Un calabrese (irreprensibile) alla CIA

panetta

Siderno (Reggio Calabria), 6 gennaio – “Studiava sempre. Era qui a Siderno in vacanza, tutti noi ragazzi andavamo al mare oppure a giocare ed a divertirci, lui invece rimaneva a casa a studiare, a leggere, e non cedeva a nessuna tentazione”. L’ingegnere Domenico Panetta, già sindaco di Siderno, grosso centro del Reggino, per due legislature, conversando telefonicamente con l’AGI, ricorda con “gioia ed orgoglio” il cugino Leon Panetta, ieri indicato come nuovo capo della CIA dal presidente eletto degli Stati Uniti d’America, Barack Obama. “Le ultime volte che l’ho incontrato – dice Domenico Panetta – ricopriva l’incarico di capo di gabinetto dell’allora presidente americano Bill Clinton. Mi ha ricevuto alla Casa Bianca ed anche in quell’occasione abbiamo dialogato in dialetto sidernese, una lingua che lui ama molto e che utilizza anche oggi. Spesso scrive o telefona, chiedendo sempre notizie del suo mare, della sua terra. E’ infatti un convinto ambientalista ed anche un uomo impegnato profondamente per l’affermazione dei diritti civili”. Leon Panetta, sposato e padre di tre figli, è figlio di Carmelo Panetta, originario di Gerace, e di Maria Carmela Brugnano, di Siderno, emigrati in America a cercar fortuna. Ha un fratello, anche lui residente in USA. “Pur essendo nato negli Stati Uniti d’America – sottolinea il cugino calabrese – mantiene stretti legami con la sua terra d’origine, ovviamente compatibilmente con tutti gli impegni cui deve assolvere. La notizia della sua nomina a capo della CIA ci rende orgogliosi, ci riempie di soddisfazione e credo sia anche una notizia molto positiva per l’intera Calabria ed anche per tutta l’Italia”.
(AGI)

Soprattutto per l’Italia…
[grassetti nostri]

12 thoughts on “Un calabrese (irreprensibile) alla CIA

  1. Ed io che son pure calabrese!
    Ma noi siamo versatili e fuori della calabria siamo capaci di formidabili progressi come recita un documento pontificio addirittura del Seicento, che si interessa vi manderò un’altra volta.
    Era calabrese anche un mio compaesano, non di Siderno, che è sulla Ionica, ma di Seminara che si trova proprio dall’altro lato, sulla tirrenica. Era questo giovane esattamente della frazione di Barritteri. Era emigrato in America in cerca di fortuna. Si arruolò nell’esercito americano e fu poi mandato in Iraq. Nel film di Michael Moore ho visto che arruolavano promettendo formidabili carriere proprio fra gli immigrati: i senatori ben si guardavano dal mandare i propri figli a morire per una guerra a cui erano costretti i più disgraziati e disederati. I suoi funerali del mio compaesano di Barritteri (io sono del paese, non della frazione) si sono svolti al paese, dove è ritornata la salma, che è stato tumulata nel cimitero dove si trovano i suoi padri.
    Per un Panetta che ha fatto carriera fino ai vertici della CIA tanti poveri sfortunati sono finiti prematuramente al cimitero. Non so neppure il nome del mio infelice compaesano, la cui sorte molto mi ha commosso, ma la sua fortuna riposa ora al cimitero del paese. Anche il sindaco partecipò ai funerali. Io non c’ero. Sono pure io un emigrato. Ne ho appreso la notizia dai giornali. Non so se la mia posizione di docente universitario possa dirsi fortunata, ma di certo io non mi sarei arruolato. Avrei dovuto proprio esserci costretto e ridotto assai a mal partito. Certo che però ai vertici CIA si sta meglio. Sembra che perfino rambo sia ispirato ad un personaggio realmente esistito, che era originario della provincia di Catanzaro. Noi qui a Roma di calabresi siamo in 400.000, ma la Calabria a me risultava essere la regione con la più alta percentuale di emigrati. Le fortune sono le più disparate.

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  2. jajajajaja perche’ se’ e’ calabrese ..non puo’ essere un criminale che ordina e organiza stragi ,colpi di stato flase flag….. ah a quando un siciliano a capo del MOSSAD .visto che operano in coppia come in India ,Bolivia ,Equador ,en anche in italia…io non sarei cosi entusuiasta ….e’ sempre un piteyankee

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  3. anche negli USA non sembrano tanto entusiasti della sua nomina:

    “current and former intelligence officials expressed sharp resentment over Obama’s choice of Leon E. Panetta as CIA director”
    http://www.motherjones.com/mojoblog/archives/2009/01/11631_cia_insider_panetta_good_pick.html

    ma la fonte riservata, interna alla CIA, che si esprime nell’articolo lo definisce “a pretty good “people-person” who should be able to win over the hearts and minds of the Agency workforce”

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  4. Bene, sembra almeno una persona che ha studiato e date le origini anche di cuore. Quanto questo influirà sulla politica della CIA è difficile dirlo. Penso poco, putroppo, dato che chi comanda veramente sono i vari direttori degli uffici e di loro non si conosce nulla. Come del resto non si conoscono gli “agenti” reclutati in tutto il mondo. Ci sono anche nella mia città probabilmente e fanno i bottegai.

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  5. (ANSA) – WASHINGTON, 29 GEN – Il senato americano ha confermato l’ammiraglio in pensione Dennis Blair a capo dell’ intelligence nazionale. Blair terra’ le fila di tutte le 16 agenzie di spionaggio Usa, compresa la Cia, e sara’ incaricato di tenere informato quotidianamente il presidente Barack Obama.

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  6. Usa: Panetta,conferma direttore Cia

    (ANSA) – WASHINGTON, 13 FEB – Il Senato degli Stati Uniti ha confermato Leon Panetta come direttore della CIA. Panetta, ex capo dello staff del presidente Bill Clinton, succede a Michael Hayden. La nomina e’ stata confermata dall’aula del Senato in seduta plenaria, dopo il via libera della commissione intelligence mercoledi’ scorso. Panetta, 70 anni, ha grandi esperienze manageriali e di gestione del budget, poche di intelligence.

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  7. la prima visita all’estero

    NEW DELHI, 19 MAR – Leon Panetta, numero uno della CIA americana, ha incontrato oggi a Delhi il ministro degli interni indiano Palanippam Chidambaram. I due hanno discusso di diversi argomenti in particolare del problema del terrorismo e della situazione in Pakistan.
    Entrambe le parti hanno espresso soddisfazione per il lavoro congiunto nelle indagini sugli attentati di Mumbai del novembre scorso, che hanno cementato i rapporti fra i due paesi nella lotta al terrorismo. Panetta, arrivato la scorsa notte in India, incontrera’ anche il capo dell’intelligence indiana, Rajiv Mathur e il responsabile della sicurezza nazionale, Narayanan, oltre al capo di stato maggiore, con i quali discutera’ della questione della sicurezza relativa anche alle situazioni in Pakistan e Afghanistan.
    Leon Panetta si rechera’ poi in Pakistan, dove incontrera’ i vertici governativi e della sicurezza di Islamabad. Il capo della CIA e’ il terzo alto esponente dell’intelligence americana in visita in India dopo gli attacchi di Mumbai, seguendo la visita del direttore della National Intelligence John Michael McConnel lo scorso dicembre, e del direttore dell’FBI Mueller lo scorso 3 marzo.
    Questa e’ la prima visita di Panetta all’estero dopo essere stato nominato a capo della Central Intelligence Agency americana.
    (ANSA)

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  8. Panetta Minaccia Di Lasciare Cia, Casa Bianca Nega

    (AGI) – Washington, 24 ago. – E’ bufera tra la Casa Bianca e Langley. Il direttore della Cia, Leon Panetta, avrebbe minacciato di dimettersi e la Casa Bianca avrebbe gia’ avviato la ricerca di un sostituto. E’ quanto scrive il sito web della Abc. Panetta arrivato a Langley appena sette mesi fa, ex capo di gabinetto di Bill Clinton, non ha gradito la nuova struttura per gli interrogatori dei sospetti terroristi annunciata oggi dal ministro della Giustizia Eric Holder, cosi’ come l’apertura di nuove inchieste sui suoi uomini.
    Malgrado oggi abbia scritto una mail ai suoi dipendenti per appoggiare l’idea in realta’ Panetta lo scorso mese avrebbe avuto una discussione al calor bianco lo scorso mese con un membro dell’inner circle di Barack Obama che gli aveva anticipato la mossa. A cio’ si aggiunga che Panetta si sente frustrato dal fatto di sentirsi un gradino sotto all’ammiraglio Dennis Blair, il coordinatore delle 16 agenzie di intelligence Usa, cui deve fare continuamente rapporto, scrive la Abc.
    L’indiscrezione, confermata alla rete da sei attuali ed ex alti agenti della Cia oltre che da alcuni parlamentari democratici, e’ stata negata da fonti sia della Casa Bianca quanto dea Langley. Dall’11 settembre 2001 alla guida della Cia si sono susseguiti ben cinque direttori

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