Nell’ovattata campagna ferrarese tra i fiumi Po e Reno

Sorto come primo ed unico aeroporto interalleato in Italia durante la prima guerra mondiale, il destino ha voluto che l’impianto “Giuseppe Veronesi” di Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, sia oggi sede di uno dei più importanti centri per le telecomunicazioni della NATO in Europa.
La storia dell’aeroporto militare inizia dopo la disfatta di Caporetto: i lavori di costruzione di una base per i bombardieri Caproni della Marina cominciarono nei primi mesi del 1918 sui terreni acquisiti dal Demanio Militare. Dal 1923, anno di costituzione dell’Aeronautica quale terza forza armata indipendente, l’impianto aeroportuale di Poggio Renatico – dedicato al tenente bolognese Giuseppe Veronesi, che durante la Grande Guerra si distinse come “osservatore d’aeroplano” – ospitò l’8° Stormo da bombardamento notturno.
Con la conclusione della seconda guerra mondiale il campo di aviazione venne completamente abbandonato. Solo alla fine degli anni Sessanta, vi furono costruite alcune palazzine ed installato un radar. Nel 1972, l’11° Centro Radar di Ferrara, generalmente noto con il nominativo radio “Pioppo”, venne trasferito a Poggio Renatico ed integrato nella catena di comando e controllo della NATO denominata Nadge. Essa aveva il compito di sorvegliare costantemente i confini dei Paesi appartenenti all’Alleanza Atlantica, dalla Turchia alla Norvegia.
Fu proprio la NATO che, all’inizio degli anni Novanta, finanziò il potenziamento della struttura con la costruzione di una sede protetta con tre piani interrati ed una sala operativa destinata ad ereditare i compiti del centro operativo regionale di Monte Venda, sui Colli Euganei vicino Padova. Attorno a questo nucleo prese forma il Comando Operativo delle Forze Aeree (COFA), uno dei quattro Comandi di Vertice (cosiddetti Alti Comandi) che costituiscono la struttura organizzativa dell’Aeronautica Militare Italiana (AMI). Gli altri tre sono il Comando della Squadra Aerea, il Comando Logistico ed il Comando Scuole dell’Aeronautica Militare, enti che sono tutti direttamente dipendenti dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica.

Quando fu costituito, l’1 gennaio 1998, il COFA aveva sede a Vicenza, che da oltre trent’anni ospitava il comando della 5° Forza Aerea Tattica della NATO (ATAF). La sede era poco più che formale, perché già allora il suo cuore era rappresentato dal Centro Radar di Poggio Renatico. Il COFA, attualmente diretto dal generale di squadra aerea Roberto Iacomino, assicura la pianificazione, il coordinamento e l’impiego operativo delle forze aeree assegnate per il conseguimento di specifici obiettivi nazionali (fra cui addestramenti ed esercitazioni) e l’assolvimento delle missioni sotto l’egida dell’ONU e della NATO. Esso è formato da uno Stato Maggiore che ha alle dipendenze il Reparto Operazioni, il Reparto di Supporto Operativo e la Direzione Operazioni Aeree Correnti.
Presso la base di Poggio Renatico è ubicato anche il Combined Air Operations Center 5 (CAOC 5), uno dei cinque CAOC dipendenti dal Comando delle Forze Aeree Alleate del Sud Europa. Costituito nel 1999 con la partecipazione di soli italiani, oggi è composto da personale multinazionale proveniente da tredici Paesi NATO (Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Turchia ed Ungheria). Il CAOC 5 è responsabile della difesa dello spazio aereo che comprende Italia, Slovenia ed Ungheria nonché della pianificazione delle operazioni aeree ed esercitazioni NATO, in particolare per l’area balcanica. Al riguardo, va ricordato che dal 24 marzo 1999 l’ancor giovane COFA partecipò all’operazione “Allied Force” nella ex Jugoslavia, con la gestione quotidiana di 400 velivoli di una dozzina di forze aeree, gradualmente saliti a quasi 900. Tra questi vi erano anche aerei italiani impegnati in attività pudicamente definite di “difesa integrata”, ma che comprendevano in realtà ricognizioni, bombardamenti e soppressione della contraerea avversaria.
Il trasferimento delle funzioni da Vicenza a Ferrara proseguì con gradualità sino all’1 settembre 2003, quando fu completato ufficialmente. Il COFA ed il CAOC 5 costituiscono, quindi, il punto di congiunzione delle catene di comando e controllo nazionale e NATO: il comandante del CAOC 5 è lo stesso del COFA, che riassume così in sé il “doppio berretto” dell’incarico di comando nazionale e NATO. L’immagine è suggestiva, ma non dice nulla circa le enormi capacità informatiche e di telecomunicazioni presenti a Poggio Renatico. Sebbene sconosciuto ai più, il COFA è oggi uno degli enti militari più avanzati d’Italia e la recente installazione del nuovo Air Combat and Control System (ACCS) della NATO ne ha accresciuto ulteriormente l’importanza.
Tra COFA e CAOC 5, a Poggio Renatico lavorano circa 1.600 persone, pari a venti volte il personale originario di “Pioppo”. Ultima esercitazione aerea coordinata dalle due strutture è stata la “Spring Flag”, svoltasi dall’1 al 18 aprile 2008. Si tratta della più importante esercitazione fra quelle organizzate annualmente sul territorio nazionale dall’Aeronautica Militare Italiana e vi partecipano, oltre alle Forze Armate nazionali di altri Paesi NATO ed in particolare le loro aeronautiche militari, anche le realtà istituzionali italiane impegnate nel settore della sicurezza quali ad esempio il Ministero degli Affari Esteri e la Croce Rossa Italiana.

3 thoughts on “Nell’ovattata campagna ferrarese tra i fiumi Po e Reno

  1. Mi chiedo da chi ci dobbiamo difendere.
    Se, per assurdo, ci attaccasse nel sonno la Cina o la Russia o entrambi non ci accorgeremmo di niente. Pic, già fatto?
    Mi richiedo, da chi ci dobbiamo difendere?
    Dagli Arabi? Ma se ci possono comperare, sono momenti di saldi.
    Me lo dite?

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  2. ufficialmente, dal “Terrorismo”.

    confidenzialmente, da noi stessi: inizia ad esserci troppa gente che mette in dubbio l’intrinseca bontà dell’Occidente, delle istituzioni che lo (s)governano, del Paese che ne è il paladino…

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  3. Aereo non autorizzato in volo.
    Da Ferrara l’ordine per intercettarlo

    Un velivolo militare Cessna 551 del Montenegro attraversava lo spazio aereo italiano senza autorizzazione. E’ stato individuato dagli strumenti del Comando operativo di Poggio Renatico: due caccia si sono poi alzati in volo per scortarlo

    Ferrara, 27 maggio 2009 – E’ stato scortato da due caccia Eurofighter del 4’ Stormo di Grosseto un velivolo militare Cessna 551 del Montenegro in volo da Cannes (Francia) a Vienna (Austria) che attraversava lo spazio aereo italiano senza l’adeguata autorizzazione. .
    L’operazione è scattata questa mattina alle 11,49. I due caccia sono decollati, su ordine di ‘scramble’ del Comando Operativo delle Forze Aeree (COFA)/CAOC 5 di Poggio Renatico (Ferrara) e sotto il controllo del 21’ Gruppo Radar A.M. di Poggio Ballone (Grosseto) e dell’11’ Gruppo Radar A.M. di Poggio Renatico. Per raggiungere il velivolo in transito è stato necessario percorrere dalle 11.55 alle 12.04 un tratto a volo supersonico tra la zona a sud di Firenze e Reggio Emilia.
    L’intercettazione è avvenuta alle ore 12.10 a 15 miglia ad ovest di Rovereto (Trento), dove il velivolo è stato identificato. I caccia Eurofighter hanno scortato poi il velivolo fino al confine dello spazio aereo nazionale, a circa 30 miglia a nord di Belluno, per far successivamente rientro al 4° Stormo dove sono atterrati alle 13.03.
    Lo ‘scramble’ è in gergo tecnico il decollo immediato di caccia intercettori che sotto la guida dei controllori della difesa aerea si dirigono verso un velivolo ‘sospetto’ per accertare visivamente l’identità e per scortarlo fino ai limiti dello spazio aereo italiano. Nella maggior parte dei casi, si tratta di aeromobili che non rispondono a prestabiliti requisiti, non hanno le previste autorizzazioni al sorvolo dello spazio aereo nazionale o perdono le comunicazioni con gli organi del controllo del traffico aereo o divergono dalla rotta prevista senza validi motivi.
    L’Aeronautica Militare – viene sottolineato – dice il comunicato – la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale per 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, tramite un sistema di radar, velivoli e sistemi missilistici, integrato sin dal tempo di pace con quelli degli altri paesi appartenenti alla Nato. Oltre che dal 4’ Stormo di Grosseto, il servizio di decollo immediato e di intercettazione nei casi di allarme è svolto dal 36’ Stormo di Gioia del Colle (Bari), pure equipaggiato con aerei Eurofighter, dal 5’ Stormo di Cervia e dal 37’ Stormo di Trapani, dotati invece di aerei F-16.

    http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ferrara/2009/05/27/183489-aereo_autorizzato_volo.shtml#

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