Parà, di qua e di là

Nel quadro generale di riferimento della Difesa italiana, resta invariata la politica, avviata negli ultimi anni, protesa allo sviluppo della capacità interforze, la cosiddetta jointness. L’altro punto fermo è l’evoluzione del panorama internazionale, che richiama l’approfondimento di tecniche e dottrine, mirate a rendere uomini e mezzi capaci di una stabile sinergia con gli “alleati” nelle missioni svolte dall’Italia in contesti multinazionali.
In quest’ottica, permane l’impegno delle Forze Armate italiane proteso alla pianificazione di attività di scambio bilaterale con i Paesi della NATO. Un esempio arriva dall’Esercito, in particolare dalla brigata paracadutisti Folgore, uno degli assetti che per primi muovono verso gli scenari operativi all’estero. Dal 28 settembre al 4 ottobre u.s., una delegazione di specialisti dell’US Army, guidata dal colonnello Terry Sellers, ha visitato le strutture italiane in previsione di un’ulteriore approfondimento delle attività di cooperazione, soprattutto a livello esercitativo.
La delegazione statunitense, formata da ufficiali e sottufficiali del 1° battaglione paracadutisti Airborne della scuola di fanteria di Fort Benning, costituisce l’equivalente del Centro addestramento paracadutisti (Capar) di Pisa. La delegazione è stata ricevuta dal comandante della Folgore, generale Rosario Castellano che ha illustrato l’organizzazione ed i compiti della brigata paracadutisti, sottolineando l’impegno del proprio personale nei vari contesti in cui è chiamato ad operare, sia in Italia che all’estero.
I vari comprensori del complesso addestrativo sono risultati di grande interesse per la delegazione USA, che ha avuto modo di assistere ad alcune fasi delle attività condotte dagli aspiranti paracadutisti. Il programma della visita ha compreso anche l’approfondimento delle dottrine e dei materiali in uso alla brigata, attraverso sopralluoghi presso i vari reparti della Folgore dislocati in Toscana. Secondo quanto espresso dalla delegazione statunitense, il momento che maggiormente ha valorizzato l’interazione tra i due Paesi è stata l’esercitazione congiunta di aviolancio con i colleghi della brigata sulla zona di Altopascio, che ha dato modo ai membri dell’Airborne di conseguire il brevetto di paracadutista militare italiano. Al termine della visita,  i militari USA si sono detti molto soddisfatti dell’accoglienza nel nostro Paese e dell’attività di studio e cooperazione sviluppata nel periodo trascorso tra le diverse strutture addestrative. L’occasione è stata utile al perfezionamento di altri accordi di collaborazione, soprattutto per i corsi di “Jump Master” (direttore di lancio) ed altri specifici settori di pertinenza del Capar di Pisa.

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