Trial Imperial Hammer 2008

Si terrà in Sardegna dal 29 settembre al 15 ottobre l’edizione 2008 della Trial Imperial Hammer, l’esercitazione NATO finalizzata a sviluppare ed integrare le attività di intelligence antiterrorismo.
All’esercitazione – nel corso della quale non sarà usato armamento reale, ma al 100% tecnologia – parteciperanno 15 Paesi e dieci agenzie NATO per un totale di circa 1.300 persone coinvolte, di cui 800 italiani. La guerra elettronica contro i terroristi andrà in scena a Cagliari, nella parte militare dell’aeroporto di Elmas e nella base di Decimomannu, e nel poligono interforze del Salto di Quirra, e si articola sulle basi di San Lorenzo e Perdasdefogu.
L’edizione 2008 della Trial Imperial Hammer, nata sotto l’egida SIGINT Electronic Warfare Working Group dell’Alleanza, è stata presentata al quartier generale della NATO a Bruxelles da Peter Flory, segretario generale aggiunto dell’Alleanza per gli investimenti di difesa, e dal colonnello Sandro Sanpaoli, responsabile dell’esercitazione. “La Trial Imperial Hammer è un ulteriore appuntamento nelle esercitazioni di intelligence NATO; la finalità è quella di fornire a comandi ed assetti il sostegno di intelligence necessario a combattere il terrorismo”, ha sottolineato Flory. Su questo punto ha insistito anche il colonnello Sanpaoli, che ha detto: “La Trial rappresenta un passo in avanti per le nostre forze armate; stiamo cercando un coordinamento sempre maggiore per essere sempre più efficienti ed efficaci, in modo tale da ottenere migliori risultati con un minore dispendio di energie”. Sanpaoli ha messo in evidenza che le nuove capacità tecnologiche e di intelligence consentono di snidare e seguire i terroristi con forme non intrusive e ciò potrà fornire più sicurezza “ai nostri soldati impegnati nei vari scenari operativi ed anche alle popolazioni civili”.

ULTERIORI APPROFONDIMENTI NELLA PAGINA DEI COMMENTI

15 thoughts on “Trial Imperial Hammer 2008

  1. CAGLIARI, 1 OTT – E’ entrata nel vivo in Sardegna la ”Trial Imperial Hammer”, esercitazione di guerra elettronica contro il terrorismo, alla quale partecipano 15 Paesi e 10 agenzie della Nato, con l’impiego di 1.300 militari, di cui 800 italiani. Teatro delle attivita’ addestrative sono l’aeroporto militare di Elmas (Cagliari), la base aerea di Decimomannu (Cagliari) e il poligono interforze del Salto di Quirra (Ogliastra).
    Nata sotto l’egida del Sigint Electronic Warfare Working Group della Nato, l’esercitazione ha lo scopo di fornire ai vari comandi e reparti, impegnati in missione operativa, il supporto di intelligence necessario a combattere il terrorismo attraverso l’impiego di tecnologie, come gli aerei senza pilota, che
    consentono di individuare e seguire i terroristi e prevenirne quindi le mosse.
    Tra i reparti impegnati nel’esercitazione, anche i guastatori del 5/o Reggimento della Brigata Sassari, ai quali sarà affidato l’attacco ad un convoglio con l’impiego di trappole esplosive che dovranno essere individuate e disattivate dai nuovi sistemi elettronici in dotazione alla Nato.
    (ANSA)

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  2. Scusate la mia ignoranza
    ma se dicono che i cell fanno male, che dal forno a microonde dobbiamo essere almeno a 20 cm di distanza e se si parla di guerra elettronica, si parla di disturbi di frequenze con radar in grado di entrare in sintonia con dispositivi elettronici, si deduce che i radar devono avere una certa potenza di esercizio, ma se disturbano l’eletteronica immaginate le nostre cellule.
    Viva l’italia ,per chi se la gode

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  3. Meglio abbandonare ogni tipo di intervento se non si ha la più pallida idea di cosa sia la guerra elettronica.
    All’ignoranza non c’è mai fine!

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  4. NATO: ‘IMPERIAL HAMMER’, MICRO E MINI AERI CONTRO TERRORISTI

    DECIMOMANNU (CAGLIARI), 3 OTT – Sono i micro e mini aerei senza pilota e gli apparati elettronici in grado di monitorare e sopprimere tutte le frequenze di trappole esplosive radiocomandate, i principali protagonisti dell’attivita’ addestrativa ”Trial Imperial Hammer” della Nato, controllata dalla Base aerea di Decimomannu dal gruppo di lavoro del Nato Sigint/Ew, per collaudare le nuove tecnologie per fronteggiare la ”guerra asimmetrica” messa in atto dal terrorismo internazionale.
    Nel poligono interforze sardo del Salto di Quirra, sono in corso di svolgimento le prove dei nuovi apparati. In materia di guerra elettronica, di particolare interesse il prototipo di un’apparecchiatura, realizzata dal Reparto supporto tecnico operativo guerra elettronica (Restoge) dell’Aeronautica militare
    italiana, in grado di contrastare le emissioni dei radiocomandi che attivano gli ordigni.
    Praticamente invisibili, a monitorare dall’alto le attivita’ dei ”cattivi” dell’esercitazione, micro e mini aerei in grado di volare autonomamente e ritrasmettere a terra tutte le situazioni di potenziale pericolo.
    (ANSA).

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  5. bello il commento tecnico,ma io sono un curioso di natura e la mia domanda è:”si usano onde elettromagnetiche o sbaglio.” (o hanno scoperto dei nuovi radar che vanno ad aria compressa?) e scusate la mia IMMENSA ignoranza,ma disturbare l’innesco di ordigni comporta che l’onda EM entri in sontonia con il dispositivo da sabotare, quindi quest’onda EM dovrà svariare su determinate frequenze a seconda della lunghezza d’onda, ma queste onde essendo di lunghezza bassa sono chiamate microonde? (ma guarda un pò,della stessa famiglia di quelle dei cellulari e dei microonde,con frequenze sicuramente diverse ma con potenze magari LEGGERMENTE superiori,quindi a seconda dei oggetti colpiti può generare agitazioni di atomi forse,per questo mi si riscaldano le orecchie e mi si riscaldano i cibi? ma sono ignorante e queste cose non le so) ma se determinate frequenze sono in grado di agitare gli atomi delle molecole, ci saranno potenze e frequenze in grado di scindere legami? Ma sono ignorante e queste cose non le posso sapere.
    Ma se un onda del genere colpisce la mia povera cellulina e sposta solo uno dei geni che compone la mia bella catena del DNA che mi segue da quando sono piccolo (e pertanto sono affezionato) divento alto e biondo?
    Ma allora se io vengo colpito da queste onde EM potrei avere dei problemi? ma sono ignorante e questo non lo posso sapere, ma spero solo che le persone che sono in sardegna siano come il dott.ing.prof.avv.dott.sant’ antonio copperfield, il quale ha rilasciato un bellissimo commento in questa pagina il 3 ottobre,e quando saranno travolte dalle onde dei radar che monitorano i cieli(mi risulta che i radar a terra in zona siano circa una 20ina per pochi chilometri quadrati) saranno magicamente attraversati senza conseguenze per il loro organismo.

    PS scusate la mia solita ignoranza mi dicono che in zona TIH siano saltati ponti dei cellulari appena sono comparsi questi radar.
    VIVA GLI IGNORANTI CHE SI POSSONO MANIPOLARE CON LE INFORMAZIONI(ed io sono stato,come vedete,manipolato da false informazioni raccolte da un ignorante sulla rete).

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  6. molte le domande inserite nei commenti sulle quali andrebbero fatti degli approfondimenti, Vi inviterei a leggere alcuni miei articoli sul futuro militarizzato che ho inserito nel sito http://www.pugliantagonista.it/osservatorio.htm
    e che vi fanno comprendere quanto l’uso di droni, tecnologie elettroniche e reparti multinazionali per contenere le rivolte che scoppieranno nelle megalopoli del futuro siano all’interno del piano antiterrorismo internazionale che gli esperti NATO già nel 1998 avevano fatto nello studio Urban operation year 2020. L’eleiminazione di capi sovversivi e agitatori in maniera chirugica utilizzando aerei robot già utilizzata dagli israeliani a gaza ora diviene testo nelle operazioni NATO come questa , mascherata come operazioni rper ridurre le perdite civili. così tutti son tranquilli ma bisognerà trovarsi pronti se la crisi sconvolgerà l’europa come se fosse l’argentina e dallora bisognerà picchiare. antonio camuso
    osservatorio sui balcani di brindisi
    http://www.pugliantagonista.it/osservatorio.htm
    ossrvatoriobrindisi@libero.it

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  7. Dal 29 settembre al 16 ottobre in Italia una delle più importanti attività di sperimentazione dell’Alleanza nel campo dell’ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance). Presentato il nuovo mini UAV dell’Aeronautica lo Strix, sviluppato dal centro di eccellenza UAV dell’Aeronautica Militare. Sperimentato il sistema Jedi, sviluppato dal Reparto di Guerra Elettronica dell’Aeronautica – Restoge, in grado di inibire l’attivazione di IED via etere.

    Trial Imperial Hammer 08 su TG2: http://www.paginedidifesa.it/2008/pdd_081020.asf

    Trial Imperial Hammer 08 sul portale dell’Aeronautica Militare:
    http://www.aeronautica.difesa.it/Sitoam/default.asp?idente=1398&idNot=22518

    Trial Imperial Hammer 08 sul portale della NATO:
    http://www.nato.int/docu/update/2008/09-september/e0901a.html

    (Adnkronos) – Una ‘bolla’ elettromagnetica che dal cielo protegge le aree a rischio di attentato, confondendo e neutralizzando gli impulsi dei detonatori degli ordigni: e’ la nuova frontiera della guerra elettronica al terrorismo che la Nato sperimenta fino al 15 ottobre in Sardegna con le prove e le verifiche previste dal programma delll’esercitazione Trial Imperial Hammer 08. Nel corso delle attivita’ non verra’ utilizzato alcun armamento reale ma solo ed esclusivamente tecnologia, a cominciare dai piu’ sofisticati sistemi elettronici in grado di ‘disturbare’ l’attivazione degli esplosivi.

    Il sistema e’ in fase sperimentale: non ha ancora neanche un nome tecnico e viene chiamato familiarmente ‘Jedi’, come i cavalieri buoni di Guerre Stellari. Ci vorra’ quindi del tempo per un suo eventuale utilizzo pratico ma le prime prove effettuate hanno dato esiti a dir poco confortanti. Nella prima settimana di utilizzo, la ‘cupola’ elettromagnetica ”ha dimostrato di funzionare al meglio con diversi tipi di artifici, vanificando ogni possibile attivazione. La sfida -dice all’AdnKronos il colonnello Sandro Sampaoli, ‘trial manager’ dell’esercitazione e comandante del Reparto supporto tecnico-operativo di guerra elettronica dell’Aeronautica militare- e’ arrivare a coprire la piu’ ampia gamma possibile di minacce. Quello che qui in Sardegna per la prima volta stiamo testando e’ un prototipo. Se il sistema confermera’ la propria validita’, potra’ essere pensata un’applicazione operativa”. Secondo i promotori del progetto, la fascia di sicurezza potrebbe essere assicurata dal cielo da un elicottero, da un aereo da trasporto o anche da un ‘Uav’, come vengono denominati gli aerei senza pilota che possono essere utilizzati per scopi operativi di prevenzione del terrorismo. ”L’applicazione pratica e’ studiata per la protezione dei contingenti militari nelle missioni all’estero ma anche con l’obiettivo di ridurre al minimo le vittime civili in aree di crisi”, rileva il colonnello Sampaoli.

    Da non sottovalutare l’effetto di deterrenza che il dispositivo potrebbe produrre in termini di dissuasione dall’organizzare e compiere certi tipi di attentati che attualmente, in teatri operativi particolarmente turbolenti, si verificano invece con una certa frequenza. Se ‘Jedi’ dimostrera’ un’effettiva utilita’ nella pratica, non e’ escluso che un domani la ‘cupola’ elettromagnetica possa trovare applicazione per la sicurezza e la prevenzione del terrorismo in occasioni di summit internazionali o eventi di particolare rilevanza. Sempre in tema di velivoli senza pilota, nel corso dell’esercitazione Trial Imperial Hammer si stanno valutando le potenzialita’ operative del mini-aereo ‘Strix’, che puo’ essere trasportato in uno zaino ed ha un’autonomia di volo di un’ora. Dotato di una rampa di lancio e di una ‘ground control station’ che puo’ essere programmata prima della missione per ‘istruire’ il velivolo sull’itinerario e sugli obiettivi, lo Strix puo’ essere inviato in aree di rischio per filmare e fotografare dall’alto (anche di notte grazie alla telecamera a raggi infrarossi) intere zone a tutto vantaggio della sicurezza dei contingenti militari in missione. L’Aeronautica militare ha acquisito tre di questi ‘Uav’ di ultima generazione. I sistemi elettronici in dotazione alle forze armate saranno testati anche per quanto riguarda i nuovi metodi di interazione tra aerei di vari Paesi. A questo fine, l’esercitazione prevede anche attivita’ di ‘targeting’ comune tra velivoli Tornado per la localizzazione e la neutralizzazione del bersaglio con dispositivi non letali e distruttivi ma elettronici.

    Lo scopo ultimo dell’esercitazione e’ quello di sviluppare ed integrare le attivita’ di intelligence antiterrorismo delle 15 nazioni e delle dieci organizzazioni Nato che prendono parte all’esercitazione. Saranno coinvolte in tutto 1.300 persone, di cui 800 militari italiani di tutte le forze armate. Tra i Paesi partecipanti, un contributo rilevante viene fornito dalla Francia e dalla Germania. La guerra elettronica contro i terroristi va in scena in questi giorni a Cagliari, nella parte militare dell’aeroporto di Elmas, nella base di Decimomannu, e nel poligono interforze del Salto di Quirra, che si articola sulle basi di Capo San Lorenzo e Perdasdefogu. L’attivita’ di sperimentazione prevede ogni giorno uno scenario diverso durante il quale verra’ riprodotta una minaccia di tipo terroristico. Tra le diverse simulazioni, verra’ ipotizzato un attacco ad un convoglio con l’utilizzo di Ied (Improvised Esplosive Device) e, per contrastarlo, verranno provati nuovi sistemi elettronici capaci di disturbare l’attivazione dell’esplosivo. Verranno utilizzati anche velivoli senza pilota che verificheranno la proprie capacita’ di identificare dove e’ stato nascosto l’ordigno. Un altro aspetto rilevante dell’esercitazione e’ quello che punta a migliorare in modo sensibile le capacita’ di ricognizione delle forze armate in zona di operazione e, quindi, di poter disporre in tempo quasi reale di immagini e riprese di cio’ che accade sul terreno o in mare. Questa consapevolezza della situazione, che in gergo militare viene definita ‘situation awareness’, consente di migliorare le capacita’ operative dei militari della Nato offrendo una maggiore sicurezza ed efficacia.

    Il personale operativo e i mezzi terrestri, navali ed aerei della Trial Hammer verranno inseriti in un sistema altamente complesso di rilevazione, analisi e condivisione delle informazioni (interoperabiilta’ attraverso condivisione dei dati). Il risultato che si cerchera’ di conseguire e’ quello di fornire alla Nato risposte certe sulla funzionalita’ di nuovi sistemi, apparati e procedure, messe in comune tra i partner dell’Alleanza. L’esercitazione simulata rientra nell’ambito delle attivita’ previste dalla Nato per la trasformazione delle sue capacita’ militari. L’edizione 2008 della Trial Hammer e’ stata presentata il mese scorso a Bruxelles, presso il quartiere generale della Nato, da Peter Flory, segretario generale aggiunto dell’Alleanza per gli investimenti di difesa, e dal colonnello Sandro Sampaoli, responsabile dell’esercitazione. La maggior parte delle esercitazioni simulate si terra’ nell’area marittima sarda e a quote molto elevate, proprio per limitare al minimo i disagi sulla popolazione. Per lo stesso motivo, quelle terrestri si terranno in zone demaniali e recintate. La capacita’ di ”condividere le esperienze nel moderno campo di battaglia e’ di suprema importanza per la Nato. Cio’ -si legge sul sito dell’Alleanza Atlantica http://www.nato.int- richiede la messa in comune di informazioni da una serie di fonti tecniche ed umane. Le esercitazioni Nato che utilizzano scenari realistici aiutano le forze dell’Alleanza ad interoperare sul terreno”. L’esercitazione Trial Imperial Hammer ”cerchera’ di forgiare un’architettura di intelligence pienamente congiunta mettendo insieme assetti terrestri, marittimi, aerei e spaziali per condividere dati e immagini in grado di essere sfruttati nella lotta comune al terrorismo. E cio’ avra’ implicazioni specifiche per le forze di risposta Nato nello sviluppo di metodi per condividere informazioni cruciali nella direzione di una migliore consapevolezza della situazione e della prontezza di combattimento da parte dell’Alleanza”.

    http://www.paginedidifesa.it/2008/pdd_081020.html

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  8. HIGH TECH, NUOVA RICETTA NATO CONTRO IL TERRORISMO
    Di Gianandrea Gaiani

    Tecnologie militari per arginare la minaccia terroristica. I nuovi ritrovati o più precisamente lo sviluppo e il miglioramento delle applicazioni di tecnologie già esistenti sono al centro dei test valutativi che l’agenzia della Nato Sigint Electronic Warfare Working Group ha messo a punto nei poligoni della Sardegna nell’ambito dell’esercitazione Trial Imperial Hammer. Un’attività internazionale e interforze che ha coinvolto1.300 militari, di cui 800 italiani, provenienti da 15 Paesi e 10 Agenzie dell’Alleanza atlantica rischierati tra gli aeroporti di Cagliari- Elmas e Decimomannu e il Poligono di Salto di Quirra.

    Le simulazioni realizzate durante la grande esercitazione sono strettamente aderenti alla realtà operativa dei teatri bellici iracheno e afgano dove la minaccia è rappresentata dagli ordigni improvvisati (IED – Improvised Explosive Devices), dalle imboscate e dal lancio di razzi e colpi di mortai contro basi e avamposti. Nelle simulazioni di un attacco condotto contro un convoglio con l’impiego di Ied (che sono causa dell’80% delle perdite alleate in Afghanistan e Iraq) il Reparto supporto tecnico operativo guerra elettronica (Restoge) dell’Aeronautica militare italiana ha messo a punto il prototipo di un sistema di disturbo jammer in grado di contrastare le emissioni utilizzate da radiocomandi che attivano gli ordigni.

    L’apparato monitora tutte le radiofrequenze presenti nell’area selezionando in pochi millisecondi quelle amiche o autorizzate da sconosciute e potenzialmente nemiche, che vengono immediatamente disturbate o oscurate. Il collaudo ha avuto un esito positivo contro trappole esplosive simulate preparate dai genieri della brigata Sassari dell’esercito e secondo indiscrezioni il nuovo jammer verrà presto collaudato sul campo, probabilmente in Afghanistan dove i settori di Kabul ed Herat assegnati al contingente italiano vedono un crescente minaccia di ordigni stradali. Testati in un contesto di simulazione operativa anche due nuovi mini UAV , velivoli teleguidati poco più grandi un aeromodello impiegati per la sorveglianza e la ricognizione ormai indispensabili per prevenire azioni terroristiche, imboscate o sabotaggi sorvegliando le strade e i dintorni dei perimetri di basi e installazioni militari o comunque sensibili. Lo statunitense Maverick, realizzato in fibra di carbonio dalla Prioria Robotics pesa circa un chilo e vola a 50 chilometri orari per alcune ore in un raggio di 10 chilometri fino a un’altezza massima di 5.000 metri.

    L’italiano Strix è invece un monoala con un’apertura di tre metri e un peso di sei chilogrammi ed è stato già adottato dall’aeronautica italiana che lo ha assegnato per il collaudo al 32° Stormo che già ha in dotazione i grandi UAV Predator dislocati attualmente a Herat, in Afghanistan. Realizzato dalla Alpi Aviation, azienda di Pordenone, lo Strix è in grado di trasmettere le immagini riprese dalla sua telecamera fino a 12 chilometri di distanza a una stazione portatile a terra che può ritrasmetterle ad altri operatori aerei, terrestri e marittimi rendendo condivisibili in tempo reale le immagini. Secondo indiscrezioni non confermate alcuni Strix sarebbero già in valutazione anche in un teatro operativo non meglio specificato. L’Esercito italiano ha già acquisito da alcuni anni dei mini UAV Pointer , realizzati negli Usa, già impiegati nellu’ltima fase dell’operazione Antica Babilonia in Iraq per controllare i dintorni della base di Camp Mittica (a sud di Nassiryah) e sorvegliare alcune strade a rischio attentati utilizzate dai convogli alleati.

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/10/high-tech-ricetta-nato-contro-terrorismo.shtml?uuid=90ce2ec0-96af-11dd-aa30-d5b492fe93cd&DocRulesView=Libero

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  9. Si capisce abbastanza poco di come funzioni questa tecnologa. Vorrei sapere i livelli di esposizione che producono questi aggeggi, ma non credo siano alte. In sostanza, per disturbare un radiocomando (o un cellulare, i jammer sono usati ad es. nei cinema) non ci vuole molta potenza, basta siano un po’ più forti del sistema da disturbare e quello non funziona più. Dipende dall’area che si vuol coprire, se è relativamente piccola (centinaia di metri) basta veramente poco.
    Se vuoi coprire un’area vasta, non c’e’ scampo, dovresti bloccare TUTTI gli apparecchi radio della zona (apricancelli, cordless, ecc) e usare potenze più elevate.
    Cercherò informazioni sull’argomento, comunque l’idea di avere droni che mi spiano dall’alto, o sistemi in grado di bloccare apparecchi radio qualsivoglia non mi piace.

    Comunque le onde radio non toccano il DNA, a meno di non cuocere la cellula. Le potenze che ci sono dentro un forno a microonde sono milioni di volte quelle di cui si parla qui, in ogni caso.

    Gianni Comoretto

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  10. chiedo scusa non c`ho capito una mazza di quello che avete detto,ci girate in torno ma nessuno ha detto se sta guerra elettronica fa male o no, magari basterebbe un “si” o un “no” senza link del cavolo che raccontano le “loro” veritá. Grazie, una umile ignorante

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