La forbice di Obama è spuntata

otan016

L’amministrazione Obama ha annunciato oggi di voler metter fine ad anni di spese eccessive e ai previsti prolungamenti di programmi di armamenti, affermando che una delle principali priorità per il Pentagono è la riforma dell’acquisto (degli armamenti).
La visione d’insieme del budget dell’anno fiscale 2010 diffusa oggi richiede un incremento del 4% del bilancio di base del Pentagono a 533,7 miliardi di dollari, per far crescere l’esercito ed il corpo dei marine, migliorare i servizi medici per i soldati feriti e riformare il sistema di acquisto di armi del Dipartimento della Difesa.
Il piano non comprende dettagli specifici su programmi particolari di armamenti che possono essere oggetto di tagli o cancellazioni, sebbene il presidente Barack Obama questa settimana abbia detto di voler metter fine ai programmi da Guerra Fredda che non sono stati utilizzati.
Questi sforzi riformisti sono seguiti con molta attenzione dai più grossi fornitori del Pentagono, tra cui Lockheed Martin, Boeing, Northrop Grumman, General Dynamics, BAE Systems ed altri.
Le società si preparano a un taglio nelle spese sui grandi armamenti dopo quasi un decennio di massiccia crescita. Sono particolarmente preoccupate dalla promessa di Obama di cancellare immediatamente alcuni programmi ma i dettagli non sono ancora chiari.
I nuovi armamenti in corso di sviluppo, dice la relazione di bilancio, sono tra i più grandi, i più costosi ed i più complessi tecnologicamente mai adottati dal Pentagono, cosa che li mette a rischio di fallimento nelle prestazioni, incremento dei costi e prolungamenti delle scadenze.
Il Government Accountability Office, istituzione non di parte, lo scorso anno ha stimato che la crescita del costo dei principali programmi di acquisizione del Pentagono fosse attorno al 26%.
Per metter fine a questi problemi cronici, l’amministrazione ha detto di voler mettere un freno all’abitudine militare di aggiungere nuove richieste dopo l’inizio dei programmi di armamenti e porre rigorosi standard prima che inizi il flusso di fondi.

Articolo di Andrea Shalal-Esa per Reuters.
[grassetto nostro]

Alla cifra del bilancio di base vanno aggiunti 130 miliardi di dollari per coprire i costi delle guerre in Afghanistan ed Irak, in lieve calo rispetto ai 141 miliardi stanziati nell’anno fiscale 2009 (si tenga presente che, secondo le regole della contabilità statunitense, l’inizio dell’anno fiscale è posto nel mese di ottobre dell’anno solare precedente).

2 thoughts on “La forbice di Obama è spuntata

  1. E’ inutile e miope spendere tanto per gli armamenti. Si sa, gli americani non vincono più una guerra dal 45 (e non erano soli) e con tutta la tecnologia che hanno niente possono contro chi combatte per se stesso.

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  2. Empire of bases,
    by Prof. Hugh Gusterson

    (…)
    Excluding U.S. bases in Afghanistan and Iraq, the United States spends about $102 billion a year to run its overseas bases, according to Miriam Pemberton of the Institute for Policy Studies. And in many cases you have to ask what purpose they serve. For example, the United States has 227 bases in Germany. Maybe this made sense during the Cold War, when Germany was split in two by the iron curtain and U.S. policy makers sought to persuade the Soviets that the American people would see an attack on Europe as an attack on itself. But in a new era when Germany is reunited and the United States is concerned about flashpoints of conflict in Asia, Africa, and the Middle East, it makes as much sense for the Pentagon to hold onto 227 military bases in Germany as it would for the post office to maintain a fleet of horses and buggies.

    (…)
    Its “empire of bases” gives the United States global reach, but the shape of this empire, insofar as it tilts toward Europe, is a bloated and anachronistic holdover from the Cold War. Many of these bases are a luxury the United States can no longer afford at a time of record budget deficits. Moreover, U.S. foreign bases have a double edge: they project American power across the globe, but they also inflame U.S. foreign relations, generating resentment against the prostitution, environmental damage, petty crime, and everyday ethnocentrism that are their inevitable corollaries. Such resentments have recently forced the closure of U.S. bases in Ecuador, Puerto Rico, and Kyrgyzstan, and if past is prologue, more movements against U.S. bases can be expected in the future. Over the next 50 years, I believe we will witness the emergence of a new international norm according to which foreign military bases will be as indefensible as the colonial occupation of another country has become during the last 50 years.

    The Declaration of Independence criticizes the British “for quartering large bodies of armed troops among us” and “for protecting them, by a mock trial, from punishment for any murders which they should commit on the inhabitants of these States.” Fine words! The United States should start taking them to heart.

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=12785

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