Fincantieri sbarca in America (o il contrario?)

Fincantieri ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l’acquisizione di Manitowoc Marine Group (MMG) dalla società controllante The Manitowoc Company. All’acquisizione, i cui termini sono stati già approvati dai consigli di amministrazione delle due aziende, partecipa anche la Lockheed Martin con una quota di minoranza; l’azienda statunitense guida uno dei due gruppi industriali che partecipano al programma Littoral Combat Ship (LCS), quello a cui aderisce Fincantieri con la fornitura di diesel generatori Isotta Fraschini ed i sistemi di stabilizzazione Ride Control System prodotti nel cantiere di Riva Trigoso, in provincia di Genova.
L’operazione, che ha un valore di circa 120 milioni di dollari, sarà perfezionata entro la fine dell’anno, dopo le consuete autorizzazioni regolamentari, tra cui quelle dell’antitrust USA e della Commissione per gli investimenti esteri negli Stati Uniti.
Il Manitowoc Marine Group è uno dei principali costruttori navali di medie dimensioni negli Stati Uniti ed opera per clienti civili ed enti governativi, fra cui la US Navy e la Coast Guard. Esso possiede due cantieri nel Wisconsin: a Marinette c’é il Marinette Marine Corporation focalizzato nella costruzione di navi militari, mentre a Sturgeon Bay ha sede il Bay Shipbuilding Company per la costruzione di navi commerciali e riparazioni; un terzo stabilimento per le riparazioni e trasformazioni navali è nell’Ohio, a Cleveland. MMG occupa quasi 1.600 persone ed ha realizzato nel 2007 ricavi per circa 320 milioni di dollari.
L’acquisto da parte dell’azienda italiana, che da tempo aveva annunciato sue acquisizioni sul mercato internazionale, è da inquadrare nella partecipazione di Fincantieri al programma Littoral Combat Ship. Fincantieri entra così nel più grande mercato mondiale della “difesa”, quello statunitense. Oltre ad acquisire nuovi contratti su questo mercato, essa avrà modo di affermarsi anche nell’export – sia militare che mercantile – verso i Paesi nella sfera di influenza USA, oggi assolutamente preclusi all’Italia in quanto vincolati con accordi commerciali soprattutto agli Stati Uniti. Con rilevanti conseguenze previste anche per l’indotto italiano, fra i 200 ed i 400 milioni di dollari in termini di meccanica, componentistica, ingegneria e servizi.
I cantieri americani stanno lavorando anche alla realizzazione di 30 Response Boat Medium commissionate dalla Guardia Costiera USA e vi sono progetti futuri per 34 Fast Response Cutter, pattugliatori costieri di poco inferiori ai cinquanta metri, che rientrano nel più ampio programma Deepwater, della durata di venticinque anni e del valore di 24 miliardi di dollari, per l’ammodernamento della flotta della Guardia Costiera statunitense.
Fred P. Moosally, presidente della Lockheed Martin’s Maritime Systems & Sensors Business, ha dichiarato che “l’operazione aumenterà la capacità del consorzio per il programma Littoral Combat Ship di consegnare navi di elevata qualità e valore aggiunto, in grado di sostenere al meglio la delicata missione della US Navy”. Da parte sua Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, ha affermato che “questa acquisizione rappresenta un passo importante nel percorso di crescita di Fincantieri e delle sue attività nel settore militare. Con essa raggiungiamo un importante traguardo nell’attuazione del nostro Piano industriale”.
Lo scorso 26 agosto è quindi arrivato in Liguria per una visita di due giorni agli stabilimenti Fincantieri di Muggiano (La Spezia) e Riva Trigoso, il Segretario della Marina Militare statunitense, Donald Winter. Nell’occasione, Winter ha potuto vedere con i propri occhi le strutture di produzione della Direzione Navi Militari e ricevere informazioni sull’organizzazione generale dell’azienda, le sue strategie industriali e di mercato. Sono stati affrontati anche i dettagli e le prospettive del recente accordo per l’acquisizione da parte di Fincantieri dei cantieri americani di Manitowoc Marine Group. A Muggiano, Winter è salito a bordo della portaerei Cavour, nuova nave ammiraglia della Flotta italiana, e del cacciatorpediniere Caio Duilio, realizzato nell’ambito del programma di cooperazione italo-francese Orizzonte, dove è stato ricevuto dal Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Italiana, Ammiraglio di Squadra Paolo La Rosa, e dal Direttore Generale degli Armamenti Navali, Ammiraglio Ispettore Capo Dino Nascetti.

6 thoughts on “Fincantieri sbarca in America (o il contrario?)

  1. la cantieristica italiana e’ la migliore del mondo,e’ l’acquisto da parte della fincantieri i cantieri navali americani e’ un successo da parte italiana.

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  2. qui chiaramente non si tratta di una mera acquisizione industriale, ma è la stessa Fincantieri nei suoi comunicati ufficiali ad affermare, con estrema lucidità, che l’operazione è strumentale all’ingresso nella sfera d’influenza statunitense.

    e dato che noi aborriamo l’egemonia globale USA/NATO non possiamo che valutare negativamente questa ulteriore cessione di sovranità a chi occupa, in primo luogo militarmente, l’Italia e l’Europa intera.

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  3. Molto interessante, scoprire che la nostra cantieristica si faccia avanti. Purtroppo da esperienze personali sul campo, mi è capitato di vedere delle castronerie fatte da ILLUSTRI INGEGNERI NAVALI, i quali hanno progettato delle strutture del tutto INUTILLIZZABILI realmente dagli addetti ai lavori.
    Quindi cari INGEGNERI se volete realmete realizzare qualcosa di sublime, consultatevi con che realmemte sulle navi si rompe le ossa, perchè vi posso garantire che tra una tavolo da disegna e vivere L’UNITA’ NAVALE vi è una macroscopica differenza, che ben pochi ingegneri con la I maiuscola sanno cogliere.

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  4. Pingback: La fase 2 dell’aggressione alla Libia è imminente | STAMPA LIBERA

  5. C’è proprio da vantarsi…

    TRIESTE, 8 NOV – “La competitività di Fincantieri negli Stati Uniti sta crescendo e siamo molto fieri di essere un competitor forte”. Lo ha detto il direttore generale di Fincantieri, Alberto Maestrini, nel corso di una conference call con gli analisti all’indomani dell’approvazione dei risultati del terzo trimestre del Gruppo triestino.
    “La nostra cooperazione con la U.S. Navy ha raggiunto un valore di quasi 4 miliardi e vede la realizzazione di un totale di 16 unità ‘Classe Freedom’ (LCS) di cui 9 già consegnate e 7 in fase di costruzione”. Una collaborazione, ha aggiunto Maestrini, “che è in fase di ampliamento grazie all’accordo siglato due anni fa dall’Amministrazione Trump con l’Arabia Saudita che è entrato ora nella fase di finalizzazione ad opera del main contractor Loockheed Martin di cui siamo partner”. Fincantieri, ha poi ricordato, partecipa come prime contractor alla gara per le Fregate del programma FFG della U.S. Navy.
    (ANSA)

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