Numer(ett)i e fatt(acc)i dell’Italia in Afghanistan

italfor-afgh

A febbraio 2008, PdL e PD hanno dato il via libera a Camera e Senato al rifinanziamento della missione militare in Afghanistan. Le uscite ufficiali sono state di 365 milioni di euro, quelle reali – con tranches aggiuntive del Ministero degli Esteri – superano i 513, di cui 57 destinati al… riordino dei Tribunali e delle strutture centrali e periferiche del Ministero della Giustizia afghano.
CESVI ed INTERSOS, piene zeppe di volontari di occhio buono e lingua lunga, se ne accappareranno una fetta più che consistente. Ai nuclei CIMIC non resteranno che le briciole e la sfiga di dover fare da bersaglio per le prodezze dei 180 italianissimi Rambo della Task Force 45 – Sarissa.
I 4 Tornado IDS, insieme ad un team previsto di 170 militari tra piloti, motoristi, specialisti elettronici e di armi ed un aliquota di “avieri dell’aria” per la sicurezza, richiederanno uscite per altri 51 milioni di euro nell’esercizio 2009-2010 e 6 se ne andranno per l’approntamento degli shelter corazzati già in costruzione per la protezione passiva contro razzi e colpi di mortaio sull’aeroporto di Herat. Una città squassata in un solo giorno, lo scorso 20 novembre, da tre gigantesche esplosioni a meno di cinquecento metri dalla base italiana di Camp Vianini.
Una guerra, quella organizzata a partire dal 2001 dagli USA in Afghanistan e successivamente corroborata dalla NATO, che è costata ad oggi, ai contribuenti della Repubblica delle Banane, tra morti, feriti, sequestrati con riscatti per entità non precisate, per retribuzioni, diarie di indennità al personale, trasporto, “aiuti” a Ong, uso di blindati, elicotteri, aerei, logistica, impiego, sostituzione e perdite di materiali, la sommetta di 3,2 miliardi di euro.
La campagna contro l’Afghanistan, cominciata sotto grandinate di bombe da 250-500 kg sganciate a caduta libera, e quindi con larga imprecisione, sugli “obiettivi sensibili” da B52 e B1 statunitensi, è tutt’ora in corso e durerà – si sostiene al Pentagono – ancora una ventina di anni.
Gli esportatori di pace e democrazia USA/NATO sono arrivati in Afghanistan, con la complicità dell’ONU, a fare di tutto e di ben peggio del peacekeeping con tanto di promessi e faraonici (e mai mantenuti) piani di ricostruzione. Nel corso di sette anni di guerra hanno inoltre usato i C130 per annaffiare di bombe, oltre che i presunti rifugi dell’inafferrabile Bin Laden, anche il più modesto concentramento di guerriglieri pashtun, ponti, percorsi obbligati, abitazioni isolate e villaggi di montagna. Ad oggi sono almeno 250 le FAE, meglio conosciute come “tagliamargherite”, da 6 tonnellate dotate di paracadute frenante, lanciate dai portelloni posteriori di questi quadriturbina da trasporto oltre a 32 GBU 43B a guida laser da 7 tonnellate ciascuna, arrivate a bersaglio sul terreno.
Le FAE sono enormi contenitori di acciaio che contengono nitrato di ammonio, alluminio in polvere e polistirene che distruggono qualsiasi forma di vita nel raggio di cinquecento metri e sviluppano a terra una pressione di 500 kg ogni 24,5 millimetri quadrati.
Poi Enduring Freedom e ISAF hanno spazzato via dalla carta geografica dell’Afghanistan, quello che era rimasto in piedi delle infrastrutture di appoggio logistico del “nemico”, spesso posizionate in prossimità di centri abitati, con il bombardamento “chirurgico” di cacciabombardieri F117, F16, F18, Mirage 2000, Harrier, Tornado IDS e UAV Predator armati di razzi Hellfire.
Il 2007 si è chiuso con un bilancio ufficiale del governo Karzai, quindi largamente sottostimato, di 7.463 morti ammazzati. Per Human Rights Watch, i decessi registrati tra la popolazione afghana sono stati nello stesso periodo 748.
Nei primi otto mesi del 2008, i “costi collaterali” sono saliti a 1.552, con un incremento che supera di ben oltre il 50% le perdite di vite umane registrate nell’anno precedente. I dati questa volta sono arrivati dall’inviata sudafricana dell’ONU Navi Pillay, durante una conferenza stampa a Kabul nel mese di ottobre.

Dall’estate del 2006, durante il governo Prodi, è già operativa nell’ovest dell’Afghanistan – nelle province di Farah e di Herat – la forza di reazione rapida dei Bersaglieri e della Task Force 45 – Sarissa, composta da Comsubin di Varignano, Paracadutisti Carabinieri Tuscania e 185° Regt. Folgore che parteciperà a ripetute azioni di guerra contro i Taliban nel distretto di Gulistan.
Nel corso dei combattimenti la Task Force 45, appoggiata da 5 elicotteri d’attacco A129 Mangusta e blindati Dardo con cannoni a tiro rapido da 25 mm, si renderà responsabile insieme a Rangers USA e SAS britanniche dell’uccisione di decine di guerriglieri afghani e di un numero imprecisato di feriti.
Il primo impiego di militari italiani, inquadrati in ISAF, contro formazioni combattenti Taliban risale al 18 Settembre 2006. Seguiranno ulteriori “missioni di annientamento” l’1 Ottobre ed il 10 Dicembre dello stesso anno.
Il 2007 vedrà Alpini Paracadutisti, Bersaglieri e Truppe Speciali di ISAF ed Enduring Freedom, impegnati in azioni di rastrellamento e di fuoco da terra e dall’aria contro nuclei di Taliban il 21 Febbraio, 11 Marzo-10 Aprile, il 27 Aprile, il 10 ed il 22 Agosto, il 19 Settembre, il 5 Ottobre ed a chiusura dell’anno dall’1 al 21 Novembre. Sarà l’ultima grande e protratta operazione “attacca e distruggi” prima della pausa invernale.
Al vertice NATO di aprile a Bucarest, presente Frattini, gli Stati Uniti chiederanno perentoriamente all’Italia di ampliare il suo intervento militare in Afghanistan corredandolo di “ulteriori ed indispensabili mezzi di difesa per riallineare sul terreno lo sforzo comune di USA ed Alleati della NATO nella lotta contro il terrorismo”. L’azzimatissimo Ministro degli Esteri assicurerà in quella occasione a Jaap de Hoop Scheffer il ritiro dei caveat che limitavano l’impiego sul campo del personale militare italiano nelle province di Herat e Farah, dichiarate zone di guerra da Enduring Freedom.
Frattini confermerà inoltre al Segretario Generale della NATO che il rapporto di collaborazione dell’Italia con gli Stati Uniti sarà nel tempo ancora più stringente e politicamente affidabile rispetto al passato. Ed ecco che dopo le parole giungono i fatti: i Tornado Panavia IDS dell’Aeronautica Militare Italiana del generale Camporini arrivano a Mazar-e Sharif…
Ne riparleremo. Ne vale la pena.

[Versione rivista e corretta di “La guerra segreta dell’Italietta in Afghanistan”, di Giancarlo Chetoni.
Per gentile concessione dell’autore]

20 thoughts on “Numer(ett)i e fatt(acc)i dell’Italia in Afghanistan

  1. Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente commento da parte di Giancarlo Chetoni:

    Il fatto estremamente significativo, e insieme preoccupante, è che i 4 Tornado partano da Ghedi (base che ospita armamento atomico) nelle stesse ore in cui è decollato da Ciampino l’aereo del presidente della Repubblica delle Banane con i managers di tutte le più grandi aziende pubbliche e private del Bel Paese, destinazione l’aeroporto Ben Gurion , in “Israele” per una visita di stato. Una coincidenza molto, molto sospetta e non priva di significato politico.
    I pods elettronici montati sui Panavia IDS sono stati acquistati dalla I.A.I. (Israel Air Industries). Anche se non servono a nulla eccetto che a farci apparire “democratici” e amanti della pace.
    Il Tg 2 oggi [lunedì 24 novembre] alle ore 20.37, si è augurato, con una voce fuori campo non identificata, che i Tornado non sbaglino “rotta”. Evidentemente questa preoccupazione esprime la consapevolezza che l’Iran non veda di buon occhio questi cacciabombardieri da missione lontana.
    Dopo il rischieramento a Mazar-i-Sharif saranno dislocati a Herat. Da questa base al confine con l’ Iran non c’è che 50 km, qualche secondo di volo. Avvicinarsi al confine anche senza superarlo costringerà l’ Iran ad accendere i radar (mobili) e i gruppi elettrogeni di alimentazione e potenza come stanno facendo ogni volta che un Predator che sorvola i bordi-confine per “ricognizione tattica” sul terreno.
    Se a Mazar-i- Sharif prima o a Herat dopo, i Tornado dovessero montare sotto le ali le Panaway da 2.000 libbre la faccenda assumerebbe ben altro significato. Ho accennato a 3 grandi esplosioni il 20 Novembre a 500 mt da Camp Vianini.
    Ce ne potrebbero essere altre e ben più mirate.
    Vedo che il Presidente della Commissione Parlamentare Italiana presso la Nato Sen. De Gregorio sta cominciando a parlare di schieramento di unità navali da guerra della Marina Militare nello Stretto di Ormuz con base negli EAU, dove staziona già la 5° Flotta USA e dove la Francia ha rischierato una ventina di Mirage 2000.
    Altro fatto che fa pensare. Vuoi sapere quanti cacciabombardieri ha Enduring Freedom in Afghanistan? Un centinaio su dodici basi mentre ISAF ne ha 37-40 (F16 di Danimarca e Norvegia, Mirage 2000 della Francia, Harrier della Gran Bretagna, 10 Tornado della Merkel a Mazar-i Sharif + i 4 dell’Italia).
    Decisamente troppi per dare la caccia dall’aria a quattro pezzenti coraggiosi armati solo di AK 47 e RPG.
    Frattini va in Iraq e in Kurdistan (oleodotto per Chejan) a parlare con Al Maliki e Barzani per stabilire relazioni commerciali (petrolio). Da Palazzo Chigi è possibile che arrivi, prima o poi, quando le pressioni USA-NATO-UE si faranno ancora più forti sul nucleare di Teheran, l’ordine per l’ ENI di fare i bagagli, come già ha fatto la Elf su diktat di Sarkozy con l’obbiettivo di indebolire le entrate finanziarie dell’ Iran. Meno miliardi di dollari di entrate costringerebbe l’ Iran a dedicare al bilancio della Difesa Nazionale minori introiti e lo stesso vale, di riflesso, anche per la Siria.
    A Sharm El Sheik appena un mese fa ad una riunione della Lega Araba, approfittando della visita ad El Alamein, il signor Napolitano si è permesso di difendere la sicurezza di “Israele”. Gli Ambasciatori di Arabia Saudita e Siria si sono alzati in piedi lanciandogli contumelie, ed accusandolo di essere un agente sionista. Non sbagliavano.

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  2. Ma non hanno ancora capito che alla maggior parte della disprezzatissima maggioranza degli Italiani non interessa un “piffero” della sicurezza di israele, anzi. Il “loro” presidente, signor napolitano, ci ha triturato le pudenda con i suoi servili sermoni sulla democrazia……….
    [Il termine democrazia deriva dal greco δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.(wikipedia).]
    Ci hanno mai chiesto se approvavamo i bombardamenti in Serbia, Iraq, Afghanistan. Sono veramente incazzato con questi ipocriti, stupidi falsodemocratici senza vergogna e
    dignità.
    Saluti.

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  3. Afghanistan: Karzai, Calendario Ritiro Truppe Straniere

    Kabul, 25 nov. – Il presidente afghano Hamid Karzai ha chiesto in un incontro con i rappreentanti dei Paesi membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite un “calendario” per il ritiro delle truppe straniere dal suo Paese. Lo ha riferito la presidenza afghana. “La comunita’ internazionale ci dovrebbe dare un calendario (per capire) quanto tempo ancora durera’ la guerra al terrorismo”, ha chiesto Karzai secondo quanto riferito dal portavoce Homayun Hamidzada. “Se non avremo una chiara idea di quanto durera’ (la guerra) il governo afghano non avra’ altra scelta che cercare una soluzione politica” trattando con i talebani. Karzai, il cui mandato scade a fine anno e che si ripresentera’ alle presidenziali del 2009, in realta’ gia’ da mesi ha avviato colloqui con i rappresentati degli ex studenti coranici con il consenso condizionato degli Stati Uniti. In Afghanistan sono presenti due missioni: il contingente Isaf della Nato (50.000 circa), in cui sono schierati 2.350 soldati italiani dispiegati principalmente nella provincia occidentale di Herat, e la missione Enduring Freedom a guida Usa (20.000 circa). In totale i soldati stranieri nel Paese ammontano a oltre 70.000.
    (AGI)

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  4. forse i Tornado li hanno già usati:

    (ANSA) – ROMA, 28 NOV – Scontri a fuoco si sono verificati tra la notte scorsa ed oggi nell’area di Bala Morghab, nell’ovest dell’Afghanistan. Un convoglio delle forze di sicurezza afghane e’ stato attaccato da taleban e sono intervenuti anche militari italiani e della coalizione. Si e’ trattato, in particolare, di un intervento a supporto dei soldati afghani effettuato con fuoco aereo. Ricoverati presso l’ospedale della base italiana di Herat i piu’ gravi dei soldati afghani feriti.

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  5. Pakistan: Nuovo Attacco a Rifornimenti NATO Afghanistan

    (AGI) – Peshawar (Pakistan), 8 dic. – Nuovo, clamoroso attacco della guerriglia contro le linee di rifornimento in Pakistan per le truppe della Nato di stanza in Afghanistan: per la seconda notte consecutiva guerriglieri armati fino ai denti hanno assaltato camion alleati nei pressi di Peshawar, capitale della provincia nord-occidentale della North West Frontier, appiccando il fuoco e distruggendo oltre una cinquantina di veicoli con il loro carico di scorte: lo ha reso noto un portavoce della polizia provinciale, Anwar Zeb. “E’ stato pressocche’ lo stesso tipo di attacco condotto la notte prima da circa duecento miliziani armati”, ha sottolineato il portavoce. Il primo blitz aveva preso di mira due depositi alle porte della stessa citta’, situata non lontano dalle remote aree tribali e dalla frontiera afghana, e aveva permesso ai ribelli di distruggere oltre un centinaio tra blindati leggeri ‘Humvee’, camion, altri veicoli e svariate decine di container.

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  6. Il Pentagono definisce “insignificante” l’impatto dei recenti attacchi in Pakistan contro i convogli di rifornimenti destinati alle forze Usa e Nato in Afghanistan, ma da un centro analisi internazionale, l’Icos, arriva l’ennesimo allarme: i talebani controllerebbero ormai il 72% del territorio afghano e sarebbero alle porte di Kabul. Per la Nato gli insorti sono presenti su meno della metà del paese.

    La stessa NATO, però, scrive oggi il quotidiano briannico Guardian, sta lavorando a vie d’accesso alternative al Pakistan per i rifornimenti in Afghanistan. Per questo fine sono stati avviate trattative con Turkmenistan, Uzebkistan e Tagikistan.

    L’idea è quella dell’apertura di un ingresso in Afghanistan da nord, passando per le ex repubbliche sovietiche, che consentirebbero anche un regolare rifornimento di petrolio dalle raffinerie di Baku, nell’Azerbaijan, e del Turkmenistan. Attualmente la maggior parte del fabbisogno di carburante delle forze NATO in Afghanistan arriva da raffinerie in Pakistan.

    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=89271

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  7. sembra non aver ancora cambiato idea, nonostante la leccata di Petraeus sui carabinieri:

    (ASCA) – Roma, 10 dic – Il generale USA Petraeus ”non ci ha chiesto uomini in piu’, ma sono stato io a ribadire quello che aveva gia’ detto al ministro della Difesa Bob Gates, cioe’ che comprendiamo la necessita’ di rafforzare in Afghanistan il numero delle persone del contingente ma che l’Italia e’ gia’ tra i Paesi che danno di piu”’. Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa intervenendo a ‘Radio Anch’io’. ”Semmai – ha ribadito – e’ possibile immaginare il trasferimento dei militari da un teatro operativo all’altro, fermo restando il numero complessivo”. ”Abbiamo gia’ spostato – ha ricordato il ministro – circa 500 soldati dalla zona di Kabul alla zona ovest di Herat, dove c’e’ la necessita’ di un rinforzo di uomini”.

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  8. Naturalmente, ci vorranno anni prima che gli americani capiscano che l’Afghanistan, semplicemente, non si può mettere sotto controllo. Eppure i russi li avevano avvisati.

    L’unica cosa prevedibile di tutta la faccenda, purtroppo, è stata la risposta ambigua dei nostri politici, che per bocca di La Russa hanno detto che “non manderanno altre truppe, ma manderanno degli addestratori militari”.

    Qualcuno ci vuole spiegare, con una guerra in corso da ormai sette anni, chi ci sia ancora da “addestrare” in Afghanistan? Le capre, forse, sono le uniche che non sanno imbracciare un fucile, a questo punto.

    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2950

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  9. continua…

    (ANSA) – PESHAWAR (PAKISTAN), 13 DIC – Uomini mascherati hanno assaltato e incendiato 11 camion e 13 container della Nato, nel nord-ovest del Pakistan. I mezzi erano destinati all’approvvigionamento delle truppe straniere di stanza in Afghanistan. Lo riferiscono fonti di Polizia locali precisando che altri 19 veicoli sono stati sottratti alle fiamme in seguito all’intervento dei vigili del fuoco. Gia’ l’8 dicembre taleban pachistani avevano incendiato un centinaio di mezzi della Nato a Peshawar.

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  10. Pakistan: Sospesi Rifornimenti a Forze Nato In Afghanistan

    (ASCA-AFP) – Peshawar, 30 dic – Il Pakistan ha chiuso le vie d’approvvigionamento delle forze della Nato e dell’esercito americano in Afghanistan per consentire alle forze armate pachistane di lanciare una vasta operazione contro gli insorti nel nord-ovest del Paese.
    Poco prima dell’alba, le forze di sicurezza pachistane hanno inviato carri armati, elicotteri e unita’ dell’artiglieria nella regione tribale di Lhyber, al confine con l’Afghanistan. ”Abbiamo lanciato un’operazione contro i militanti e i gruppi armati a Jamrud”, porta di accesso al valico di frontiera, ha spiegato Tariq Hayat, amministratore della regione della Provincia della Frontiera del Nord ovest. La principale strada che collega Peshawar alla citta’ di frontiera di Torkham e’ stata chiusa fino alla fine dell’operazione, ha detto Hayat, aggiungendo che gli ”approvvigionamenti alle forze della Nato sono stati sospesi temporaneamente”. L’operazione avviene dopo una serie di spettacolari raid di sospetti militanti talebani contro depositi militari stranieri nel nord-ovest del Pakistan nei quali sono stati distrutti centinaia di veicoli della Nato e della coalizione guidata dagli Usa.

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  11. Afghanistan: Nato Propone Alla Russia Accordo Su Spazio Aereo

    (ASCA-AFP) – Bruxelles, 31 dic – La Nato sta cercando di raggiungere un accordo con la Russia che permetta all’alleanza militare di far volare i propri equipaggi diretti in Afghanistan nello spazio aereo russo. Lo ha riportato un ufficiale Nato.
    ”Entrambe le parti in causa sono gia’ al corrente del fatto che un accordo sullo spazio aereo sarebbe gradito”, ha detto l’ufficiale. I dialoghi ”su piu’ livelli” ora sono pronti per essere intrattenuti, chiudendo cosi’ una fase di congelamento dei rapporti durata quattro mesi ed imposta dalla Nato dopo l’invio delle truppe russe in Georgia. Inviati Nato e russi dovrebbero dare inizio ai dialoghi per l’accordo il mese prossimo.

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  12. La Russa: potremmo inviare più soldati in Afghanistan

    I soldati in Afghanistan potrebbero aumentare nel corso dell’anno: lo ha dettto a Panorama del Giorno il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha discusso ieri con le commissioni Difesa il nuovo decreto per il rifinanziamento delle missioni nei prossimi sei mesi.

    Nel corso dell’anno potrà esservi un “leggero aumento” del numero dei soldati italiani inviati in Afghanistan, ma nell’ambito della media autorizzata dal Parlamento e a secondo delle circostanze. “In questo momento – ha precisato La Russa nel corso dell’intervista a Canale 5 – siamo al di sotto del numero consentito dalla autorizzazione; per ora non abbiamo in mente incrementi sensibili dei nostri soldati in Afghanistan, ma è giusto ricordare che gli Stati Uniti chiedono più soldati a tutti”.

    La Russa ha ricordato che l’Italia sta già facendo uno sforzo da tutti riconosciuto e ha rivolto un appello a tutti i Paesi europei e non europei perché “facciano la loro parte”.

    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=101091

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  13. Italia invierà altri 800 soldati in Afghanistan, scrive Guardian
    Ven 6 Feb – 21.11
    Reuters

    L’Italia invierà altri 800 soldati in Afghanistan, aderendo così alla richiesta del neo presidente statunitense Barack Obama di accrescere la presenza militare internazionale nel Paese dell’Asia centrale per combattere gli insorti talebani.
    Lo scrive oggi il quotidiano britannico “Guardian” sul proprio sito web, che cita come fonte “diplomatici europei”, aggiungendo che il governo italiano potrebbe anche eliminare le restrizioni che finora gravavano sul dispiegamento dei militari nell’ambito della missione Nato.
    Il giornale scrive che il contingente italiano passerebbe da 2.000 militari (secondo i dati diffusi dalla Difesa italiana i soldati presenti nel Paese sono quasi 2.300) a 2.800 entro il 2009.
    Il contingente italiano è presente oggi a Kabul e soprattutto a Herat, nell’Afghanistan occidentale
    Non è stato possibile raggiungere il portavoce del ministro della Difesa Ignazio La Russa per commentare la notizia.

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  14. Berlusconi e Napolitano sono dei “patrioti”

    Le cose, in Afganistan, vanno male. E, se nel passato, si diceva che “Karzai era il Sindaco di Kabul”, gli ultimi avvenimenti dimostrano che “Karzai non tiene neppure Kabul”. E, difatti, i Talebani spingono i loro attacchi dentro Kabul (1). La NATO prende atto della “situazione sul terreno”. E, se prima parlava di “terroristi” e di “Talebani”, da un certo tempo ha preso a parlare di “insorti”. Sono sempre loro, ma l’ipocrisia occidentale ha le sue regole: i Talebani e i terroristi vanno sempre combattuti, ma con gli insorti si può trattare (2).

    In questi frangenti Barack Obama telefona a Berlusconi (3). Inutile dire che il nostro, vedendosi dire “c’è Obama al telefono”, si è sfilato i pantaloni ed è scattato sull’attenti. Non mi credete? E allora leggete cosa scrive Maria Antonietta Calabrò: “Il premier ha assicurato il presidente USA che, nel caso fosse richiesto, l’Italia potrebbe impegnarsi maggiormente in Afganistan” (3). E poi…..

    E poi, volendo confermare la sua disponibilità, ha chiesto: “Eccellenza, mi calo anche le mutande?”. Continuate a non credermi? E io vi riporto le parole testuali di Maria Antonietta Calabrò: “Ha poi ribadito tutta la sua preoccupazione per la possibilità che l’Iran possa offendere Israele” (3). E non venitemi a dire che sono due cose diverse. Intanto Maria Antonietta Calabrò è una “signora” e scrive sul “Corriere”. Io, invece, sono un “becero fascista” e scrivo sul giornalaccio “Ciaoeuropa”. E poi, scusatemi, è meglio se Berlusconi offre il suo culo oppure il culo degli Italiani? La brava giornalista non ci fa sapere cosa ha risposto Barack Obama. Ma io, tramite la mia rete di corrispondenti, posso integrare la notizia: “Al momento no, perché sei basso, vecchio e pelato e mi fai schifo. In ogni caso, se Michelle dovesse scioperare, terrò conto della tua offerta”.

    Convengo con voi: manca l’entusiasmo. Vuoi mettere quando gli Italiani, andando in Abissinia, cantavano “faccetta nera”? Tenta di alzare il morale Ignazio La Russa, notorio caporione della “destra neofascista” (4): i soldati facciano “fitness”. Se poi una maggiore prestanza fisica sarà utile a convincere le Afgane io non so. So solo che La Russa consiglia il fitness ai soldati; ma lui, Ignazio La Russa, resta in Italia. In Afganistan ci manda i soldati italiani.

    Potreste obiettarmi: non hai saputo che, recentemente, in occasione della vicenda di Eluana Englaro, Napolitano e Fini, Veltroni e Di Pietro si sono opposti ai voleri di Berlusconi? Vi risponderei: siete in arretrato, fermi ad “Arlecchino, servo di due padroni”. I nostri politici litigano sulle piccole cose della piccola Italia, ma…. Ma, quando c’è da servire la Patria (USA/Israel), sono tutti “allineati e coperti”. Tutti pronti a spendere le vite e i soldi degli Italiani al servizio degli usurai della terra.

    Antonino Amato

    (1) “Kabul sotto attacco. Kamikaze talebani nei palazzi del governo” in “Corriere della Sera” del 12 febbraio 2009, pagina 6;

    (2) “L’allarme NATO: I nemici sono molti” in “Corriere della Sera” del 12 febbraio 2009, pagina 6;

    (3) “Obama telefona a Berlusconi. E lui: Kabul, pronti a fare di più” in “Corriere della Sera” del 12 febbraio 2009, pagina 9;

    (4) “Soldati con la pancia, il fitness di La Russa” in “Corriere della Sera” del 12 febbraio 2009, pagina 29.

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  15. Afghanistan: Elezioni,Frattini “Auspica” Rinforzi Italia

    (AGI) – Herat (Afghanistan), 18 feb. – L’Italia sta valutando l’invio di rinforzi, “per qualche centinaio di uomini”, allo scopo di garantire il regolare svolgimento delle elezioni presidenziali in Afghanistan, previste per il prossimo agosto: lo ha confermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, conversando con i cronisti a Camp Arena, la base dei militari italiani a Herat, nell’omonima provincia occidentale afghana dove e’ giunto in missione a sorpresa.
    Il titolare della Farnesina ha ricordato che l’Italia ha gia’ stanziato un contributo di 10 milioni di euro per le presidenziali di agosto, e che ora sul tappeto c’e’ l’ulteriore opzione di un dispiegamento “temporaneo” di truppe aggiuntive: “Lo avete sentito, il ministro della Difesa, Ignazio la Russa, non lo esclude”, ha ricordato Frattini. “Io, personalmente, lo auspico”.
    Della questione, ha preannunciato il capo della diplomazia italiana, “discutero’ oggi a Kabul con il presidente Hamid Karzai e con il ministro degli Esteri, Rangeen Dadfar Spanta”. Frattini, conclusa la visita a Herat, proseguira’ infatti per la capitale del Paese centro-asiatico.

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  16. Afghanistan: Frattini, 200-250 Militari In Piu’

    (AGI) – Hluboka (Repubblica Ceca) – Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha annunciato che “200-250” militari italiani partiranno “alla fine di giugno” alla volta dell’Afghanistan per rafforzare le misure di sicurezza in vista delle elezioni presidenziali del 20 agosto. Il titolare della Farnesina, parlando a margine di una riunione dei ministri degli Esteri dei 27 in corso a Hluboka, nella Repubblica Ceca, ha chiarito che le truppe aggiuntive si fermeranno in Afghanistan solo “per il limitato periodo delle elezioni, per tre mesi”.

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  17. Afghanistan: Frattini Conferma, Per Elezioni 240 Militari In Piu’

    L’Aja, 31 mar. – (Adnkronos/Aki) – L’Italia inviera’ altri 240 militari in Afghanistan per il periodo elettorale, in vista del voto del 20 agosto. Lo ha confermato ufficialmente il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo alla Conferenza internazionale sull’Afghanistan all’Aja. Il ministro ha inoltre confermato che l’Italia “raddoppera’ il numero di carabinieri per l’addestramento della polizia afghana”, da 75 a 150 unita’.

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  18. anche ieri, un’altra operazione di pace dei ns eroi

    Herat, 28 apr. – (Adnkronos/Aki) – L’esercito nazionale afghano e la forze di polizia della regione di Kabul, in un’operazione nel distretto di Mupahi, circa 25 chilometri a sud della capitale, hanno respinto “grazie anche all’intervento dei militari italiani”, un attacco degli “insorti”. E’ quanto riferiscono dall’ufficio Pubblica informazione del Regional Command West di Herat, precisando che l’operazione e’ stata effettuata ieri.

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