Enrico Mattei, italiano “pericoloso”

eni

Gli scorsi 3 e 4 maggio, un significativo successo di ascolti ha caratterizzato la messa in onda da parte della Televisione di Stato –  a quasi quarant’anni di distanza da “Il caso Mattei” di Francesco Rosi – di un film in due puntate diretto da Giorgio Capitani. Il titolo è “Enrico Mattei. L’uomo che guardava al futuro” e ne è produttrice, con la collaborazione dell’archivio storico dell’ENI, la Lux Vide di Ettore Bernabei, un amico fraterno di Mattei.
Secondo sir Ashley Clarke, ambasciatore britannico a Roma, il fondatore dell’ENI aveva obiettivi molto chiari. Il primo era di “dominare la distribuzione dei prodotti petroliferi in Italia” mediante un controllo sulle fonti. Un modo per garantire al suo Paese scorte sufficienti di greggio, necessarie all’industria petrolifera nazionale ed allo sviluppo industriale. Sia perchè le grandi compagnie petrolifere angloamericane costituivano oggettivamente un impero capace di influenzare la politica e la finanza su scala planetaria, sia perchè nella sua tempra di uomo tutto d’un pezzo, la sua personale lotta contribuiva ai suoi ideali di patria e di dignità nazionale.
Ma l’obiettivo di evitare la dipendenza petrolifera dai britannici e dagli americani non era un affare di poco conto. Innanzi tutto per le sue implicazioni geopolitiche.
Basti pensare che l’Italia rivestiva la duplice funzione di centro nevralgico dell’anticomunismo in Europa e di controllo delle risorse energetiche del Vicino e Medio Oriente. Una partita alla quale dai primi anni Quaranta partecipano, da un lato, grandi compagnie come la Standard Oil Company per gli USA e la Shell per la Gran Bretagna, con i suoi dominions in Iraq, Transgiordania ed Egitto; dall’altro, l’Unione Sovietica, artefice di una politica di espansione ideologica e di alleanze strette con gli Stati emergenti dalla lotta anticoloniale.
Quello che temevano le potenze angloamericane non era solo la messa in discussione degli equilibri che regolavano il controllo delle fonti energetiche nel mondo così come era uscito dalla seconda guerra mondiale, ma anche e soprattutto gli elementi di disturbo o di attacco all’ordine geopolitico già dato, mediante l’attivismo di personaggi come appunto Enrico Mattei. Egli mirava a raggiungere una totale sovranità per il nostro Paese o, come diceva A. Jarratt, funzionario del Ministero dell’Energia britannico, “l’autarchia petrolifera” nei Paesi in via di sviluppo, guarda caso in gran parte ex colonie di Sua Maestà.
Il 7 agosto 1962, in un documento indirizzato allo stesso Jarratt, qualcuno riferisce quanto avrebbe detto Mattei in una conversazione privata: “Ci ho messo sette anni per condurre il governo italiano verso un’apertura a sinistra. E posso dirle che mi ci vorranno meno di sette anni per far uscire l’Italia dalla NATO e metterla alla testa dei Paesi neutrali [Non Allineati]”. Mancava poco più di un anno alla nascita del primo governo di centro-sinistra guidato da Aldo Moro…

Qui vogliamo segnalare anche l’ottimo lavoro del documentarista Fabio Pellarin, “Potere & petrolio. La sfida di Enrico Mattei”, dvd coprodotto da Istituto Luce e Croce del Sud Cinematografica, con la consulenza storica di Simone Misiani (docente di Storia Economica presso l’Università di Teramo), Marcello Colitti (consulente petrolifero, già stretto collaboratore di Mattei) e Giuseppe Accorinti (Amministratore delegato Agip Petroli ed attualmente Presidente della scuola Mattei).
Il documentario, avvalendosi di materiali del Luce e soprattutto di filmati d’epoca provenienti dal ricco archivio dell’ENI, ripercorre la vita pubblica di Mattei, ma senza indagare sull’attentato che ne causò la morte nell’ottobre 1962, con la caduta dell’aereo privato che lo riportava a Milano dalla Sicilia. “Non dimentica però – come sottolinea l’autore – che il tribunale di Pavia, riaprendo il caso nel 1994, è giunto alla conclusione che in quell’aereo ci fu un’esplosione provocata da una bomba”.
Giusto per ricordare la fretta con cui la penna di Indro Montanelli tentò di liquidare la questione con “l’insaziabile voglia di giallo” degli italiani. A chi scriveva articoli contro di lui, a cominciare proprio da Montanelli, Enrico Mattei non aveva l’abitudine di rispondere. Preferì pubblicare i 35 volumi intitolati ‘Stampa e oro nero’ in cui furono raccolti, rigorosamente senza replica, i continui attacchi della stampa atlantista.

11 thoughts on “Enrico Mattei, italiano “pericoloso”

  1. Enrico Mattei, l’unica persona al mondo che ha osato sfidare le potentissime “Sette Sorelle” del petrolio. E per questo il 27 ottobre 1962 è stato assassinato!!!
    Ecco le Corporation anglo-americane sicuramente implicate: Standard Oil of New Jersey (statunitense, oggi Exxon-Mobil), Royal Dutch Shell (anglo-olandese, rimasta Shell), Anglo Persian Oil (britannica, oggi BP), Standard Oil of New York (statunitense, oggi Chevron-Texaco), Socony (statunitense, oggi Chevron-Texaco), Standard Oil of California (statunitense, oggi Chevron-Texaco), Gulf Oil (statunitense, oggi Chevron-Texaco).
    …..Le prove contenute nelle 208 pagine del fascicolo dimostrano anche che l’inchiesta del 1962, presieduta dal generale dell’Aeronautica Ercole Savi, conclusasi dichiarando l’impossibilità di “accertare la causa” del disastro, fu in realtà un mostruoso insabbiamento.
    Finora davanti alla sbarra è finito soltanto un contadino di Bascapé, Mario Ronchi, accusato di “favoreggiamento personale aggravato”. Secondo l’accusa vide l’aereo di Mattei esplodere in volo, rilasciò alcune interviste in questo senso a diversi organi di stampa e alla Rai e poi… si rimangiò tutto.
    Secondo Iannì per l’eliminazione di Mattei ci fu un accordo tra non meglio identificati “americani” e Cosa nostra siciliana. A mettere una bomba sull’aereo di Mattei fuono alcuni uomini della famiglia mafiosa capeggiata da Giuseppe Di Cristina. Anche Tommaso Buscetta rivela che la mafia americana chiese a Cosa nostra il favore di eliminare Enrico Mattei “nell’interesse sostanziale delle maggiori compagnie petrolifere americane”. In Italia, poi, Mattei era un finanziatore della politica, nemico dei circoli economici e politici legati ai grandi interessi….

    Da: http://www.disinformazione.it

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  2. Nella puntata di fine aprile scorso di “Porta a porta”, dal titolo “Enrico Mattei, incidente o omicidio”, (http://www.tg1.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c00bc5ee-98f9-4450-9836-0001b2efa3c1.html, al 36 esimo minuto) uno degli ospiti, Mauro Pirani, all’epoca su indicazione di Mattei designato “ministro degli esteri” dell’Eni in Algeria e oggi editorialista della Repubblica, ha detto che a voler uccidere Mattei non erano i francesi (perchè in algeria s’era raggiunto un accordo con De Gaulle) ma gli americani . Ma non i PETROLIERI americani. Pirani contestualizza infatti la morte di Mattei nel pieno della guerra fredda, in piena crisi di Cuba, 1962, che è il momento di maggior pericolo per lo scoppio di una possibile terza guerra mondiale. Pirani cita il rapporto di Suzberg, giornalista francese poi risultato essere un agente della cia, in cui si faceva un resoconto della situazione italiana, in cui si diceva appunto che l’unica personalità che poteva spingere l’italia su una posizione di neutralismo in caso di guerra con l’urss, era Mattei.
    Quindi c’era un interesse nazionale americano dal togliere di mezzo un personaggio come Mattei in un paese di confine come l’Italia.
    Ci fu, ipotizza Pirani, l’utilizzazione di un vecchio piano francese ormai desueto attraverso la mafia italo-americana; un personaggio che viene espulso e portato a tunisi con un aereo della cia e di cui poi non si sa più niente; era un mafioso molto importante in sicilia.
    quindi per Pirani ci sono tutti gli elementi per un utilizzazione della mafia siciliana per conto della cia. Pirani sottolinea che ad orchestrare l’opera non furono i servizi deviati americani, ma i servizi tout court.

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  3. Posso chiedere la vostra opinione su una mia ipotesi? Nella fiction rai, mandata in onda tra 3 e 4 maggio, non salta mai fuori il nome di Eugenio Cefis. Lo cita solo una volta l’amico e guardia del corpo di Mattei Rino Pachetti, in una intervista de “La Storia siamo noi”, in seconda serata il 4 maggio. Perchè questo nome estremamente significativo per la sorte dell’Eni (e di Mattei…) non è saltato fuori? Perchè questa “eminenza grigia” è stata sostituita dal personaggio inventato di Attilio Fabbri?
    La fiction è stata finanziata anche dall’Eni: non è che qualcuno vuole farci dimenticare come sono andate le cose? Ovvero che Cefis faceva il doppio gioco (e non quella ragazza spia, come si mostra nella fiction) e che era l’infiltrato delle 7 sorelle nell’Eni? Perchè non si parla mai della versione dei fatti fornita dal nipote di Mattei, Angelo, il quale ha raccontato al pm di Pavia Vincenzo Calia che nel gennaio ’62 Cefis non abbia dato le dimissione per incompatibilità con la linea politica di Mattei. Angelo Mattei racconta che nel gennaio ’62 suo zio, per verificare le sue ipotesi, ha messo in giro la notizia che fosse partito per l’estero, mentre in realtà si era nascosto in un buio stanzino adiacente allo studio. Poche ore dopo avrebbe beccato Cefis con le mani nella marmellata: a rovistare nella cassaforte di Mattei per ottenere informazioni da passare agli Americani. A quel punto Mattei non gli ha dato scelta: licenziamento o dimissioni. Io credo a questa versione dei fatti: altrimenti, perchè una settimana dopo la tragedia di Bascapè Cefis sarebbe tornato all’Eni col ruolo di vice presidente? E non è strano che nel ’67 abbia già assunto il controllo dell’Eni.
    Come ha sostenuto l’attuale amministratore delegato dell’Eni Scaroni all’intervista di Minoli sempre a “La Storia siamo noi”, l’Eni non è più quella di una volta, non c’è più conflitto con le 7 sorelle: siamo noi stessi nelle 7 sorelle, ci hanno inglobato…. e adesso vogliono farci dimenticare.
    Fatemi sapere cosa ne pensate.

    PS: Non dubito che persone informate come voi abbiano letto “Profondo Nero” di Lo Bianco e Rizza (Ed. Chiare Lettere)….. ! Io l’ho fatto, e anche se è …. brrrrr…. fa un’analisi chira dei fatti.

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  4. diplomaticamente diciamo che Attilio Fabbri e la sua bella rappresentano un efficace espediente narrativo…

    comunque da allora il quadro geopolitico è notevolmente mutato, ed anche in campo energetico non è più possibile parlare di una semplice predominanza delle compagnie occidentali. l’ENI non è più quella di una volta certo non solo per la scomparsa del suo fondatore, ed oggi si trova ad operare in un contesto dove le alleanze e le “rivalità” si intrecciano davvero trasversalmente.
    e molto altro ci sarebbe da dire

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  5. Pingback: Enrico Mattei, l'ENI e il complotto delle "sette sorelle" - Pagina 2 - Politica in Rete Forum

  6. Pingback: Cavie umane | Informare per Resistere

  7. …basti vedere le dichiarazioni di BENITO LI VIGNI su STAMPA LIBERA…..braccio destro di Mattei….GRANDE ONORE AD UN GRANDE ITALIANO!
    MATTEI !!!

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  8. Pingback: La Gabanelli come Montanelli | cogito ergo sum…penso dunque sono

  9. Pingback: La Gabanelli come Montanelli

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