Rischi e costi degli aerei senza pilota

predator b

In Italia invece impera la deregulation e già nei prossimi mesi i piloti delle compagnie aeree dovranno stare attenti a non incrociare i micidiali velivoli senza pilota delle forze armate italiane e statunitensi. Il generale Giuseppe Bernardis, sottocapo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, ha preannunciato all’agenzia di stampa Defensenews che entro la fine dell’anno i nuovi velivoli “Predator B” dell’AMI saranno liberi di volare in qualsiasi parte del Mediterraneo, “all’interno dello spazio nazionale e comunque fuori dal traffico regolare, a 50.000 piedi d’altitudine”. Qualcosa più di 15.000 metri dal livello del mare, ben al di sopra delle quote di crociera dei voli civili. Peccato che per volare, gli UAV dovranno comunque decollare proprio da alcuni scali militari che sorgono in prossimità di grandi centri urbani e importanti hub aeroportuali. I “Predator B” saranno installati nella base pugliese di Amendola, a metà strada tra le città di Foggia e Manfredonia, ai piedi del Gargano. Andranno a fare compagnia al gruppo di Predator di prima generazione (quelli indicati con la lettera “A”), operativi dal dicembre 2004. Insieme si contenderanno il passaggio nel “corridoio di volo” che l’aeronautica militare sta predisponendo tra la Puglia e il poligono sperimentale di Salto di Quirra in Sardegna.
(…)
I Predator non sono però solo una grave minaccia alla sicurezza; rappresentano infatti l’ennesimo caso di spreco delle risorse finanziarie nazionali a favore del complesso militare industriale statunitense. Per quattro velivoli dell’ultima versione “B” prodotti dalla General Atomics Aeronautical Systems Incorporated di San Diego, California, l’Italia dovrà spendere non meno di 80 milioni di euro nei prossimi due anni. Per i cinque Predator A acquistati nel 2004, sono stati spesi invece 47,8 milioni di dollari. E dopo un incidente ad un Predator italiano durante un volo sperimentale nel deserto della California, il governo ha pensato bene ad ordinare nel 2005 altri due velivoli, con un costo aggiuntivo di 14 milioni di dollari più altri 2 milioni per equipaggiamenti vari.
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Con la nuova versione dell’aereo cresceranno le sue dimensioni (una lunghezza di 11 metri e un’apertura alare di 20) e il peso massimo al decollo (oltre 4.500 chilogrammi). Verranno sensibilmente incrementate le prestazioni del motore e la velocità massima supererà i 440 km/h, mentre quella di crociera si attesterà intorno ai 400, valori tre volte superiori a quelli del Predator A. L’autonomia di volo si attesterà tra le 24 e le 40 ore, a secondo del carico trasportato, a una quota di più di 15.200 metri. L’incremento delle dimensioni e delle prestazioni dell’UAV si rifletterà ovviamente sul carico di armamento trasportabile. Si tratterà di circa 1.360 chilogrammi di nuovi sofisticati sistemi di morte come i missili Hellfire, le bombe a guida laser Gbu-12 Paveway II e le Gbu-38 Jdam (Joint direct attack munition) a guida Gps. Si spiega così come mai il Predator di prima generazione sia costato 3,2 milioni di dollari ad esemplare, mentre con la versione B si supereranno gli 8 milioni di dollari.
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Da I Predator all’assalto dei cieli del Sud Italia, di Antonio Mazzeo.
[grassetto nostro]

E’ di queste ore la notizia che, per la prima volta in Italia, gli aerei robot Predator, in occasione del G8 dell’Aquila saranno utilizzati, a supporto del dispositivo di ordine pubblico.
Con molta enfasi l’Aeronautica militare ha permesso agli operatori delle televisioni ad entrare nell’Aeroporto militare di Amendola, nella sala operativa del 28° gruppo che gestisce le missioni dei Predator.
Con molta soddisfazione tra telecamere e sensori gestiti a distanza, radiolink satellitari e monitor ad alta definizione si è spiegato l’utilizzo di questo aereo robot, nel nuovo incarico, ovvero di occhio del Grande Fratello col quale scrutare tra folle di manifestanti, individuare quelli che potrebbero divenire violenti, o capaci di aggirare le barriere delle zone rosse, e in tempo reale far intervenire i reparti antisommossa e i mezzi anti manifestante.
Un vero e proprio salto di qualità nella gestione dell’ordine pubblico e nell’integrazione tra reparti di polizia e Forze Armate (esercito e aviazione in primis) che, con l’aggravarsi della crisi capitalistica globale, sempre più dovranno confrontarsi con quelle che gli esperti chiamano le operazioni urbane del futuro (Urban Operations).
(…)
Sono quelle operazioni alle quali le nostre forze armate si sono preparate in tante missioni di “polizia internazionale” all’estero, ma anche partecipando insieme ad altri paesi NATO e non, al programma di studi strategici UO 2020 (Urban Operations year 2020) messo in cantiere nel 1998, con il beneplacito dei governi di centrodestra e centrosinistra, e che ha fornito conseguenti linee guida presso reparti specializzati dell’Esercito e delle altre FFAA e relativi piani industriali per la messa in cantiere di prototipi di armi e/o acquisto di mezzi (quali per esempio aerei robot predator) da utilizzare contro le folle tumultuanti che si potrebbero scatenare nelle megalopoli in rivolta in un futuro non troppo lontano da noi.

Da G8 e Predator dalla Puglia, di Antonio Camuso.

10 thoughts on “Rischi e costi degli aerei senza pilota

  1. ecco l’ultima impresa di un aereo senza pilota (drone):

    (ANSA) – ISLAMABAD, 24GIU – E’ di almeno 83 morti il bilancio dell’attacco di un drone, forse Usa, contro un gruppo di persone che partecipavano a un funerale. L’attacco e’ avvenuto ieri, nel Sud Waziristan pachistano.
    Circa 200 persone si erano radunate a Shobikhel, villaggio natale del comandante talebano radicale Baitullah Mehsud, per rendere l’estremo saluto a un altro capo talebano, Khozhwali, ucciso da un razzo lanciato da un drone in mattinata. Durante la cerimonia, un altro drone ha sparato 2 razzi.

    al riguardo si può leggere:
    https://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/02/19/droni-cia-in-pakistan/

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  2. Pakistan: Raid Drone Usa Contro Talebani Ha Provocato Decine Di Vittime

    (ASCA-AFP) – Peshawar, 24 giu – I raid aerei condotti dai drone Usa ieri contro i rifugi dei talebani in Pakistan hanno provocato decine di morti. Gli aerei senza pilota che gli Stati Uniti utilizzano nella regione hanno colpito una delle roccaforti del ricercatissimo capo talebano Baitullah Mehsud. Il bombardamento e’ avvenuto in due fasin e nella seconda avrebbe colpito anche dei civili. Il primo attacco e’ avvenuto a Shubi Khel, una zona sotto il controllo del gruppo terrorista guidato da Mehsud, il Tehreek-e-Taliban, ed ha provocato la morte di sei miliziani. Mentre la gente si riuniva nella zona per soccorrere i feriti e raccogliere i cadaveri, un altro drone ha lanciato tre missili sulla folla.
    L’AFP ha raccolto la testimonianza di Mohammad Saeed Khan, 35 anni, ricoverato in un ospedale del Nord Waziristan dopo aver perso la gamba destra nell’attacco: ”Hanno lanciato i primi due missili creando il panico, c’era fumo e polvere dappertutto, persone ferite che urlavano e chiedevano aiuto… dopo hanno sganciato il terzo missile e sono caduto a terra”. Secondo il portavoce dell’esercito pakistano le vittime sarebbero fra 20 e 30, per la maggior parte militanti ribelli. Diverso il bilancio fornito da uno dei comandanti di Mehsud, Wali Ur Rehman, secondo il quale i morti sarebbero 65, principalmente civili. I talebani hanno reso noto che nell’attacco e’ morto uno dei capi, Billal, ma che il leader Mehsud e’ al sicuro.
    Gli Stati Uniti, come da prassi, non hanno confermato l’attacco condotto dai drone, ma quel tipo di aereo e’ utilizzato solo dalle forze della Cia impiegate in Afghanistan. Il Pakistan si e’ ufficialmente opposto a questo tipo di azione, che viola la propria sovranita’ territoriale. Dall’agosto 2008 gli attacchi dei drone hanno ucciso almeno 410 persone, moltissimi civili.

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  3. Un’altra spada di Damocle sulla nostra testa.
    Ora non sarà più tanto sicuro volare con gli aerei.
    Sono giocattoli pericolosi in mano a bambini immaturi.

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  4. di che… quando si può dare una mano a far sapere che “l’intelligence” america comincia a fare anche i buchi nell’acqua dopo quelli in terra tra civili….

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  5. questo è il 3 che perdono. Uno in Iraq, uno in Afghanistan in precedenza. La prima VOLTA … IN ITALIA. FANNO I FURBI.
    Su 6 perderne 3 è devastante.
    I Reaper non sono ancora operativi

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  6. Pingback: UAV Global Hawk alla Call of Duty | Selvaggio Web

  7. Pingback: Le spesucce tricolori in Afghanistan … | Selvaggio Web

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