La Kosovo Security Force e la NATO

kusavo flag

Pristina, 21 gennaio – A meno di un anno dalla proclamazione di indipendenza dalla Serbia, il Kosovo ha dato vita alle proprie forze di sicurezza, provocando una dura reazione di protesta da parte di Belgrado. La Kosovo Security Force sarà costituita da una forza permanente formata da 2.500 unità provviste di armamento leggero ed 800 riservisti ed è destinata a sostituire i Kosovo Protection Corps istituiti nel settembre 1999 dall’amministrazione ONU come forza di protezione civile.
(Adnkronos/Dpa)

Pristina, 23 gennaio – Secondo il suo comandante, Sulejman Selimi, la nuova Forza di sicurezza del Kosovo (KSF) mira a diventare parte della NATO ed è aperta a tutti i cittadini del Kosovo. In dichiarazioni riportate dal quotidiano kosovaro in lingua albanese ‘Epoka e Re’, Selimi ha sottolineato che sin dall’ inizio il processo di formazione della KSF è avvenuto in cooperazione con la NATO, che ha mostrato interesse in questa Forza. Il comandante – un ex leader dell’UCK, l’Esercito di liberazione del Kosovo che combattè contro i serbi alla fine degli anni Novanta – ha detto che i serbi del Kosovo sono i benvenuti nella nuova Forza di sicurezza. Selimi non ha voluto tuttavia commentare la posizione della Serbia, che è decisamente contraria alla KSF e mira al suo scioglimento, limitandosi a osservare che la Serbia sembra volersi opporre a tutto quello che è positivo in Kosovo. La KSF, insediatasi mercoledì scorso, è composta da 2.500 uomini e 800 riservisti, è dotata di armi leggere e viene addestrata dalle forze NATO.
(Ansa)

9 thoughts on “La Kosovo Security Force e la NATO

  1. La NATO è una pattumiera. Criminali, trafficanti di droga e di persone, va bene tutto, anzi, più marciume c’è, meglio è. Questa è la concezione di futuro esercito europeo a brussels. Complimenti!
    Saluti.

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  2. mi ricordo che negli anni 60 mi ricordo che reclutavano in certi locali su Milano, disperati per andare in angola, congo ecc. a fare non si sa, ma pagavano benissimo. Anche la Legione Straniera. Erano mercenari ieri e oggi. In mancanza di lavoro e in periodo di crisi , chi sente la chiamata può arruolarsi in qualsiasi organizzazione che abbia una divisa o che si comporti come tale. Il guadagno è assicurato ed è meno rischioso che fare la salerno reggio calabria di notte con la pioggia.

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  3. esattamente.
    del nostro ministro degli Esteri, Massimo “l’intelligente” d’Alema che continuò l’opera di disintegrazione iniziata nel 1999 con l’aggressione NATO alla Jugoslavia (e di cui quest’anno ricorre il decennale). si ricordi che all’epoca era presidente del Consiglio

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  4. KOSOVO: NATO E UE, SERBI DOVREBBERO ENTRARE IN FSK

    BRUXELLES, 11 FEB – Un appello alla minoranza serba del Kosovo perche’ anziche’ protestare entrino nella Fsk, la nuova forza di sicurezza kosovara, e contribuiscano alla stabilita’ del paese, e’ stato lanciato oggi dalla Nato e dall’Unione europea.
    ”Anziche’ protestare con la Fsk i serbi farebbero meglio a entrare nella Fsk”, ha detto il portavoce della Nato James Appathurai, durante un briefing con la stampa. Parlando ad un’audizione al parlamento europeo, l’inviato speciale della Ue Pieter Feith ha da parte sua chiesto alla Serbia di incoraggiare i serbi del Kosovo a cooperare con le autorita’ kosovare per stabilizzare il territorio e garantire la sicurezza.
    Ieri i serbi del nord del Kosovo hanno protestato contro il progetto di costituzione della nuova forza di sicurezza kosovara che, a regime, dovrebbe essere composta da 2.500 membri e 800 riservisti.
    Il Kosovo ha dichiarato la propria indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio del 2008. Per ora e’ stato riconosciuto da 54 paesi, tra cui Usa, Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna. Cinque paesi europei (Spagna, Cipro, Romania, Slovacchia e Grecia) si sono dichiarati finora contrari al riconoscimento.
    (ANSA).

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  5. Within five months of the US- and NATO-engineered breaking off of the historical heart of Serbia, Kosovo’s prime minister and former KLA commander Hashim Thaci, who then US Secretary of State Madeleine Albright first started grooming as a future head of state in 2000 when she personally squired him around the State Department, United Nations and Democratic Party nominating convention in Los Angeles, delivered himself of the pledge that:

    “We will present our goal and vision that Kosovo be part of the Euro-Atlantic family, part of NATO and the European Union as soon as possible.” (Office of the Prime Minister of the Republic of Kosovo, July 9, 2008 )

    Eight days later Thaci was in Washington, his first visit as ‘head of state,’ meeting with Albright’s successor once removed Condoleezza Rice, where he effused that “Kosovo and the people of Kosovo bow before the government and the people of America for their support.” (Office of the Prime Minister of Kosovo, July 18, 2008 )

    To be recalled the next time one reads in reference to Kosovo such elevated terms as independent, free, self-determined. Thaci’s ‘capital’ as of last December now has a George Bush Street as well as a statue erected to Bill Clinton.

    The following month Kosovo Defense Minister Fehmi Mujota (readers can add as many inverted commas here and afterward as they choose) affirmed that “Kosovo will build a continuous partnership with NATO, fulfilling its standards and necessary capacities in the defense field” and that the “Kosovo Security Force will be the nucleus of the future Kosovo army matching NATO standards.” (New Kosova Report [Sweden], August 19, 2008 )

    In a remarkable feat of historical and geographic legerdemain, Thaci last month asserted that Kosovo was “never Serbian” and that “We are part of the European family, we will be part of the EU and NATO…..” (Tanjug News Agency, January 24, 2009)

    (…)

    A week earlier a Kosovo separatist authority announced that the former KLA, current Kosovo Protection Corps would be transformed into a Kosovo Security Force – the embryo of a national armed forces – and that a “nine-week training course would be run by the North Atlantic Treaty Organisation and the Kosovo Force, or KFOR, an international peacekeeping mission led by NATO.” (Associated Press, February 2, 2009)

    Within days NATO announced it was in fact forming a new Kosovo army.

    In a dispatch titled “NATO says new Kosovo force to be launched on Jan 21,” it was announced that “[The Kosovo Security Force] will replace the KPC [Kosovo Protection Corps], a 3,500-strong …force backed up by some 2,000 reservists that was mostly composed of former Kosovo Liberation Army guerrillas who fought against Serbian rule” and that “Kosovo President Fatmir Sejdiu has named KPC [and before that KLA] commander Sylejman Selimi to head the new force.”
    (Reuters, January 14, 2009)

    The Kosovo Security Force’s uniforms will be supplied by the US Pentagon (B92 [Serbia], January 17, 2009) and its troops “will be trained by British Army officers, with their uniforms provided by the U.S., and their vehicles by Germany.” (Beta News Agency [Serbia], January 20, 2009)

    And if any doubts could remain regarding the organic and inextricable links between NATO and the KLA (in whichever avatar), a former KLA commander has eliminated them.

    “The Kosovo Security Force is striving to become part of NATO… said Kosovo Security Force commander Sylejman Selimi [who added] ‘NATO has been showing interest in assisting the establishment of the Kosovo Security Force and I believe that the cooperation will go on. We are happy to acquire NATO’s experience in training, equipment and infrastructure.'” (Focus News Agency [Bulgaria], January 23, 2009)

    NATO returned the favor the next day by formally announcing on its website that “KFOR representatives will present the concept of the recruitment campaign for the new Kosovo Security Force to the public at the University of Pristina.”
    (NATO International, January 24, 2009)

    Balkans: Staging Ground For NATO’s Post-Cold War Order, by Rick Rozoff
    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=12241

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  6. Kosovo: Rasmussen a Pristina Per Valutare Riduzione Truppe Nato

    (ASCA-AFP) – Pristina, 13 ago – Il nuovo segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, sta effettuando la sua prima visita ufficiale in Kosovo, per valutare i suoi piani per ridurre il numero di soldati impegnati nella missione di sicurezza dell’alleanza nel territorio balcanico.
    Rasmussen, ex Primo ministro danese, spera di ridurre gradualmente la presenza dei 13.800 uomini della Forza della Nato in Kosovo (Kfor) a una piccola unita’ di reazione o di ritirarla completamente. Al suo arrivo nella capitale Pristina, il numero uno dell’Allenza atlantica ha incontrato il presidente Fatmir Sedju. Successivamente, vedra’ il Primo ministro Hashim Thaci e il comandante della Kfor, il Tenente Generale Emilio Gay.
    La Nato ritiene che ci sia maggior sicurezza in Kosovo da quando la provincia ha dichiarato l’indipendenza dalla Serbia nel febbraio 2008, una mossa sostenuta dall’Occidente ma alla quale si sono dette contrarie Serbia, Russia e Cina.
    A giugno, l’alleanza aveva rivelato piani che prevedono il taglio della missione della Kfor a 10.000 militari entro gennaio e a circa 2.500 entro due anni se verrano rispettati una serie di parametri.

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  7. The month after Thaci and his colleagues declared independence with the assistance of the major NATO nations, KFOR and the revamped KLA that was the Kosovo Protection Corps began the conversion of the latter into the Kosovo Security Force (KSF). It was officially inaugurated in January of 2009.

    Described by Western powers as an “unarmed disaster-relief organization,” it was recently identified by a German news agency more accurately as “Kosovo’s fledgling army, mainly manned by former guerrillas….”

    Last year it was announced that the Pentagon would supply it with uniforms, Britain with training – in the words of the Defence Ministry to NATO standards and according to London’s ambassador to Kosovo to prepare the state for NATO membership – and Germany with 200 vehicles.

    Last September NATO held maneuvers with the Kosovo Security Force, Exercise Agile Lion, and pronounced that the KSF had achieved Initial Operational Capability. “The next goal for the KSF is to reach Full Operational Capability.”
    (…)

    On March 15 a NATO website disclosed:

    “Since achieving Initial Operational Capability in September 2009, the Kosovo Security Force (KSF) has continued to develop its skills and capabilities in core areas, with the assistance of NATO forces in Kosovo….NATO nations decided to support this task with a Donation Programme established In June 2008. The value of all the equipment and infrastructure projects required by the KSF to be fully capable is 37.4 million euros.

    On March 7 the Kosovo Security Force, erstwhile “unarmed disaster-relief organization,” brandished arms at what was described as a Kosovo Liberation Army memorial service to mark the twelve anniversary of the latter’s rebellion against the government of Yugoslavia and the death of its commander at the time, Adem Jashari. An “armed honor guard” also displayed the NATO flag during the parade.

    KFOR commander General Markus Bentler pretended to be offended at what, after all, is only the KLA renamed and with new insignia reverting to form, and even mentioned suspending NATO’s training of the 2,500-man force the day of the armed march.

    The nominal president of Kosovo, Fatmir Sejdiu, responded by stating “KFOR is an important investor in the enlargement of KSF and…all the steps thus far were undertaken in agreement and partnership and I believe that in the future (it) will contribute to our NATO membership.” Hashim Thaci’s deputy Hajredin Kuci added the assertion that “nobody should expect Kosovo not to behave like a sovereign state.”

    However, the bond between the North Atlantic military bloc and its KLA allies is an old and unbreakable one, and the next day relations between the NATO Kosovo Force and its Kosovo Security Force subordinates were restored and “a new agreement was reached by which the KSF ceremonial unit could carry weapons in a manner agreed upon in advance.”

    da 11 Years Later: NATO Powers Prepare Final Solution In Kosovo,
    di Rick Rozoff
    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=18201

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