Via libera per l’F-35

f35-jsf

Niente di nuovo sotto il sole.
Ossia: tutto come previsto nell’ambito delle Commissioni Difesa di Camera e Senato chiamate ad esprimere il proprio parere sul “Programma pluriennale di A/R n. SMD 02/2009, relativo all’acquisizione del sistema d’arma Joint Strike Fighter e realizzazione dell’associata linea FACO/MRO&U (Final assembly and check out/Maintenance, repair, overhaul&upgrade) nazionale. (Atto n. 65)”.
Lo scorso 8 aprile, in perfetta tempistica, le Commissioni hanno rilasciato parere favorevole, aggiungendo due condizioni la Camera ed una osservazione il Senato. Qui ci limitiamo a spendere qualche parola circa il provvedimento emanato a Montecitorio, l’unico che per ora sia stato reso noto.
“Dalla documentazione trasmessa dal Governo e dagli ulteriori elementi di informazione resi da quest’ultimo” emergono alcuni interessanti dettagli.
Primo. Rispetto ai 131 velivoli F-35 che si dice di voler acquistare, si afferma che “l’Aeronautica militare necessita di sostituire 250 velivoli e la Marina militare ha l’esigenza di sostituire 18 Harrier AV8B-Plus a decollo verticale, che saranno eliminati gradualmente a partire dal 2014”.
I conti non tornano.
Secondo. La scelta dell’aeroporto militare di Cameri in provincia di Novara quale sede della FACO/MRO&U è stata determinata “dalla richiesta del Governo statunitense di realizzare, per ragioni di sicurezza, la linea di assemblaggio finale e di verifica su un’area militare”.
Casomai qualcuno pensasse di rompere le scatole.
Terzo. “Non è ravvisabile una sovrapposizione tra programma JSF e programma Eurofighter né dal punto di vista produttivo, né sotto il profilo operativo, in quanto, da un lato, l’inizio della produzione dei velivoli JSF dovrebbe coincidere con il termine della produzione dei velivoli Eurofighter, dall’altro lato, il velivolo oggetto del programma in esame presenta caratteristiche tali che lo rendono adatto ad una maggiore articolazione di impieghi rispetto all’Eurofighter”.
Sì, missioni all’estero con spiccata vocazione d’attacco al suolo.
“Tenuto conto comunque della particolare complessità del programma in oggetto, la cui completa realizzazione richiede un notevole periodo di tempo nel corso del quale potrebbero verosimilmente verificarsi scostamenti, anche significativi, rispetto alle previsioni effettuate”, la Commissione Difesa della Camera ha stabilito che “la prosecuzione del programma in oggetto sia subordinata alla conclusione di accordi industriali e governativi che consentano (…) un ritorno industriale per l’Italia proporzionale alla sua partecipazione finanziaria al programma stesso, anche al fine di tutelare i livelli occupazionali”.
Poco più di un auspicio, come dire: “Vedete come ci adoperiamo per assicurarvi un lavoro in questi tempi di vacche magre?”.
Infine, per mettersi il cuore in pace, si è deciso che “il Governo renda comunicazioni alla Commissione Difesa, con cadenza annuale, e in ogni caso in cui si manifestino scostamenti significativi rispetto alle previsioni effettuate, in ordine all’evoluzione del programma in oggetto”.

Il testo integrale del parere è qui (“allegato 2”).

Aggiornamento
Disponibile anche il parere rilasciato dalla corrispondente Commissione presso il Senato.
Dal testo, che trovate qui (cliccate poi su “allegato” in alto a sinistra), stralciamo quest’unica perla: magnificando l’F-35, se ne parla quale un velivolo con “capacità offensive di precisione anche in condizioni meteo avverse”.
Il re è completamente nudo.

One thought on “Via libera per l’F-35

  1. il velivolo oggetto del programma in esame presenta caratteristiche tali che lo rendono adatto ad una maggiore articolazione di impieghi rispetto all’Eurofighter”.
    Sì, missioni all’estero con spiccata vocazione d’attacco al suolo.

    E’ per dare agli ascari la possibilità di contribuire in modi più qualificanti dei soliti ruoli di gendarmeria post-occupazione con annesse caritatevoli ONG.

    Non scherzo, è stato pensato proprio per questo il JOINT strike fighter, mirabile esempio di terminale network-centrico. Per evitare poi che l’uniformazione della produzione aereospaziale non avvenisse in aree geografiche più circoscritte (cioè senza USA). Con il JSF va a cadere qualsiasi richiesta di un mezzo europeo di quinta generazione causa copertura del ruolo.

    De Gaulle si rivolta nella tomba.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.