In Olanda tanti dubbi sul JSF

La Corte dei Conti olandese, in un rapporto reso pubblico nel dicembre 2007, ha esposto le proprie osservazioni riguardo la partecipazione del ministero della Difesa al progetto di sviluppo del nuovo caccia F-35 Lightning II (Joint Strike Fighter, acronimo JSF).
Il governo olandese ha deciso di partecipare al progetto in questione avendo identificato l’F-35 come il velivolo più adatto a succedere agli F-16 di cui è dotata l’aviazione nazionale, sebbene la decisione definitiva sulla loro sostituzione non arriverà prima del 2010.
Il punto di dissenso più fortemente espresso dalla Corte dei Conti olandese concerne l’impossibilità di stabilire con esattezza il costo del progetto (e quindi il costo di ciascun velivolo, se e quando il governo olandese decidesse di procedere all’acquisto), per diverse ragioni. In primo luogo, i ministeri della Difesa e degli Affari Economici hanno un accesso limitato ai dati finanziari elaborati dalla Lockheed Martin, l’azienda risultata vincitrice della relativa gara di appalto. In secondo luogo, alcuni dei costi del progetto ricadono al di fuori di quello che il ministero della Difesa ha chiamato “programma per la sostituzione del F-16”. In terzo luogo, i costi non possono essere comparati in quanto i due ministeri, nelle rispettive rilevazioni, hanno utilizzato diversi indici dei prezzi e diverse valute. Conseguenza di tutto ciò è che il Parlamento olandese non ha attualmente a disposizione una valutazione precisa dei costi complessivi dell’operazione, ed anzi esiste il rischio che tale mancanza perduri anche quando esso dovrà decidere se acquistare o meno il velivolo: probabilmente, il costo unitario reale sarà noto con precisione solo quando ne terminerà la produzione (sembra nel 2052…).
Nel frattempo, i dati disponibili segnalano un aumento del costo unitario dai circa 37 milioni di dollari dell’ottobre 2001 ai quasi 48 milioni nel dicembre 2006. Il ministero della Difesa ha previsto invece di pagare 5,5 miliardi di euro per l’acquisto di 85 velivoli, il che comporterebbe un costo unitario di 65 milioni.
Per quanto riguarda invece la partecipazione delle aziende olandesi al programma di sviluppo del JSF, uno studio ha rilevato che essa costerebbe più dell’acquisto “diretto”. I costruttori olandesi hanno acconsentito quindi a colmare questo divario rimettendo una certa percentuale del fatturato che realizzano con il programma JSF allo Stato. Fino al 30 giugno 2008 la percentuale devoluta allo Stato è stata del 3,5%. Il caso dovrebbe essere riesaminato nel mese in corso e la percentuale ristabilita, probabilmente ad un livello superiore al 5%. Tra il 2002 ed il 2012, si prevede che l’Olanda investirà 800 milioni di dollari nel programma di sviluppo del JSF ed ulteriori 359 milioni durante la fase produttiva. A fronte di tali investimenti, le previsioni di contratti per le aziende olandesi coinvolte nel progetto assommerebbero a circa 800 milioni di dollari, di cui effettivamente 679 milioni sono stati firmati alla data del dicembre 2006.

5 thoughts on “In Olanda tanti dubbi sul JSF

  1. Allora la situazione fatta col copia/incolla. I costi:

    Italia: “con un costo unitario di 84 milioni di dollari”
    Olanda: “l’acquisto di 85 velivoli, il che comporterebbe un costo unitario di 65 milioni”

    Non son forte in aritmetica, ma qua ballano 19 milioni di dollari (svalutati fin che vuoi). Fa il 30% in più o sbaglio?

    Ritorni previsti:

    Italia: “Le ultime stime prevederebbero invece non più di un migliaio di occupati, di cui solo duecento diretti” non quantificato ma, a quanto pare, briciole
    Olanda: “le previsioni di contratti per le aziende olandesi coinvolte nel progetto assommerebbero a circa 800 milioni di dollari”

    Italietta?

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  2. è che gli arancioni stanno infilando il naso, con grande zelo, dentro tutta la questione (come poi finirà, ovviamente non è concesso saperlo ma intanto dati su cui ragionare ce ne sono in abbondanza) mentre in Italia (ma non solo) anche in questo caso il silenzio è assordante

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  3. E comunque, anche nella speranza che la Corte dei Conti arancione sia più efficace di quella azzurra ;.), non sarà questo rametto a bloccare il faraonico progetto, no?

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  4. Ave,
    In realtà gli arancioni hanno già le idee chiare. Un mio amico personale che lavora per la corte dei conti di Deen Haag, mi ha riferito che sono consapevoli dell’imposizione del mezzo… (aziendale statunitense)… ma il ministro, citato nella relazione, ha dichiarato che nonostante i loro parere contrario sarebbe andato avanti inevitabilmente… e li ha invitati a fare una relazione più conciliante. Gli zelanti arancioni, invece sono stati abbastanza critici, (almeno la faccia la salvano, al contrario degli italioti), anche se, come si dice talvolta: “a babbo morto”…

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