Un’Apache a stelle e strisce

L’ AH-64 Apache è la versione a stelle e strisce più vicina per profilo all’elicottero d’attacco “tricolore” A-129 Mangusta, che supera in potenza di fuoco.
In tandem si stanno lavorando per conto di Enduring Freedom/ISAF – con “intensi cicli operativi” sia in perlustrazione che in attacco – le provincie di Herat e di Farah, dove le popolazioni sedentarie e nomadi locali parlano il farsi e hanno radicate tradizioni culturali e religiose in comune con l’Iran.
L’ambasciatore di Teheran in Italia, Mustafà Doolatyr, ha dichiarato il 27 Febbraio u.s. a La Repubblica che in sette anni il traffico d’oppio che passa per il suo Paese, nonostante la deterrenza della pena capitale per i trasportatori, è aumentato da 200 kg ad 8 tonnellate e che i profughi assistiti dal governo iraniano sono attualmente più di 2 milioni, per lo più provenienti dalle aree di confine dell’Afghanistan. Numero in vertiginosa crescita anche per i ripetuti attacchi aerei che USA/NATO effettuano sugli insediamenti locali per “desertificare” il territorio e provocare un esodo di massa verso l’Iran.
Il dott. Ishaqzai, che collabora con la Croce Rossa Internazionale, lo scorso 5 maggio ha riferito all’agenzia Pajhook Afghan News che nel suo villaggio una sola famiglia ha perso sotto i bombardamenti 23 componenti mentre 65 perdite sono state registrate tra anziani, donne, uomini e bambini ad Agha Saiban. Imprecisato il numero dei feriti e degli amputati.
Al contrario del Mangusta impiegato anche in missioni di appoggio tattico (scorta armata a pattuglie blindate di polizia ed esercito di Kabul) anche nelle provincie di Bagdis e Ghor, l’ AH-64 è il perno del dispositivo militare integrato di Enduring Freedom che copre Kabul e l’intero Paese delle Montagne, con un impiego particolarmente esasperato nelle zone di confine tra Afghanistan e Pakistan.
Gli A-129 presenti in cinque unità presso l’aereoporto del West Rac di Herat, inquadrati in ISAF, integrano su richiesta del Comando USA le operazioni “attacca e distruggi” condotte dagli AH-64, dalle cannoniere volanti C-130, dagli A-10 e dai cacciabombardieri F-15 e F-16 contro formazioni di nuclei “ribelli”.
Oltre agli attacchi intenzionali su obiettivi valutati di prioritario interesse militare, molti raids vengono effettuati il più delle volte in condizioni di visibilità gravemente insufficienti per repentini cambiamenti luce-ombra-nuvole, vento, sabbia e polvere in sospensione in zone collinari, portando a ripetute e gravi perdite anche tra gli abitanti dei villaggi di fondovalle.
In varie occasioni, il comando italiano ha confermato la pertecipazione degli A-129 Mangusta ad “azioni di fuoco” USA contro formazioni di “terroristi” nell’area di Herat e Farah, senza accennare alle perdite inflitte al “nemico” che si suppone ingenti.
La spaventosa cadenza di fuoco e la potenza delle mitragliatrici in calibro 7, 62, 12.7 e 20 mm in dotazione sia agli AH-64 che agli A-129 dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio che USA e NATO non sono in Afghanistan per portare pace e piani di ricostruzione ma la guerra.
Una guerra di lunga durata che ha per obiettivo strategico l’ annientamento di qualsiasi opposizione politica e militare organizzata.

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