NATO Rapid Deployable Corps – Italy

nrdc-it

Ritornano a Kabul i militari della base NATO di Solbiate Olona (Varese). Partiti a gennaio dall’aeroporto di Malpensa (su aerei dell’USAF), i 100 ufficiali di stanza al Comando di Reazione Rapida di Solbiate (uno dei cinque comandi di reazione rapida della NATO nel mondo), integrano il comando NATO delle operazioni militari in Afghanistan, basato a Kabul. Andranno a sostituire lo staff turco e resteranno al comando per i prossimi sei mesi. Il compito di comando dei militari della base “Ugo Mara” si era già avuto da agosto 2005 ad aprile 2006, con la responsabilità della spedizione militare “ISAF” (International Security Assistance Force) e l’assistenza a “Enduring Freedom” (“missione” composta di una coalizione a guida statunitense) sotto la guida del Generale Mauro Del Vecchio (ora parlamentare del Partito Democratico).
La “Ugo Mara”, al cui comando c’è il Generale Gian Marco Chiarini, è situata tra le città di Varese e Milano, a pochi chilometri dall’aeroporto di Malpensa (che è impiegato anche come aeroporto militare; ne sono un ultimo esempio le partenze dei militari, sopra descritte) e in un raggio di 15 chilometri dagli insediamenti a prevalente produzione bellica quali AgustaWestland ed Aermacchi. E’ attiva come base NATO a partire dal novembre 2001. Vi risiedono circa duemila soldati appartenenti a quindici Paesi: italiani, inglesi, statunitensi, tedeschi, ungheresi e greci i più presenti. Questo comando di reazione rapida è in grado di gestire quattro divisioni più alcune unità d’organizzazione e comando in aeree di conflitto, per un totale di 60mila militari coinvolti. La visione della base e le molteplici attività insite la connotano come un centro di comando predisposto ad attuare una sorta di ‘guerra informatica’. Infatti non vi è la presenza, nell’area della base, di carri armati, cannoni o altri grossi armamenti terrestri o aerei; oltre al campo per le esercitazioni, numerosi impianti con paraboliche e radar, semoventi o su strutture fisse. Inoltre è anche in corso un’ampia ristrutturazione che la porterà ad essere la prima base NATO in Italia con infrastrutture pari alle grandi basi USA ed europee. Infatti, è già in atto la costruzione di quello che è stato chiamato “Villaggio Monte Rosa”, un vero e proprio paese abitato dai militari e dalle loro famiglie, che prevede la costruzione di 227 palazzine, 448 uffici, 3 aree briefing, sale per congressi, impianti sportivi al coperto ed esterni, centri ricreativi, un centro medico, scuole, sportelli bancari, negozi. Il villaggio sorgerà su un’area di 35 ettari.

Da Varese, la base della “guerra informatica”, di Stefano Ferrario.

4 thoughts on “NATO Rapid Deployable Corps – Italy

  1. Il 26 maggio il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, insieme al sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, è arrivato in visita ufficiale alla base NATO “Ugo Mara” di Solbiate Olona (Varese), uno dei cinque comandi di reazione rapida della NATO nel mondo (www.nato.int/nrdc-it), da lui glorificata affermando che la caserma è “un’eccellenza, che dà sicurezza ai cittadini, che si può anche contrastare con la forza giusta il più subdolo nemico di questo secolo: il terrorismo”.
    Il Ministro ha sottolineato che oggi più nessuno deride l’esercito, criticato chi fa sfilate pacifiste e sventola bandiere di mille colori e ripetuto che l’esercito serve la pace e la libertà. Ha insistito ricordando come “bisogna far conoscere di più il grado di prontezza della caserma NATO di Solbiate, una super eccellenza tra le forze armate, esse stesse un’eccellenza in Italia e motivo di tranquillità e sicurezza per le nostre famiglie”.
    La benedizione alla “Ugo Mara” si è resa concreta nell’ufficializzazione della realizzazione del villaggio “Monte Rosa”, in seno alla base NATO. Si inizia a settembre con l’apertura di un asilo nido che ospiterà quaranta bimbi dei militari, cui seguirà la scuola elementare.
    Società Difesa Servizi SpA Ciò che qui va rilevato è che il progetto del villaggio “Monte Rosa”, con le abitazioni dei militari e tanti servizi all’interno dell’area della base NATO, non solo andrà avanti, ma avrà anche finanziamenti certi. La Russa ha spiegato che “stiamo costruendo la società Difesa Servizi SpA, alla quale passare le caserme dismesse da riprogettare con i privati. Ho incaricato l’onorevole Crosetta di seguire la materia, per me una priorità. Troveremo le risorse per migliorare la qualità della vita dei militari e risolvere i loro problemi abitativi. Solbiate entra nel progetto”. Tra le priorità del Ministro della Difesa è anche quella di incentivare il grado di vicinanza tra l’esercito e la società civile, dichiarando che l’esercito è “una grande comunità” che deve mantenere una fitta collaborazione con il territorio.
    Attività che la “Ugo Mara” persegue da anni, con costanza, nei confronti di scuole, amministrazioni comunali, oratori e associazioni di vario genere, come raccontato nei mesi scorsi da PeaceReporter.
    Infine, non va dimenticato che la base di Solbiate Olona vede la presenza di circa duemila soldati appartenenti a tredici paesi della NATO (il 70 percento sono italiani) e che sono soldati operativi con costanza nelle spedizioni militari in Iraq, Libano, Balcani e Afghanistan.

    Società Difesa Servizi SpA,
    di Stefano Ferrario
    http://it.peacereporter.net/articolo/16365/Società+Difesa+Servizi+SpA

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  2. NATO: EAGLE METEOR ’10;GEN.CHIARINI,EMERSA GRANDE EFFICIENZA

    (ANSA) – LECCE, 22 GIU – Una esercitazione ”estremamente efficiente”: cosi’ il generale Gian Marco Charini ha definito l’esercitazione ‘Eagle meteor 2010′ che il Corpo d’armata di reazione rapida della Nato in Italia (Nrcd-Ita), di stanza a Solbiate Olona (Varese), ha compiuto per due settimane nel poligono militare di Torre Venneri, a Lecce.
    ”Gli obiettivi – ha spiegato Chiarini – erano di testare le nostre capacita’ di schierarci in tempi brevi in aree che fossero molto distanti da quella che e’ la nostra base. Una volta schierati dovevamo essere in condizioni di gestire una situazione operativa abbastanza complessa. Questa operazione ci ha consentito di dialogare con i reparti che stavano affrontando una situazione di transizione di un Paese da un periodo di guerra ad un processo di normalizzazione”.
    All’esercitazione hanno partecipato 1.500 uomini circa, appartenenti a 15 nazioni (75% italiani). ”Non abbiamo preclusioni per alcun teatro operativo – ha detto ancora Charini – siamo un elemento a disposizione della Nato e dipendiamo direttamente dal Comando Nato di Bruxelles. Saranno loro a decidere in quale teatro operativo dobbiamo andare. Il mio personale e’ tornato l’anno scorso dall’Afghanistan. L’anno prossimo saremo la forza di pronto intervento della Nato, che gia’ e’ stata chiamata ad operare in varie occasioni, ad esempio per il terremoto in Pakistan”.

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  3. Pingback: Il sindaco amico della NATO | ICTUMZONE

  4. Una precisazione; L’ Agustawestland e l’ Aermacchi NON sono affatto due aziende a prevalente produzione bellica, bensì il contrario; All’ Agustawestland si producono PIÙ elicotteri civili che militari!!!

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