CyberNATO

Sette Paesi della NATO (Estonia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Slovacchia e Spagna), insieme all’Allied Command Transformation dell’Alleanza, con sede a Norfolk negli Stati Uniti, hanno creato nella capitale estone Tallin un centro di eccellenza per la Cooperative Cyber Defence che avrà come obiettivo di addestrare i tecnici degli Stati membri contro possibili “minacce informatiche” .
Il centro sarà operativo nel corso del 2009, con un gruppo di trenta esperti già al lavoro per condurre ricerche e corsi di addestramento sui più recenti rischi informatici. L’accordo è stato stipulato nella primavera del 2008, ad un anno di distanza dal maggior cyber attacco che abbia colpito istituzioni pubbliche e private del Paese baltico: nel maggio 2007, infatti, uno sciame di DDoS (Denial of service attack) della durata di tre settimane riuscì a paralizzare quasi completamente l’infrastruttura informatica nazionale.
L’attacco avvenne dopo che le autorità estoni avevano deciso di rimuovere dal centro della capitale un monumento sovietico che ricordava i caduti dell’Armata Rossa morti durante la seconda guerra mondiale. Trasferimento che provocò violente proteste e culminò in un’offensiva telematica di hackers russi. Fu in quel caso evidente la vulnerabilità delle reti informatiche di un Paese che, d’altro canto, è uno dei primi al mondo ad aver introdotto e-government e voto elettronico e che per la sua fiorente industria hi-tech ha meritato il soprannome di “E-stonia”.
Negli stessi giorni, a Bonn si è svolto un incontro tra settanta esperti tra militari, ricercatori e funzionari governativi provenienti da sedici Paesi europei della NATO, che ha affrontato il problema di superare il divario esistente tra esigenze militari nel settore della robotica e le potenzialità acquisite in campo civile. Sono stati quindi individuati due filoni.
Nel primo pacchetto, quello di come utilizzare sin da adesso le tecnologie disponibili, sono state identificate le cinque più importanti esigenze militari, nell’ordine: ricognizione e sorveglianza di sostegno tattico alle forze di terra; sminamento postconflitti; scorte e rifornimenti; controllo di veicoli e persone per la ricerca di armi ed esplosivi; trasporto degli equipaggiamenti. Nel secondo, riguardante gli sviluppi futuri, sono stati delineati sei campi d’azione: comunicazioni, piattaforme robotiche, sensori e modellistica, navigazione e pianificazione delle missioni, interazione uomo/robot, sistemi multirobot.
In questa prospettiva, l’esercitazione svoltasi lo scorso autunno in Sardegna, con grande dispiegamento di mezzi e uomini, denominata Trial Imperial Hammer.

5 thoughts on “CyberNATO

  1. Pentagono approva creazione di un “cyber comando”

    Il Pentagono creerà un “Cyber Command” per supervisionare gli sforzi dell’esercito Usa per la protezione della rete informatica e le operazioni nel cyberspazio, secondo un ordine firmato dal ministro della Difesa Robert Gates. Continua a leggere questa notizia
    Il nuovo quartier generale, che probabilmente avrà sede a Fort Meade, Maryland, non lontano da Washington, sarà responsabile della difesa dei sistemi militari Usa ma non di altre reti private o governative Usa, secondo quanto riferito dal portavoce del Pentagono Bryan Whitman.
    Alla domanda se il comando sarà in grado di operazioni offensive oltre a proteggere il dipartimento della Difesa, Whitman ha evitato di rispondere direttamente.
    “Questo comando si focalizzerà sulla protezione della reti del dipartimento”, ha detto. “Farà quello che è necessario per adempiere al compito”.
    Funzionari Usa hanno dato voce negli ultimi anni ai crescenti timori di divenire vulnerabili ad attacchi sulle reti civili e militari del paese, mentre la tecnologia assume un ruolo sempre più importante, anche nelle operazioni militari.
    Il presidente Barack Obama ha detto il mese scorso di voler nominare uno “zar” per coordinare gli sforzi governativi per combattere il cybercrime.
    Gli Stati Uniti hanno detto che molti tentativi di penetrare le loro reti sembrano venire dalla Cina, ma hanno smesso di accusare le autorità cinesi di essere responsabili.
    Whitman ha detto che il nuovo comando consoliderà gli sforzi del Pentagono per proteggere le sue reti e operare nel cyberspazio.
    Il dipartimento della Difesa Usa gestisce circa 15.000 reti elettroniche e circa 7 milioni di computer e altri dispositivi tecnologici, ha aggiunto Whitman.
    “Le nostre reti sono costantemente sotto controllo. Ci sono milioni di scansioni ogni giorno” .
    Il nuovo comando dovrebbe iniziare ad operare il prossimo ottobre per essere pienamente attivo entro l’anno prossimo.
    (REUTERS)

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  2. On June 15 US President Barack Obama and Estonian President Toomas Hendrik Ilves met at the White House with American National Security Adviser James Jones, former NATO Supreme Allied Commander, and discussed cyber security – which is to say, as the Finnish Defense Minister more honestly called it, cyber warfare. The Estonian president, raised in the United States and a former Radio Free Europe employee, “thanked the United States for its assistance in establishing the NATO Cooperative Cyber Defense Center in the Estonian capital of Tallinn….”

    The head of the U.S. Strategic Command, Gen. Kevin Chilton, indicated this May what US and NATO cyber warfare plans might include when he said that “the White House retains the option to respond with physical force – potentially even using nuclear weapons – if a foreign entity conducts a disabling cyber attack against U.S. computer networks….”

    The NATO summit in Bucharest, Romania authorized the establishment of the Alliance’s cyber warfare center in Estonia in 2008 and last month the Pentagon complemented that initiative by approving a unified U.S. Cyber Command.

    For two years American and NATO officials have spoken bluntly about invoking NATO’s Article 5 war clause, used for the invasion of Afghanistan and the buildup to that of Iraq, in response to alleged Russian cyber attacks.

    Afghanistan: Training Ground for War on Russia.
    NATO Trains Finland, Sweden For Conflict With Russia,
    by Rick Rozoff

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=14538

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  3. ”Ad Obama Il Controllo Di Internet In Caso Di Minaccia Nazionale”.
    USA, Polemica Sulla Cybersicurezza

    Washington, 28 ago. (Adnkronos) – Suscita allarme negli Stati Uniti una nuova versione di un disegno di legge sui poteri del presidente americano in caso di minacce alla cybersicurezza: in presenza di una cosiddetta ‘emergenza di cybersicurezza’ il presidente americano Barack Obama potrebbe infatti avere il diritto di intervenire su Internet disconnettendo i computer privati dalla rete.
    A prevederlo è una versione rivista di un disegno di legge del Senato che già nella primavera scorsa aveva destato scalpore e che sta nuovamente mettendo in allarme aziende informatiche e gruppi che si battono per i diritti civili.
    La versione aggiornata dopo mesi di lavoro da parte degli assistenti del senatore democratico della West Virginia, Jay Rockefeller, non sembra più convincente. A riferirne è la CBSnews, che ha ottenuto copia delle 55 pagine della bozza. La nuova versione – vi si legge – sembra infatti confermare il potere del presidente di assumere il controllo temporaneo di reti del settore privato in caso di “emergenza di cybersicurezza” relativa a network informatici “non-governativi”.
    Il disegno di legge prevede inoltre la creazione di un programma di certificazione federale per “professionisti della cybersecurity” e la possibilità di richiedere che alcuni sistemi e reti informatiche del settore privato vengano gestiti da persone in possesso di tale certificazione. “Ritengo che la versione rivista, per quanto migliorata rispetto alla precedente, resti preoccupante perché vaga”, ha commentato Larry Clinton, presidente della Internet Security Alliance. “Non si capisce di quale autorità il senatore Rockefeller ritenga sia necessario disporre sul settore privato. Fino a quando questo non sarà stato chiarito, non potremo analizzare in modo corretto e ancor meno sostenere il disegno di legge”.

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  4. Two years ago NATO opened a so-called cyber defense installation in Estonia, as the bloc itself described it at the time “after a major cyber attack on Estonian public and private institutions prompted NATO to conduct a thorough assessment of its approach to cyber defence.” The alleged perpetrators were Russian of course.

    “At their meeting in October 2007 Allied Defence Ministers called for the development of a NATO cyber defence policy which was adopted [in] early 2008.”

    Last week Jamie Shea, NATO’s Director of Policy Planning, identified what he called cyber attack capabilities as “the fifth dimension of warfare after space, sea, land and air….”

    Prominent Western, especially U.S., officials have been demanding a NATO Article 5 response to cyber attacks for the past three years.

    da As Obama Talks Of Arms Control, Russians View U.S. As Global Aggressor
    di Rick Rozoff
    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=18368

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