Chi semina vento…

Roma, 27 agosto – ”La Russia ieri ha riconosciuto l’indipendenza dei territori dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Non è stata una decisione presa alla leggera, anzi, sono state considerate tutte le conseguenze. Ma era impossibile non tenere conto della storia dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, del desiderio d’indipendenza delle loro popolazioni, dei tragici eventi delle scorse settimane e dei precedenti internazionali” (ovvero il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte dell’Occidente). Così il presidente russo Dmitry Medvedev, in una lettera al Financial Times, tenta di spiegare la scelta che da ieri ha scatenato una crisi nella comunità internazionale. ”Ignorando gli avvertimenti della Russia, i Paesi occidentali hanno fatto a gara per riconoscere l’illegale dichiarazione d’indipendenza dalla Serbia del Kosovo”, sottolinea Medvedev. ”Sarebbe stato impossibile, dopo tutto quel che era accaduto, dire agli abkhazi ed agli osseti (ed a decine di altri gruppi nel mondo) che quel che era giusto per gli albanesi kosovari non lo era per loro. Nelle relazioni internazionali non si possono avere delle regole per alcuni e regole diverse per altri”.
(ASCA)

Belgrado, 27 agosto – Belgrado reagisce al riconoscimento da parte di Mosca delle regioni secessioniste georgiane dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia ricordando di avere a suo tempo messo in guardia l’Occidente contro un riconoscimento del Kosovo che non solo rappresentava una mossa illegale ma che rischiava anche di provocare reazioni destabilizzanti in altre aree del mondo.
(ADNKRONOS/DPA)

Mosca, 27 agosto – Eventuali azioni militari della NATO contro le due regioni secessioniste georgiane sostenute da Mosca saranno considerate ”una dichiarazione di guerra alla Russia”. E’ l’avvertimento lanciato dall’inviato russo presso l’Alleanza, Dmitry Rogozin. ”Se la NATO lancerà improvvisamente azioni contro l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud, agendo unicamente a sostegno di Tbilisi, ciò significherà una dichiarazione di guerra alla Russia”, ha detto Rogozin al quotidiano russo Vremya Novostei.
(ASCA-AFP)

Dushanbe, 27 agosto – Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha risposto con durezza alle critiche avanzate dal suo omologo britannico David Miliband nei confronti di Mosca per il suo conflitto con la Georgia. ”La morale che ci hanno fatto i nostri colleghi occidentali non si basa su fatti”, ha detto Lavrov prima di un vertice tra il presidente russo Dmitry Medvedev, quello cinese Hu Jintao e leader di Paesi dell’Asia centrale in Tajikistan. ”E’ strano che le nostre azioni per difendere i diritti dei nostri cittadini sui nostri confini siano criticate dalla Gran Bretagna, considerando le sue azioni nelle isole Falkland, che si trovano all’altro capo del mondo”, ha affermato il capo della diplomazia russa. (…) Lavrov ha definito le dichiarazioni del capo del Foreign Office ”inopportune” ed ”ipocrite”. ”Miliband dice che la NATO è un’ancora di stabilità economica, democrazia e sviluppo. Non ho mai sentito che la NATO sia coinvolta nella democratizzazione. Ma sembra chei tempi stiano cambiando”, ha osservato.
(ASCA-AFP)

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8 thoughts on “Chi semina vento…

  1. Bene, cioè male.
    C’è una miccia accesa lì nel Caucaso, speriamo la spegnino in fretta.
    Più a sud, invece, c’è uno strano silenzio, no?

  2. fossi stato nei Russi avrei aspettato un attimo a fare il riconoscimento, tanto sul terreno l’obiettivo era stato raggiunto, magari si poteva evitare di imitare quegli schifi di USA e UE sul diritto internazionale, penso al caso del Kosovo ed anche della Transnistria, dove pare che Medvedev abbia raggiunto un accordo con Voronin in base al quale la Moldavia non entrerà nella NATO e la Transnistria potrà ricongiugersi a Chisinau. diplomaticamente era la strada migliore, tanto che perfino la Cina si è detto perplessa per il riconoscimento russo. realpoliticamente è probabile che la Russia non abbia avuto alternative, l’Occidente ha tirato troppo la corda ma ora la Russia deve togliere anche il corridoio per l’Afghanistan

  3. si, sembra che a Mosca abbiano messo in programma una specie di “o la va o la spacca”. è stato detto che la Russia non agirà allo stesso modo in PMR o Karabagh, ma chi lo sa…basta rimangiarsi le promesse e ignorare il diritto internazionale…non sarebbe la prima volta.

    Saakashvili oggi ha dichiarato “tutto il mondo è con noi”, ma sembra che anche i bielorussi vogliano riconoscere i due nuovi Stati.

    Stranamente, dopo mesi di riallineamento filo-atlantico, il Partito delle Regioni ucraino ha proposto di riconoscere ABH e OdS. il quadro si complica per tutti.

  4. credo che in questo momento a Kiev stiano tremando …
    molto dipenderà da quanto USA e NATO vorranno tirare la corda, sinceramente non vedo però grandi differenze tra loro, l’idea franco-tedesca e un po’ d’alemiana di usare la NATO europea come contrappeso agli USA mi pare un’utopia, non fosse altro che i nostri politici europei sono tutti sotto ricatto.
    quanto alla Bielorussia ormai è stabilmente inserita nello schema strategico-militare di Mosca. molto interessante la posizione turca che a questo punto diventa decisiva (vedi articolo di Mini di oggi su Repubblica)

  5. i giornali romeni stanno dando spazio ad analisi geopolitiche che prevedono la spartizione dell’Ucraina e la possibilità per la Romania di riprendersi la Bucovina del Nord e il territorio di Herta

  6. Scrivevo ieri a commento del post precedente:
    “Sarà anche importante il centr’asia ma, da eurocentrico qual sono, mi pare che la partita che si gioca fra Poti (dove arrivano i “nostri” e il comitato d’accoglienza non è proprio ben disposto) e Tartous (coi navigli cosacchi non proprio male armati a stuzzicare i nervosetti generali di Tel Aviv) mi pare una tenaglia che rischia di strizzarci ben bene gli zebedei
    E non voglio pensare alla Turchia [con le sue alleanze ondivaghe] che è proprio lì in mezzo…”

    Leggo stamane:
    “Igor Belyaev incaricato d’affari per la Russia in Siria ha fatto sapere che il suo Paese aumenterà la presnza navale nel mar Mediterraneo grazie allo sfruttamento dei porti siriani. “Le nostre navi faranno visita alla Siria e a altri porti amici con maggiore frequenza” ha detto Belyaev. La notizia è stata diffusa dal quotidiano Haaretz. Al momento, però, non sarebbe stata rilascita alcuna dichiarazione in merito a eventuali nuovi accordi militari tra Russia e Siria.”

    Ora:
    -Israele stabilmente, da almeno 30 anni, è il perno degli USA nella zona ed è stato pesantemente coinvolto [anche se fra le quinte] nella crisi georgiana
    – non ho letto (aiutatemi voi se potete) una sola riga sulla posizione della Turchia sulla crisi in una zona con molti e pesanti interessi turcomanni

    Mettere tutto insieme e domandarsi se non strano quel silenzio al sud…

  7. “Nell’attuazione della politica estera della Federazione Russia mi baserò su cinque punti.

    Primo punto: la Russia riconosce la priorità dei principi fondamentali del diritto internazionale che definiscono le relazioni tra i popoli civili. E nell’ambito di questi principi, di questa concezione del diritto internazionale, noi svilupperemo le nostre relazioni con gli altri stati.

    Secondo: Il mondo dev’essere multipolare. L’unipolarismo è inaccettabile. Il dominio è inammissibile. Noi non possiamo accettare un ordine mondiale in cui tutte le decisioni vengano prese da un solo paese, pur serio e autorevole come gli Stati Uniti d’America. Un mondo simile sarebbe instabile e minacciato dai conflitti.

    Terzo: La Russia non vuole scontrarsi con alcun paese. La Russia non vuole isolarsi. Svilupperemo quanto possibile le nostre relazioni amichevoli con l’Europa, con gli Stati Uniti e con gli altri paesi del mondo.

    Quarto: è per noi una priorità assoluta la difesa della vita e della dignità dei nostri cittadini, ovunque essi si trovino. Nell’attuazione della nostra politica estera procederemo sempre da questo. Difenderemo anche gli interessi della nostra comunità imprenditoriale all’estero. E dovrebbe essere chiaro a tutti che se qualcuno metterà in atto sortite aggressive riceverà una risposta.

    E, infine, quinto: la Russia, come altri paesi del mondo, ha delle regioni nelle quali si trovano interessi privilegiati. In queste regioni ci sono paesi ai quali ci legano tradizionalmente relazioni di affetto e amicizia, relazioni storicamente speciali. Sviluppare le relazioni amichevoli con questi stati, con i nostri vicini più prossimi: da questo procederò nell’attuazione della nostra politica estera.

    Per quanto riguarda il futuro, non dipende solo da noi. Dipende anche dai nostri amici, dai nostri partner della comunità internazionale. Hanno possibilità di scelta.”

    Dmitrij Medvedev in un’intervista rilasciata a tre emittenti televisive russe, 31 agosto 2008
    http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkkpkVEAZuxOBZozKB.shtml

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