La NATO a Gaza? La NATO ovunque!

ehud jaap

Non contenti del Programma Individuale di Cooperazione siglato lo scorso dicembre fra la NATO ed Israele, ora gli atlantisti, per bocca del Segretario Generale Jaap de Hoop Scheffer, ipotizzano una presenza – almeno indiretta – dell’Alleanza Atlantica in terra di Palestina.
Al riguardo ecco la parte conclusiva del
discorso pronunciato da de Hoop Scheffer l’11 gennaio u.s.,  in occasione della conferenza organizzata congiuntamente dall’Istituto di Studi per la Sicurezza Nazionale e dal Forum Atlantico di Israele a Tel Aviv.

Se voi considerate, signore e signori, i molti seri ed irrisolti problemi nel Medio Oriente, dalla Palestina fino al programma nucleare iraniano, la cooperazione NATO-Israele nell’ambito del Dialogo Mediterraneo può apparire piccola ed insignificante. Non è inoltre sorprendente che alcuni osservatori invochino ulteriori passi avanti, per esempio una forza militare a guida NATO per la regione. Dato che sono stato il primo Segretario Generale della NATO che ha ipotizzato questa possibilità pubblicamente, di certo non sono contrario a una tale idea in via di principio.
La comunità internazione sta lavorando per metter fine alle violenze a Gaza dove, lasciatemelo sottolineare, non è previsto un ruolo per la NATO. Concedetemi, comunque, di usare questa opportunità per ripetere le tre condizione che consentirebbero alla NATO di svolgere un suo ruolo: primo, un accordo generale di pace; secondo, sicuramente, il consenso delle parti e, terzo, un mandato dell’ONU. Se queste condizioni fossero soddisfatte, immagino che la NATO troverebbe difficile dire “no” qualora gli Alleati fossero interpellati per dare un proprio contributo alla pace nel Medio Oriente. Ma sfortunatamente siamo molto lontani dal soddisfare queste condizioni.
Ecco perché abbiamo bisogno di focalizzare il ruolo attuale della NATO. Io non credo che la NATO sia la soluzione, ma che può rendere più facile il raggiungimento delle soluzioni. E questo perché dovremmo lavorare per un ruolo più definito della NATO in Medio Oriente, soprattutto nell’area dell’addestramento e dell’acquisizione di capacità. Un tale ruolo costringerà gli Alleati – europei e nordamericani – a sviluppare politiche coerenti, di lungo periodo per questa regione. Ed aiuterà anche a dissipare la sfiducia che ancora esiste in alcune parti della regione verso la NATO.
Ed aiuterà, penso, a sviluppare un’agenda comune per la sicurezza non soltanto tra singoli Paesi partner e la NATO, ma – idealmente – anche tra singoli Paesi nella regione.
Eccellenze, signore e signori, all’età di 60 anni, la NATO può guardare indietro ad un percorso veramente di successo. Non solo ha protetto la sicurezza dei suoi Stati membri, che è il suo scopo principale ed esso continuerà, ma è stata anche capace di plasmare il suo ambiente strategico in un modo che i padri fondatori di quest’Alleanza neanche osavano sognare nel 1949.
Questa storia di successo può essere estesa alle regioni al di fuori dell’Europa? Precisamente, la formula di associazione, dialogo e cooperazione può essere applicata nel Medio Oriente – ed offrirci una similare promessa di successo?
E’ troppo presto per rispondere a questa domanda con certezza assoluta. Ma come dimostra la crescente cooperazione fra Israele e la NATO, abbiamo molte ragioni per essere ottimisti. Grazie.
[grassetti nostri]

Il contesto all’interno del quale situare questa esternazione lo descrive, come al solito magnificamente, Mahdi Darius Nazemroaya qui.
Meditate, gente. Meditate.

22 thoughts on “La NATO a Gaza? La NATO ovunque!

  1. prezioso lavoro quello di “b.b.u.s.” per vigilare e documentare gli atti delle istituzioni nemiche di Brussel, che tendono a trascinare Nazioni e Popoli d’ EuRoma nelle guerre per alllargare lo “spazio vitale” della Razza Pura Askhenazy (=Germanica) in Oriente.
    MA ANCHE, E GIA’ nel nostro continente….segnalando la soglia oltre la quale lo “sciame”
    delle notizie dovrà combattere una nuova battaglia vittorosa, come quella sul genocidio a Gaza, così validamente sostenuta
    testè, da sconfiggere il Qutidiano Unico Totale che sosteneva
    la guerra nazisionista di sterminio. Cacciare lo Stato-Strage
    da Europa sarà compito obbligato e prossimo nel tempo.
    NL

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  2. Le armi non sono la soluzione a tutti i problemi…Credo sia una decisione sbagliata spedire soldati NATO in quella zona sarebbe meglio inviare caschi blu dell’ONU.secondo me ci si deve impegnare con finanziamenti provenienti da Lega Araba,UE ed ONU;innanzitutto per rimediare alle condizioni sanitarie dei cittadini di Gaza,2 per riavviare un po di movimento economico.Ricordiamoci che se si avesse una condizione di vita migliore non credo ci sia bisogno di razzi kassam o di bombe al fosforo per risolvere la questione…

    Sono considerazioni sommarie lo so…

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  3. molti dubbi li nutriamo anche su una missione ONU, non mancando gli esempi di loro funzionalità alle direttive strategiche USA (Bosnia, Congo, Darfur…)

    comunque, è tutto molto prematuro chè prima bisognerebbe concordare una piattaforma per la pacifica convivenza.
    ma, come si sa, per “sposarsi” bisogna essere in due..

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  4. Non credo gli israeliani sarebbero contrari ad una missione ONU a comando americano….i palestinesi sarebbero contrari forse…infatti alcune cose si devono fare in 2…ma cmq mica deve essere x forza a comando americano…

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  5. Israele e gli USA, con la cooperazione dell’Inghilterra, sdentata ma sempre in prima fila nellle guerre di aggressione di Washington e Tel Aviv, sono da tempo i due maggiori stati criminali del mondo. Ma la loro superiorità militare, tecnologica, economica e scientifica è finita. Russia e Cina (con il concorso dell’India) sono militarmente, nei settori missilstici nucleari sottomarini e terrestri e per numero di testate nucleari disponibili, di gran lunga più forti degli Stati Uniti.
    I missili antiaerei S-300 e S-400 rendono impossibile agli aerei americani e dell’Intera NATO superare le frontiere della Russia; di qui i vani tentativi degli USA di piazzare in Polonia e in Cechia uno scudo antimissilistico nella presunzione di potersene servire per bloccare una reazione di Mosca con i tradizionali vettori strategici russi, il giorno in cui volessero tentare di distruggere le bassi militari di Mosca con vettori veloci e armati di testate classiche e nucleari. I più avanzati e recenti missili antiaerei S-500 sono in grado anche di abbattere i vantati antimissili che Washington vorrebbe installare in Polonia e in Cechia.
    I missili russi di nuova generazione, installati su una rinnovata flotta di sottomarini e su basi mobili, sono dotati di sofisticate testate multiple, non intercettabili e quindi industrittibili. Entro il 2011 la nuova flotta sottomarina russa disporrà di 8.400 testare che, aggiunte a quelle veicolate dai trasportatori mobili terrestri, costituiranno una rinnovata potenza di fuoco di circa 20 mila testare. Nel frattempo i vettori strategici nucleari dell’era sovietica, un pò vecchiotti ma non di più di quelli americani, restano tuttora una tremenda capacità di rappresaglia distruttiva. La Russia dispone di oltre i 41 mila testate nucleari, contro 23 mila americane, alcune delle quali si ritiene siano diventate incapaci di espoldere o difettose al punto di poter esplodere per difetti di elettronica di bordo al momento stesso del lancio o prima di raggiungere il bersaglio.
    L’America è un bleuf, come Israele. Il giorno in cui questi due paesi facessero perdere la pazienza a Mosca e a Pechino, gli Stati Uniti, il Regno Unito e Israele cesserebbero di esistere nel giro di qualche giorno. Del resto l’America sarà cacciata prima o poi sia dell’Iraq sia dall’Afganistan. L’unica cosa che gli americani (e ora anche gli ebrei israeliani) sanno fare sono i bombardamenti a tappeto, per massacrare civili. I partiti politici ufficiali italiani, tutti, sono al servizio di Washington.
    Come ho scritto nella copertina posteriore del mio libro “Scacco matto all’America e a Israele”, (Editore Palomar, Bari), “Mosca e Pechino trattano Washington con la fermezza e la cautela con cui uno psichiatra gestisce i rapporti con un pazzo, allo scopo di evitarne reazioni isteriche che potrebbero causare solo catastrofi mondiali”.
    Infine, un’annotazione. Dopo il crollo dell’URSS (operazione pilotata dalla CIA e condotta da traditori e spie ruse ben noti) i comandanti militari delle forze strategiche russe decisero di dare la precedenza assoluta all’ulteriore potenziamento delle armi nucleari, allo scopo di restare inattacabili. Con l’entrata in scena di Putin, salvatore della Russia, e il passaggio dei settori strategici dell’economia sotto il controllo dello stato, è ripreso gradualmente lo sviluppo delle armi tradizionali, nei tempi dell’URSS tutte tecnologicamente superi a quelle americane. I nuovi Sukoi 35 e Mig 40, i nuovi tipi di carri armati, i cannoni laser, assieme agli imbattibili missili antiaerei di breve e lunga gittata (questi ultimi, i citatti S 300, 400, 500) saranno gradualmente forniti anche ai paesi del Medio Oriente allo scopo di neutraliizare quei bombardieri amero-israeliani che ora si divertono a massacrare iracheni, palestinesi e afgani. L’Iran, che ha tecnologie militari proprie superiori a quelle di Israele (rifornito da Washington), è sotto permanente protezione di Mosca. Nessuno oserà attarlo.

    Auguri e buon lavoro.

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  6. Aahahahahahahahahahahah…ma da dove sono uscite queste news?Per la cronaca:

    1) LE SPESE MILATARI NATO SONO PARI AI 3/4 DELLE MONDIALI.

    2)GLI USA SPENDONO 500 MILIARDI DI DOLLARI PER LA DIFESA MENTRE LA RUSSIA SOLO 50…LA CINA E’ ANCORA LONTANISSMA MA ARRIVERA’…TARDI…

    3)I MISSILI di cui PARLA SONO DI CONCEZIONE SOVIETICA VECCHIA DI 20 ANNI,SE FOSSE COME DICE LEI CON TUTTA QUESTA TECNOLOGIA A QUEST’ORA MONDO SAREBBE GOVERNATO DALLA DITTATURA COMUNISTA

    4)L’UNIONE RUSSIA-CINA-INDIA E’ NUMERICAMENTE SCHIACCIANTE.
    MA IN BATTAGLIA IL NUMERO NON CONTA MA LA DIFFERENZA E’ DATA DALLA QUALITA’ DEGLI ARMAMENTI E L’ADDESTRAMENTO DELLE TRUPPE

    5)IL CACCIA SU-35 E’ CONCEPITO PER LA SUPERIORITA’ AREA COME L’AMERICANO F15.IL FATTO E’ CHE IL YANKEE E’ ENTRATO IN SERVIZIO NELLA META’ DEGLI ANNI 70.IL SU-35 ENTRERA’ IN SERVIZIO NEL 2010.QUESTA TIPOLOGIA DI VELIVOLI DERIVANTI DAI SOVIETICI SUKHOI DELLA GUERRA FREDDA NON POSSONO MINIMAMENTE COMPETERE CON I NUOVISSIMI F22 MULTIRUOLO TECNOLOGICAMENTE AVANZATI ANNI LUCE
    .AGGIUNGO CHE CI FU ANCHE L’INTENZIONE DI EVOLVERE IL SU-35 RIMPIAZZANDOLO CON UN AEREO SIMILE ALL’ANTECESSORE CON QUALCHE AFFINATURA.IL PROGETTO E’ STATO ANNULLATO(SENTITE UN PO PERCHE’) MANCANZA DI FONDI!IN RUSSIA NON HANNO SOLDI!

    Tutte quelle parole per quanto riguardo la supremazia tecnolgico-militare russa-indiano-cinese NON HA RISCONTRO NELLA REALTA’.Sicuramente UNA TALE ALLEANZA FA VENIRE LA PELLE D’OCA SOLO A PENSARCI AGGIUNGIAMOCI UN 2 MILIARDI DI MUSULMANI C’E’ DA FARSELA NEI PANTALONI DATO CHE TUTTI INSIEME FANNO 5 MILIARDI DI PERSONE!

    -NUMERICAMENTE-NON CI SAREBBE STORIA MA IN BATTAGLIA IL NUMERO NON CONTA.FACCIO UN ESEMPIO…
    SE 100 UOMINI ARMATI DI MITRAGLIATRICI VENISSERO ATTACCATI DA 500 ARMATI DI SPADE E LANCE…QUALE SAREBBE L’ESITO?LA TECNOLOGIA FAREBBE LA DIFFERENZA…

    Tutte queste sono guerre teoriche e speriamo non si verifichino mai praticamente.Invece di innalzare muri divisori,bisogna costruire ponti perchè la guerra fa male a tutti invece la pace porta prosperità.Questo riferimento alla pace è generale poichè sappiamo come in tanti luoghi della terra c’è pace ma non si sta bene…ma se ci fosse la guerra si starebbe peggio.

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  7. Invece c’è chi dice che l’F-22 sia l’aereo migliore del mondo…
    L’F22 mi pare che costi tra i 112 e 135 milioni di € ciascuno…una bella somma…E’ assolutamente falso dire che l F22 è meno manovrabile o peggiore dei vecchi F16 o F4 che hanno bombardato il Vietnam…se così fosse ce li saremmo tenuti…invece stiamo comprando questi nuovi.
    Per quanto ne so il progetto F35 è stato accantonato per i costi stellari che comportava e i progressi fatti in questo progetto sono stati riportati sui nuovi F22 che sono stati sviluppati da un consorzio multinazionale composto da USA,Francia;Gran Bretagna,Italia,Turchia e Canada e forse qualche altra nazione…Tutto ciò per cercare di ridurre o quantomeno contenere i costi di sviluppo e costruzione.

    A MIO AVVISO NON SONO PARAGONABILI I VECCHI F16(ancora in servizio),I MIG E I SUKHOI RUSSI CON IL NUOVO F22 PERCHE’ QUEST’ULTIMO E’ LA CREME DE LA CREME DEGLI AREI DI COMBATTIMENTO.BASTI PENSARE CHE LASCIA UNA BASSISSIMA TRACCIA RADAR CHE LO RENDE QUASI INVISIBILE.

    PS:QUESTA TECNOLOGIA STEALTH FU USATA ANCHE NELLA PRIMA GUERRA DEL GOLFO CON GLI AEREI F-117 E NON NE FU ABBATTUTO NEANCHE UNO E ALL’EPOCA SADDAM LI AVEVI I RAZZI DI CONCEZIONE SOVIETICA S300 TERRA-ARIA!

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  8. PS:QUESTA TECNOLOGIA STEALTH FU USATA ANCHE NELLA PRIMA GUERRA DEL GOLFO CON GLI AEREI F-117
    beh un paio di questi gioiellini furono abbattuti nella ex jugoslavia ..se non ricordo male e con mezzi meno sofisticati

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  9. X OMAR AL MUKTAR
    Quello che dici è vero per quanto riguarda l’abbattimento di aerei americani,ma il modello era l F18 Hornet che è un modello simile all F16 e questi modelli non hanno niente a che vedere con F22 e F117.
    Non so se ricordi ci fu anche un operazione per salvare un pilota abbattuto…ne parlarano i tg…
    PS:per quanto riguarda gli abbattimenti… pure nella prima guerra del golfo ci furono degli abbattimenti di arei della coalizione…ma erano sempre aerei senza tecnologia stelath F16 ed F18…
    X ZIO SAM
    Le mie informazioni a riguardo erano quelle che ho esposto.
    Queste novità che ho letto nei vostri articoli mi spiazzano un po in quanto non vedo il motivo di continuare a costruire due modelli quasi identici F22 ed F35,insomma uno sarà migliore dell’altro
    2)Non c’è motivo di continuare a comprare Eurofighter dato che questi F22 o F35 sono migliori…ma costano un po di +…
    3)Spero che il fatto dei piloti si serie a e serie b sia falso perchè questo mi farebbe girare un po…

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  10. treno ..no non solo un F18 ma anche un aereo cosidetto invisibile ..ricordo bene ….ce’ un VIDEO DI agenzia della rai o se nos baglio della televisone jugoslava .. dove si vedono i resti di quest’ aereo ben riconoscibili ed inconfondibili

    se è per questo in somalia anche i supertecnologici elicotteri d’attaco “APASH” americani furono buttati giu’ con una semplice sventagliata di ak47 ….non è che è tutta na presa per i fondelli sta supertecnologia di zio joe?

    beh secondo me i russi non stanno con le mani in mano ..non stanno messi come con la sperimentazione di nuovi aerei e armi di ultima generazione come quelle al plasma

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  11. Guarda sinceramente,io so di F18 abbatuti ma non di F117…se hai qualche video o pagina web da segnalarmi per informarmi meglio,te ne sarò grato…

    In Somalia non credo che gli APACHE siano stati abbatuti da raffiche di ak47 ma so che quelli caduti sono stati centrati da razzi rpg.

    Non riesco a collegarmi a questo link…ho provato a fare sia copia e incolla con le parentesi e si senza ma non mi si apre la pagina…

    I russi?Certo che non stanno a guardare!A parte che hanno tanto di quelle armi rimanenti dalla guerra fredda da poterle regalare non vendere…ma secondo me quelli che hanno potenzialità maggiori ai russi sono i cinesi con il loro ”capital-comunismo” che frutta miliardi e miliardi di dollari,secondo me,possono sviluppare armi tecnologicamente molto avanzate…

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  12. ISRAEL TO SEND SHIP TO N.A.T.O. OPERATION
    http://www.almanar.com.lb/NewsSite/NewsDetails.aspx?id=100116&language=en

    21/08/2009

    For the first time, Israeli occupation army will actively participate in a NATO operation in the Mediterranean Sea as part of the Active Endeavor maritime operation. The decision to send an Israeli Navy ship was made recently by Defense Minister Ehud Barak, Israeli occupation army Chief of General Staff Lt.-Gen. Gabi Ashkenazi and commander of the Navy Adm. Eliezer Marom. It has not yet been decided which ship would participate in the operation.

    Last year, the Israeli navy sent an intelligence officer to sit in NATO’s Active Endeavor operations room based in Naples. NATO launched Operation Active Endeavor in the wake of 9/11 and has succeeded in bringing together a number of countries from the Mediterranean, at a center in Naples to share information concerning “naval terror and suspicious ships” in the region.

    Morocco and Algeria – like Israel, members of NATO’s Mediterranean Dialogue – are also seriously considering sending officers to the Naples-based project. If that happens, it will be the first time that Zionist entity, Algerian and Moroccan officers were cooperating at such a high level. Since its inception after 9/11, NATO forces have hailed over 100,000 merchant vessels, and boarded some 148 suspicious vessels. While the Zionist entity has over the past decade participated in numerous NATO exercises – mostly at sea – it has never sent troops or navy ships to play an operational role in the military alliance’s operations.

    Israeli army officials said that the decision to send a ship to participate in Active Endeavor has already been approved by the army establishment and that the Zionist entity was currently waiting for final approval from NATO before dispatching the vessel.

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  13. MO: NATO VALUTA NAVE ISRAELE IN OPERAZIONE ANTITERRORISMO

    (ANSA) – BRUXELLES, 13 OTT – La Nato sta valutando l’offerta di Israele di contribuire con una nave militare all’operazione antiterrorismo Active Endeavour, nata nel 2001 dopo l’attacco alle Torri Gemelle, il cui comando ha sede a Napoli. E’ quanto riferiscono fonti della Nato.
    ”La Nato sta valutando le modalita’ del contributo navale offerto da Israele che gia’ partecipava all’operazione dal 2006 con un ufficiale di marina dell’intelligence nella base di Napoli”, spiegano le fonti.
    Active Endeavour e’ l’unica operazione Nato ‘articolo 5′ (la clausola di difesa collettiva che stabilisce che un attacco contro uno o piu’ stati membri e’ considerato un attacco contro tutti) aperta anche agli altri partner dell’Alleanza.
    Dal 2004 la Nato ha offerto ai Paesi partner di partecipare, ed oggi alle attivita’ di pattuglia del Mar Mediterraneo prendono parte anche Russia, Ucraina e il Marocco sta valutando di partecipare assieme agli altri Paesi 7 Paesi arabi che fanno parte del Dialogo Mediterraneo, la partnership con la Nato creata nel 2004.

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  14. perseveranza e pazienza

    (ASCA) – Abu Dhabi, 29 ott – Perseveranza e pazienza, queste le condizioni necessarie per avviare nuovi modelli di cooperazione nel campo della sicurezza che vadano oltre antichi confini geografici, culturali e religiosi. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, aprendo i lavori della Conferenza internazionale organizzata con il Ministero affari esteri degli Emirati Arabi Uniti e incardinata nell’ambito del processo di Istanbul, lancia un forte messaggio ai Paesi arabi e del Golfo in particolare. L’Alleanza Atlantica si sente impegnata a contribuire ad una pace durevole in Medio Oriente, a partire dalla questione palestinese e definisce la sua politica: due Stati, Israele e Palestina, che possano vivere in pace e sicurezza, l’uno a lato dell’altro.
    Per ottenere l’obiettivo, Rasmussen indica cinque punti: anzitutto i Palestinesi debbono dichiarare una inequivocabile fine alla violenza e intraprendere sforzi visibili per porre termine ad ogni attivita’ armata e agli atti di violenza contro Israele.
    In secondo luogo Israele deve fare tutti i passi necessari per aiutare la normalizzazione della vita in Palestina, fermando ogni attivita’ di insediamento, mentre i Palestinesi devono avviare il processo di riforma delle loro istituzioni civili e delle strutture di sicurezza.
    In terzo luogo Israele deve ritirarsi dalle aree palestinesi occupate dopo l’Intifada nel 2000 ed essere pronto a fare quanto necessario per uno Stato palestinese indipendente, autosufficiente, democratico, da istituire.
    Il quarto punto riguarda la leadership Palestinese. Secondo la Nato, i Palestinesi debbono dichiarare in modo inequivocabile, il diritto di Israele all’esistenza in pace e sicurezza.
    Infine, le due parti devono concludere un accordo che ponga fine alla occupazione iniziata nel 1967, che includa una giusta, equa e realistica soluzione della questione dei rifugiati ed una soluzione negoziata dello status di Gerusalemme che tenga conto delle preoccupazioni politiche e religiose di entrambe le parti, e protegga gli interessi religiosi degli Ebrei, Musulmani, e Cristiani.

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  15. ulteriore approfondimento

    (ANSA) – TEL AVIV, 18 NOV – L’ammiraglio Giampaolo di Paola, presidente del Comitato militare della Nato, ha iniziato una visita di due giorni in Israele su invito del capo di stato maggiore israeliano gen. Gaby Ashkenazi. Lo rende noto un comunicato del portavoce militare israeliano.
    L’ammiraglio di Paola, precisa il portavoce, sara’ ricevuto dal ministro della difesa Ehud Barak e da alti ufficiali dello Stato maggiore con i quali esaminera’ le forme di ”un ulteriore approfondimento nella cooperazione militare e di difesa fra Israele e la Nato”. L’ammiraglio visitera’ inoltre la base aerea di Palmachim, a Sud di Tel Aviv, e la unita’ scelta ‘Yahalom’ del genio militare.
    Per l’ammiraglio di Paola si tratta della terza visita in Israele negli ultimi quattro anni.

    sull’ammiraglio Di Paola:
    https://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/03/03/biancanato/

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  16. As the North Atlantic Treaty Organization is pressuring its 28 member states and dozens of partnership affiliates on five continents to contribute more troops for the war in Afghanistan, the Jerusalem Post reported on January 13 that “Israel is launching a diplomatic initiative in an effort to influence the outcome of NATO’s new Strategic Concept which is currently under review by a team of experts led by former United States Secretary of State Madeleine Albright.”
    (…)

    Recently Madeleine Albright has been traveling to several European capitals to preside over a series of seminars on the updated Strategic Concept and the latest of those, in Oslo, Norway on January 13, was attended by officials from the Israeli Foreign Ministry.

    In preparation for the above meeting “Several weeks ago, a former senior Israeli diplomat met privately with Albright to discuss Israeli interests in the concept that is under review.”

    The same source added the following background information:

    “Israeli-NATO ties have increased dramatically in recent years. Chairman of the Military Committee, Admiral Giampaolo Di Paola visited Israel in November, and the Israeli Navy has announced plans to deploy a missile ship with Active Endeavour, a NATO mission to patrol the Mediterranean Sea….

    “Israel is also seeking to receive an upgraded status following the conclusion of the Strategic Concept review that will enable Israeli officials to participate in top NATO forums….”
    (…)

    Late last autumn as the U.S. and NATO prepared to increase troop strength in Afghanistan to over 150,000, the full reciprocity and the geographical range of Israeli-NATO military cooperation were revealed.

    The Chairman of NATO’s Military Committee, Admiral Giampaolo Di Paola, paid a two-day visit to Tel Aviv to meet with leaders of the Israeli Defense Forces (IDF) and “to study the tactics and methods of the IDF” and “was studying the IDF in order to gain a better understanding of how to deal with the ongoing war in Afghanistan.”

    A senior Israeli defense official spoke of a meeting between the head of NATO’s Military Committee and Israeli Chief of the General Staff Lieutenant-General Gabi Ashkenazi: “The one thing on NATO’s mind today is how to win in Afghanistan. [Di Paola] was very impressed by the IDF, which is a major source of information due to our operational experience.”

    Di Paola “noted that NATO and the IDF were facing similar threats – NATO in Afghanistan and Israel in its war against Hamas and Hizbullah.”

    Israel has trained Czech helicopter crews in a desert base for deployment to Afghanistan and has supplied and offered its Heron drones to Canada, Germany and other NATO states for the war in that nation.

    As another portent of what Brussels and Tel Aviv are jointly anticipating – if not planning – NATO sponsored a three-day course in Haifa in November that provided “emergency management professionals with training on staff teaching and preparation methods in the face of mass casualty situations.

    “These situations include all emergencies causing a large number of casualties that require special organisation and response by local, regional and national medical and other services.”

    Earlier in the month NATO’s Supreme Allied Commander and U.S. European Command chief Admiral James Stavridis arrived in the Israeli capital to meet with “Chief of the General Staff, Lt. Gen. Gabi Ashkenazi, the Deputy Chief of the General Staff, Maj. Gen. Benjamin Gantz and several other commanders. The Admiral [was] accompanied by other EUCOM commanders.”

    The occasion was the last day of the two-week Operation Juniper Cobra 10, the most recent and by far the largest of biennial joint U.S.-Israeli military exercises. Last year’s was on an unparalleled scale, in fact the biggest-ever joint war games between the two nations. 1,400 American troops and seventeen warships participated in what is probably the most ambitious layered, integrated missile defense exercises ever staged anywhere. “An unprecedented number of American generals, along with 1,400 U.S. army soldiers, are participating with top IDF brass in the high-level Juniper Cobra military exercise that one U.S. Navy commander said is aimed at ’specific threats.’”
    (…)

    Other NATO states are also assisting the missile and general military buildup for a potential catastrophe in the Middle East, most notably Germany, which will double the amount of Dolphin submarines it has provided Israel. Dolphins are considered capable of carrying Israeli nuclear cruise missiles for any future conflict with Iran. “A bigger Dolphin fleet could allow Israel the option of basing some in its Red Sea port of Eilat, providing a short-cut to the Gulf. An Israeli submarine crossed the Suez Canal for an exercise off Eilat last July, the first such deployment.”

    On January 11 Haaretz wrote that “The U.S. Army will double the value of emergency military equipment it stockpiles on Israeli soil, and Israel will be allowed to use the U.S. ordnance in the event of a military emergency….” Citing the U.S.-based Defense News, the Israeli newspaper added, “an agreement reached between Washington and Jerusalem last month will bring the value of the military gear to $800 million.

    “This is the final phase of a process that began over a year ago to determine the type and amount of U.S. weapons and ammunition to be stored in Israel, part of an overarching American effort to stockpile weapons in areas in which its army may need to operate while allowing American allies to make use of the ordnance in emergencies.”

    It also revealed that “The deal allows Israel access to a wider spectrum of military ordnance, and the U.S. [is] considering which forms of military supplies would be added to stores in Israel. Missiles, armored vehicles, aerial ammunition and artillery ordnance are already stockpiled in the country.”

    The U.S., Israel and NATO are preparing for momentous events in the Middle East. They will not be peaceful ones.

    da Israel: Global NATO’s 29th Member,
    di Rick Rozoff
    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=17010

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