Scudo antimissile: le reazioni russe alla firma ceca

E’ successo.
Lo scorso 8 luglio, il Ministro degli Esteri della Repubblica Ceca, Karel Schwarzenberg, ed il Segretario di Stato USA, Condoleeza Rice, hanno firmato il protocollo d’intesa per l’installazione sul suolo ceco di un radar adibito alla localizzazione di missili. I due Paesi, appena pronto, sigleranno anche l’accordo che regola lo status dei militari statunitensi addetti alla gestione della base, inizialmente previsti in duecento unità. Nel protocollo d’intesa è inserita anche una clausola che contempla l’eventualità di una disdetta, in tal caso gli Stati Uniti avranno tempo due anni per ritirare il proprio contingente.
Ora la parola passa al Parlamento, dove il governo guidato dal premier Mirek Topolanek ha una maggioranza risicatissima. La discussione probabilmente non sarà avviata prima dell’autunno inoltrato, e cioè dopo l’elezione del nuovo Presidente americano. Nel frattempo, Schwarzenberg ha già minacciato di dimettersi in caso di mancata ratifica parlamentare. Fuori dalle stanze del potere, l’opposizione all’accordo continua ad assestarsi su percentuali oscillanti attorno al 70% e domanda lo svolgimento di un referendum nazionale.
In terra polacca, invece, le trattative proseguono, al fine di colmare un divario tra domanda ed offerta che a prima vista pare incolmabile. Fonti ben informate riferiscono di una richiesta dell’esecutivo di Donald Tusk che ammonta a 20 miliardi di dollari per l’ammodernamento delle forze armate nazionali, mentre gli Stati Uniti non sarebbero disposti a concedere più di “soli” 47 milioni, definendo le pretese polacche del tutto fuori dalla realtà.
Ed in effetti, se si considerano i tagli ai finanziamenti per il progetto appena operati dalla Camera dei Rappresentanti di Washington (meno 232 milioni di dollari per l’anno corrente ed addirittura meno 341 milioni per il 2009, con un abbattimento di quasi il 50% rispetto alla somma inizialmente stanziata), il giudizio sembra più che appropriato. Dal canto suo, il Pentagono – attraverso il suo portavoce Geoff Morell – fa sapere che “la Lituania potrebbe essere uno dei Paesi dove installare parte dello scudo, nel caso in cui i negoziati con la Polonia dovessero finire con un fiasco”. Al momento, si precisa, comunque non sarebbero in corso negoziati con Vilnius. Terza – ed ultima, per ora – alternativa l’installazione dei missili intercettori su unità navali di stanza nei mari vicini ai Paesi baltici, come ha ipotizzato la stessa Rice.

Il lato più “succulento” – e, per certi versi, persino divertente – della questione sono le reazioni della parte russa, sempre convintissima che sarà lei – e non certo l’Iran né la Corea del Nord – a finire nel mirino dei nuovi insediamenti militari a stelle e strisce. Tanto è vero che un analista dell’Accademia delle Scienze di Mosca, Aleksander Pikayev, ha ipotizzato che in Polonia non vengano dispiegati semplicemente dei missili intercettori con testate convenzionali come annunciato, ma piuttosto dei vettori balistici a corto e medio raggio in grado di portare testate nucleari.
Queste le possibili contromisure minacciate da Mosca:
– la costruzione, che sarebbe già in corso, di una nuova base missilistica nel Caucaso, presso la città di Noyemberyan in Armenia, non distante dal confine con la Georgia;
– il ritiro dal Trattato sulle Forze Nucleari a Medio Raggio firmato nel 1987 ed il dispiegamento, nell’enclave russa di Kaliningrad, con a tiro le eventuali rampe di lancio polacche, di missili Iskander-M e di bombardieri strategici Tupolev-22 armati con missili da crociera a lungo raggio;
– l’interruzione dello smantellamento della divisione missilistica di Kozelsk, nella Russia centrale – realizzato nel quadro dell’Trattato russo-statunitense per la Riduzione del Potenziale Offensivo Strategico (2002) – ed il dispiegamento in loco di avanzate testate ipersoniche in grado di penetrare le difese antimissile. La Russia metterebbe sui suoi missili Topol M testate autonome capaci di staccarsi e cambiare traiettoria, la cui caratteristica è proprio quella di ingannare i sistemi antimissile, che sono in grado di controllare la traiettoria dei vettori ma non quella degli ordigni che lancerebbero. Tale tecnica, unita alla moltiplicazione di stazioni di disturbo per i radar, abbasserebbe di decine di volte l’efficienza dello scudo antimissile;
– lo stazionamento di bombardieri strategici a Cuba, o più probabilmente l’uso dell’isola caraibica quale infrastruttura logistica per la manutenzione ed il rifornimento di carburante ai Tupolev-160 Blackjack e 95 Bear. L’insediamento di basi logistiche per i bombardieri strategici potrebbe riguardare anche il Venezuela e l’Algeria, dove stazionerebbero aerei cisterna Ilyushin-78 addetti al rifornimento in volo, in modo da evitare la presenza permanente dei bombardieri nei pressi del territorio statunitense e degli altri Paesi della NATO;
– la riapertura, sempre a Cuba, della centrale spionistica di Lourdes, che – prima della chiusura avvenuta nel 2002 – rappresentava il più grande ed importante sito del sistema d’intelligence russo Sigint su territorio straniero, capace di tenere sotto controllo i movimenti e le comunicazioni militari nel sud-est USA, nonché gli scambi di informazioni commerciali e politiche fra Stati Uniti e Europa;
– il boicottaggio della… birra ceca;
– la Russia potrebbe infine riprendere il programma di missili orbitali che, evitando i sistemi radar esistenti e potenziali, raggiungerebbero il territorio statunitense attraverso il Polo Sud.

Chi vivrà, vedrà.
[segue nella pagina dei commenti]

35 thoughts on “Scudo antimissile: le reazioni russe alla firma ceca

  1. Non so quante delle “proposte” qui presentate verranno adottate, una minima parte presumo. Credo di intendere però una volontà da parte russa, più che delle sparate individuali, di far condividere a noi europei (soprattutto) l’idea di quanto possa essere destabilizzante quello che gli americani stanno proponendo. Insomma, il tentativo di separazione tra Europa e Russia insito nel programma di difesa missilistica può essere giocato anche nel senso contrario, paventando la pericolosità di un’America, presa in una crisi finanziaria potenzialmente distruttiva, che tenti di far valere il suo strapotere militare per salvare il salvabile. Da Mosca ci viene un monito sul fatto che non sia una via percorribile, che non subiranno passivamente gli eventi.

    Almeno credo.

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  2. concordiamo con la sua interpretazione,
    lo stesso Putin, in una intervista rilasciata circa un anno fà (andiamo a memoria), sottolineava la valenza geopolitica più che quella semplicemente militare; testualmente, lo scudo sarebbe da intendere quale cuneo fra Europa e Russia appositamente creato dagli atlantisti per ostacolare il loro naturale avvicinamento strategico

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  3. MOSCA (Reuters) – di Guy Faulconbridge

    Il Cremlino oggi ha respinto le proposte americane volte a smorzare le preoccupazioni per un sistema di difesa missilistico in Europa e ha detto che cercherà ancora di risolvere la questione una volta che Barack Obama sarà alla Casa Bianca.

    La Russia sostiene che il progettato sistema statunitense minaccia la sua sicurezza nazionale e che l’amministrazione Bush, in carica fino al prossimo gennaio, non è riuscita a diradare i suoi dubbi.

    “La Russia è pronta a collaborare con gli Stati Uniti sulla sicurezza europea, ma considera le proposte inviate insufficienti”, ha detto una fonte del Cremlino citata dall’agenzia stampa Itar- Tass.

    “Non daremo il nostro via libera a queste proposte e parleremo con la nuova amministrazione”, ha aggiunto la fonte, citata dalle principali tre agenzie russe, il che indica che le dichiarazioni riflettono la politica ufficiale.

    L’ufficio stampa non ha voluto commentare in proposito.

    L’amministrazione Bush “vuole mettere il nuovo presidente Usa in una situazione senza speranza, in modo che debba assumersi la responsabilità di ciò che hanno architettato senza di lui”, ha precisato la fonte.

    http://it.notizie.yahoo.com/4/20081112/tts-russia-usa-difesa-ca02f96.html

    PARIGI (Reuters) – La Russia potrebbe annullare il previsto dispiegamento di missili alle frontiere con la Polonia se il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, cancellasse il progetto per la costruzione di un sistema di difesa anti-missile nell’Europa centrale.

    Lo ha detto oggi il presidente russo Dmitry Medvedev.

    In un’intervista al quotidiano francese “Le Figaro” pubblicata oggi, Medvedev ha detto che non ha altra scelta che quella di reagire ai piani statunitensi per la realizzazione di una rete di missili e sistemi radar vicino ai suoi confini.

    “Ma siamo pronti ad abbandonare questa decisione di schierare i missili a Kaliningrad se la nuova amministrazione americana, dopo aver analizzato la reale utilità di un sistema per rispondere agli ‘stati canaglia’, decidesse di abbandonare il suo sistema antimissile”, ha detto il presidente russo.

    “Siamo pronti a negoziare una ‘opzione zero’. Siamo pronti a riflettere su un sistema di sicurezza globale cogli Stati Uniti, i Paesi dell’Unione europea e la Federazione Russa”.

    http://it.notizie.yahoo.com/4/20081113/tts-medvedev-risposta-missili-usa-ca02f96.html

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  4. TALLIN/PARIGI (Reuters) – Gli Stati Uniti considerano provocatorie e incaute le minacce della Russia di dispiegare dei missili tattici nell’enclave baltica di Kaliningrad, secondo quel che ha detto oggi il segretario alla Difesa Usa Robert Gates.

    Il numero uno della Difesa americana ha anche definito “non credibile” l’offerta avanzata oggi dal presidente russo Dmitry Medvedev secondo cui Mosca potrebbe annullare l’operazione missili se Washington abbandonasse il progetto di un sistema anti-missile nell’Europa centrale.

    Gates, parlando al termine di un vertice della Nato con l’Ucraina, ha detto che le minacce russe non sono proprio il “benvenuto che meriti una nuova amministrazione americana”.

    “Queste dichiarazioni provocatorie sono non necessarie e incaute”, ha detto Gates in una conferenza stampa nella capitale estone Tallin.

    Allo stesso tempo però, ha aggiunto, Washington continuerà a ricercare relazioni costruttive e positive con la Russia.

    http://it.notizie.yahoo.com/4/20081113/tts-medvedev-risposta-missili-usa-ca02f96.html

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  5. L’AVVERTIMENTO DI OBERING AD OBAMA:

    Il generale Trey Obering, direttore uscente dell’agenzia statunitense per la difesa antimissilistica, ha detto che cerchera’ di convincere il neoeletto presidente Barack Obama che i sistemi di difesa missilistici sono funzionanti e lo hanno provato durante i test.
    Citato dalla Cnn, Obering ha dichiarato che “i test hanno dimostrato che non solo possiamo colpire una proiettile con un proiettile, ma possiamo colpire un punto su un proiettile con un proiettile. La tecnologia ha fatto passi avanti”. Senza fare diretto riferimento al presidente eletto Obama, Obering ha annunciato che “cio’ che abbiamo osservato e’ che molte delle persone che non hanno fatto parte di questa amministrazione sembrano datate in termini di programma. E’ come se fossero tarati sul quadro di riferimento del 2000. Abbiamo fatto molta strada dal 2000. Quindi il nostro obiettivo primario sara’ quello di informarli su quanto abbiamo realizzato”. Obering si e’ quindi detto fiducioso quanto alla possibilita’ che una volta messa a conoscenza di tutti i fatti, l’amministrazione Obama continuera’ a sostenere i programmi di difesa missilistica

    http://www.istrid.it/ita/thenews.asp?menu=0&id=1362

    GLI AVVERTIMENTI DI LUTTWAK E ANDREOTTI A BERLUSCONI:

    Le dichiarazioni di Berlusconi su sistema di difesa antimissile statunitense, hanno provocato una serie di reazioni.
    Per Edward Luttwak “sarebbe grave se in futuro l’Italia cambiasse posizione” sulla linea di rigore da tenere nei confronti della Russia. Commentando le affermazioni di Silvio Berlusconi sulla “provocazione” che gli Usa avrebbero fatto a Mosca con lo scudo antimissile, il politologo americano ha sottolineato che finora in ambito Nato “l’Italia si e’ schierata con la Germania e con la Francia su posizioni molto dure nei confronti della Russia”. “Dire che i missili erano una provocazione non mi sembra davvero molto serio dopo il confronto degli ultimi mesi su di essi – ha aggiunto Luttwak – a meno che non segnali uno dei peggiori, anche se per fortunma saltuari, tratti della diplomazia italiana, che e’ di stare dalla parte non tanto del piu’ forte ma di chi fa piu’ paura”.

    http://www.istrid.it/ita/thenews.asp?menu=0&id=1360

    Appare sempre caldo il “fronte dello scudo” con un continuo scambio di battute sull’argomento.
    ”Prima di parlare di problemi internazionali, forse sarebbe meglio approfondirli un po’ di piu”’. Giulio Andreotti, in un’intervista al Corriere della Sera, ha commentato cosi’ le parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla ”provocazione” subita dalla Russia riguardo allo scudo antimissile. ”Io sarei piu’ prudente a parlare di provocazioni – ha aggiunto il senatore a vita -. Non siamo in paradiso ne’ in villeggiatura, ma la situazione e’ tranquilla. Non c’e’ piu’ l’espansionismo sovietico e che cambi un presidente degli Stati Uniti non provoca piu’ grandi ripercussioni”. Andreotti ha concluso l’intervista con un ”consiglio” al premier: ‘Gli consiglierei di essere piu’ cauto e di approfondire di piu’. O magari di soprassedere in questi campi, visto che lui e’ gia’ bravo in tanti altri settori”. E a Giulio Andreotti ha replicato il Ministro degli Esteri affermando che”non c’e’ stata nessuna virata a Est” sempre inrelazione alle affermazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ieri in Turchia a proposito dello scudo missilistico Usa. ”Ne abbiamo parlato molte volte con il presidente Bush”, ha aggiunto Frattini. ”Per noi e’ indispensabile che ci sia un quadro strategico di sicurezza, che comprenda l’Europa e gli Stati Uniti come pilastri della sicurezza nel mondo, ma che poi si rivolga alla Russia come partner strategico. E’ quello che e’ stato fatto a Pratica di Mare nel 2002. Dobbiamo ritornare allo spirito di Pratica di Mare”.

    http://www.istrid.it/ita/thenews.asp?menu=0&id=1361

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  6. L’ESITO DEL VERTICE RUSSIA-UNIONE EUROPEA A NIZZA

    NIZZA (FRANCIA) – Dopo avere conquistato ”senza minacce militari, ma con il dialogo e la diplomazia” la pace nel Caucaso, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha oggi cercato di ottenere dal presidente russo Dmitri Medvedev la garanzia che nessun missile Iskandar sara’ dispiegato nell’enclave baltica di Kaliningrad almeno fino alla meta’ del prossimo anno, quando dovrebbe tenersi un vertice Osce sulla sicurezza europea. Sarkozy ha inviato un chiaro messaggio anche agli Usa.

    ”Possiamo continuare a minacciarci con gli scudi, con i missili, con le manovre di navi, ma questo non portera’ nulla di buono ne’ alla Russia, ne’ all’Europa ne’ alla Georgia”, ha detto il presidente francese parlando al termine del vertice Ue-Russia a Nizza, il primo dopo il grande freddo seguito al conflitto georgiano, che ha sancito la ripresa dei negoziati per un nuovo accordo di partenariato strategico. All’indomani dell’elezione di Barack Obama, Medvedev ha minacciato di essere pronto ad installare missili alle porte dell’Europa se gli Usa realizzeranno lo scudo missilistico in Polonia e Repubblica Ceca.

    ”Ho indicato a Medvedev tutta la nostra preoccupazione per queste dichiarazioni e gli ho detto che non ci deve essere nessun missile dispiegato finche’ non avremo discusso insieme della sicurezza europea, in un vertice che potrebbe tenersi nell’ambito dell’Osce (l’organizzazione per la cooperazione e la sicurezza che riunisce 56 paesi, ndr), a meta’ del 2009”, ha riferito Sarkozy. ”Il vertice dovra’ porre la base futura della sicurezza europea e definire quello che puo’ diventare un accordo tra di noi, mentre al contrario il dispiegamento dei missili complicherebbe le cose. Medvedev ha accolto con favore la nostra proposta. Noi la concerteremo con gli Usa e il vertice potrebbe avere luogo tra fine giugno e inizio luglio”.

    Al suo fianco, Medvedev, definito da Sarkozy ”un uomo con cui si puo’ parlare”, non ha fatto promesse, ma ha rimarcato i punti di accordo. Dopo aver ringraziato il presidente francese per ”la ricerca di soluzioni” al conflitto in Georgia, il presidente russo ha rilevato che ”il meccanismo della sicurezza in Europa non e’ perfetto” ed ha confermato il sostegno di Mosca al vertice Osce. ”E’ necessario che i paesi della Nato, della Ue e di altre organizzazioni si riuniscano e affrontino insieme le questioni. La Russia pero’ – ha messo in chiaro Medvedev – non ha mai preso decisioni unilaterali.

    Le posizioni prese sono state la reazione a decisioni assunte da alcuni stati europei che hanno accettato di installare missili sul loro territorio”. Medvedev ha in sostanza rilanciato l’opzione zero: la Russia stara’ ferma se anche gli Usa non agiranno. Un’opzione respinta dal segretario della Difesa americano Robert Gates. Ma sullo scudo missilistico la parola spetta ormai alla nuova amministrazione di Obama, che sull’efficacia del progetto voluto da George W.Bush nutre piu’ di un dubbio. A Medvedev ha rivolto un appello anche il presidente della Commissione Ue Jose’ Manuel Durao Barroso: ”Il nostro avvenire e’ nell’economia non nei missili. E’ nel dialogo e non nell’uso della forza.

    E’ nella cooperazione, non nell’unilateralismo”. Concetti che Sarkozy ha dilatato fino agli Stati Uniti di Bush, ai quali ha rivolto critiche esplicite per l’attitudine a risolvere ”con le minacce militari” questioni che vanno risolte ”con il dialogo, la politica, la diplomazia”.

    http://it.notizie.yahoo.com/10/20081114/tts-sarkozy-medvedev-tregua-per-missili-97cd5f9.html

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  7. “Basta un’occhiata a un annuario militare per verificare la fenomenale distanza del potenziale militare della Russia da quello degli Stati Uniti, che spendono per la difesa forse dieci volte quanto spende Mosca, e possono vantare un’efficienza e modernità intrinseca dei propri dispositivi assolutamente incommensurabile. Se si aggiungono i dispositivi degli altri paesi NATO, il distacco diventa siderale.

    Se anche Mosca minacciasse i baltici o l’Ucraina, la garanzia dell’articolo 5 del Trattato Atlantico coprirebbe completamente i primi mentre l’ammissione–cassetto, presumibilmente pronta a Evere per la seconda, scatterebbe immediatamente, senza contare le garanzie bilaterali che gli americani sottintendono a entrambi indipendentemente dalla NATO. Non c’è alcun bisogno di prendere a schiaffoni una Russia che ha già subito la più grande mutilazione di una potenza maggiore degli ultimi due secoli – metà di una popolazione demograficamente abulica e un terzo del territorio – ed è riuscita in qualche modo a sopravvivere, a meno di non nutrire un disegno ulteriormente ridimensionante nato chissà dove che però Mosca non accetterebbe mai e che non è neanche negli interessi autentici dell’Occidente.”

    in Italia e Russia dopo le dichiarazioni del presidente Berlusconi, di Andrea Tani
    http://www.paginedidifesa.it/2008/tani_081114.html

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  8. Riunione NATO di Bruxelles: sullo scudo “avanti piano”

    3 dicembre 2008
    I Ministri degli esteri della NATO hanno ribadito che la proliferazione missilistica ”e’ una minaccia crescente” e che il progetto americano per lo scudo antimissile rappresenta ”un sostanziale contributo” nell’ambito di una risposta piu’ ampia a questo tipo di minaccia.
    Ma si sono limitati poi a ”prendere nota” della firma di accordo tra la Repubblica Ceca e la Polonia con gli Stati Uniti definendola ”uno sviluppo rilevante”. Una forma volutamente sintetica, che ha evitato dichiarazioni di ”benvenuto” che – indicano fonti NATO – alcune delegazioni avrebbero voluto inserire. Nelle conclusioni scritte, i ministri degli esteri riaffermano la necessita’ di continuare ad ”esplorare tutte le strade” di integrazione del progetto Usa con le strutture NATO per assicurare che il nuovo sistema possa essere ”parte integrale di ogni futura ampia architettura difensiva missilistica dell’Alleanza”. Riaffermando il principio dell’ indivisibilita’ della sicurezza degli alleati, la NATO continuera’ a studiare tutte le opzioni per estendere la copertura a tutta la popolazione europea e a tutto il territorio dei 26 stati membri. Le opzioni saranno discusse – indicano le conclusioni – alla riunione dei ministri della Difesa Nato che si terra’ a Cracovia (Polonia) il prossimo febbraio. I ministri insistono anche sulla necessita’ di rafforzare la cooperazione con la Russia in questo campo. La Russia viene incoraggiata ”anche a trarre vantaggio” dal progetto americano. ”Restiamo pronti ad esplorare le potenzialita’ di collegamento tra i sistemi missilistici di Usa, Russia e NATO in un tempo appropriato”, hanno concluso i ministri.

    http://www.istrid.it/ita/thenews.asp?id=1371

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  9. Scudo Antimissile: Nyt, Obama Lo Realizzi Con La Russia

    New York, 21 dic. – Per far fronte alle sfide militari del futuro Barack Obama deve fare pulizia nel bilancio del Pentagono a partire dal sistema antimissile che sarebbe piu’ conveniente – economicamente e politicamente – realizzare insieme ai russi.
    E’ quanto chiede in un’editoriale il New York Times che stila una vera e propria lista delle spese da cancellare, con risparmi stimati in 20-25 miliardi di dollari all’anno, ricordando che a partire dal 2001 il budget del Pentagono e’ cresciuto del 40%, escludendo le spesse per i due conflitti in corso.
    Per l’autorevole quotidiano il presidente eletto dovra’ cancellare costosi quanto inutili programmi per l’aeronautica e la marina, figli della Guerra Fredda, e concentrarsi sul rafforzamento delle truppe di terra, quanto mai indispensabile come hanno dimostrato sia l’Iraq che l’Afghanistan.
    SCUDO ANTIMISSILE: costato gia’ 150 miliardi di dollari in 25 anni, il Pentagono ne’ spendera’ altri 9 nel 2009 per costruire un’altra postazione di lancio dei missili intercettori in Alaska e – soprattutto – per allargare il sistema all’Europa. Il Nyt “non ignora la minaccia ma visto” che questa e’ posta principalmente “da Iran e Corea del Nord sarebbe piu’ serio discutere con i russi della possibilita’ di un sistema di difesa congiunto. Un programma di ricerca costerebbe 5 miliardi all’anno facendone risparmiera’ altrettanti” (AGI)

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  10. Scudo Antimissili: Parlamento Ceco Rinvia Voto a Data Da Destinarsi

    (ASCA-AFP) – Praga, 4 feb – La camera dei deputati del Parlamento ceco ha rinviato a data da destinarsi il voto sul dislocamento in Repubblica Ceca di una stazione radar nell’ambito del progetto di difesa antimissili americano. Il voto avrebbe dovuto inizialmente figurare all’ordine del giorno della seduta della camera bassa. Su un totale di 194 parlamentari presenti, 100 hanno votato a favore del rinvio, che e’ stato proposto dai Verdi, partito al governo desideroso di conoscere l’esatta posizione dell’amministrazione del nuovo presidente americano Barack Obama sul progetto prima di pronunciarsi. ”Non avrebbe senso decidere qualcosa qui senza sapere se la nuova amministrazione americana lo vuole veramente”, ha spiegato il leader dei Verdi, Martin Bursik. ”Aspetto di sapere quello che dira’ l’amministrazione americana. E l’atteggiamento del Congresso che sara’ decisivo e da questo punto di vista abbiamo ancora tempo”, ha dichiarato da parte sua il Primo ministro liberale Mirek Topolanek. Durante la sua campagna presidenziale, Obama ha affermato che sosterra’ il progetto se si rivelera’ ”tecnologicamente adeguato” e ”sostenibile dal punto di vista economico”. Praga e Washington avevano firmato lo scorso anno due accordi in vista dell’installazione del radar, che dovrebbe operare insieme a dieci missili intercettori dislocati in Polonia per contrastare eventuali lanci di missili di lunga gittata provenienti da Paesi come l’Iran. Per entrare in vigore, tali accordi devono ottenere l’approvazione del Parlamento ceco.

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  11. Scudo antimissili, Biden: Usa andranno avanti
    Sab 7 Feb – 17.04
    Reuters

    Gli Stati Uniti hanno assicurato oggi che andranno avanti con il piano di costruire uno scudo anti-missili in Europa centrale, ma solo se sarà provato che funzioni e sia efficace dal punto di vista dei costi.

    Ieri, il vice premier russo Sergei Ivanov ha detto che Mosca non darà seguito al proprio piano di dispiegamento dei missili se gli Usa rivedranno il loro.

    Parlando ad una conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera, oggi Biden ha ribadito che il lavoro sulla difesa antimissile continuerà “in consultazione con i nostri alleati Nato e la Russia”.

    “Continueremo ha sviluppare la difesa missilistica per contrastare la crescente capacità iraniana”, ha detto.

    Ivanov ieri, parlando alla stessa conferenza, ha detto che Mosca terrà colloqui sullo scudo con l’amministrazione Obama e che è aperta ad una gestione comune delle minacce con gli Stati Uniti.

    Biden e Ivanov dovrebbero incontrarsi a Monaco domani.

    L’ex-presidente Usa George W. Bush aveva firmato accordi lo scorso anno per dispiegare 10 missili intercettori in Polonia e un radar nella Repubblica Ceca. Mosca ha condannato il piano e in risposta vuole piazzare i suoi missili vicino al confine polacco.

    Il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer ha appoggiato la cooperazione con la Russia sullo scudo.

    “Penso che una vera cooperazione transatlantica sulla difesa missilistica che includa la Russia sia molto fattibile e obbligherebbe chi vuole minacciare l’Europa con i missili a pensarci due volte”, ha aggiunto.

    Il vicepremier ceco Alexandr Vondra, il cui paese è al semestre di presidenza Ue, sostiene che Usa e i paesi dell’Europa centrale dovrebbero cooperare con la Russa sui piani di dispiego di uno scudo antimissili, ma Mosca che non può porre veti.

    “E’ importante sviluppare il futuro sistema di difesa missilistico”, ha detto oggi Vondra alla conferenza, aggiungendo che proteggerebbe i paesi occidentali dalle minacce dal Medio Oriente.

    “La Russia dovrebbe essere invitata a questa cooperazione ma non deve avere potere di veto su questo”, ha aggiunto Vondra.

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  12. ecco la conferma implicita che lo scudo antimissile è stato ideato in funzione antirussa:

    (AGI) – Washington, 13 feb. – Se la Russia aiutera’ gli Stati Uniti a convincere l’Iran a sospendere il programma nucleare, Washington rallentera’ i piani di sviluppo dello scudo antimissile in Europa. Questo lo scambio che il sottosegretario di Stato William Burns, da oggi a Mosca, intende proporre ai suoi interlocutori. Lo ha riferito un funzionario del dipartimento di Stato dietro condizione di anonimato, spiegando che l’offerta di Burns segue l’indicazione del vicepresidente Joe Biden sulla necessita’ per l’amministrazione Obama di “premere il bottone reset” con la Russia.
    L’obiettivo e’ far ripartire da zero i rapporti tra i due Paesi, deterioratisi durante l’era Bush. “Se saremo in grado di lavorare insieme per dissuadere l’Iran dal cercare di ottenere ordigni nucleari potremo rallentare lo sviluppo dello scudo antimissile in Europa”, ha detto la fonte citata dalla Reuters. Mosca e’ direttamente coinvolta nel programma nucleare iraniano sia sul piano operativo – ha costruito e si appresta a ‘attivare’ la prima centrale nucleare a Bushehr – sia sul piano diplomatico, bloccando al Palazzo di Vetro l’adozione di una nuova tornata di sanzioni al Consiglio di Sicurezza Onu.

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  13. Scudo: Obama Pronto a Stop Se Russia Collabora Su Iran

    (AGI) – Washington, 3 mar. – Barack Obama sarebbe pronto a bloccare il progetto dello scudo anti-missile europeo voluto da George W. Bush, se la Russia fosse disposta ad aiutare gli Stati Uniti a risolvere la questione del nucleare iraniano. Lo sostiene il quotidiano russo ‘Kommersant’, secondo il quale il capo della Casa Bianca ha illustrato la proposta in una lettera al presidente russo, Dmitri Medvedev. Se Mosca aiutera’ gli Usa a bloccare la corsa di Teheran verso le armi atomiche – continua l’agenzia di stampa russa Ria Novosti – il progetto di installare un mega radar e batterie di missili intercettori in Polonia e Repubblica ceca non sarebbe piu’ necessario.
    Al piano si e’ sempre opposto il Cremlino che aveva anche minacciato (e poi sospeso) il dispiegamento di missili Iskander nella enclave russa di Kalingrad. Un funzionario dell’Amministrazione Obama ha confermato alla ‘Fox News’ che il presidente ha scritto una lettera a Medvedev, ma non ha voluto rivelarne il contenuto. Continueremo – ha spiegato – a “consultarci sul programma con la Repubblica ceca e la Polonia”. “Valuteremo il futuro del piano sulla base di un numero di fattori …. il rapporto costi-efficacia, se funzionera’, se ridurra’ la minaccia e se la minaccia potra’ essere ridotta attraverso la diplomazia con la Russia e gli alleati Nato”.

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  14. Medvedev,nessuno scambio Iran-scudo

    (ANSA) – MOSCA, 3 MAR – Per il presidente russo Medvedev, non vi puo’ essere alcuno scambio sui problemi relativi al nucleare iraniano e lo scuda antimissile Usa. ‘Nessuno collega questi temi sotto forma di scambio. Noi lavoriamo in modo molto stretto con i partner americani sul nucleare iraniano’, ha detto. ‘Abbiamo le prove che l’amministrazione Obama intende intensificare questa collaborazione – ha aggiunto – Siamo in contatto permanente, ma non si puo’ porre in nessun caso il problema di uno scambio’.

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  15. NATO’s Main Base On The Baltic: Poland

    In mid-May a senior Polish defense official stated that “Poland expects a U.S. Patriot battery to be deployed on its soil in 2009 regardless of whether President Barack Obama opts to press ahead with missile defence plans in Europe” and urged NATO “not to neglect potential security threats closer to home in Europe and…expressed [the Polish government’s] willingness to host alliance infrastructure.”
    Washington was quick to oblige: “The U.S. Department of State has confirmed that the Patriot missile battery will be deployed in Poland regardless of what happens with plans for the missile shield system.”
    Three days later the Financial Times reported that in relation to the Pentagon stationing Patriot missiles in Poland “talks were on track for the completion of final agreements in July, followed by a deployment of 100-110 US soldiers and 196 missiles by the year-end.”
    Polish Deputy Defense Minister Stanislaw Komorowski was quoted as saying, “This will be the first time US soldiers are stationed on Polish soil, other than those who come under NATO control, on exercises for example….This will be symbolic for Poland.”
    In early June Polish Prime Minister Donald Tusk affirmed “that Poland had not changed its mind about the U. S. anti-missile shield,” specifically the stationing of 10 American ground-based interceptor missiles in Redzikowo, northern Poland, site of a former Nazi German Luftwaffe airbase, another historical parallel that should make any informed and sensible Russian nervous.
    Late last week Polish government spokesman Pawel Gras said that “the bilateral agreement on the deployment of a U.S.-sponsored anti-missile shield in Poland provided for the delivery of a combat-ready battery” and that planned US Patriot missiles would be “armed and stationed permanently.”

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=13975

    in traduzione italiana:
    http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkuZuyAlyAxNfbSpIO.shtml

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  16. On August 11 [2009] the commander of the Russian Air Force, Col. Gen. Alexander Zelin, warned that “By 2030…foreign countries, particularly the United States, will be able to deliver coordinated high-precision strikes from air and space against any target on the whole territory of Russia.”

    The following day Chinese Foreign Minister Yang Jiechi addressed the 65-nation Conference on Disarmament in Geneva and warned against an “arms race in outer space,” stating that “Outer space is now facing the looming danger of weaponization” and “Countries should neither develop missile defense systems that undermine global strategic stability nor deploy weapons in outer space.”

    In 2005 the U.S. and Japan agreed to establish a missile defense facility at the American Yokota Air Base in western Tokyo. A local news sources, Kyodo, said of the project that “Japan’s success will have an impact on the nuclear potential of China and Russia in East Asia. There is no doubt that the two countries will step up their efforts to develop missiles with a higher performance.”

    In May of 2007 Pentagon chief Robert Gates “urged Japan to declare the right to collective defense so its missile defense shield can be used to intercept North Korean ballistic missiles targeted at the United States….”

    North Korea is the pretext employed to expand the global missile shield system with its threat of nuclear blackmail and threat of a first strike against Russia and China to the East. However, as reported of the Gates’ initiative at the time, “The U.S. demand on collective defense reflects its strategy to boost its deterrence toward China and also carries Washington’s hope that Prime Minister Shinzo Abe will partially allow the use of such a right by revising the Constitution.”

    Italy, Germany and Japan: Former World War II Axis Nations Repudiate Bans against “Preparing for War”,
    by Rick Rozoff

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=14754

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  17. Regarding the true intent of missile interceptor plans both on earth and in space, a recent news item detailed that “The White House says the plan is aimed at countering what it terms as ‘threats’ from countries such as Iran, which has no existing or planned missiles which can reach the US. The Kremlin, meanwhile, believes that the real aim of the system is to neutralize Russia’s nuclear deterrent and therefore sees it as a threat to Russia’s national security.”

    An influential Russian news source stated: “[T]he strategic importance of these interceptor missiles would increase were the U.S. to deliver a first nuclear strike against Russia.

    “In this scenario, interceptor missiles would have to take on the limited number of missiles surviving the first strike, which would allow the U.S. to hope for success and, for the first time since the 1950s, for a victory in a nuclear war.”

    Lest this perspective be seen as a uniquely Russia concern, in the March/April 2006 edition of Foreign Affairs, a publication of the American Council on Foreign Relations, authors Keir A. Lieber and Daryl G. Press contributed a study called “The Rise of U.S. Nuclear Primacy” which stated, inter alia, that “It will probably soon be possible for the United States to destroy the long-range nuclear arsenals of Russia or China with a first strike.

    “The U.S. Air Force has finished equipping its B-52 bombers with nuclear-armed cruise missiles, which are probably invisible to Russian and Chinese air-defense radar. And the air force has also enhanced the avionics on its B-2 stealth bombers to permit them to fly at extremely low altitudes in order to avoid even the most sophisticated radar.”

    Deploying short-, medium- and long-range interceptor missile batteries, sophisticated and mobile missile radar stations, long-range super-stealth nuclear bombers, Aegis-class destroyers equipped to sail the world’s seas to hunt down and neutralize conventional and nuclear missiles, and surveillance satellites and weapons in space is hardly designed to target non-existent intercontinental ballistic missile threats from Iran or Syria, or even from North Korea, but to blackmail Russia and China and prepare the groundwork for surviving and “triumphing” in a first strike nuclear war.

    On August 11 the commander of the Russian Air Force, Col. Gen. Alexander Zelin, warned that “By 2030…foreign countries, particularly the United States, will be able to deliver coordinated high-precision strikes from air and space against any target on the whole territory of Russia,” adding “That is why the main goal of the development of the Russian Air Force until 2020 is to create a new branch of the Armed Forces, which would form the core of the country’s air and space defenses to provide a reliable deterrent during peacetime, and repel any military aggression with the use of conventional and nuclear arsenals in a time of war” and “We are building new missiles that will be capable of defending not only against air-defense systems but space-based systems.”

    The following day Chinese Foreign Minister Yang Jiechi told the 65-nation Conference on Disarmament in Geneva “Outer space is now facing the looming danger of weaponization. Credible and effective multilateral measures must be taken to forestall the weaponization and arms race in outer space.”

    Yang demanded that “Countries should neither develop missile defense systems that undermine global strategic stability nor deploy weapons in outer space.”

    The Western news report in which the quotes appeared added “China and Russia have been vocal advocates of a global treaty against space-based weapons and argue for this to be included in future Conference of Disarmament negotiations,” but that “United States has dismissed the criticism as designed to block its plans for a missile interceptor system….”

    Undeterred by Chinese and Russian concerns, the U. S. is forging ahead with expanding its Star Wars and space wars dyad in both depth and breadth.
    (…)

    The various stages of the layered interceptor missile system depend upon radar and surveillance facilities and satellites on earth and in space. Missile shield deployments – missiles and radar – already exist in Alaska and its Aleutian Islands, Greenland, Britain, Norway, Japan, South Korea and Australia and are planned for Poland (missiles) and the Czech republic (radar).

    But those sites only represent the beginning phases of a far most ambitious grid around the world as well as in space.

    Last September the U.S. Senate allocated $89 million for “the activation and deployment of the AN/TPY-2 forward-based X-band radar [the same type to be deployed in the Czech Republic] to a classified location.”
    (…)

    This January the U.S. Air Force established a provisional Global Strike Command which was fully activated on August 7. It has subsumed the Air Combat Command and the Air Force Space Command and in the words of Air Force Chief of Staff Gen. Norton Schwartz it will “organize, train and equip America’s ICBMs and nuclear-capable bombers….”

    Air Force Secretary Michael Donley said the new command will “bring together the Air Force bomber force and intercontinental ballistic missiles under a single commander.”

    Reacting to this consolidation, streamlining and upgrading of American global nuclear strike potential, on August 11 the Commander-in-Chief of the Russian Air Force, the same Alexander Zelin cited earlier on the threat of U.S. strikes from space on all of his nation, said that the “Russian Air Force is preparing to meet the threats resulting from the creation of the Global Strike Command in the U.S. Air Force” and that Russia is developing “appropriate systems to meet the threats that may arise.”

    A change in the American White House, the worst economic crisis since the Great Depression of the 1930s and the mounting costs in both dollars and lives of the war in Afghanistan have not slowed down the U.S.’s plans for military domination of the planet and in outer space; nor have they lessened the threat of an unprecedented catastrophe resulting from the designs by the United States and its allies in Europe and Asia to establish an impenetrable international missile shield that would leave two of the world’s nuclear powers, Russia and China, targets for coercion and first strike conventional and nuclear attacks.

    Showdown with Russia and China: U.S. Advances First Strike Global Missile Shield System,
    di Rick Rozoff

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=14843

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  18. From August 17-20 the annual U.S. Space and Missile Defense Conference was conducted in Huntsville, Alabama, which hosts the headquarters of the Pentagon’s Missile Defense Agency (MDA).

    Among the over 2,000 participants were the Missile Defense Agency’s new director, Army Lt. Gen. Patrick O’Reilly, the vice chairman of the Joint Chiefs of Staff Marine Gen. James Cartwright, commander of the Space and Missile Defense Command/Army Forces Strategic Command Army Lt. Gen. Kevin Campbell and NASA (National Aeronautics and Space Administration) Administrator Charles Bolden Jr.

    There were also 230 exhibitors present, among them the nation’s major arms manufacturers with an emphasis on those weapons companies specializing in global missile shield and space war projects. The presence of the head of NASA indicated that the distinction between the military and civilian uses of space is rapidly disappearing. As the Bloomberg news agency reported on the second day of this year, “President-elect Barack Obama will probably tear down long-standing barriers between the U.S.’s civilian and military space programs to speed up a mission to the moon amid the prospect of a new space race with China” and “Obama’s transition team is considering a collaboration between the Defense Department and the National Aeronautics and Space Administration….” The recently appointed NASA chief, Bolden, is a retired Marine Corps general.

    47,500-Pound Missile Launcher Headed To NATO Bases In Europe?

    A Reuters dispatch of August 20 on the Huntsville Space and Missile Defense Conference reported that the Boeing Company’s vice president and general manager for missile defense, Greg Hyslop, announced to the conference that his company “is eyeing a 47,500-pound interceptor that could be flown to NATO bases as needed on Boeing-built C-17 cargo planes, erected quickly on a 60-foot trailer stand and taken home when judged safe to do so.”

    Boeing displayed a scale-model version of a mobile “two-stage interceptor designed to be globally deployable within 24 hours….”

    The company executive made an allusion to the fixed-site ground-based interceptor deployment planned for Poland as being politically risky – the majority of Poles oppose it if their government doesn’t and Russian officials have persistently pledged to take countermeasures if the U.S. goes ahead with the project – and the above-cited Reuters report endorses the mobile interceptor proposal by claiming it could “blunt Russian fears of possible U.S. fixed missile-defense sites in Europe.”

    How substituting a mobile missile launcher “globally deployable within 24 hours” for ten missiles permanently stationed in Poland at a location known to Russia would assuage the latter’s concerns over its deterrent and retaliation capabilities being neutralized in the event of a U.S. and NATO first strike was not explained by either the Boeing official or Reuters.

    Later in the same day the First Deputy Foreign Minister of the Czech Republic Tomas Pojar gave the lie to the Boeing subterfuge by insisting that a “possible U.S. mobile anti-missile shield does not threaten the U.S. plans to build a radar base on Czech soil because the system is to be a combination of fixed and mobile elements” and that “The whole system will always function based on the combination of fixed and mobile elements (including many radars) that will complement one another. It is not possible otherwise.”

    Missile Defense: Ruse And Reality

    As regards the incontestable fact that U.S. and NATO plans for the deployment of interceptor missiles and complementary radar facilities in Europe are not and could not be designed to protect the United States and Western Europe from imaginary Iranian intercontinental ballistic missiles and equally non-existent nuclear warheads, even the vice chairman of the U.S. Joint Chiefs of Staff General James Cartwright was forced to concede the point at the space and missile defense conference this week.

    In relation to the U.S.’s “capability to take on 15 inbound intercontinental ballistic missiles simultaneously using the 30 GBI’s [ground-based interceptors] being placed in silos at Fort Greely, Alaska, and Vandenberg Air Force Base, California,” Cartwright in a moment of rare candor stated, “That’s a heck of a lot more than a rogue nation could fire.”

    To demonstrate that interceptor missiles and associated radar components of a worldwide Star Wars system – the current U.S. Missile Defense Agency (MDA) is an outgrowth of the Ronald Reagan administration’s 1983 Strategic Defense Initiative and since 2002 has been the successor organization to the Ballistic Missile Defense Organization launched in 1993 – are intended for incorporation into a far wider-ranging project than what they are publicly acknowledged to be used for, at this week’s conference in Alabama MDA’s director Lt. Gen. Patrick O’Reilly addressed one of the space facets of his agency’s plans and spoke of the inauguration of the Space Tracking and Surveillance System (STSS) which will include two demonstration satellites to be launched next month.

    And in respect to the ground-based components of U.S. and NATO missile shield deployments in Eastern Europe, plans for their stationing have never been disavowed by American officials, neither President Barack Obama nor Secretary of Defense Robert Gates and Secretary of State Hillary Clinton. The only reservations expressed in Washington about positioning missiles and missile radar precariously close to Russia’s borders are the proven viability and cost effectiveness of such deployments.

    Broadening The Scope Of U.S.-NATO Missile Shield Plans

    On July 30th Assistant Secretary of Defense Alexander Vershbow told U.S. congressmen “The site in Poland and the radar in the Czech Republic are among the options that are being considered, together with other options that might be able to perform the mission as well” and Associated Press on that date wrote that “Vershbow said the missile defense review will look at a range of options, but will not take Russia’s objection into account.”

    The “other options” all along have been a broader and not narrower undertaking, that of integrating American missile shield sites into a continent-wide system with NATO.

    The recent recommendation of a mobile, rapid deployable interceptor missile model may well be what is intended, again to reinforce rather than supplant bilateral arrangements between the U.S. and Poland and the Czech Republic.
    (…)

    A Russian commentary of last December made the connection between the lack of a replacement for the START agreement and Washington’s missile shield designs and warned that “Lack of such agreement and deployment of a U.S. missile defense system may undermine strategic parity between the Russian Federation and the U.S. The potential enemy’s considerable superiority in the number of warheads is greatly increasing the risk of a disarming first strike, and the surviving missiles may not be enough to penetrate missile defenses and inflict unacceptable damage on the aggressor.”

    This March the Council on Foreign Relations conducted an interview with Russian defense analyst Pavel Felgenhauer (who is of a decidedly pro-Western bent) in which he said that Russia believes “that nuclear missiles will be deployed in Poland near Russia and these nuclear missiles will have also a first-strike capability and could hit Moscow before [Russia’s response] could get airborne, so this is going to actually be seen not so much as missile defense as a deployment of first-strike capability.

    “The Russian military has been telling its political leaders that this missile plan is actually not what the Americans say it is. The Russian military says that these missiles will be nuclear armed because the Russian military doesn’t believe that non-nuclear defensive missiles are possible.”

    Pentagon Plans For Global Military Supremacy: U.S., NATO Could Deploy Mobile Missiles Launchers To Europe,
    di Rick Rozoff

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=14877

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  19. Scudo Antimissili: Usa Hanno Rinunciato Al Progetto (Stampa Polacca)

    (ASCA-AFP) – Varsavia, 27 ago – L’amministrazione del presidente americano Barack Obama ha praticamente rinunciato al dispiegamento di elementi dello scudo antimissili in Polonie e Repubblica ceca. E’ quanto sostiene il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza, citando diverse fonti a Washington. ”I segnali inviati dai generali del Pentagono sono assolutamente chiari: il governo degli Stati Uniti cerca, per quanto riguarda la difesa antimissili, soluzioni diverse dalle basi in Polonia e in Repubblica ceca”, afferma un lobbista favorevole allo scudo, Riki Ellison, citato dal giornale. Nel corso di una conferenza di esperti di difesa svoltasi una settimana fa, ”i generali non hanno menzionato una sola volta i piani riguardanti la Polonia e la Repubblica ceca”, sottolinea Ellison.
    ”Da qualche settimana, il governo testa una reazione del Congresso alla rinuncia ai piani d’installazione dello scudo in Polonia e in Repubblica ceca”, scrive Gazeta Wyborcza, citando una fonte anonima del Congresso. Nel 2008, Varsavia e Washington si erano accordate sul dispiegamento entro il 2013 in Polonia di dieci intercettori di missili balistici di lunga gittata, accompagnati da un potente radar in Repubblica ceca, un progetto di difesa mondiale al quale la Russia si e’ sempre detta fortemente contraria. L’amministrazione Obama ha fatto sapere che intende rivedere il progetto, lanciato dal suo predecessore George W. Bush con l’obiettivo di contrastare minacce provenienti da Paesi come l’Iran. Ma Mosca lo ritiene una minaccia per la propria sicurezza. Il presidente russo Dmitry Medvedev ha nuovamente minacciato a luglio che la Russia dispieghera’ dei missili Iskander a Kaliningrad se non riuscira’ ad accordarsi con gli Stati Uniti sul dispiegamento dello scudo. Secondo il quotidiano polacco, l’amministrazione Obama intende installare piuttosto dei missili intercettori su navi e in basi in Israele e Turchia e forse anche ”da qualche parte nei Balcani”.

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  20. Toward the latter half of last month, the Polish daily Gazeta Wyborcza, “citing officials and lobbyists in Washington,” revealed that the Pentagon would reevaluate planned interceptor missile deployments in Poland and a complementary missile radar site in the Czech Republic and instead shift global missile shield plans to Israel, Turkey and the Balkans

    “Washington is now looking for alternative locations including in the Balkans,Israel and Turkey….”

    The news came a week after it was reported that at the annual Space and Missile Defense Conference hosted by the Pentagon’s Missile Defense Agency in Huntsville, Alabama the Chicago-based Boeing Company offered to construct a”47,500-pound interceptor that could be flown to NATO bases as needed on Boeing-built C-17 cargo planes,” a “two-stage interceptor designed to be globally deployable within 24 hours….”

    This initiative, much as with the reports of plans to expand the American worldwide interceptor missile system to the Middle East and Southeastern Europe,has been presented as a way of alleviating Russian concerns over anti-missile components being deployed near its borders. But on the same day that Boeing announced the project for a rapid deployable missile launcher for NATO bases in Europe the First Deputy Foreign Minister of the Czech Republic, Tomas Pojar, was quoted as asserting that a “possible U.S. mobile anti-missile shield does not threaten the U.S. plans to build a radar base on Czech soil because the system is to be a combination of fixed and mobile elements.”

    That is, what is being presented in both instances as substitutes for U.S. and NATO missile shield deployments in Eastern Europe may in fact be added to rather than replace plans for Poland and the Czech Republic.
    (…)

    So the surfacing of reports that the U.S. may base missile shield facilities south and east of the Czech Republic and Poland is more likely indicative of yet another plan to expand the global system – already in place and being worked on in Alaska, Japan, Australia, Taiwan, Norway, Britain, Greenland and Israel -into areas previously off limits to such deployments and not necessarily an abandonment of American missile and troop deployments in Poland and a missile radar site in the Czech Republic.

    In confirmation of this scenario, U.S. National Security Adviser and former U.S. European Command and NATO top military chief James Jones told Polish Foreign Minister Radoslaw Sikorski on September 1 “The United States is assuring Poland that it has not made a decision on where to deploy a European missile defense system but will keep Warsaw informed,” and pledged “the United States’ firm and unwavering commitment to Poland’s security and defense.”
    (…)

    Missile shield radar bases in Britain and Norway and projected missile deployments in Poland and an X-band radar site in the Czech Republic will cover Russia’s west, and comparable sites in Alaska and Japan will confront Russia (as well as China) to its east.

    To date the only quadrant uncovered is Russia’s south.

    And that is where proposed missile shield deployments in Turkey, Israel and the Balkans come into play.

    Last autumn the United States began the stationing of its Army Navy/Transportable Radar Surveillance (AN/TPY-2), formerly the Forward Based X-Band Transportable [FBX-T] Radar, to Israel. The AN/TPY-2 is part of the U.S. Army’s Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) interceptor missile system,one intermediate between the ground-based interceptor missiles planned for Poland and the recently developed PAC-3 Patriot theater missile defense, “one of the most comprehensive upgrade programs ever undertaken on an American weapon system.”
    (…)

    A year ago September the U.S. Senate passed an amendment allocating $89 million for the project. At the time Fox New reported that “About 120 American technicians and security guards will be stationed in Israel’s southern Negev Desert to oversee the operation, the first time in the country’s 60-year history that they’ve allowed a foreign military presence to be based here.”
    (…)

    Yet the Jerusalem Post wrote in November of 2008 that the X-band missile radar in Israel has a range of 4,300 kilometers (2,900 miles) and “is reported to be capable of tracking targets the size of a baseball from distances of close” to that range. The South Caucasus is only some 1,200 kilometers from Israel and the distance from Tel Aviv to Moscow is 2,641 kilometers. The U.S. missile radar in Israel, then, can monitor most of Southern and Western Russia.
    (…)

    The September 7 edition of the Jerusalem Post in a feature called “IDF preparing for US missile systems” announced that the Pentagon and the Israeli Defense Forces are to conduct their regular joint Juniper Cobra military exercises next month and that this year’s drills, “the most complex and extensive to date,”will include “the newly-developed Arrow 2 as well as America’s THAAD (Terminal High-Altitude Area Defense) and the ship-based Aegis Ballistic Missile Defense System.”

    The Arrow 2 is a theater anti-ballistic missile funded and produced in unison by the U.S. and Israel.

    The Jerusalem Post article added that “The Defense Ministry is preparing for the possibility that the United States will decide to leave missile defense systems in Israel following a joint missile defense exercise the two countries will hold next month,” and that “the possibility is strong…particularly in light of reports that the Pentagon was conducting a review of its European missile shield and was leaning towards deploying the systems in Turkey.

    “According to various European news reports, Turkey, Israel and the Balkans are under evaluation as alternative sites for the systems…..”

    The already existing American missile tracking facility is in the Negev Desertnear Dimona where Israel is presumed to store its nuclear weapons.
    (…)

    A Turkish report of March of 2008 had already indicated what the Pentagon was planning: “Last March Pentagon chief Robert Gates visited Turkey to hold consultations on missile shield plans.

    “A powerful, ‘forward based’ X-band radar station could go in southeastern Europe, possibly in Turkey, the Caucasus or the Caspian Sea region, Lt. Gen. Henry Obering, head of the Pentagon’s Missile Defense Agency, told a defense conference in Washington on Feb. 12.”
    (…)

    The deployment of advanced missile tracking and interceptor missile facilities in Israel and Turkey along with others in the South Caucasus – the Gabala radar station in Azerbaijan, currently used by Russia but coveted by Washington, is another possible addition – would nearly complete the stationing of a missile shield ring around Russia.

    The third site of the expansion of U.S. and NATO missile interception plans is the Balkans.

    Russian political analyst Pyotr Iskenderov wrote on September 3 that a possible location for such a deployment could be in the international no man’s land that is Kosovo.

    “In spring of 2009, Albanian Prime-Minister Sali Berisha proposed to the US to locate an anti-missile system in his country if US-Polish talks failed. In Serbia Defense Minister Dragan Sutanovac, who is close to Serbian president Boris Tadic, made scandalous statements in favor of Serbia’s entry to NATO. In this respect the location of a US military base in Serbia could be regarded as a compensation to Belgrade for losing Kosovo. This will also help to drive Russia away from Serbia.”

    Iskenderov theorized that American missiles could be stationed in Camp Bondsteel, the largest overseas U.S. military installation built since the war in Vietnam. The author, in reference to the use of the base for so-called”extraordinary renditions,” said “the main object of the military infrastructure of Kosovo will be the US base of Camp Bondsteel, which is subordinate neither to NATO, nor the UN nor the EU….Here we should recall an unsavory role of Kosovo in the scandal liked with the secret jails of the CIA in Europe.

    “If earlier the US managed to hide one of their CIA secret prisons in Kosovo,then it won’t be a problem to install radar and interceptor missiles in Camp Bondsteel.”

    U.S. Expands Global Missile Shield Into Middle East, Balkans
    di Rick Rozoff

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=15169

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  21. Scudo Antimissile: Obama Accantona Estensione Est Europa

    (AGI) – New York, 17 set. – L’amministrazione di Barack Obama intende accantonare il progetto, messo a punto sotto la precedente Presidenza Usa di George W . Bush, per un ampliamento all’Europa dell’Est del sistema nazionale di difesa anti-missilistica, il cosiddetto ‘scudo’, attraverso l’installazione di batterie di intercettori in Polonia e di una stazione radar di primo avvistamento nella Repubblica Ceca.
    Lo scrive oggi il quotidiano finanziario ‘The Wall Street Journal’, che fa riferimento a proprie anonime fonti governative, sia in carica sia passate. “Gli Stati Uniti”, spiegano le fonti anonime sul giornale, “fondano la loro decisione sulla valutazione secondo cui il programma dell’Iran per dotarsi di missili a lunga gittata non ha compiuto progressi tanto rapidi quanto era stato stimato anteriormente, riducendo cosi’ la portata della minaccia per il territorio continentale statunitense e per le principali capitali europee”. Si tratta, e’ sottolineato nell’articolo, di una mossa prevedibilmente destinata a “placare la Russia”, ma anche a “inasprire il dibattito sulla sicurezza in Europa”.
    “Le conclusioni, che si prevede saranno completate per l’inizio della prossima settimana al termine di un periodo di analisi di sessanta giorni ordinato dal presidente Obama, costituiranno”, prosegue il ‘Wall Street Journal’, “un’essenziale inversione di tendenza rispetto all’amministrazione Bush che, prima di lasciare l’incarico, premette aggressivamente per intraprendere la costruzione del segmento est-europeo del sistema”.

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  22. Scudo Antimissili: Pentagono Conferma ”Cambiamenti” In Atto

    (ASCA-AFP) – Washington, 17 set – Un portavoce del Pentagono ha confermato che Washington ha in programma ”un cambiamento rilevante ed un miglioramento del sistema europeo di difesa missilistica”. Il sistema, ha aggiunto la fonte, dovra’ essere piu’ ”versatile”.

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  23. On September 17 the White House and the Pentagon, Barack Obama and Robert Gates, announced that after a sixty-day review of the project the U.S. is going to abandon plans to station ten ground-based interceptor missiles in Poland and a forward-based X-band missile radar installation in the Czech Republic.
    (…)
    What Washington has stated, though, is not so straightforward.
    President Obama’s statement began with “President Bush was right that Iran’s ballistic missile program poses a significant threat. And that’s why I’m committed to deploying strong missile defense systems which are adaptable to the threats of the 21st century.”
    The second sentence confirms the position on so-called missile defense that his administration has repeatedly and unswervingly voiced since coming to power in January: A global interceptor missile system will be deployed when and exactly where it is proven to be most capable of achieving its purpose and in the most cost-effective manner. In American vernacular, the White House and the Pentagon want more bang for the buck.
    The underlying motive for a universal interceptor missile system – based on land, at sea, in the air and in space – is to secure uncontested American international military superiority by making itself and key allies impenetrable to retaliation by nations like Russia and China.
    Obama also said, “I have approved the unanimous recommendations of my Secretary of Defense and my Joint Chiefs of Staff to strengthen America’s defenses against ballistic missile attack. This new approach will provide capabilities sooner, build on proven systems, and offer greater defenses against the threat of missile attack than the 2007 European missile defense program.”
    There is nothing equivocal about that pledge. Obama is promising a missile shield system not only more effective but more ambitious than the one he has rejected.
    The major drawback of ground-based missiles in Poland is that they would be fixed-site deployments. For several years now Russia has warned that it was prepared to base Iskander theater ballistic missiles in its Kaliningrad region, which borders Poland, should Washington deploy its missiles to that nation.
    Obama and his defense secretary Robert Gates have suggested a more mobile, less detectable system that cannot be as easily monitored and if need be neutralized.
    The American president boasted that “we have made specific and proven advances in our missile defense technology, particularly with regard to land- and sea-based interceptors and the sensors that support them. Our new approach will, therefore, deploy technologies that are proven [and] do so sooner than the previous program.” That is, he proposed an alternative that in no manner indicates a retreat from his predecessor’s plan.
    Perhaps quite the contrary, as he announced a “new missile defense architecture in Europe [that] will provide stronger, smarter, and swifter defenses of American forces and America’s allies. It is more comprehensive than the previous program; it deploys capabilities that are proven and cost-effective; and it sustains and builds upon our commitment to protect the U.S. homeland against long-range ballistic missile threats; and it ensures and enhances the protection of all our NATO allies.”
    The last eleven words are key to understanding why the U.S. is preparing to abandon bilateral arrangements with Poland and the Czech Republic. The shift in policy is one of emphasis and not essence and portends the expansion and not the constriction of missile deployment plans in Europe.
    The following words of Obama’s clarify the situation yet further:
    “This approach is also consistent with NATO missile – NATO’s missile defense efforts and provides opportunities for enhanced international collaboration going forward. We will continue to work cooperatively with our close friends and allies, the Czech Republic and Poland….Together we are committed to a broad range of cooperative efforts to strengthen our collective defense, and we are bound by the solemn commitment of NATO’s Article V that an attack on one is an attack on all.”
    (…)
    Previous articles in this series have examined Washington’s plans to extend its global interceptor missile system into Israel, Turkey and the Balkans.
    And the South Caucasus.
    Another Russian news site quoted Dmitry Polikanov, an analyst at Russia’s Center for Political Studies: “I assume that if further statements by the US administration are made – like the movement of sea-based systems closer to Iranian territory, or like the statement that was made about the possible deployment of a missile defense system in the Caucasus – this of course can cause some concerns for Moscow.”
    Obama’s Pentagon chief Robert Gates, inherited from the Bush administration, stated on September 17 that “Those who say we are scrapping missile defense in Europe are either misinformed or misrepresenting the reality of what we are doing.”
    Gates asserted that the new system “provides a better missile defense capability…than the program I recommended almost three years ago.”
    The Defense Secretary, then, has not indicated a change of course but rather a more sophisticated version of his previous plans.
    He further stated that “We have now the opportunity to deploy new sensors and interceptors in northern and southern Europe that near term can provide missile defense coverage against more immediate threats from Iran or others.”
    Or others.
    (…)
    On the same day that Obama and Gates made their pronouncements, NATO Secretary General Anders Fogh Rasmussen said, “It is my clear impression that the American plans on missile defense will involve NATO as such to a higher degree in the future concerning the establishment of missile defense. I highly appreciate that. I think it is in full accordance with the principle of solidarity within the alliance and the indivisibility of security in Europe.” Rasmussen gave particular attention to “our eastern allies within the NATO alliance.”
    Czech Foreign Minister Jan Kohout said that although the U.S. will not locate the X-band missile radar in his country that it originally intended to, “the Czech Republic will be able to join the new system that the USA wants to create within NATO,” a new system that is “to be more flexible, more efficient and cheaper” and “is to protect the whole of Europe.”
    As to what aspects the new system could include, former chief of the Russian General Staff Leonid Ivanov was cited as speculating “the U.S. could use military satellites and aircraft carrying laser weapons instead of the radar and interceptor missile base.”
    (…)
    When U.S. President Barack Obama, NATO Secretary General Anders Fogh Rasmussen and Czech Foreign Minister Jan Kohout – seemingly in unison and at practically the same time – spoke of enhanced missile shield cooperation between Washington and Brussels, the foundation of what such a system would entail is indicated by the Medium Extended Air Defense System (MEADS).
    MEADS is a joint U.S.-German-Italian-NATO theater interceptor missile program to upgrade current Patriot and Nike Hercules systems in Europe under NATO command and “will provide capabilities beyond any other fielded or planned air and missile defense system. It will be easily deployed to a theater of operation.” It includes forward-based X-band radar, 360 degree surveillance radar, missile launchers and next-generation Patriot interceptor missiles.
    “MEADS is interoperable with other defense systems….It can work in association with other missile defense systems, including the Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) system and the Aegis sea-based missile defense systems….MEADS…may be able to make a material contribution the Active Layered Theater Ballistic Missile Defense system that NATO planners are currently designing.”
    Foreshadowing the news of September 17, last month the White House requested almost $600 million in funding for MEADS for next year and “Congress is on track to support the Administration’s request.”
    (…)
    The news about the cancellation of plans for deploying a missile radar base in the Czech Republic was hailed by the No To Bases organization, the Communist Party of Bohemia and Moravia (KSCM) and the Czech Social Democratic Party (CSSD), all opponents of the project.
    But the Czech Social Democrats, who currently have 32% support in the polls and are poised to win next year’s federal elections, differ from other radar opponents in that they have no objection to missile shield components in their country per se but instead are in favor of bringing the Czech Republic into a continent-wide NATO system rather than into a bilateral U.S.-Czech one.
    Obama’s and Gates’ statements should satisfy that preference, one which prefigures a wider and permanent interceptor missile system that takes in most all of Europe and North America. If that scenario continues to materialize the relief and enthusiasm that greeted September 17th’s news in many parts of the world may prove to be short-lived.

    U.S. Missile Shield Plans: Retreat Or Advance?
    di Rick Rozoff
    http://rickrozoff.wordpress.com/2009/09/18/u-s-missile-shield-plans-retreat-or-advance/

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  24. Pentagon chief Gates immediately revealed part of the new picture in prefacing his comments with “Those who say we are scrapping missile defense in Europe are either misinformed or misrepresenting the reality of what we are doing.” He then laid out a three-phase strategy which included:

    1. Deploying advanced sensors and interceptor missiles in both northern and southern Europe. Gates didn’t specify which nations would host them, but Scandinavian and Balkans states seem likely candidates. The stationing of missile surveillance facilities and interceptor missiles on both ends of the European continent would represent a qualitative escalation of his earlier plans for ten missiles in Poland and one X-band radar in the Czech Republic even if the missiles in question are of shorter range.

    2. Enhanced use of Aegis class warships with SM-3 [Standard Missile-3] interceptor missiles which the U.S. Missile Defense Agency (MDA) has in recent months advanced considerably. Next month the MDA plans the first test of an SM-3 against a ballistic missile.

    Reports are that the Pentagon is to begin the deployment of missile-killing warships in the Mediterranean and North Seas. The Norwegian, Barents, Baltic and Black Seas may not be far behind.

    3. The adaptation of SM-3s for ground use. In Gates’ words, “fielded, upgraded, land-based SM-3s.” He mentioned that the Czech Republic and Poland were possibles sites for such deployments.

    A major Polish daily newspaper revealed late last month that possible locations for U.S. missile shield components would be Israel, Turkey and the Balkans.
    (…)

    An American news source wrote on September 18 that “the new plan might include deploying an X-band radar to the Caucasus – the region sandwiched between the Black Sea and the Caspian Sea….

    “It’s easy to speculate about which countries in the region could potentially host an X-band radar. The United States has close military ties with Georgia. And neighboring Azerbaijan, which shares a border with Iran, has received U.S. funding for the construction of radar installations.”

    The author of the article, Nathan Hodge, said that he had been told by U.S. Missile Defense Agency spokesman Rick Lehner three years ago that the South Caucasus would prove a “good location for a small X-band radar to provide tracking and discrimination of missiles launched from Iran.”

    He added that the probable model would be “an AN/TPY-2, the transportable X-band radar developed for the Army’s Terminal High Altitude Area Defense system.” An AN/TPY-2 [Army Navy/Transportable Radar Surveillance] installation was deployed by the Pentagon to Israel last autumn, one which has a range of 2,900 miles. A comparable capacity in Azerbaijan, Georgia or both could conduct missile and other forms of surveillance far beyond Iran.

    EurasiaNet, a news source operated by the Open Society Institute concentrating on the Caucasus and Central Asia, featured a report called “Eurasia Security: New US Anti-Missile Vision Has Heavy Emphasis On The Caucasus.”

    It stated that “Moscow’s muted contentment over the about-face in US missile defense plans in Europe may not last long. The Pentagon…is considering moving anti-missile radar systems from Russia’s European front yard to its backyard, the Caucasus.

    General James Cartwright, vice-chairman of the U.S. Joint Chiefs of Staff, was quoted in the feature on a proposed missile surveillance deployment, saying “It’s probably more likely to be in the Caucasus that we would base [the radar], because it’s to get the early tracks.”

    The article offered more specifics: “US defense officials have not specified the radar’s new proposed location, but some Georgian and Russian officials and commentators have been quick to suggest that the Pentagon has Georgia in mind. These analysts said that if the United States is thinking about the South Caucasus, Georgia would be the best place for the radar deployment.”
    (…)

    The EurasiaNet report also quoted Georgian member of parliament Davit Darchiashvili: “The US decision dovetails with our [security] needs. So long as the radar is stationed in the Caucasus, Georgian security needs would likely be met.

    “This is the most important thing….[I]t is not of crucial significance as to where and how these defense systems will be deployed.”

    It also cites Russian military analyst Vladislav Shurygin remarking the self-evident fact that such radar in Georgia would be used against Russia, with him stating “We should not have any illusions about the US plans.”

    U.S. Redeploys Missile Shield: The Geopolitical Encirclment of Russia,
    di Rick Rozoff

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=15291

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  25. Iran: USA, serve nuovo scudo

    (ANSA) – WASHINGTON, 28 SET – I nuovi test missilistici iraniani rinforzano la decisione degli Usa di cambiare il focus dello scudo antimissile. Ne e’ convinta la Casa Bianca, secondo cui il nuovo progetto si dovra’ incentrare proprio sul tipo di vettori che Teheran sta sviluppando.

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  26. Scudo missilistico, il retroscena di una scelta.
    La decisione di Obama dettata non tanto dalla necessità di ‘distensione’ con la Russia, quanto dalle necessità dall’industria bellica Usa

    http://it.peacereporter.net/articolo/17987/Scudo+missilistico%2C+il+retroscena+di+una+scelta

    Per giustificare la decisione di Obama di smantellare lo scudo missilistico progettato in Polonia e Repubblica Ceca dal suo predecessore George W. Bush si è fatto ricorso a una giustificazione di fondo: inaugurare una linea distensiva nei confronti della Russia attenuandone preoccupazioni e paranoie. Dietro il nuovo programma di Obama si nasconde invece un preciso piano di investimenti militari legati alla prima industria produttrice di missili del mondo: la Raytheon. Americana, ovviamente.

    Inaugurando un nuovo ‘codice’ di condotta etica per l’amministrazione presidenziale, due mesi dopo la sua elezione Obama aveva detto: “I lobbisti verranno sottoposti a vincoli più rigidi rispetto a tutte le amministrazioni che mi hanno preceduto. Coloro che entreranno nella mia amministrazione non potranno occuparsi di materie sulle quali hanno già fatto lobbying, o lavorare in agenzie sulle quali hanno fatto lobbying nei due anni precedenti”. La presunta buona volontà del presidente Usa nel presentare la sua piccola rivoluzione morale è stata oscurata dall’ipocrisia. La nomina del nuovo vicesegretario alla Difesa è infatti è avvenuta infatti in totale contraddizione con le nuove regole stabilite da Obama. Si chiama William J. Lynn il ‘sottoposto’ di Robert Gates, Segretario alla Difesa. Avendo fatto lobbying per il gigante della difesa Raytheon in qualità di Svp (Senior Vice President) della compagnia, Lynn è l’esatto opposto di ciò che Obama avrebbe dovuto insediare in quella posizione. Chiamato a rispondere della violazione dei nuovi principi etici, Obama ha risposto che Lynn ‘costituisce un’eccezione’.

    La Raytheon ha svolto attività di lobbying per 14,5 milioni di dollari, durante i sei anni in cui Lynn ci ha lavorato: per la Camera dei rappresentanti, il Senato, il Dipartimento della Difesa, quello dell’Energia e del Tesoro. Lobbying per la vendita di armi, ovviamente, dai razzi teleguidati a lungo raggio ai sistemi di difesa basati sulle navi ad armamenti vari, tra cui un’arma laser fotonica in grado di distruggere missili a corto e medio raggio. L’ex manager, una volta nominato ai vertici della Difesa Usa, ha promesso di alienare sue azioni. Anche se l’avesse fatto, sarebbe stato un gesto totalmente inutile. Lynn ha svolto talmente bene il suo lavoro che si potrebbe avanzare l’ipotesi di una scelta adottata non per (o non solo per) ‘rassicurare’ la Russia sulle buone intenzioni della sua ‘nuova’ America, quanto perchè la Raytheon da tempo sta aspettando il committente giusto per le sue nuove armi.

    Sia Obama che Robert Gates, nelle due conferenze stampa successive all’annuncio dell’annullamento del programma di Bush, hanno circostanziato la decisione con una serie di osservazioni che combaciano in maniera impressionante con quanto, esattamente un mese prima, venne esposto dalla Raytheon in occasione della presentazione di un ‘nuovo sistema anti-missile’ concepito in primo luogo per gli israeliani.

    Obama e Gates, il 16 settembre scorso: “L’Iran non è così vicino alla bomba nucleare come si pensava, e la minaccia si limita a missili a corto e medio raggio. Il piano anti-missile di Bush non è smantellato, ma modificato, reso più flessibile, e nuovi sistemi di sensori e intercettori, ad esempio il SM-3, potranno essere installati in Europa già dal 2018”.

    La Raytheon, un mese prima: “Il sistema di intercettori che stiamo sviluppando, SM-3, già esistente su piattaforme marine o navi, verrà sviluppato su terra, e potrebbe servire a Israele per difendersi contro eventuali missili a corto e medio raggio lanciati dall’Iran. Potrebbe essere pronto già dal 2013.

    Obama e Gates: “Il nuovo sistema sarà ad alta tecnologia ed economico.

    Raytheon: i costi di sviluppo sono molto bassi, la tecnologia elevata. I profitti potrebbero raggiungere il miliardo di dollari, se il sistema è sviluppato globalmente in cooperazione con gli alleati internazionali.

    La risposta dell’inviato russo alla Nato, Dmitriy Rogozin è stata di cancellare la decisione di installare missili Iskander a Kaliningrad, con la seguente raccomandazione: “La cooperazione con la Russia non è fatto di scelte. E’ un fatto di necessità”.

    Il vice-segretario alla Difesa è il responsabile della scelta degli armamenti necessari agli Stati Uniti. E’ lui che indica quali armi il Pentagono dovrà comprare. Con William Lynn in tale ruolo, la decisione di Obama di ‘smantellare’ il sistema missilistico concepito da Bush si arricchisce di dettagli che offrono una diversa lettura della sbandierata ‘distensione’ con la Russia, garantendo invece enormi profitti e commesse milionarie per la Raytheon. Sia in casa propria che all’estero.

    Luca Galassi

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  27. U.S. could deploy missile shield in Arctic

    MOSCOW, September 28 (RIA Novosti) – The U.S. missile defense program is becoming less predictable with missile shield elements deployed in the Arctic as the worst-case scenario, Russia’s envoy to NATO told the Vesti 24 channel.

    U.S. President Barack Obama has announced that Washington would not deploy its missile shield elements in Central Europe, due to a re-assessment of the threat from Iran. Russian President Dmitry Medvedev said on Saturday he decided against deploying Iskander missiles in Russia’s Kaliningrad Region, near Poland.

    “We knew for sure that there will be ten interceptor missiles in Poland and a radar in Czech Republic, and that we will have our Iskander [missiles] in the Kaliningrad Region… now the U.S. missile elements are to be based on U.S. cruisers, and you can never tell where they will be tomorrow,” he said.

    He added that the reduction of sea ice in Arctic due to climate change could lead to the all-year-round opening of the Northern Sea Route, is a shipping lane running along Russia’s Far Eastern and Siberian coasts that is usually only free of ice for around eight weeks a year.

    “The ice would retreat, it would melt, which means that NATO would definitely be present in the Arctic. They have been planning it for a long time, and under the very bad circumstances the U.S. strategic missile defense would arrive there onboard these ships,” Rogozin said.

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  28. Synchronized announcements on September 17 by President Barack Obama and Defense Secretary Robert Gates that the U.S. was abandoning plans to station interceptor missiles in Poland and a forward-based missile radar site in the Czech Republic are now ten days ago and information surfacing in the interim indicates that its new plans are more far-reaching than their predecessor.

    Two days after the statements by the American president and defense chief the latter, Pentagon head Robert Gates, was granted a column in the New York Times.

    The most representative segment of Gates’ comments is arguably this:

    “I have been a strong supporter of missile defense ever since President Ronald Reagan first proposed it in 1983. But I want to have real capacity as soon as possible, and to take maximum advantage of new technologies….American missile defense on the continent will continue, and not just in Central Europe, the most likely location for future SM-3 sites, but, we hope, in other NATO countries as well….We are strengthening – not scrapping – missile defense in Europe.”

    Remarking that the earlier-envisioned system in Poland and the Czech Republic would not have been operative until 2015 and that opposition among both nations’ parliamentarians would have delayed the process at least another two years, Gates evinced both impatience with and far grander designs for the European wing of the U.S.’s global missile shield program by asserting, “President Obama…decided to discard that plan in favor of a vastly more suitable approach. In the first phase, to be completed by 2011, we will deploy proven, sea-based SM-3 interceptor missiles – weapons that are growing in capability….”

    The new deployments, which will be examined in depth later, are to be more mobile and less capable of being anticipated and defended against; will be implemented, according to Gates’ own schedule, at least eight years ahead of the prior plan’s timeline; and will extend worldwide missile interceptor networks into far broader swathes of Eurasia, the Middle East and ultimately the planet as a whole.
    (…)

    To compound the threat, the U.S. hasn’t even renounced plans for missile deployments in Poland, as Missile Defense Agency chief O’Reilly informed the U.S. Senate on September 24.

    On September 18 Polish Foreign Minister Radoslaw Sikorski – former resident fellow of the American Enterprise Institute in Washington, executive director of the New Atlantic Initiative and adviser to Rupert Murdoch and husband of American journalist Anne Applebaum – said that the 100 Patriot Advanced Capability-3 (PAC-3) missiles the Pentagon still plans to station in his country will be combat ready. Sikorski affirmed that “Poland has been promised by the U.S. that it will go ahead with the deployment of a Patriot battery in Poland and that the missiles will be armed.”

    Six days later Slawomir Nowak, adviser to Polish Prime Minister Donald Tusk, announced that the U.S. could task his nation to base short- to medium-range missiles as part of “its new, flexible missile system.”

    Nowak was quoted as saying, “If this system becomes a reality it would actually be better for us than the original missile shield programme.”

    Polish Radio announced that “Washington may ask Poland eventually to host SM-3 anti-ballistic missiles, currently being manufactured by Lockheed-Martin.”

    Nowak confirmed the information, saying: “We are familiar with the SM-3 system and the Americans have assured us that Poland is one of the countries where they want to place this system.” He also offered an ex post facto refutation of the American missile shield rationale by stating “We were never really threatened by a long-range missile attack from Iran.”
    (…)

    Residents of the Polish village of Redzikowo where the Pentagon was to place ten ground-based missiles were exuberant over the news that their homes might not be turned into ground zero in Europe’s first missile exchange.

    “Mariusz Chmiel, head of the rural district that includes Redzikowo, was a long-time opponent of the shield who celebrated the US decision with champagne. ‘I was against this shield from the very beginning,’ Chmiel said. ‘I was very happy. It means our residents can continue to feel safe.'”

    However, his sense of relief may prove short-lived as “Foreign Minister Radoslaw Sikorki said the US had assured Poland that armed Patriot missiles will still be located on Polish territory and will ‘likely’ be located in Redzikowo.”

    Matters are no better in the Czech Republic, which will also not be granted much of a reprieve. A local news source reminded its readers that “Clinton said on Friday the Czech Republic and Poland are major candidates for hosting new mobile anti-missiles that the United States plans to deploy in Europe instead of the originally planned bases.”

    It added that “Czech Defence Minister Martin Bartak said after his talks with U.S. National Security Council chief James Jones on Friday that Prague will discuss with Washington participation in the new form of the anti-missile system by the year’s end.”
    (…)

    For anyone hoping that the threat of unilateral actions by the West to make itself resistant to missile attacks, conventional and nuclear, while rendering the rest of the world defenseless and thus fair game for first strikes was diminishing, this report should clarify matters.

    On September 25 NASA (National Aeronautics and Space Administration) launched a rocket carrying two experimental missile-tracking satellites for the Missile Defense Agency.

    Reports that the White House was effectively merging what is technically the civilian NASA with the Pentagon’s Missile Defense Agency for missile interception and space war purposes have circulated since the current American president’s election victory last November. The process now appears well underway.

    A local Florida news source wrote beforehand of the launch that “If the satellites work, it would mean the U.S. would be able to launch dozens of similar satellites….”

    A Florida television station reported that the satellites are part of the Space Tracking and Surveillance System [STSS], “a $1.5 billion project” that “will be used by the U.S. Missile Defense Agency to test the ‘birth to death’ tracking of missiles from launch to re-entry.”

    Northrop Grumman’s STSS program manager, Gabe Watson, was quoted on the day of the launch claiming “We can track missiles in every stage of flight, from launch to intercept, and do hit assessment as well. If the MDA [Missile Defense Agency] wants to intercept missiles in the ascent phase, they will need additional data that [current missile warning satellites] don’t provide.”

    To tie together two threads in the U.S.’s new generation missile shield program, it was reported that “The STSS satellites follow NASA’s launch of another missile defense satellite – the STSS Advanced Technology Risk Reduction spacecraft – in early May.

    “They may also play a role in two other tests with other defense systems such as the Aegis Ballistic Missile Defense system….”

    Former plans for interceptor missile facilities in Poland and the Czech Republic, employing as they were to have antiquated technology, have been superseded by new projects that will encompass broader regions of the world and will coordinate deployments on land, at sea, in the air and in space.

    U.S. Missile Shield: Towards the Establishment of a Worldwide Missile Interceptor Network,
    di Rick Rozoff

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=15408

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  29. la più grande minaccia

    (ASCA-AFP) – Mosca, 14 ott – Uno scudo missilistico statunitense e russo contro la minaccia nucleare del terrorismo internazionale: e’ la proposta del Segretario di Stato americano, Hillary Clinton. ”Secondo me – ha detto parlando all’Universita’ statale di Mosca – sarebbe una cosa molto positiva se un giorno Usa e Russia annunciassero un piano condiviso di difesa missilistica”, ha spiegato il ministro degli esteri americano.
    La Clinton ha poi affermato che Usa e Russia dovrebbero condividere dei valori fondamentali e cercare insieme un sistema di difesa contro possibili attacchi da parte di gruppi estremisti. ”La piu’ grande minaccia al momento sono le armi nucleari in mano a gruppi di persone che credono che il martirio e gli attentati suicidi siano il miglior modo di morire”.
    Anche se la Clinton non ha fornito dettagli, da Washington e’ trapelato che lo scudo missilistico statunitense e russo e’ stato studiato per proteggere i due paesi dalla programma nucleare dell’Iran e dalle minacce dei gruppi islamici Hamas e Hezbollah.

    la più grande minaccia al momento sono le armi nucleari in mano a rappresentanti di quel governo unico nella storia dell’umanità ad averle impiegate

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  30. Following up on his visit to Prague in late October, on November 5 U.S. Vice President Joseph Biden hosted Czech President Vaclav Klaus at the White House and “they mostly discussed the U.S. plan for a new missile defence architecture.”

    The two “also talked about the situation in Afghanistan and Iran” and “Klaus said the United States knows that it is necessary to continue with the anti-missile project in Europe.”

    The next day U.S. Deputy Defense Secretary Alexander Vershbow met with Czech defense officials in their nation to discuss new American missile plans for Eastern Europe, ones intended to be “stronger, smarter, and swifter” than the previous Bush administration version and to incorporate all of Europe under a NATO umbrella.
    (…)

    On November 1 American arms manufacturer Raytheon Company announced that it had secured contracts worth $100 million for a joint interceptor missile program of the U.S. Missile Defense Agency and the Israel Missile Defense Organization.

    The Pentagon’s European Command has over 100 troops stationed in Israel’s Negev Desert manning an advanced missile radar site there.

    da Global Warfare USA: The World is the Pentagon’s Oyster.
    US military operations in all major regions of the World
    ,
    di Rick Rozoff
    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=16111

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