Piombo per tutti

Marines in Poppies

Cambia la strategia anti Talebani.
Così la notizia per come è riportata dall’Ansa.

Berlino, 29 gennaio – Il generale americano John Craddock, comandante supremo della NATO in Europa, ha autorizzato le truppe in Afghanistan ad ”attaccare direttamente” i produttori di oppio e i narcotrafficanti nel Paese, anche se non ci sono le prove di un loro legame con le forze ribelli. Lo scrive oggi il settimanale tedesco Der Spiegel nella sua edizione online sulla base di un documento riservato in suo possesso.
Il documento, che prevede l’uso della ”forza letale” contro i produttori e le loro strutture, scrive lo Spiegel, è stato contestato da alcuni comandanti della NATO [il tedesco Egon Ramms e l’americano David McKiernan – ndr], che non vogliono seguire le ”direzioni” di Craddock.
Nel documento, spiega il settimanale, il generale americano autorizza le truppe ”ad attaccare direttamente i produttori di droga e le loro strutture sul territorio dell’Afghanistan”. Craddock scrive poi: ”Non è più necessario produrre intelligence o altre prove per dimostrare che ciascun trafficante di droga, o ciascuna struttura, soddisfano i requisiti per essere considerati obiettivi militari”.
Il comandante, sempre secondo lo Spiegel, spiega che l’alleanza ”ha deciso che (i trafficanti di droga e le strutture per la produzione dei narcotici) sono inestricabilmente legati alle forze militari all’opposizione e quindi possono essere attaccati”. La direttiva, prosegue Craddock, è il risultato di un incontro tra i ministri della Difesa della NATO tenuto nell’ottobre del 2008, durante il quale è stato concordato che le truppe in Afghanistan possono attaccare i trafficanti di oppio.
(Ansa)

Consultando la fonte originale, va precisato che si tratterebbe di colpire “drug traffickers and narcotics facilities” (i trafficanti di droga e le infrastrutture utilizzate per la lavorazione della materia prima), ma – osserva Der Spiegel – la catena di persone che traggono profitto dal commercio di droga va ben oltre, raggiungendo i lavoratori giornalieri nei campi di oppio, i tecnici dei laboratori fino ai nuclei di polizia, le amministrazioni locali ed i circoli governativi vicini al Presidente Hamid Karzai. Se l’ordine di Craddock diventasse operativo, decine di migliaia di afghani diventerebbero “legitimate military targets” (bersagli militari legittimi).
Non proprio il massimo, considerato che le relazioni tra le forze NATO e la popolazione locale sono ormai estremamente tese a causa del crescente numero di bombardamenti aerei ed il relativo drammatico aumento delle vittime civili.

Sempre Der Spiegel, oggi, racconta che questa fuga di notizia alla NATO non sia stata presa proprio bene… Si tratterebbe solo di “un orientamento” (guidance), non di un ordine. Intanto, comunque, hanno avviato una inchiesta interna per individuare la talpa.

One thought on “Piombo per tutti

  1. Afghanistan: Onu, 2.118 Vittime Civili Nel 2008

    Kabul, 17 feb. (Adnkronos/Dpa) – Il numero di vittime civili in Afghanistan e’ salito nel 2008 del 40 per cento, per raggiungere i 2.118, il piu’ grave bilancio dalla caduta del regime del Talebani alla fine del 2001. A renderlo noto e’ stata la missione delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA). I militanti talebani sono responsabili della morte di 1.160 civili, ossia il 55 per cento del totale mentre 828 civili sono stati uccisi dalle forze internazionali e afgane. Il numero dei civili uccisi dai militanti e’ salito da 700 nel 2007 a 1.160 nel 2008 (oltre il 65 per cento in piu’), mentre quelli uccisi dalla Nato, dagli Usa o dalle truppe afgane e’ salito del 31 per cento, dai 629 del 2007. I raid aerei condotti da forze Nato e Usa sono stati responsabili dell’uccisione di 552 civili.

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