L’equidistanza diplomatica dell’onorevole Frattini

Franco_Frattini_ed_Hillary_Clinton

Trieste, 25 giugno – “Mi dispiace che la mia collega Hillary si sia rotta un gomito, è davvero un grande dispiacere. Noi lavoreremo con gli Stati Uniti, che ovviamente saranno ben rappresentati a livello politico”. Così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, parlando con la stampa a Trieste dell’assenza di Hillary Clinton al G8 Esteri che inizia oggi.
(Adnkronos)

Trieste, 25 giugno – ”Lavoreremo con i colleghi del G8 anche sulla situazione dell’Iran e adotteremo una posizione che a mio avviso dovrà essere particolarmente dura, particolarmente chiara dinanzi al mondo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, mentre arrivava in municipio a Trieste per partecipare ad una seduta straordinaria del Consiglio comunale in occasione della riunione del G8 Esteri a Trieste tra oggi e sabato. Rispondendo ai cronisti che gli chiedevano un commento sulle ultime dichiarazioni del presidente della Camera Fini sull’Iran, Frattini ha risposto: ”Mi sembra che abbia ragione, infatti non ho fatto passare sotto silenzio quello che è accaduto ieri”.
(ASCA)

Accade a Trieste
A Trieste, dopo la cena di questa sera i ministri degli esteri avranno un bel da fare per concordare un comunicato formalmente comune, perché quando dalle formule generali si passa a quelle particolari le divergenze si fanno sentire. In Iraq e in Afghanistan le cose vanno di male in peggio. La questione palestinese pesa sempre come un macigno. Adesso poi come se non bastasse c’è anche l’Iran, non l’Iran della fantomatica bomba atomica, ma quella delle elezioni contestate e delle manifestazioni di piazza, dei giovani che alzano sempre più il livello delle rivendicazioni e del sangue nelle strade.
A Trieste avrebbe dovuto esserci anche il ministro degli esteri iraniano, ma Frattini ha annunciato che non ci sarà: (…)
Ma anche senza di lui gli animi saranno agitati. Già qualcuno avrebbe visto nella cautela diplomatica della Russia un malcelato sostegno al regime degli ayatollah. Il fatto è che la politica estera russa non viene fatta sui servizi della Cnn che, dopo la copertura mediatica data anni fa ad una analoga contestazione in Jugoslavia, poi in Georgia, infine in Ucraina diffonde nel mondo la tesi che l’opposizione, qualsiasi essa sia, avrebbe l’obbligo morale di contestare il responso delle urne.
Sotto l’impatto delle immagini di sangue fatte vedere centinaia di volte al giorno si rafforza la convinzione che in certi paesi le urne avrebbero tutte il doppiofondo, mentre in altri rispecchierebbero una cristallina obiettività. Giolitti diceva che i brogli ci sono sempre, ma che non riescono mai a capovolgere il risultato. Non sarebbe poi male ricordare che i principi della democrazia vanno applicati tutti e sempre e non quando fa comodo. Il che significa, che quando in un paese insorge una crisi questa va risolta nel rispetto delle leggi esistenti in loco e non a Washington, Mosca o Parigi che sia.

Da Il G8 diplomatico a Trieste.

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