Carabinieri a Baghdad

Come di consueto non sono stati forniti molti dettagli circa la nuova missione dei Carabinieri in Irak, rivelata dal settimanale Panorama nell’estate del 2007. Quel che è certo è che si tratta di una missione addestrativa messa a punto nell’ambito del programma della NATO di assistenza alle forze militari e di sicurezza irachene (NATO Training Mission – Iraq).
L’Italia ricopre un ruolo di primo piano nell’accademia istituita allo scopo nella località di Rustamyah, vicino Baghdad, dove operano una novantina di istruttori italiani ed il generale Paolo Bosotti (prima di lui, Alessandro Pompegnani) ha l’incarico di vice-comandante .
I Carabinieri selezioneranno e addestreranno in due anni 8 battaglioni, composto ognuno da 400 agenti iracheni, alle tecniche anti-sommossa, anti-guerriglia ed anti-terrorismo. Il personale iracheno a sua volta svolgerà compiti di istruttore per altre sei brigate (24 battaglioni) che rappresenteranno l’elite della Iraqi National Police.
In pratica si tratta di costituire reparti simili come struttura e formazione alle unità MSU (Multinational Specialized Unit) che l’Arma ha creato dieci anni or sono per l’impiego nei Balcani in ambito NATO e che hanno operato anche in Irak durante l’operazione Antica Babilonia.
Gli istruttori insediatisi a Camp Dublin, una base statunitense situata nei pressi dell’aeroporto di Baghdad, provengono quindi in gran parte dalla Seconda Brigata Mobile – la grande unità dei Carabinieri per le operazioni all’estero con comando a Livorno e composta dai reggimenti 13° e 7° di Laives (Bolzano) e Gorizia – e dal reggimento paracadutisti Tuscania, mentre per le specializzazioni più tecniche potrebbero essere impiegati anche istruttori del Gruppo Intervento Speciale (GIS).
Costi? Il decreto “Milleproroghe” del febbraio 2008 ha stanziato per l’anno in corso poco più di 8 milioni di euro. A marzo è iniziata la terza sessione di addestramento, agli ordini del colonnello Fabrizio Parrulli.

3 thoughts on “Carabinieri a Baghdad

  1. (AGI) – Baghdad, 20 nov. – L’Italia continuera’ il processo di ricostruzione e di stabilizzazione dell’Iraq, in primo luogo contribuendo ad addestrare le forze di polizia irachene, come del resto sta gia’ facendo: lo ha assicurato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, durante l’odierna visita-lampo a Baghdad, nel corso della quale ha incontrato i vertici delle istituzioni locali. Una cinquantina di carabinieri sono in effetti impegnati nell’addestramento della gendarmeria irachena dal 2007, nell’ambito dell’iniziativa ‘Nato Training Mission’: finora nel Paese arabo sono stati formati oltre duemila poliziotti. .

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  2. IRAQ: PROBLEMA GIURISDIZIONE PER MILITARI ITALIANI E NATO

    (ANSA) – ROMA, 24 FEB – Un problema di giurisdizione potrebbe mettere a rischio la permanenza in Iraq di alcuni Paesi Nato, Italia compresa: da un paio di mesi, infatti, manca un’intesa formale che rinnovi l’accordo in base al quale sugli eventuali reati commessi dai militari stranieri in servizio e’ competente il loro Paese di appartenenza. Ai soldati in questione si dovrebbe cosi’ applicare la legge irachena, circostanza che i Paesi della Nato vogliono evitare.
    A fine 2008 gli Stati Uniti hanno firmato uno Status of forces agreement (Sofa) che regolamenta questo aspetto, ma tra la Nato e il governo iracheno si sta ancora discutendo. Si tratta di un problema, hanno riferito fonti militari, che e’ stato brevemente affrontato anche nel corso della recente riunione informale dei ministri della Difesa della Nato, a Cracovia.
    Tra Italia ed Iraq e’ stata raggiunta un’intesa di massima, fino al 30 giugno, in base alla quale il governo di Baghdad conferma la giurisdizione italiana, ma se dopo quella data il problema non dovesse essere stato ancora risolto, la Difesa – sottolinea la fonte – prendera’ attentamente in considerazione la situazione, non escludendo neppure il ritiro del contingente.
    La questione interessa essenzialmente i militari della ”Nato Training Mission”, cioe’ la missione di addestramento delle forze di sicurezza irachene condotta dell’Alleanza Atlantica, cui l’Italia partecipa con un centinaio di uomini, soprattutto carabinieri.

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