Center of Excellence for the Stability Police Units (CoESPU)

coespu

Sovente da queste pagine abbiamo parlato di Vicenza, in merito alla questione del raddoppio della base statunitense presso l’ex aeroporto Dal Molin. Ma nel capoluogo berico sorge un’altra struttura sulla quale vale la pena spendere qualche parola. Dal primo marzo 2005, è stato infatti istituito a Vicenza, presso la caserma Chinotto, il CoESPU (Center of Excellence for the Stability Police Units – Centro di Eccellenza per le Unità di Polizia di Stabilità), struttura nella quale viene addestrato il personale per le PSO (Operazioni per il Supporto della Pace). La creazione del CoESPU venne stabilita (su proposta italiana) nel vertice dei Paesi del G8 tenutosi nel 2004 a Sea Island negli Stati Uniti, occasione nella quale i Paesi partecipanti al vertice hanno formalmente adottato un piano d’azione denominato “Espansione della Capacità Globale nelle Operazioni per il Supporto della Pace”, che mira ad aumentare la capacità globale di sostegno a tali operazioni, in particolare nei Paesi africani.
Le basi erano state gettate nel 2002 al vertice di Kananaskis, dove ci si era prefissi l’obiettivo di far sì che le nazioni africane entro il 2010 potessero partecipare a tali operazioni. La ricerca di un sempre maggiore coinvolgimento dei Paesi africani in questo tipo di operazioni è un chiaro segnale di come gli Stati Uniti siano sempre meno in grado di gestire da soli le situazioni di conflitto da essi stessi generate, in particolare in Afghanistan ed Irak.
L’obiettivo che il Centro si prefigge è l’addestramento entro il 2010 di 7.500 unità, il 10% del quale formato da personale tipo Carabinieri/Gendarmeria. Si conta di aver addestrato entro tale data 3.000 ufficiali e sottufficiali, i quali una volta fatto ritorno al loro Paese di origine potranno addestrare ulteriori 4.500 unità. Il modello al quale ci si ispira è quello delle MSU (Unità Multinazionali Specializzate) che ha fornito personale per le operazioni in Bosnia, Kosovo ed Irak. A tal proposito va evidenziato come la caserma Chinotto sia anche la sede della Gendarmeria Europea, un corpo di oltre 3.000 uomini cui partecipano le forze di polizia militarizzate di Italia, Francia, Spagna, Portogallo ed Olanda. La forza sarà a disposizione dell’Unione Europea ma potrà operare in favore dell’ONU, della NATO, dell’OCSE e di altri organismi internazionali.
Ritornando al CoESPU, il personale che partecipa ai corsi viene preparato ad operare sia in contesti militari che in contesti civili, gestendo la fase di transizione da un contesto di guerra ad un contesto per così dire di normalità.
La durata dei corsi varia dalle 5 alle 7 settimane, le lezioni si tengono in inglese e si concludono con l’assegnazione di un certificato che abilita all’impiego ONU. Va sottolineato che la scuola usufruisce di robusti finanziamenti del governo americano, anche se purtroppo l’ammontare di tali finanziamenti non è noto. Il comando resta interamente italiano, ma il vicedirettore (svincolato dalla catena di comando) è un ufficiale statunitense, ed ulteriori contributi sono stati offerti da Francia e Canada. Al momento i Paesi coinvolti sono una trentina ma sembra siano destinati ad aumentare.
Concludiamo riportando uno dei punti-chiave fra quelli che sono indicati come obiettivi principali del CoESPU, così come riportato sul sito dell’Arma dei Carabinieri: “Interagire con organizzazioni internazionali e regionali, quali le Nazioni Unite, la NATO, l’OSCE, l’Unione Europea […]; accademie ed istituti di ricerca (per es. il George Marshall Center); istituzioni di ricerca militari come il NATO Joint Analysis and Lesson Learned Center o lo US Army Peacekeeping and Stability Operations Institute e lo US Army Center for Lesson Learned”.

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Quello che ricorda per certi aspetti la famigerata “Scuola delle Americhe” che formò migliaia di ufficiali latinoamericani nelle decadi in cui le dittature imperversavano nel continente, si chiama “Center of Excellence for Stability Police Units, (CoESPU)”, e dal marzo 2005 è ospitato presso la Caserma “Chinotto” di Vicenza, sotto il comando dell’Arma dei Carabinieri. Il 4 e 5 maggio, il centro di formazione e addestramento internazionale delle “forze di polizia” africane è stato visitato dal generale William “Kip” Ward, a capo del Comando Africom di Stoccarda. Nell’occasione, Ward ha incoraggiato l’alto ufficiale dei Carabinieri Umberto Rocca, responsabile del CoESPU, a proseguire nello “sviluppo delle abilità degli ufficiali delle forze di polizia africane affinché operino nelle missioni di peacekeeping nel continente”, assicurando che “Africom continuerà a mantenere stretti legami con il Centro d’Eccellenza di Vicenza”. “Fate buon uso di quest’esperienza”, ha poi raccomandato ai militari di Camerun, Nigeria, Mali e Burkina Faso, ospiti di uno dei corsi attualmente in fase di realizzazione nella città veneta. Prima di lasciare la caserma “Chinotto”, lo zar delle nuove campagne USA in Africa ha rivelato che Serbia, Nepal ed Indonesia potrebbero inviare presto propri reparti per potenziare le missioni internazionali di “peacekeeping” nel continente.
(…)
Durante la sua visita a Vicenza, il capo supremo di Africom si è recato pure a Camp Ederle. A conclusione dell’incontro con il generale William B. Garrett III, comandante di US Army Africa, William Ward ha voluto ringraziare ufficialmente i militari statunitensi per il ruolo assunto nelle missioni in terra d’Africa. “US Army Africa sta supportando Africom in una serie d’incarichi finalizzati a migliorare le funzioni dei militari africani, costruire partenariati e promuovere forze militari professionali”, ha dichiarato l’alto comandante USA.
“In Rwanda, il personale US. Army lavora attualmente insieme ai militari della Gran Bretagna per addestrare i soldati ruandesi. In Liberia, più di una dozzina di sottufficiali dell’esercito statunitense appoggiano il Liberia Security Sector Reform, un programma diretto dal Dipartimento di Stato per aiutare la ricostituzione delle forza armate liberiane”, ha aggiunto Ward. “Altre missioni degne di menzione includono i programmi logistici a favore di Botswana, Uganda e Rwanda. Ufficiali dell’US Army operano con la African Partnership Station, la missione della marina statunitense in Africa occidentale, e con la Combined Joint Task Force – Horn of Africa, la forza militare che opera congiuntamente con i nostri partner in Africa orientale”.
Vicenza si conferma sempre più il cuore strategico delle operazioni terrestri di Africom.

Da Vicenza è sempre più Africom, di Antonio Mazzeo.

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2 thoughts on “Center of Excellence for the Stability Police Units (CoESPU)

  1. «Pronti alla guerra in missioni Nato»

    SICUREZZA. Cambio al vertice della Gendarmeria europea che ha sede all’interno della caserma Chinotto. Alla cerimonia anche i responsabili delle forze dell’ordine di sei Paesi, con il comandante generale Siazzu dei Cc

    di Diego Neri

    «Oltre all’attività di studio, per i quali siamo diventati punti di riferimento, i nostri uomini sono oggi impegnati in Bosnia e siamo pronti anche a prendere parte alle missioni della Nato nei luoghi più a rischio del mondo». Lo hanno ripetuto, ieri, sia il colonnello dei carabinieri Giovanni Truglio che il parigrado della guardia nacional portoghese Jorge Manuel Gaspar Esteves. Quest’ultimo ha preso il posto dell’ufficiale dell’Arma e per due anni comanderà la Gendarmeria europea, la forza di intervento nata nel 2004 che oggi vanta l’adesione di sei paesi, mentre altri due sono in procinto di entrare, e che ha sede a Vicenza, all’interno della caserma Chinotto di via Medici in coabitazione con il Coespu.

    Quella di ieri è stata una giornata speciale per Eurogendfor (Egf), come viene chiamata la Gendarmeria. Alla cerimonia per il cambio al vertice hanno preso parte comandanti e ufficiali delle forze dell’ordine italiane, spagnole, francesi, olandesi, portoghesi e romene, oltre che quelle polacche che entreranno in futuro con i colleghi turchi, oggi nel ruolo di osservatori. Non mancava il comandante generale dei carabinieri, Gianfrancesco Siazzu, che fra qualche settimana cederà pure il comando, e non mancava nemmeno un nutrito gruppo di giornalisti arrivati da questi paesi.

    Egf, fondata cinque anni fa, ha avuto piena legittimazione con il trattato istitutivo firmato nel 2007 in Olanda. «Rappresentiamo un concreto esempio di cooperazione fra paesi europei, che hanno messo a disposizione della comunità internazionale una struttura di polizia da impiegare nelle operazioni di supporto alla pace». Dopo anni di formazione e di studio, dal novembre 2007 i membri di Egf sono attivi in Bosnia con la missione Althea e sono in grado di intervenire nelle situazioni di crisi svolgendo attività di polizia e addestrando gli agenti locali. Il modello di riferimento è quello dei carabinieri: militari che compiono anche attività di polizia (indagini, rilievi di incidenti stradali, pattugliamento del territorio). «Nel 2008 abbiamo compiuto due esercitazioni, per testare le nostre capacità operative, ed abbiamo proseguito con l’attività di studio per verificare le procedure di intervento. Ora siamo pronti ad una nuova missione con la Nato», ha spiegato il colonnello Truglio, senza precisarne i dettagli.

    «Il nostro obiettivo è quello di proseguire su questa linea – ha precisato Esteves, che si è poi detto soddisfatto dell’incarico in terra vicentina -, rendendoci utili nelle situazioni internazionali di crisi».

    Tratto da Il Giornale di Vicenza
    http://www.nodalmolin.it/spip.php?article309

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