza, 45% alle ultime elezioni).
    la banda degli spacciatori occupa palazzo chigi, gli italiani non possono far altro che organizzarsi per difendersene. i popoli afghano e italiano hanno un problema comune : organizzare la difesa contro i golpisti criminali che hanno occupato i palazzi governativi .
    ora e sempre resistenza .

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  4. salve nicola. se lo desisderi puoi sempre andare a ripetizioni di realtà. se invece non vuoi, puoi pure continuare a lasciare che con i nostri soldi vengano mitragliati e cannoneggiati i villaggi afghani, dopo 18 anni (dal 1991) di guerre di aggressione coloniale (irak, yugoslavia, afghanistan) contro popoli che non ci avevano mai aggredito neanche con una cerbottana di carta. e, nel più perfetto stile fascista, che disprezza il sapere, puoi consolarti reputando stupidaggini, cioè cose da stupidi, le utili considerazioni svolte da coloro che hanno impiegato l’intera vita a studiare e insegnare. non c’è niente di nuovo sotto il sole: in spagna il generale golpista franchista millan astray, occupando militarmente l’università di salamanca, gridò con disprezzo al rettore e ai professori “viva la muerte, abbasso l’intelljencia!”. ieri come oggi tu, con la sicumera presuntuosa che, ovviamente, puoi coltivare per tutta la vita, se vuoi. chi non sa, come te, approva il fucile e le bombe, cioè l’omicidio di stato.
    addio.

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  5. nicola, il disprezzo per i professori è sempre stato un classico del fascismo. basta leggere i libri di storia e le testimonianze. addio.

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  6. il termine deriva, in origine, da , termine riferito alle antiche legioni imperiali romane. è, dunque, perfettamente consono a indicare l’attuale politica di guerre di aggressione cui l’italia ha partecipato, dal 1991, contro iraq, yugoslavia, afghanistan. le più coerenti spiegazioni della dinamica soggiacente sono rintracciabili nel vecchio, e sempre attuale, lavoro di lenin “imperialismo, fase suprema del capitalismo”. naturalmente, prima di essere una guerra specificatamente contro gli altri popoli, l’aggressione italiana fa parte di una generale guerra dei ricchi contro i poveri. cosa constatata anche da gino strada, fondatore di emergency. purtroppo, non siamo più un paese democratico, cosa di cui vergognarsi.
    ancora una volta, ora e sempre resistenza.

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  7. per un errore di scrittura, la prima frase del post precedente è risultata monca. doveva essere: “il termine fascismo deriva, in origine, da fasci di combattimento….”.
    grazie.

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  8. posto che questo non è proprio il luogo adatto a tracciare discutibili parallelismi con fenomeni socio-politici risalenti a quasi un secolo fa, invitiamo a non raccogliere inutili provocazioni.
    l’attuale politica di allineamento atlantico da parte dell’Italia a nostro parere contiene tutti gli elementi necessari per essere sottoposta ad una critica serrata, come evidentemente ci sforziamo di fare qui.
    ed in quanto alla “democrazia”, entrando sbrigativamente nel merito di quel sistema di governo che si dice basato sulla volontà popolare, vorremmo un giorno che qualcuno ci spiegasse come questa possa considerarsi realizzata in un Paese che, dopo l’ultima guerra mondiale, ha ceduto la sua sovranità ai vincitori per di più rallegrandosene quale segno di progresso e libertà.
    tanto per dire che anche i protagonisti degli odierni “festeggiamenti” circa la caduta del Muro di Berlino ben poco sanno fare se non ripetere all’infinito le formulette celebrative della modernità occidentale, con tutti i suoi corollari ideologici. e che infine la smettano di dire che sono morte appunto le ideologie, quando invece oggi assistiamo al progressivo declino dell’unica ideologia rimasta dopo quei fatti, cioè l’Occidentalismo liberal/democratico-capitalista, e del suo indiscusso braccio militare, Stati Uniti d’America e vassalli NATO.

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