Stare a casa propria, mai?!

hartford

Un sottomarino nucleare americano e un’altra nave USA si sono scontrati oggi nello stretto di Hormuz, senza provocare danni all’unità di propulsione atomica.
Lo ha riferito la Marina USA, aggiungendo che 15 marinai a bordo del sottomarino USS Hartford sono rimasti lievemente feriti nella collisione con la nave anfibia USS New Orleans.
“Non ci sono danni all’impianto di propulsione nucleare dell’Hartford”, ha detto a Reuters il portavoce della Marina Nathan Christensen.
Lo stretto di Hormuz, tra Oman e Iran, collega i più grossi produttori di petrolio del Golfo, come l’Arabia Saudita, con il Golfo di Oman e il Mare arabico.
Circa il 40% del petrolio lascia la regione attraverso lo stretto.
“Non ci sono state ripercussioni sul traffico nello stretto. Entrambe le navi stavano operando nell’ambito del loro potere e sono passate attraverso lo stretto”, ha aggiunto il portavoce.
La collisione è avvenuta alle prime ore dell’alba e ha provocato la fuoriuscita di 25.000 galloni (circa 95.000 litri) di carburante.
“Il New Orleans ha riportato la rottura del serbatoio, che ha provocato la fuoriuscita di circa 25.000 galloni di diesel”, si legge in una nota della Marina USA, aggiungendo che sull’accaduto è stata aperta un’indagine.
(Reuters)

Quel sottomarino lo conoscono bene in Sardegna, dalle parti de La Maddalena…

2 thoughts on “Stare a casa propria, mai?!

  1. E’ bene ricordare che il 25 ottobre 2003 il sottomarino nucleare USS Hartford, facente parte della flotta di unità d’attacco della base Usa della Maddalena, subì, come è noto, un grave incidente. Immediatamente le autorità militari americane, di concerto con quelle italiane, decretarono il blackout informativo sull’incidente. Soltanto il 12 novembre la Us Navy rese noto un comunicato che riferiva, minimizzandolo, dell’episodio. L’istituto di ricerche indipendente francese CRIIRAD pubblicò poco dopo l’incidente i risultati di una sua indagine, nella quale risultavano nelle alghe quantitativi abnormi di torio 234, radionuclide appartenente alla catena dell’uranio 238. Nelle conclusioni, si affermava che la presenza del torio poteva essere associata alle attività della base militare della Maddalena. Il 20 settembre 2004, il gruppo di ricerca italiano “Scienziati contro la guerra” pubblicò i risultati di un nuovo lavoro di ricerca che metteva in evidenza la presenza di una inquietante concentrazione di plutonio 239 nelle alghe.

    http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_content&task=view&id=301&Itemid=146

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