Casi di intelligence – vite esemplari 2°

segreto

Pubblichiamo la trascrizione di due lettere riservate, rispettivamente del 15 settembre 2004 e del 2 maggio 2005, inviate da Pietro Altana.
La prima al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e, per conoscenza, ai vertici dei Servizi Segreti militare (SISMI) e civile (SISDE), generali Nicolò Pollari e Mario Mori, ed al Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu. Ad essa è allegata una copiosa, ma criptata, relazione sulle attività svolte dal suddetto Altana per il SISMI.
La seconda – con oggetto: rinvio a giudizio – è indirizzata a Pollari e, per conoscenza, a Mori e Pisanu.
Qui la versione .pdf delle due lettere e della relazione di servizio.
Grazie a Joseph per la segnalazione.

Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica Italiana, mi chiamo Pietro Altana, sono nato a Torino il 14 gennaio 1960, residente in Genova, Via Sardorella, 53A/2. Richiedo il Suo autorevolissimo intervento per le circostanze che m’han visto coinvolto. Che Le sintetizzo di seguito.
Da anni lavoro per il SISMI (Servizio Segreto Militare) a tempo pieno, ed occasionalmente per il SISDE (Servizio Segreto Civile) in qualità di consulente nei settori di mia competenza: informatica, Società Iraniane e Centri Sociali. Stò seguendo da circa 2 anni sotto copertura, come “infiltrato” i Centri Sociali di Torino, Genova e Milano, e son entrato in contatto con soggetti che hanno rapporti d’interesse e che gravitano nell’area di questi Centri Sociali del triangolo industriale TO-MI-GE.
Nell’ambito del mio incarico per i Servizi ho acquisito la fiducia di questi soggetti e acquisito materiali utili ed informazioni. Tra questi materiali: documenti, campioni di stupefacente, esplosivi ed altro. In particolare gli esplosivi di grande interesse (per indagini attinenti recenti attentati effettuati in Genova a danno della Questura di Genova e di una Caserma della Polizia di Stato di Genova-Sturla). Il 5 agosto 2004 avrei dovuto consegnare il predetto materiale al mio diretto superiore del SISMI, Sig. Renato Raso.
Quella stessa mattina nei pressi della mia abitazione son stato fermato da una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Genova-Pontedecimo che ha proceduto alla perquisizione della mia vettura (dove avevo parte del materiale dei Centri Sociali da consegnare ai Servizi).
Come da disposizioni impartite dico ai Carabinieri che lavoro per il Ministero dell’Interno, che il materiale era da consegnare ai Servizi, ed ho indicato i dati del mio diretto superiore del SISMI, Sig. Renato Raso, che era autorizzato a fornire tutte le necessarie delucidazioni. I militari dell’Arma han richiesto il mio arresto ed esteso la perquisizione al mio ufficio ed abitazione. Quì è stato posto sotto sequestro copioso materiale afferente le società iraniane che sono al centro delle nostre investigazioni (tra cui diversi computers contenenti files di documenti digitalizzati, CD, documenti cartacei etc etc).
Il materiale in questione concerne società di trading iraniane (tutte controllate direttamente dal Governo Iraniano) quali le società: IRASCO, NISCO, IRITEC, IRISA, IRITAL, IRAN AIR, TEEN TRANSPORT, e molte altre, tutte società che hanno rapporti con i servizi di intelligence iraniana e che dalle ns. indagini risulta abbiano favorito l’export – da Genova per l’Iran – di alta tecnologia Made in Usa (vietata dall’embargo) ed inoltre tecnologie militari e tecnologie nucleari. Moltissima di questa riservata documentazione era depositata in files nei miei computers (tutti posti sotto sequestro) e sono ora al vaglio degli inquirenti. Queste documentazioni sono state da me acquisite tramite informatori del SISMI all’interno delle società iraniane. I miei legali di fiducia m’han anche paventato l’ipotesi che gli inquirenti (PM Anna Canepa e GIP Todella) possano interpellare le società iraniane per una verifica della documentazione trovata in mio possesso.
A questo riguardo Le segnalo – ill.mo Sig. Presidente – il potenziale rischio (peraltro reale) che le società iraniane (e quindi induttivamente anche il Governo Iraniano) possano venire a conoscenza delle Ns. indagini espletate in questi anni sul loro conto. Con tutte le gravi, irreparabili e conseguenti negative implicazioni di carattere diplomatico per il Ns. Paese.
Attualmente mi trovo ancora in stato di detenzione nel Carcere di Genova in attesa di sviluppi. Mi metto sin d’ora a Sua più completa disposizione per poterLe fornire – qualora lo ritenesse necessario – ogni ulteriore e più approfondita informazione in ordine alla presente. E’ gradita l’occasione per porgerLe i più deferenti saluti e ringraziamenti.
ALTANA PIETRO

Ill.mi Sigg.ri Direttore SISMI, Ministro dell’Interno, Direttore Sisde,
mi riferisco alla mia del 15 settembre 2004, rimasta priva di riscontro, che allego in copia, per segnalarVi che – in relazione ai fatti che mi vedono imputato – la Procura della Repubblica di Genova (PM Anna Canepa) m’ha notificato un avviso di rinvio a giudizio. La decisione degli inquirenti, è stata assunta in quanto dagli Organi Istituzionali preposti – in questo frangente – non si è ritenuto di dover assumere autonome iniziative a miglior tutela dei miei interessi e reputazione.
Ricorrendo le circostanze sopra menzionate gradisco informarVi che, stante la situazione, i miei legali m’han indotto a predisporre per le prossime udienze dibattimentali (la prima il giorno 30 giugno c.a. ore 9.00 c/o Tribunale di Genova) le documentazioni comprovanti la mia attività professionale, espletata in questi anni a favore del SISMI (e Sisde), dal momento che questa ora rientra a pieno titolo nelle competenze della Magistratura e che in tale sede andrà discussa ed approfondita.
Ciò naturalmente con l’esonero da parte mia di qualsivoglia responsabilità, e con la riserva di far valere nelle opportune sedi giudiziarie i diritti con Voi instaurati, nascenti dalla mia qualità di collaboratore subordinato.
E’ gradita l’occasione per porgerVi i miei più cordiali saluti.
Altana Pietro

20 thoughts on “Casi di intelligence – vite esemplari 2°

  1. Al di là del contenuto della lettera su cui m’astango d’esprimere una valutazione (ma chi è sto qui che spia centri sociali ed iraniani Nembo Kid?) mi scandalizza l’idea che un cotanto agente del SISMI sia stato arrestato proprio dai Carabinieri (ma il SISMI non ha un certo controllo sulle forze di polizia?) e che abbia scritto una lettera ai vertici del Governo Italiano e delle 2 intelligence e che nessuno gli abbia risposto. O è tutta una burla (ma il primo aprile è ancora distante) oppure se i fatti son veri la cosa ha dello scandaloso. Sarei propenso a credere alla seconda ipotesi. Il Governo ha l’abitudine di non rispondere e fregarsene (almeno il Governo Berlusconi). Ancora ieri Peppino Englaro ha dichiarato che nel 2004 ha scritto al presidente della Repubblica ed a varie autorità e sin’oggi nessuno gli ha MAI risposto (oggi Palazzo Chigi se affrettato a smentire). Son già in due ad aver scritto nel 2004 (e non aver avuto risposta). Secondo: ho letto un articolo su internet che parla di questo giornalista ALTANA PIETRO (ma non dice SE è del SISMI). Se è un agente SISMI è davvero sfigato. E’ è stato inquisito dalla Procura di Genova per intercettazioni telefoniche abusive e spionaggio.

    http://piemonte.indymedia.org/article/1347

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  2. alla faccia dell’agente segreto, si sa nome e cognome, data di nascita, indirizzo, telefono … mo si deve come minimo fare una plastica facciale e cambire identità (se lo beccano i no global e gli iraniani lo fanno a polpette)

    @

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  3. Chi lavora con i servizi di intelligence, specie se “professionista” e/o consulente esterno (come credo nel caso di specie) deve accettare il rischio d’essere “scaricato” quando diventa ingombrante e/o scomodo. E’ una tipicità dei servizi. Vieni spremuto e gettato via quando non servi più. Il problema nasce quando chi è stato messo da parte non se ne sta buonino nel suo cantuccio, rompe le balle e vuol farsi le sue ragioni. Intanto scrivere alle autorità politiche non serve a nulla. Anzi. In questa eventualità (conoscendo personalmente due di questi casi) mi sento di consigliarvi questo: primo, occhio al “polonio” (non necessariamente è qualcosa di radioattivo). Si può uccidere anche civilmente. Per distruggere si può montare qualsiasi tipo di falsa notizia di reato a tuo carico (Contrada potrebbe esserne un esempio). I servizi, all’uopo, utilizzano a proprio uso e consumo le forze di Polizia, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza (più o meno consapevoli). Secondo seguire l’esempio Mitrokin. Prima di uscire del tutto dal servizio è’ bene portarsi appresso tutto quanto più è possibile (se si riescono microfilmare/duplicare dossier riservati d’un certo rilievo meglio… da non dare a nessuno intendiamoci, solo da tenere lì come “garanzia” sia chiaro). Il giorno che SISMI/Sisde si attiveranno per “smontarti” potresti avere un’arma in mano per poterti difendere. Sarebbe interessante sapere se anche questo giornalista/agente è un Mitrokin italiano (se giornalista non dovrebbe essere uno sprovveduto). Se anche tu oggi lavori con i servizi segreti italiani SISMI e SISDE (pardon AISE e AISI) pensaci bene. Domani anche tu potresti diventare ingombrante e gettato via come uno straccio sporco.

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  4. Concordo al 95% con l’analisi di Carlo. Aggiungo che un altra ottima “polizza” (anche se non garantisce la sopravvivenza … il caso Alexander LITVINENKO insegna) potrebbe essere quella di fare delle registrazioni audio/video dove raccontare in realtime delle cose (più o meno importantii) e dare delle risposte. Tipo: Romano Prodi è un agente del KGB? Chi c’e dietro la strage di Ustica? E quella dell’Italicus? Dietro P.zza Fontana? Sul caso Moro? E’ vero che Putin è un’assassino? Ci son anche altri leader europei? E Berlusca è in joint venture con la mafia? Oltre ai servizi è vero che c’e anche una magistratura deviata? E’ vero che un buon 70% della figure politiche sono come le major energetiche (un unico cartello)? E’ vero che il dossieraggio del SISMI è stato sfruttato per ricattare e tenere in pugno migliaia di disgraziati? … (prosegue ad libitum)

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  5. Anche Scaramella è stato sbattuto in galera (casualmente solo dopo che s’è attivato per raccogliere prove contro Romano Prodi).

    Il dato va quindi corretto; per delegittimare un personaggio scomodo i servizi segreti utilizzano tutte le forse di polizia (CC, Police, Gdf etc) + un a bella fettta di magistrati corrotti e deviati.

    Ecco spiegato perchè Romano Prodi è ancora a piede libero dopo lo scandaloso caso (che ha pilotato in primis quand’era Presidente dell’IRI) CIRIO, DE RICA, BERTOLLI…

    in allegato pdf Sentenza del GIP di Roma Eduardo Landi del 22 dicembre 1977 …CIRIO, DE RICA, BERTOLLI a carico di PRODI ROMANO, nato a Scandiano il 9 agosto 1939

    http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480033.php

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  6. smettila di giocare con Indymedia

    non te lo diciamo più

    non fa nessuna differenza se sei un agente segreto o solo un deficiente, vai a giocare da un’altra parte

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  7. Ma l’espansione dell’islam in Europa non dice niente? Chi pensate finanzi la

    costruzioni delle migliaia di moschee che sorgono in ogni dove in Europa,centri

    culturali, scuole coraniche? Stanno costruendo giusto ora una moschea proprio a Genova

    (città dove ci sono le società di trading sucitate controllate dal governo iraniano

    …Irasco, Iritec, Nisco, etc etc).

    Senza che ce ne rendiamo conto pian piano l’ombra degli ayatollah si sta estendendo

    dall’oceano indiano al Mediterraneo. Il golpe di Beirut, il controllo dei

    fondamentalisti palestinesi, la santa alleanza con la Siria, la penetrazione in

    Afganistan, in Bosnia, l’avanzata in Iraq, le destabilizzazioni nello Yemen, il nuovo

    asse con lo Sri Lanka… Tutto in coincidenza con l’inesorabile tramonto/declino della potenza americana… (all’ultimo Bilderberg Meeting un consigliere di Bush ha confessato che gli USA hanno timore dell’Iran e hanno abbandonato qualsiasi idea bellicosa perchè son certi che hanno già almeno un paio di testate nucleari pronte).

    E’ un chiaro programma di espansione e di riconquista. Fa bene il SISMI a spiare gli

    iraniani. Il problema semmai è che non lo fa con la dovuta professionalità.

    Gli antichi re persiani (Serse, Dario, Ciro …) sognavano di unire l’asia all’europa

    quando si proponevano di diventare padroni assoluti del cielo, delle acque e della

    terra. Stà scritto anche nella Bibbia: “Così dice Ciro Re di Persia tutti i regni

    della terra mi ha dato il Signore Dio del cielo …” (Esodo 1:1-2)

    Chissà qual’è la visione geostrategica di Mahmud Ahmadinejad (grande appassionato di

    storia antica). Chissa a che punto è il suo progetto di ricollocare l’Iran nel

    mediooriente e nel mondo con funzioni di potenza dominante?

    Non cito un pertinente link Indymedia (dove son pubblicati dei documenti del governo iraniano) se no mi sa che NACI s’incazza …e vivaddio che esistono ancora alcuni spazi (come questo portale) dove potersi ancora esprimere liberamente e senza censure.

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  8. SISMI e IRANIANI – Prima si spiano poi gli si tende la mano. Quei nicolòmachiavelli(ci) del SISMI – ora Aise – rispolverano la strategia del “bastone e la carota”. Dopo che s’è sparsa la notizia che SISMI e SISDE spiano gli iraniani il Governo Italiano tenta di correre ai ripari.

    http://piemonte.indymedia.org/../article/3566

    Obiettivo: uscire dall’imbarazzante spy story! Come? Con una prima teatrale performance, sotto le mentite spoglie dell’iniziativa editoriale (ma scatteranno presto altre operazioni “simpatia” e numerose altre “carinerie” mediatiche studiate a tavolino). Si presta all’uopo il Gian Guido Folloni, presidente dell’enigmatico ISIAMED – ‘Istituto Italiano per l’Asia e il Mediterraneo. Folloni è una vecchia conoscenza del SISMI. Al tempo del Rais di Baghdad, Saddam Hussein il suo nome circolò al fianco di trafficanti d’armi internazionali – del calibro di Augusto Giangrandi e Carlos Remigio Cardoen – come tra i beneficiari di generose forniture di greggio iracheno. I ben informati sostengono che grazie ai buoni uffici di Forte Braschi riuscì ad uscire indenne dall’inchiesta “Oil for Food”. Che dice sull’Iran Gian Guido Folloni degli iraniani? Lo spiega lui stesso in una missiva circolarizzata presso gli ambienti giusti (che ha un oggetto che è tutto un programma):

    “Leggere la rivoluzione iraniana a Roma”.

    Spiare e adulare. Il bastone e la carota. Il Ministro degli Esteri Franco Frattini però (prudenzialmente) preferisce non farsi vedere dal Presidente iraniano. A monte il meeting. Non si sa mai …

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  9. ENI, “codice etico” e Servizi Segreti

    Indiscrezione tratta dal portale Indymedia al link:

    http://piemonte.indymedia.org/article/5520

    In una surreale seduta Straordinaria del Consiglio di Amministrazione dell’E.N.I. (che trovate trascritta ed in originale) evocato il nome d’un fantomatico giornalista (Altana Pietro) e dei nostri Servizi Segreti Italiani

    Stà scritto lì, nero su bianco, nel verbale del C.d.A. dell’E.N.I.:

    “… l’11 giugno 2004 Abb denuncia alcuni manager dalla sua filiale milanese di occultamento di perdite di 70 milioni di euro e rassegna al PM Francesco Greco due nomi di propri dipendenti, tali Carlo Parmeggiani e Piarantonio Prior, che sarebbero coinvolti anche anche in una tangente al manager di Enipower Larenzino Marzocchi.Mi chiedo per quanti anni ancora sarebbe andata avanti tale forma e genere di crimine se non ci fosse stata nel marzo 2004 l’indagine del professionista della stampa Altana Pietro (fonte ritenuta vicina ai Servizi Segreti) che ha fatto indagini su Enichem, Enipower, ABB; se non ci fosse stata la denuncia al Magistrato da parte di Abb, mi chiedo come possa essere motivato una tale procrastinazione di delittuoso comportamento, per altro verso una pluralità di commissionari, senza che, in più anni e sistemi di controllo aziendali interni siano riusciti ad intercettare alcunché…”.

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  10. Altana Pietro: 007 del SISMI che spia centri sociali, IRANIANI, fiscalisti, alta finanza …

    Su Milano Finanza del 15 agosto 2009 è uscito un articolo a firma Marco Gregoretti (che trovate di seguito allegato pdf e ritrascritto) che parla d’un curioso agente “tuttofare” del SISMI (l’ex servizio segreto militare) che spia centri sociali, iraniani, fiscalisti, alta finanza, etc etc.

    L’articolo è visionabile al link:

    http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1618052&codiciTestate=14&sez=edicMF&testo=&titolo=Spy%20story%20sotto%20la%20Lanterna

    o anche sul sito del Ministero della Difesa Italiano al link:

    http://www.difesa.it/files/rassegnastampa/090815/13486355.pdf

    Titolo:

    “Grandi Intrighi. Alla Procura di Genova un archivio dei rapporti tra politica, finanza e servizi segreti. Da cui si scopre che per anni i fiscalisti furono tenuti d’occhio dal SISMI. Con l’aiuto di una potente società armatrice. Spy story sotto la lanterna”.

    Ci vorrebbe Pepe Carvalho, il celebre e disincantato investigatore privato inventato dallo scrittore spagnolo Manuel Vasquez Montalban. Solo lui, abituato come è a districare trame dove si incontrano interessi inconfessabili di imprenditori con la faccia pulita, condite da soffiate di giornalisti prestati ai servizi segreti da poliziotti intraprendenti dei reparti speciali, da addetti alle pubbliche relazioni sempre a posto, da montagne di soldi e forse anche da un po’ di terrorismo, potrebbe capire la vera intrinseca natura della magica Genova. Sembra, infatti, che sotto la Lanterna da almeno 15 anni, in un parossistico inseguirsi di date, si stiano giocando partite romanzesche, spy story da leggere con gioia sotto l’ombrellone: servizi segreti militari che spiano commercialisti e avvocati d’affari, armatori che usano la propria società come fosse la Cia, tangenti, denunce, blog militanti-militari, querele e finte bombe. Pero, è tutto vero. Gli archivi della Procura della Repubblica di Genova fanno invidia a quelli cosiddetti coperti di Pio Pompa, il potente collaboratore di Nicolò Pollari a capo del Sismi, il vecchio Servizio Segreto Militare.
    I fascicoli con documenti riservati, con fotografie, con filmati, con intercettazioni telefoniche e ambientali, con hard disk di computer che scottano, sulla morte in fraq di Fabrizio Quattrocchi e sulla strana storia del Dssa, quel centro studi sul terrorismo accusato di essere una sorta di polizia parallela collegata al Sismi, sono a Genova e costituiscono di fatto un archivio di intrighi tutti collegati. A cui si potrebbe aggiungere quello che sta venendo fuori dalla de-secretazione di pagine giacenti nel dimenticatoio genovese.
    Accuse da verificare. Una grande e prestigiosa compagnia di navigazione, la Coeclerici spa, avrebbe funzionato come una centrale di spionaggio e controspionaggio stabilmente agganciata ai servizi segreti, ma anche capace di attivare una rete informativa riservata per battere slealmente la concorrenza negli appalti e nelle commesse internazionali. “Negli anni Ottanta e all’inizio degli anni Novanta”, rivela a MF/Milano Finanza «G-71», un agente proveniente dal Comsubin che aveva già operato all’estero per il cosiddetto Supersid di Vito Miceli e Francesco La Bruna, “usavamo le navi di Coeclerici come copertura per andare a fare operazioni nel Golfo di Guinea. Ricordo che era una donna il nostro riferimento all’interno della compagnia genovese. Non so se fosse la titolare o un alto dirigente”. Nel dicembre del 1994 Coecierici denunciò per spionaggio industriale e intercettazioni telefoniche abusive un giornalista torinese, residente a Genova, collaboratore di alcuni importanti studi di fiscalisti liguri e quindi a contatto con notizie sensiblli e riservate. Infatti, era anche un consulente fisso del Sismi: passava informazioni e a volte era anche mandato in missione, come quando, nel 2004, infiltrato con successo in alcuni centri sociali per cercare connessioni con società iraniane in odore di terrorismo islamico. Pietro Altana ha 49 anni, si professa pacifista al punto da aver fatto 15 mesi di carcere a Gaeta per obiezione di coscienza, abbozza un look militante con codino e in un documento che ha inviato alla Procura della Repubblica di Genova elenca perfino gli studi dei fiscalisti nel mirino dei controlli del Sismi: chissà perché, poi, visto che il servizio segreto militare dovrebbe occuparsi di terrorismo internazionale, finanziamenti off shore, mafia cinese… I casi sono due: o quegli studi sono sospettati di attività pericolosa internazionale o i controlli sono illegittimi.
    Per infiltrarsi negli archivi e nei giornali Altana usava (e usa tuttora) diversi pseudonimi. Dal recente Anonymous Remaller a Guglielmo Dabove, quello con cui lo aveva inizialmente identificato la società armatrice genovese. La denuncia del 1994 contro di lui si è trasformata in un potenziale boomerang contro Coeclerici spa e le sue controllate, nonostante i pedinamenti, le perquisizioni a casa e in ufficio effettuate da un intraprendente poliziotto della Digos. Perché il 14 agosto 1998 è il giornalista-spione-investigatore a depositare dai Carabinieri di Bolzaneto, a Genova, una querela denuncia contro i vertici di Coeclerici spa, Coeclerici Logistics spa, Coeclerici Armatori spa, Coeclerici Carbometal spa, il direttore dello studio Banchero & Costa e altri tre personaggi stranieri. Altana accusa tutti di spionaggio industriale, turbativa d’asta, concorrenza sleale.
    Anche se la Procura di Genova non ha agito nei loro confronti il documento descrivere la rete informativa e corruttiva che la società genovese sarebbe stata capace di mettere in piedi, dove figurano perfino personaggi di cui si conoscono l’indirizzo e il nome, Jasim, ma non il cognome. O faccendieri come una certo Berdy; con società di catering in India per copertura. La denuncia si riferisce a un contratto che “Coeclerici rincorre da tempo: il contratto denominato Hadeed Lighterage Project (prende il nome dalla omonima società Hadeed – Saudi Iron and Steel Company, che ha indetto la gara). L’ottimismo è palpabile…”.
    In effetti c’era l’arma segreta, l’arma letale contro cui i concorrenti in gara per quell’appalto, i norvegesi di Oslo della Torvald Klaveness Konsern As, non potevano nulla: la società di Genova era in grado di avere in anticipo tutti i dettagli dell’offerta di Klaveness. Un mese prima della final commercial dicussion di fine luglio, Coeclerici aveva già in mano le rate offerte da Klaveness, presentate in busta chiusa e sigillata appunto un mese dopo, ad Hadeed. Ecco come cominciava la lettera fax “strettamente confidenziale” di Pino Silvestri, direttore di Banchero & Costa, datata 16 giugno 1998, a Coeclerici Logistics, stando alla denuncia di Altana: “Mi ha appena telefonato Berdy da casa. Mi ha confermato che Hadeed ha chiamato Klaveness il 29 giugno e non 30 giugno. Queste sono le rate che ha offerto Klaveness…”.
    È un pezzetto di una grande vicenda, la classica punta dell’iceberg già denunciata due volte, nel 1995 e nel 1996, dal giornalista-agente. Ma ancora non sono del tutto chiari gli sviluppi e i ruoli dei personaggi. Per esempio perché il giornalista-agente si è trasformato in giustiziere finanziario e ora promette nuove rivelazioni su enti pubblici? E adesso che il Sismi non c’è più, Altana-Anonymous Remaller è ancora in servizio?”

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  11. News from the Indymedia portal at the link:

    http://piemonte.indymedia.org/article/6178
    “U.S. investigation in Genoa “Violated the embargo on Iran”

    Thursday, October 29th, 2009 in Genoa, the financial police searched the offices of an Iranian-Italian company specialized in the import-export: it was the crucial step taken on an international letter rogatory in the United States. The suspicion is that, through a system of “triangulation” of trade between countries, unrelated to any “black list” have been violated restrictions imposed after the UN Security Council resolutions on particular types of industrial supplies to Iran. Not fully understood the terms of engagement with the Iranian company based in Genoa, where, however, were acquired documents to be sent to the USA.

    Site Indymedia has discovered that years ago the Italian military secret service spied many Iranian society – all controlled by the Iranian government – with operational base in Genoa. The site publishes some confidential SISMI’s documents where he reveals the names of some secret agents: Altana Pietro and Renato Raso.

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  12. Altana Pietro: Lo strano agente trovato “per caso” a spiare gli iraniani

    Da il Secolo XIX di Genova del 3 novembre 2009:

    “… La perquisizione nell’abitazione di un “presunto ricettatore” rivelò carte top secret… Pietro Altana 49 anni almeno due mestieri dichiarati (Giornalista ed all’occasione addetto alle pulizie di alcune grandi aziende genovesi) e altrettanti nomi d’arte, è il protagonista, dai contorni ancora indecifrabili, di un’inchiesta della Procura di Genova avviata e chiusa in gran segreto … un’inchiesta condotta dal PM ANNA CANEPA (oggi anna Procura Nazionale Antimafia) …”

    articolo al link:

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  13. Concordo con quello detto da Carlo, aggiungendo che queste persone fanno un lavoro rischioso che gli è stato ufficialmente “comandato”.
    Non dobbiamo prendercela con il tipo di missione che è stato chiamato a fare quella persona, perché è parte del lavoro; invece dobbiamo considerare che i “capi” ,quelli che sono ai vertici del sistema, quelli che rappresentano il sistema nella nostra Costituzione, in questo ed in altri casi, si comportano da veri infami.
    Il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, il Ministro della Difesa (da cui dipendono i “servizi”) ed il Direttore del Sismi, sono loro che, per la responsabilità che ricoprono nel sistema dei “servizi”, hanno il dovere morale, etico e sociale di tutelare questi poveri disgraziati che sono comandati a compiere queste missioni. E’ inutile che girano lo sguardo, ovvero non rispondono alle lettere, ma queste sono anche le classiche azioni con le quali si distinguono gli infami all’inerno delle Istituzioni dello Stato.

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  14. S’ha notizia che Franco Manzitti (già redattore capo di Repubblica a Genova) abbia rovinato sulle piste da sci e si sia fracassato mezza schiena.

    Franco Manzitti per la verità non cade solo sulle nevi ma ci cade di brutto – ahinoi – anche sulla deontologia professionale. Leggete st’avvilente storiaccia tratta dal portale Indymedia al link:

    http://piemonte.indymedia.org/article/8597

    “La Repubblica (CIR Group): ecco come funziona la fabbrica del fango”.

    Palazzo di Giustizia di Genova, P.zza di Portoria 1. Da qualche parte forse potrebbe esserci un “Armadio della vergogna”. Quello – per intenderci – dove vengono riposti i fascicoli scomodi e da tenere al riparo da occhi indiscreti. I ripiani austeri (e sempre alquanto incustoditi) di questo archivio pare vomitino periodicamente faldoni che dovrebbero rimanere sopiti per molto tempo ancora.

    Di alcuni dossier scottanti abbiamo già dato conto in alcuni precedenti articoli proprio quì su Indymedia. S’ha motivo di ritenere che un cantuccio dello sgabuzzino segreto di P.zza Portoria, sia proprio riservato a lui: Altana Pietro. La spia del Sismi (servizio segreto militare) che è andato a battere nei centri sociali in cerca di informazioni. I giudici genovesi hanno scoperto che sotto le mentite spoglie del giornalista spiava anche società dell’alta finanza (vedi C.I.R. di De Benedetti, ENI, Fiat, Telecom, Impregilo, etc), banche (Banca Carige, Mediobanca, etc, ), e la crema degli avvocati e fiscalisti (Roppo & Canepa, Bonelli, Carbone, Uckmar & C.). Come alcuni articoli del Secolo XIX e di Milano Finanza hanno rivelato, Altana ha tenuto d’occhio pure gli iraniani di Irasco in cerca di armi, roba nucleare e altro (v. link correlati a margine dell’articolo). Inutile negarlo. Le procure di mezz’Italia han vissuto per anni nella psicosi che il servizio segreto militare spiasse anche magistrati e giudici, più che naturale che procura genovese abbia riservato ad Altana una particolare attenzione. Non è affatto casuale che un magistrato come Anna Canepa, esponente di punta di Magistratura Democratica (MD è stata la prima a denunciare il dossieraggio del Sismi sui giudici) vada il merito di aver chiesto l’arresto dell’agente del Sismi. Tra l’altro, vedete com’è bizzarro il destino, il magistrato Anna Canepa è anche sorella di Paolo Canepa uno degli avvocati spiati dal Sismi, inoltre putacaso lo Studio Legale Vincenzo Roppo & Paolo Canepa è pure consulente di C.I.R. e della Fam. De Benedetti Ci sarebbe di che notiziare anche il CSM (sempre che CSM non significhi Ciechi Sordi Muti).

    Comunque dall’Armadio della vergogna ora salta fuori n’altra storia totalmente inedita sullo strano e chiacchierato 007. Stravagante quanto tragicomica. Altana ha così tanto rotto i coglioni ad una certa lobby genovese, che la stessa pare abbia deciso di fare quadrato per toglierselo una volte per tutte dai coglioni. La storia – dai contorni decisamente grotteschi e surreali – vien descritta dallo stesso Altana Pietro in un dettagliato esposto/querela depositato presso la Procura della Repubblica di Genova il giorno 20 giugno 1997 (trovate il documento di seguito come allegato pdf). Altana racconta che nel 1994 a seguito della denuncia della società Coeclerici Spa (shipping company che lo stesso agente denuncia per spionaggio) lo stesso è stato oggetto di querela per intercettazioni telefoniche abusive e spionaggio. Alessandro Perugini (noto centravanti di sfondamento del G8) e un manipolo di agenti della Digos di Genova son piombati nel suo ufficio portandogli via computer e kili di documenti. Dopo qualche mese tutto viene però archiviato. I giudici genovesi sentenzieranno esserci stata nessuna intercettazione e alcun spionaggio. L’agente segreto però viene condannato dalla procura genovese a 8 mesi di reclusione per aver diffamato la società che l’ha denunciato per spionaggio: Coeclerici Spa (un articolo del giornalista Manlio Di Salvo sul Secolo XIX viene ritenuto diffamatorio dai giudici). Dell’assoluzione per spionaggio nessuno parlerà e prenderà corpo invece una pesante campagna stampa contro lo spione del Sismi. Titola Repubblica: “Spiata via fax l’alta finanza, interceptor ruba i segreti di aziende ed avvocati … Lo spione elettronico è passato attraverso le centraline, aveva un complice aggancio alla SIP” . “Storia di spionaggio industriale, probabilmente internazionale… corrispondenze delicatissime venivano deviate dai trucchetti tecnologici”. “Parla Interceptor, ce l’ho solo con Coeclerici” (Massimo Razzi – Il Lavoro- Repubblica 20 e 23 dicembre 1994).

    Direte voi: è normalissimo e fisiologico sputtanamento. Se l’agente Sismi spia C.I.R. (una delle aziende dell’alta finanza attenzionate dal Sismi) è giusto che Carlo De Benedetti scateni contro i suoi scagnozzi di Repubblica. Il discorso non fa una grinza. Lo sfigato del Sismi allora che fa? S’organizza e attenziona anche Franco Manzitti (all’epoca direttore della sede genovese di Repubblica). E scopre che Paolo Clerici (numero uno del Gruppo Coeclerici Spa) e qualche avvocato hanno fatto pressioni su Franco Manzitti per gettargli palate di fango addosso. In una lettera riservata inviata da Manzitti ad un noto avvocato d’affari genovese (che il Sismi acquisisce) il redattore capo di Repubblica scrive: “Caro Franco, mi scuso per non esser riuscito ad arrivare al tuo ricevimento di sabato a Sant’Ilario, e mi scuso tanto anche con tua moglie, ma in questo momento come tu sai son preso dalle solite “grane” di questo ingrato giornale. Ti informo, comunque, che l’intervista di Dabove, come mi hai richiesto, non verrà pubblicata. Franco Manzitti”.

    In quei giorni si compie una curiosa operazione immobiliare. La società CoeClerici (quella che ha denunciato per spionaggio l’agente) cede all’avvocato (l’avvocato di Sant’Ilario a cui ha scritto Franco Manzitti) un lussuoso e prestigioso immobile nel centro di Genova. Sito in Via Martin Piaggio civico 17/7-8. Una cosuccia di poco conto composta da 30 vani + balconi + cantine e pertinenze, situatata a ridosso di Villetta Di Negro (vicino P.zza Corvetto). In una corrispondenza riservata della società Bulkitalia (società del Gruppo CoeClerici) – che il Sismi acquisisce e che Altana fa avere ai giudici genovesi – si legge: “Allego fotocopia assegni circolari rilasciatimi da Bonelli per complessive lire 245.000.000 che ho dato in originale a Ragusa, e corrisposti a titolo di caparra in conto prezzo. Penso che sul prezzo di vendita non ci siano problemi, l’importo della locazione di Via Padre Santo a Bonelli, è sempre stato veramente molto modesto. Ma si sa … i piaceri vanno ricambiati. Limiterei la diffusione della scrittura dandone una copia a Pulcini (preliminare di vendita) di cui trattengo io l’originale. Saluti. Emanuele Zanotti”.

    Come su riportato c’è di mezzo un“Guglielmo Dabove”. In effetti Altana Pietro era conosciuto negli ambienti dei giornali con questo stravagante pseudonimo. Qualche tempo prima aveva ricevuto nel suo ufficio il giornalista Massimo Razzi per una intervista di replica agli articoli di Repubblica. Intervista dello 007 che non è mai uscita su Repubblica. Quel che è certo – afferma Altana Pietro nella sua denuncia querela – “… è forse anche per questo che l’ordine dei giornalisti versa in uno stato di pessima salute. Bisogna realisticamente ammettere che sulla credibilità della professione giornalistica hanno influito negativamente i pesanti condizionamenti che a vari livelli hanno esercitato le lobbyes finanziarie e politiche come anche gli incroci di interessi privati sui giornali… la categoria si lamenta della preoccupante caduta di rispettabilità , ma dimentica che nonostante tutto le connivenze (che hanno progressivamente ammansito il sistema) continuano ad inquinare buona parte della comunicazione, consolidando i vecchi e perversi meccanismi che tutt’ora regolano il mondo dell’informazione”.

    Detto in parole semplici semplici, a Repubblica ci son giornalisti venduti che si prostituiscono per gratificare l’amico di turno.

    Conferma questo teorema – seppur malvolentieri – anche Massimo Razzi di Repubblica. Nella conversazione telefonica con Altana (che ahimè, l’agente del Sismi ha la stronzaggine di registrare e che poi allegherà all’esposto/denuncia). Massimo Razzi confessa fortissime pressioni fatte da Paolo Clerici su Franco Manzitti e sul giornale la Repubblica.

    Se vi volete scialare il cuore e farvi quattro ghignate ascoltatevi la registrazione della telefonata (a margine dell’articolo in formato mp3).

    Intanto questa la trascrizione (della parte saliente):

    Trascrizione telefonata Altana Pietro/Massimo Razzi del 13 marzo 1996

    ALTANA: “Io a lei non ho mai voluto querelarla … giustamente c’è una liberta’ di espressione, è un paese libero, siamo in democrazia, ed ognuno e’ libero di dire tutto quello che vuole, anche delle scemenze, quindi – perdoni se la descrivo cosi’ – effettivamente, ragionando con il senno del poi, non era effettivamente cosi? Lei ha scritto delle scemenze.”

    RAZZI: “Si’, si’, ma e’ che non …”

    ALTANA: “Ha scritto nel primo articolo delle scemenze, nel secondo pure, non so se ce n’era anche un terzo, anche nell’altro c’erano scritte delle scemenze. Qualcuno c’ha creduto comunque, perche’ quando lei ha gettato la cosa li ‘ cosi ‘ : «questo e un intercettatore, rischia tot anni di galera» e ha sfornato tutta una serie di nominativi di intercettati che confermavano il fatto. La cosa era oramai era data per scontata; chiaramente chi mi conosceva bene sapeva che non era così . Poi’ dopo 7-8 mesi quanto il magistrato ha emesso la sua archiviazione perche’ la notizia di reato era risultata infondata, allora li’ mi sono riscattato, pero’ oramai la frittata era stata fatta. Parliamoci chiaro, nessuno è venuto a prendere le mie difese, e gli amici che hanno preso le mie difese l’hanno fatto ma in modo non molto ufficiale. Purtroppo qualcuno aveva interesse gettare un po’ di fango su di me, e questi sappiamo chi sono. Lei comunque gli ha dato una bella mano, e voglio dire, con quegli articoli ha fatto la felicita’ del Prof. Bonelli e del Sig. Clerici; non so se sia casuale questo, mi auguro di si, ma considerando il contesto della situazione non so se sia poi tanto casuale… Se lei fosse stata una persona coerente, una persona. diciamo, un po’ piu’ obiettiva, forse avrei avuto gia da li’ una dimostrazione … prima di scrivere certe cose si cercano dei riscontri, come un giornalista a modo, con criterio fa’, poi io non so come funzionano le cose nel suo giornale (Il Lavoro-Repubblica ndr.) però effettivamente, a vedere i risultati, pare che fosse esattamente vero quello che mi si diceva, cioe’ che il Manzitti non era poi del tutto disinteressato nella cosa, aveva qualche interesse, diciamo, a sputtanarmi un pochettino. I malvagi mi hanno detto che ha fatto qualche pressione perché scrivessi quelle belinate li …”.

    RAZZI: “No, le cose sono completamente diverse perché …”.

    ALTANA: “Mi hanno detto: ‘stai attento che Manzitti ci ha messo lo zampino’ , e io credo che non sia completamente falso”.

    RAZZI: “Se mai Manzitti ci ha messo lo zampino dopo, se vuoi ti racconto esattamente come è andata”

    ALTANA: “E allora raccontami a grandi linee perche’ mi interessa11.

    RAZZI: “Semplicemente questo: io ho avuto le notizie assolutamente da fonti diverse da Coeclerici , e Manzitti non sapeva niente, anzi”.

    ALTANA: “Da Gattorno (Sebastiano ndr.), sappiamo”

    RAZZI: “Da ambienti vicini a Gattorno si’, non solo da quelli, per esempio c’erano altri avvocati che credevano davvero d’essere intercettati, perche’ non riuscivano a capire come certi documenti potessero …”

    ALTANA: “Ma no, l’ho spiegato perche’ gli avvocati credono di essere intercettati”.

    RAZZI: “Un momento, aspetti un attimo, lei me lo ha spiegato dopo che ho scritto i primi pezzi, allora, quando io ho citato i nomi degli avvocati che ritenevano in qualche modo di essere intercettati, oppure che documenti che erano passati per i loro studi erano usciti fuori, loro temevano di perdere la fiducia dei loro clienti, di conseguenza qualcuno di loro si e’ spaventato e ha fatto arrivare qualche voce”.

    ALTANA: “Questa e un palla totale, e lo posso anche dimostrare, perche’ anch1io ho ricercato qualche riscontro in relazione a questa vicenda, e le posso garantire che questa e’ una balla totale. Fu una grande congiura, e’ stata solo una grande congiura, organizzata a tavolino, con l’intenzionale calcolo di danneggiarmi e basta. E’ stata ideata la questione delle microspie, e tutto …”.

    RAZZI: “Io comunque, come le ho avute io, non potevo sospettare di persone in quel momento, perche’ non ce n’era nessun motivo, tranne il fatto che per vie molto traverse ero riuscito ad avere delle notizie abbastanza vaghe su quello”… Quello che io ho fatto fare, a partire da queste prime voci, e’ dei riscontri, perche’ il suo nome era Dabove, non si riusciva a sapere quale era il nome vero”… semplicemente, io ho fatto i primi du¬e pezzi semplicemente avendo riscontri con questi studi di avvocati che mi confermavano che … e mi dicevano che per quello che avevano capito loro la strada era quella e fino a li’ Manzitti no ha fatto nessuna pressione, anzi, non sapeva neanche di che cosa si trattasse, e non sapeva di piu’ di quello che sapevo io. La ¬pressione di Manzitti, che c’e’ stata, e della quale io sono rimasto personalmente molto amareggiato, e’ questo aver subito tutte le tue accuse che ritengo in parte giuste, e per cui me le tengo, pero’ il punto è questo: ho fatto un pezzo con l’intervista a te di un’intera pagina, dove si raccontava tutta la tua versione, premettendo – in un cappellino – che questa era la tua versione e che mi sembrava …”.

    ALTANA: “Ma questo in quell ‘articolo in cui dici: “Da bove si è fatto vivo”.

    RAZZI: “No l’articolo non e’ mai uscito”.

    ALTANA: “Ah non e’ mai uscito, perche’ quell ‘articolo li’ io non l’ho mai letto”.

    RAZZI: “Infatti quando sono venuto da te per l’intervista, l’ho scritta, l’intervista che ti ho fatto”.

    ALTANA: “Si’ ma non l’hai mai pubblicata”

    RAZZI: “Io l’ho data a Manzitti , ovviamente, per farla uscire, e lì’ c’e’ stata una pressione fortissima su Manzitti di Clerici . Manzitti tra l’altro, l’ha fatta vedere all ‘avvocato del giornale, Tonani, e Tonani ha detto: ‘va bene secondo me, si puo’ pubblicare perche’ non ci sono gli estremi per nessuna querela’ , e Paolo Clerici ha fatto il diavolo a quattro; e questa e stata l’unica volta in vita mia, da quando sono stato in quel giornale che . . .”

    ALTANA: “Esattamente quello che ho saputo io”.

    RAZZI: “Questa e’l’unica cosa di cui mi rammarico. Io mi rammarico, nel senso che quell’intervista io non sono mai riuscito a farle uscire. E sulla cosa ho avuto delle discussioni con Manzitti, cor il quale poi siamo amici per tantissime altre cose, e lui su questo non ce la faceva perche’ aveva ricevuto delle pressioni fortissime, non me lo diceva cosi’ apertamente, ma si capiva”.

    ALTANA: “Non si puo’ parlare male di Clerici”.

    RAZZI: “Come?”.

    ALTANA: “Su Clerici non si puo’ parlare male”.

    RAZZI: “No, secondo me lui … non e’ proprio vero in assoluto, in altre occasioni mi sono anche esposto a questo riguardo”.

    ALTANA: “Sig. Razzi, se si e’ dipendenti come lei non si puo’ parlare di certe cose, per quello dico così’. Ma va be’, questo lei me lo insegna. Bisogna essere al di fuori di certe strutture, e anche quando si e’ al di fuori si deve rendere piu’ conto di un dipendente”.

    RAZZI: “Si’ infatti lo so questo, questo piu’ chiaro di cosi’. Le dico che e’ cosi’, questo e’ andato così’. questa e’ la cosa per la quale lei ha ragione nei miei confronti”.

    ALTANA: “No, quella e tante altre”.

    RAZZI: ” … per come ho lavorato io, sulla prima parte ho raccolto alcune informazioni, non avevo altra fonte, lei non esisteva per me perche’ non riuscivo a trovarla. Quando sono riuscito a trovarla sono venuto a parlarle”.

    ALTANA: “Però Razzi, lei ha dato per certo che le cose da lei descritte erano così'”.

    RAZZI: “No, no, Il pezzo aveva tutte le caratteristiche del pezzo sulla base delle poche notizie che avevo a disposizione e sulla base dei riscrontri che avevo potuto avere, che non davano certezze e.. Le assicuro che questa e’ la pura verita’”.

    La querela dell’agente del Sismi contro Paolo Clerici, Franco Manzitti, Massimo Razzi, Repubblica & C. rimarrà sepolta nell’armadio della vergogna per lustri e nessuno ne parlerà più. Sino ad oggi.

    La morale? Che la giustizia raramente trionfa ed il fango è sicuramente molto meno sporco di certi personaggi.

    Che dirvi, ci risentiamo alla prossima storiaccia (tanto l’armadio è zeppo zeppo di storie zozze che non vedon l’ora d’esser riesumate e raccontate).

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