I rapporti tra la NATO e l’Unione Europea

Fra alti e bassi, la tendenza non pare subire mutamenti significativi.
Le valutazioni sulle questioni legate alla sicurezza, compiute dalla NATO e dall’UE, sono molto simili, tanto che le due organizzazioni – con 19 Paesi membri in comune – hanno al riguardo un’agenda pressoché identica.
La Direttiva Politica Globale emessa dall’Alleanza Atlantica in occasione del Vertice di Riga nel 2006, fa riferimento ad accordi intercorsi fra la NATO e l’Unione Europea circa “le procedure per assicurare uno sviluppo delle capacità richieste, condivise da ambedue le organizzazioni, che sia coerente, trasparente e reciprocamente sostenuto”. Anche il Concetto Strategico della NATO, risalente al 1999, sottolinea l’importanza della cooperazione tra la NATO e l’UE. Infine, la Strategia Europea per la Sicurezza, elaborata nel 2003, evidenzia i comuni interessi, stabilendo che “uno degli elementi fondamentali del sistema internazionale è la relazione transatlantica. La NATO è una importante espressione di questa relazione… Gli accordi permanenti fra la NATO e l’UE rafforzano la capacità operativa dell’Unione Europea e configurano il quadro della collaborazione strategica fra le due organizzazioni nella gestione delle crisi. Questo riflette la nostra comune determinazione ad affrontare le sfide del nuovo secolo”.
Secondo molti osservatori, comunque, la relazione tra la NATO e l’Unione Europea è densa di difficoltà e, nonostante alcuni piccoli progressi conseguiti negli ultimi anni, rimane sostanzialmente inefficiente. I problemi, piuttosto che ai livelli operativi, sarebbero da localizzare nelle alte sfere burocratiche in quel di Bruxelles (dove – si ricordi – entrambe hanno la propria sede). Fattore decisivo, per quanto concerne l’attuale situazione di stallo, sarebbe l’atteggiamento della Francia, tesa ad impedire che contatti più intensi fra NATO ed UE possano ostacolare la crescita dei progetti di difesa comune europea.
L’elezione di Nicholas Sarkozy – secondo gli stessi osservatori – dovrebbe comportare un significativo mutamento nell’attitudine francese verso le relazioni NATO-UE; in particolar modo, il chiacchieratissimo Presidente ha espresso l’intenzione della Francia di rientrare nel Comando Integrato dell’Alleanza Atlantica, dal quale era uscita nel 1966 con De Gaulle. Forti segnali in tal senso sono giunti durante l’ultimo Vertice NATO di Bucarest, dove Sarkozy ha promesso di sfruttare il semestre di presidenza francese dell’Unione Europea come occasione per rilanciare la Politica Europea di Sicurezza e Difesa (PESD). “E’ necessario che noi, alleati e partner europei, miglioriamo le nostre capacità militari. Questo rafforzerà sia l’UE che la NATO. Le due organizzazioni sono complementari e si rafforzeranno a vicenda” ha concluso Sarkozy. Nonostante queste dichiarazioni estremamente rassicuranti, larghi settori delle dirigenza politica (e militare) francese rimangono profondamente e convintamente ostili all’Alleanza Atlantica ed ai suoi neanche tanto coperti tentativi di sabotaggio ai danni della sovranità militare del Vecchio Continente. Quei medesimi settori che, avendo criticato gli ultimi orientamenti espressi in tema di difesa da parte dell’Eliseo, sono finiti nel mirino della presidenza transalpina.
Prossimo banco di prova sarà (o meglio, dovrebbe essere) l’entrata in vigore, l’1 gennaio 2009, del Trattato di Lisbona firmato dai Capi di Stato e di Governo al Consiglio Europeo lo scorso dicembre. Il Trattato contiene infatti una serie di innovazioni concernenti la Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) e, attraverso di essa, la PESD. Allarga le finalità di quest’ultima, adesso denominata Politica Comune di Sicurezza e Difesa, e delle sue missioni. Stabilisce inoltre una clausola di solidarietà ed un impegno di mutua difesa tra i Paesi membri dell’Unione Europea e prevede una cooperazione con meccanismi permanenti, sulle tematiche della difesa. Crea un fondo per l’avvio delle relative operazioni e razionalizza, nel quadro di un unico testo, gli aspetti esistenti della PESD con tutti i suoi sviluppi a partire dal Consiglio Europeo di Colonia del 1999, durante il quale fu assunta la storica decisione di procedere alla creazione di un’autonoma forza militare dell’Unione Europea. Secondo il testo del comunicato finale dell’epoca, essa “deve avere la capacità di condurre azioni in modo autonomo, potendo contare su forze militari credibili, i mezzi per decidere di farle intervenire e la disponibilità a farlo, al fine di rispondere alle crisi internazionali senza pregiudizio per le azioni della NATO”.
Di quel primo nucleo composto da 50-60.000 uomini in grado di essere schierato nell’arco di 60 giorni e di mantenere la posizione per almeno un anno, in verità nessuno ha mai sentito parlare.

6 thoughts on “I rapporti tra la NATO e l’Unione Europea

  1. al riguardo, un recente ed interessante commento del ministro degli Esteri russo Lavrov:

    MOSCA, 1 OTT – La ”paralisi” dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ha aperto la strada alla Nato, controllata dagli Stati Uniti che non ascoltano i propri alleati”. Lo sostiene in una lunga intervista al quotidiano Izvestia il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov. Secondo Lavrov, ”in quelle condizioni di paralisi la Nato ha preso il ruolo di motore, dove gli Usa prendono le decisioni senza consultare i partner. Decisioni che poi vengono formalizzate come appartenenti a tutta l’Alleanza”.
    L’ ”iperattivita’ ”’ manifestata dalla Nato, sia per la dislocazione delle sue basi che per l’approvazione dei piani ”unilaterali” degli Stati Uniti per lo scudo anti-missile in Europa sono stati contestati all’interno secondo il ministro, ma senza esito. ”Noi sappiamo benissimo in che atmosfera surriscaldata avveniva il dibattito interno alla Nato, chi faceva pressione per approvare i cosiddetti progetti collettivi”, ha detto Lavrov. La Nato ”ha fatto di tutto perche’ l’Ue non mettesse in piedi un suo sistema di sicurezza e di mantenimento della pace al di fuori dall’Alleanza”, ha proseguito il ministro citando ad esempio la situazione nel Ciad, nel Sudan e nella Repubblica centrafricana.
    Mosca vuole un dibattito ”aperto e non emozionale” sui sistemi di sicurezza europei, sulle varie strutture e sui loro responsabili.
    (ANSA).

    Mi piace

  2. Strasburgo e l’agognata sudditanza alla NATO

    L’Europarlamento non ha mancato ieri di discutere, alla presenza dell’Alto rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza dell’Ue, Javier Solana, i rapporti fra l’Unione europea e l’Alleanza Atlantica e, come al solito, è emersa la piena sudditanza del Vecchio Continente all’organizzazione militare voluta dall’impero e stelle e strisce. Il pretesto è stato ancora una volta la questione del “terrorismo internazionale” e le catastrofi naturali a cui il mondo moderno ci potrebbe esporre.
    A tale riguardo è stata presentata una relazione della commissione Affari esteri dell’Ue in cui si chiede una rapporto ancora più stretto fra l’Ue e la Nato. Il tutto in previsione del vertice per il 60esimo anniversario della nascita dell’Alleanza, che si terrà il 3 e 4 aprile prossimi a Strasburgo (Francia) e Kehl (Germania). La relazione è stata elaborata dall’eurodeputato finlandese, Ari Vatanen (…)

    http://www.rinascita.info/cc/RQ_Mondo/EkFVpVylFFglWAAibJ.shtml

    Mi piace

  3. de profundiis per l’Esercito Europeo

    (ASCA-AFP) – Parigi, 11 mar – Quarant’anni dopo la dichiarazione di indipendenza pronunciata da Charles de Gaulle, che mantenne la Francia al di fuori della struttura militare dell’Alleanza Atlantica, Nicolas Sarkozy ha annunciato oggi che il suo paese ha invece intenzione di diventare un partner a pieno titolo della Nato. ”E’ giunto il momento di mettere fine a questa situazione, perche’ e’ negli interessi della Francia e dell’Europa”, ha detto Sarkozy parlando di fronte ad un platea di militari ed esperti di difesa riuniti a Parigi. La Francia manterra’ tuttavia al di fuori delle strutture Nato le sue armi nucleari, seguendo quanto fatto da Stati Uniti e Gran Bretagna.
    Malgrado la decisione di De Gaulle nel 1966 abbia da sempre solleticato l’animo patriottico dei francesi, che vedevano nell’indipendenza della loro politica estera da Washington un punto fermo della loro autonomia, oggi le cose sembrano cambiate: un recente sondaggio ha stabilito che il 58% dell’opinione pubblica apprezzerebbe la mossa annunciata da Sarkozy, con solo il 37% apertamente contrario. L’ipotesi verra’ dibattuta in Parlamento la prossima settimana e il presidente francese inviera’ una lettera agli alleati per annunciare il ritorno a pieno titolo della Francia prima del summit previsto per i prossimi 3-4 aprile. Soddisfazione per la decisione francese e’ stata espressa dal segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer.

    (AGI) – Parigi, 11 mar. – La Francia rientrera’ a pieno titolo nel comando integrato della Nato da cui era uscita nel 1966 su decisione dell’ex presidente Charles De Gaulle. Lo ha confermato il presidente francese, Nicolas Sarkozy. “E’ arrivato il momento – ha detto Sarkozy – di porre fine a questa situazione. E’ negli interessi della Francia e della stessa Europa”. “Abbiamo finito di deluderci da soli nascondendo le nostre teste nella sabbia – ha detto Sarkozy parlando a un convegno all’Ecole militaire – siamo capace di proteggere noi e gli altri”. “Il ravvicinamento con la Nato – ha aggiunto – rafforzera’ la nostra indipendenza nazionale”.
    La Francia, tra i paesi fondatori della Nato, non e’ mai uscita del tutto dall’Alleanza atlantica ed e’ il quarto paese contributore per bilancio e il quinto per il numero di truppe impegnate. La scelta di De Gaulle nel 1966 era per garantire al paese una maggiore indipendenza e liberta’ all’interno dell’Alleanza, in particolare in materia di nucleare. La decisione, presa nel bel mezzo della guerra fredda, fu il culmine delle tensioni tra Francia e Stati Uniti sul controllo dell’Alleanza e delle armi nucleari. “Manterremo – ha comunque precisato Sarkozy – indipendente il nostro deterrente nucleare. Possiamo avere un dibattito su questo o anche sul disarmo ma – ha aggiunto il presidente francese – non condivideremo le decisioni sulla nostra forza nucleare”.

    Mi piace

  4. NATO: FRANCIA; QUANDO DE GAULLE DISSE NO A JOHNSON
    di Fausto Belia

    (ANSA) – PARIGI, 11 MAR – Quella lettera del 1966 al
    presidente americano Lyndon B. Johnson – in cui annunciava l’uscita della Francia dal comando integrato della Nato in nome della ‘sovranita’ nazionale’ – non fu un atto improvviso del generale Charles de Gaulle.
    Il capo dello Stato francese ci stava pensando e lavorando da anni. Gia’ nel 1958, in una nota agli americani e agli inglesi, de Gaulle scriveva: ”la Nato non corrisponde piu’ alle necessita’ della nostra difesa ”. Il generale voleva piu’ autonomia e liberta’ all’interno dell’Alleanza atlantica – in particolare in materia nucleare – e piu’ potere nelle strutture dirigenti della Nato. Quella nota non ricevette alcuna risposta.
    Fu tuttavia l’occasione e il pretesto che il generale stava cercando.
    De Gaulle decise cosi’ una strategia d’uscita dalla Nato, un passo dopo l’ altro. Nel marzo 1959 la flotta francese ormeggiata nel Mediterraneo si ritira dal comando della Nato.
    Nel maggio di quello stesso anno il generale annuncia il no allo stoccaggio in Francia di armi nucleari americane. Nel 1964 le forze navali francesi lasciano il comando integrato dell’Atlantico.
    Cosi’, il 7 marzo 1966 parte la lettera a Johnson che sancisce la svolta. Il linguaggio e’ diretto, per niente diplomatico: ”La Francia – scrive de Gaulle al collega americano – si propone di recuperare sul suo suolo l’intero esercizio della sua sovranita’, attualmente ostacolata dalla presenza permanente di elementi militari alleati o dall’ utilizzazione che viene fatta del suo spazio aereo. La Francia si propone di cessare la sua partecipazione ai comandi integrati e di non mettere piu’ forze a disposizione della Nato”.
    De Gaulle, ricordando l’articolo 5 del trattato costitutivo della Nato del 1949, sottolineava che Parigi era comunque pronta a ”combattere a fianco degli alleati nel caso di aggressione, non provocata, a uno di loro”.

    Mi piace

  5. Germany welcomes France return to NATO command

    BERLIN, March 12 (RIA Novosti) – German Chancellor Angela Merkel welcomed on Thursday France’s decision to rejoin NATO’s military command after 43 years out of the alliance’s key decision-making processes.
    French President Nicolas Sarkozy announced on Wednesday that France would return to NATO military structures and seek a larger role as a full partner of its Atlantic allies.
    “I would like to thank the French president and his government for the decision to return to NATO’s military structures,” Merkel said at a news conference after the 11th meeting of the French-German Council of Ministers in Berlin.
    “This step will strengthen the European components of the alliance and will have great significance for the improved correlation between European defense and security policy and NATO policy,” she added.
    Both leaders announced their plans to introduce their vision of NATO new strategy at its summit in April and pledged to strengthen the “German-French axis” within the alliance.
    France abruptly pulled out of the NATO command in 1966, evicting all allied troops from its territory in what it said was a drive to safeguard its sovereignty. However, it remained part of the alliance and has continued to take part in NATO operations, including in Afghanistan where it has 2,780 troops.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.