Site Pluto. Ieri, oggi, domani

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“Nel gennaio del 1956 fu costituito a Vicenza il comando della SETAF (South European Task Force) era composto da due battaglioni di artiglieria americana in grado di utilizzare armi atomiche. La 559th compagnia di artiglieri americana aveva lo scopo di “provvedere alla consulenza ed assistenza dell’artiglieria italiana da campo e delle unità di difesa aerea”.
Gli americani posano subito l’occhio su un luogo già usato dai tedeschi durante il corso della seconda guerra mondiale. Il Nobiluomo proprietario della collina, fu in causa per decenni con il governo italiano ed americano per “essere stato estromesso di brutto dai suoi possedimenti”.
I più anziani di Longare ricordano l’imponente traffico di mezzi per adeguare a deposito di armi atomiche un sito naturalmente predisposto per la presenza di caverne e cunicoli sotterranei di origine carsica (scavati per milioni di anni dalle acque, ampliati dall’escavazione di pietra ed usufruiti dai tedeschi durante la guerra). La 69th Ordnance Company di stanza a Longare prese il compito di effettuare la manutenzione delle bombe atomiche. La difesa fisica delle bombe era affidata al 28th distaccamento di artiglieria da campo americano. Entrambe erano dipendenti dalla 559th.
Nel 1954 fu installato il “Site Pluto” il “Covo di Plutone” (il dio greco delle profondità terrestri, ma può essere intesa anche come abbreviazione di ‘plutonio’ una delle materie prime delle bombe atomiche).“Site Pluto” apparve collegato per via sotterranea a quello di Tormeno, quest’ultimo privo di armamenti atomici ma curato dal 22th distaccamento di artiglieria da campo americana e dalla 19th Explosive Ordnance. Quest’ultima aveva il compito della “distruzione delle armi nucleari o degli interventi di emergenza in caso di incidenti”. Il sito del Tormeno appariva come un sito di pronto intervento in caso di “evacuazione e autodistruzione”.
“Site Pluto” a noi oggi appare in stretto collegamento con il sito militare di San Rocco (situato anch’esso a Longare, al culmine della collina e sovrastante il “Site Pluto”), gestito dall’Esercito italiano, solo nella porzione perimetrale, mentre la zona interna era ad uso esclusivo degli americani. Il 1992 è un anno di svolta con la dissoluzione dell’U.R.S.S. e lo scioglimento del “Patto di Varsavia”. La cerimonia di chiusura di “Site Pluto” avviene giovedì 26 marzo 1992, ma rimane comunque attivo fino al 15 maggio 1992. Non è restituito all’Italia, pur essendo state trasferite altrove armi nucleari e missili. Questa, però, è solo la prima fase di vita del sito (1954-1992). Qualcosa deve essere successo, dal momento che, per lungo tempo rimane apparentemente abbandonato, dopo un paio di giorni di attivo via-vai di betoniere di cemento. È chiusa anche la base italiana di San Rocco, la vegetazione si riprende gradualmente il terreno all’interno del sito e le strutture visibili dall’esterno vanno in distruzione. Dopo anni l’attività riprende… ma questa è un’altra storia.”

La versione integrale del documento (file .pdf, 2.5 Mb), da cui è tratta la citazione, è qui.

2 thoughts on “Site Pluto. Ieri, oggi, domani

  1. Top secret le finalità dei lavori avviati nel 2007 nella base di Longare, l’ex “Pluto Site” utilizzato per l’immagazzinamento di mine e testate nucleari per i missili a corto raggio dell’US Army. Nelle profonde gallerie della base sarebbero stati ammodernati e riattivati i depositi di stoccaggio armi, munizioni e attrezzature della 173^ Brigata Aviotrasportata e dei reparti che saranno utilizzati in ambito AFRICOM, il Comando USA per le operazioni nel continente africano di recente costituzione. Secondo il MILCON, 350.000 dollari del budget 2008 sono stati spesi per “allargare, allungare e riparare le strade, i marciapiedi e i sentieri di Longare, e per installare nuove fognature, linee elettriche e impianti d’illuminazione”.
    Dal dicembre 2008 l’Unità statunitense della Riserva di stanza a Longare è stata posta agli ordini del 7°Civil Support Command dell’US Army con base in Germania, l’unico presente fuori dagli Stati Uniti d’America, responsabile della gestione degli “affari civili” delle forze terrestri USA in Europa.
    Alla vigilia dell’attivazione del Civil Support Team di Longare, i militari ad esso assegnati hanno condotto una controversa esercitazione di 76 giorni nel poligono di Fort Leonard Wood (Missouri) simulando “uno scenario realistico di guerra chimica con l’uso di gas nervini”. Successivamente il CVT di Longare ha avviato “corsi basici” per i residenti USA di Vicenza sulle armi nucleari, chimiche e batteriologice e “sull’equipaggiamento personale di protezione”.

    da Vicenza città cantiere delle forze armate USA,
    di Antonio Mazzeo
    http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2010/10/vicenza-citta-cantiere-delle-forze.html

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  2. Pingback: Tra boschi e caverne, il covo di Plutone | cogito ergo sum…penso dunque sono

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