“Per osservazione, non per bombardamento”

Ne avevamo parlato qua, spiegando come il Panavia Tornado IDS in tutta la sua lunga vita operativa non abbia mai svolto una sola missione di “perlustrazione”.
Ora è diventato realtà.
 

Palidoro (Roma), 23 settembre – Saranno operativi entro la metà di ottobre i 4 aerei Tornado che l’Italia ha messo a disposizione della NATO per le operazioni di ricognizione in Afghanistan. Lo ha confermato il Capo di stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini, a margine della cerimonia dedicata a Salvo D’Acquisto. Gli aerei faranno un volo senza scali dall’Italia fino all’Afghanistan facendo numerosi rifornimenti in volo. Saranno inoltre dotati di un particolare ‘pod’ che consentirà agli aerei di trasmettere le immagini riprese dalle telecamere direttamente a terra senza bisogno di rientrare in aeroporto per guardare le riprese. La missione dei Tornado per tre mesi costerà 13 milioni di euro.
(AGI)

Roma, 23 settembre – L’Italia invia in Afghanistan 4 aerei Tornado “per osservazione, non per bombardamento”. Lo rende noto il ministro della Difesa La Russa. “Finora questo lavoro – aggiunge La Russa – è stato svolto solo dai Tornado tedeschi. Ora ci saranno anche i Tornado italiani”.
(AGI)

6 thoughts on ““Per osservazione, non per bombardamento”

  1. Si, si è vero, l’hanno detto anche alla TV, su rete4. E poi se lo dice LUI….., chi? ma LUI: EIA-EIA-A LA-LA, quello con la barbetta caprina (tipo G. D’ANNUNZIO,virile come neanche il DUCE). Io ci credo! Ci devo credere, se no mi levano l’oretta
    d’aria quotidiana……..BhEhEhEhE-BhEhEhEhEhE

    "Mi piace"

  2. il governo Berlusconi prosegue il lavoro intrapreso nel 2001, senza che il governo Prodi intervenuto in mezzo abbia apportato alcuna modifica sostanziale alle linee della politica estera italiana.
    destra e sinistra, come si diceva una volta, “unite nella lotta”.
    una reale svolta può venire soltanto con l’avvento di un movimento, prima di opinione e immediatamente dopo di prassi politica, che ponga al centro dell’attenzione il recupero della sovranità nazionale (e continentale), dismettendo gli spettacoli inscenati dal vigente teatrino dei pupi pseudo e para politici per nascondere la nostra plateale e decennale subordinazione ai dettami atlantici.

    questo blog, quale ambizione ultima, intende proprio favorire l’emersione di un tale movimento

    "Mi piace"

  3. In partenza i quattro Tornado per l’Afghanistan
    http://www.paginedidifesa.it/2008/pdd_081139.html

    La partenza di quattro Tornado del 6° stormo di Ghedi (Brescia) alla volta dell’aeroporto di Mazar-e Sharif, circa 500 km. a nordest di Herat (Afghanistan), è stata pianificata per lunedì 24 novembre prossimo.
    La partecipazione dei Tornado italiani alla missione Nato-Isaf (International security assistance force), iniziata su mandato delle Nazioni Unite nell’agosto del 2003, trae origine dalla necessità di dotarsi di una più adeguata capacità di protezione del contingente presente in Teatro.

    I quattro velivoli dell’Aeronautica Militare opereranno con compiti di ricognizione aerea per supportare le esigenze Isr (Intelligence, surveillance, reconnaissance) dell’Alleanza Atlantica. Saranno equipaggiati con un sistema di avanguardia, acquisito di recente dalla forza armata: sensori elettro-ottici e all’infrarosso di elevate prestazioni che consentono al velivolo di operare con molta efficacia da media-alta quota, di giorno e di notte (Pod reccelite).

    I Tornado si inseriranno nella Joint air task force (Jatf) di Herat, comandata dal colonnello pilota Francesco Vestito, dalla quale dipendono gli altri assetti aerei dell’Aeronautica Militare presenti in Afghanistan: i Predator, sistema da ricognizione e sorveglianza pilotato a distanza; i C-27J, per il trasporto tattico; gli elicotteri AB-212, in supporto alle operazioni terrestri e ai progetti di ricostruzione del Provincial reconstruction team italiano (Prt). Dalla stessa Jatf dipendono anche gli elicotteri dell’Esercito Italiano A-129 (supporto aereo) e CH-47 (trasporto).

    Pertanto, i Tornado si aggiungono al Predator, velivolo senza pilota schierato sull’aeroporto di Herat dal 9 maggio 2007, nel settore della ricognizione aerea. I due assetti aerei opereranno in sinergia, ciascuno sfruttando al meglio le proprie capacità e prestazioni per coprire, in questo modo, un più ampio inviluppo informativo e operativo.

    "Mi piace"

  4. “Raffiche di fotogrammi.”
    “I piloti, dall’abitacolo, salutavano con i guanti bianchi.”
    “Avranno comunque in dotazione l’equipaggiamento d’autodifesa, per rispondere ad eventuali attacchi.”

    AFGHANISTAN: PARTITI I QUATTRO TORNADO ITALIANI / DA GHEDI A MAZAR-I-SHARIF, SOLO RICOGNIZIONE E AUTODIFESA

    GHEDI (BRESCIA), 24 NOV – A distanza di 17 anni dalla guerra del Golfo, i caccia italiani Tornado si sono alzati nuovamente in volo per una missione con base all’estero. Nella ex Jugoslavia, nel 2000, i Tornado decollavano e riatterravano alla base di Ghedi alla fine di ogni missione. Ora, invece, saranno schierati stabilmente in Afghanistan.
    I quattro cacciabombardieri sono decollati alla volta di Mazar-i Sharif, nel nord del Paese. Successivamente, dovrebbero essere rischierati ad Herat, nell’ovest, dove e’ schierato il grosso del contingente italiano e dove sono in corso lavori di sistemazione della pista dell’aeroporto. L’impiego e’ previsto per 12 mesi, secondo quanto ha deciso il Governo, ma un’estensione del periodo non e’ esclusa.
    ”E’ un tipo di missione – ha commentato il colonnello Aurelio Colagrande comandante del 6/o Stormo di Ghedi dell’Aeronautica militare – molto diverso dall’intervento nella Guerra del Golfo”. In Afghanistan, infatti, i Tornado avranno compiti esclusivamente ricognitivi. Per questo sono stati dotati di un ‘Pod’, un sistema descritto come ”d’assoluta avanguardia e che prevede l’utilizzo di sensori di due tipi: elettro-ottici e all’infrarosso dalle elevate prestazioni che consentono al velivolo d’operare con
    molta efficacia da quota medio-alta, sia di giorno che di notte”. ”Scatteremo fotografie delle aree su cui ci sarà richiesto di ottenere dati”, ha aggiunto il colonnello Colagrande, poco prima di salire su uno dei quattro Tornado e decollare. Raffiche di fotogrammi.
    I quattro Tornado di stanza a Ghedi hanno lasciato la base bresciana quando erano da poco passate le 8 di un mattino freddo e piovoso. Fino a pochi minuti prima del decollo, sulla base nevicava. I quattro aerei sono sfilati, uno dietro l’altro, a una decina di metri dai giornalisti. I piloti, dall’abitacolo, salutavano con i guanti bianchi. Poi si e’ sentito il rombo dei motori che possono far viaggiare il Tornado a 2.750 chilometri orari. E uno dietro l’altro i quattro aerei si sono alzati in volo. L’arrivo nella base afgana e’ previsto tra due giorni, dopo un viaggio a tappe.
    Stamani, a Ghedi, era presente anche il generale di squadra aerea Carmine Pollice, che sollecitato dai giornalisti ha detto che ”i Tornado non prevedono d’essere impiegati per conflitti aerei”. Avranno comunque in dotazione l’equipaggiamento d’autodifesa, per rispondere ad eventuali attacchi.
    (ANSA)

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.