Lince, la storia continua

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Roma, 15 ottobre – Un militare italiano è morto e altri due sono rimasti contusi questa notte nell’Afghanistan occidentale quando il veicolo blindato su cui viaggiavano è uscito di strada e si è ribaltato per cause ancora imprecisate. Lo ha riferito a Reuters un portavoce del contigente italiano da Herat.
“Stiamo ricostruendo la vicenda, è possibile che il veicolo, un Lince, abbia preso un dosso”, ha detto al telefono il maggiore Marco Amoriello, specificando che nell’incidente, avvenuto sulla strada che separa Herat da Shindad, non sono rimasti coinvolti altri veicoli.
Il militare morto, il cui nome non è ancora stato reso noto, apparteneva al Quarto Reggimento Alpini Paracadutisti.
(Reuters)

Herat, 15 ottobre – Un militare italiano è morto in Afghanistan in un incidente avvenuto nel corso di uno spostamento operativo dalla città di Herat a Shindad, nella parte occidentale del Paese. Secondo il Regional Command West di Herat, a guida italiana, l’incidente è avvenuto nella notte e ha coinvolto un mezzo blindato Lince, che è uscito di strada e precipitato in un dirupo. A perdere la vita è stato Rosario Ponziano, 25 anni, I caporal maggiore era in forza al 4° Reggimento Alpini Paracadutisti ‘Monte Cervino’.
Nell’incidente, che non ha coinvolto altri veicoli, sono rimasti contusi due soldati, che sono stati medicati e già dimessi dall’ospedale militare di Herat.
Ponziano era arrivato a Herat lo scorso 28 agosto. Il giovane era stato reclutato nella Brigata degli alpini paracadutisti nel 2003. Il padre, che era un maresciallo dei carabinieri, è morto da pochi anni, mentre la madre, che vive nei pressi di Monreale è casalinga. Il cognato della vittima è un carabiniere e presta servizio al Comando provinciale di Palermo.
(Adnkronos/Ign)

Roma, 15 ottobre – Il Consiglio dei ministri ha osservato un minuto di silenzio per commemorare la morte del caporal maggiore Rosario Ponziano, deceduto questa notte in Afghanistan, a causa del ribaltamento del mezzo su cui viaggiava, durante un’operazione di trasferimento. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, scendendo nella sala stampa di Palazzo Chigi. ”Il Consiglio dei ministri – ha detto La Russa – ha tenuto un minuto di silenzio per il caporal maggiore Rosario Ponziano”. Altri due militari, ha informato il ministro, sono rimasti leggermente feriti.
”Rivolgo alla famiglia – ha aggiunto il ministro – la più vicina e forte solidarietà e le condoglianze del Governo. Ancora una volta stiamo qui a piangere le sorti di un ragazzo morto comunque in modo violento”. Il ministro ha poi riferito che il mezzo su cui viaggiava il militare, un mezzo blindato ”Lince” aveva montata la vecchia torretta ”non il nuovo modello che può accentuare il pericolo di ribaltamento”.
(ASCA)

Inframmezzate dalle risposte alle bordate provenienti d’oltre Manica su presunti ammorbidimenti di capi talebani da parte dell’intelligence italiana, oggi le espressioni di cordoglio si sprecano.
Alcuni giorni di tempo, a funerali di Stato svolti, ed anche su questo ennesimo triste episodio dell’avventurismo bellico italiano in terra di Afghanistan scenderà una cappa di silenzio.
FIAT voluntas dei.

[Secondo APCom, al momento del fatale incidente il caporal maggiore Ponziano non sarebbe stato “fuori dal mezzo”, cioé l’uomo in ralla. Se a ciò aggiungiamo che degli altri tre occupanti del mezzo solo due sarebbero stati medicati e poi subito dimessi dall’ospedale del RC West di Herat mentre del terzo non si ha alcuna notizia, iniziano a sorgerci diversi dubbi sulla reale dinamica dell’incidente]

9 thoughts on “Lince, la storia continua

  1. Come si chiamava quell’emerito c… che contestava quanto avevo scritto sulla TENDENZA AL RIBALTAMENTO DEL LINCE?
    Non ho voglia nemmeno di andarlo a cercare per nome, visto che voleva mantenere l’anonimato sul cognome. Quello che la faceva e la nascondeva.
    Ne ha dette di cotte e di crude.
    San Lince ha fatto un altro morto. Vediamo se ha il coraggio di farsi vivo. Cattiva informazione la mia, come sosteneva, da gran esperto, da saccente rompic…?

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  2. (ASCA) – Udine, 16 ott – ”Questo e’ esattamente il gioco dei terroristi”. Cosi’ il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine di un incontro Pdl a Tavagnacco, sulle accuse del Times all’Italia, di aver pagato le milizie talebane in Afghanistan per evitare attacchi al proprio contingente militare.
    ”Ho sentito il ministro degli Esteri afghano, Spanta, e gli ho detto che l’Italia e’ profondamente indignata di queste accuse che sono del tutto false – ha dichiarato Frattini -, si tratta di accuse che sono strumento di disinformazione dei terroristi e dei talebani. Se io fossi un talebano, farei una strategia di disinformazione per dividere gli alleati”.
    Frattini ha confermato che la Francia ha gia’ detto correttamente che ”nulla di tutto questo e’ dimostrato” e ”ovviamente” gli Stati Uniti hanno detto che ”a loro non risulta nulla”. Frattini ha informato che domani il governo afghano fara’ un comunicato ufficiale ”in cui esprimera’ la stessa opinione”. ”A farla breve, al di la’ delle querele che stiamo valutando, questo e’ esattamente il gioco dei terroristi e al gioco dei terroristi noi non ci prestiamo”.

    il gioco dei terroristi?
    sì, quelli angloamericani che vi hanno messo sulla graticola per certe scelte di politica estera ed energetica…

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  3. Chetoni, la prego di credere che non voglio riaccendere inutili polemiche ma ci tengo a puntualizzare che non si contestava la tendenza al ribaltamento del Lince, quanto il fatto che la descrizione che Lei ne faceva in quell’articolo portava il lettore a ritenere che i difetti evidenziati fossero unici del Lince e che il Lince fosse un mezzo imbastito sù in fretta e furia alla bell’e meglio mentre invece quei difetti sono intrinsechi a qualsiasi mezzo da fuoristrada impegnativo che pesa 7 tonnellate e che per il resto il Lince, nella sua classe, rimane uno dei mezzi che attualmente sono meglio in grado di proteggere il proprio equipaggio in quel contesto di guerra.
    Per il resto concordo con byebyeunclesam sul fatto che siamo sulla graticola per certe scelte che ci smarcano dal grande fratello. Paradossale che si debba ascrivere proprio a “Mr.B” una certa voglia di recuperare autonomia sulla scena internazionale, d’altra parte, dopo aver visto Fini e Tremonti diventare “compagni”, perchè non un “Presidente Mattei” dopo quello operaio? Poveri noi…

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  4. se e quando vorrà, Chetoni darà la propria opinione in merito a quest’ultimo episodio (ed alla nuova torretta “remotizzata”).

    seguiamo attentamente gli sviluppi della situazione, senza paraocchi ideologici nel convincimento che l’importante è cosa viene fatto, non da chi viene fatto (del resto Mattei era un democristiano…) ma se il “Presidente Mattei” persiste in questa strada per lui non vediamo un futuro luminoso, senza arrivare a pensare ad aerei che cadono

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  5. In questo senso credo che sia utile cercare di capire cosa si siano detti e/o si diranno Silvio, l’amico Vladimir e l’ex cancelliere Gerard Schroeder, che se non vado errato (ma potrei) è nella cordata che sponsorizza il gasdotto “Nabucco” concorrente del Southstream sponsorizzato dal Mattei coi tacchi…
    Il fatto che la visita sia strettamente privata, mi fa pensare che lo siano anche gli interessi che il nostro piccolo padre rappresenta in tutta questa vicenda… rimane effettivamente, come residuale sottoprodotto, magari non voluto, il fatto che in questo modo il nostro Paese sta sparigliando un po’ le carte…

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  6. Schroeder è il presidente di Northstream, il fratello maggiore di Southstream, il quale raggiungerà appunto la natia Germania passando sotto il Mar Baltico ed aggirando così le repubblichette atlantiste postsovietiche e l’infida Polonia (lo storico cuneo geopolitico fra russi e tedeschi).
    sparigliamento del mazzo di carte: magari non voluto, o magari no, chi lo sa!?
    http://www.eurasia-rivista.org//1940/sprazzi-di-autonomia-italiana-si-rafforza-lintesa-italorussa-in-campo-energetico

    comunque per i soliti noti è già più che sufficiente per operazioni di destabilizzazione:
    http://www.eurasia-rivista.org//1908/ahmedinejad-e-berlusconi-i-due-complotti

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  7. Interessanti articoli, grazie.
    E’ proprio vero che il mondo si sta rovesciando: certi commenti e certe azioni politiche un tempo sarebbero stati di matrice diametralmente opposta :o)

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  8. >Come si chiamava quell’emerito c… che contestava quanto avevo scritto sulla TENDENZA AL RIBALTAMENTO DEL LINCE?

    Presente!
    Eccomi qua. Scusi tanto il ritardo, questo articolo me l’ero perso. Comunque rimedio subito…
    Egregio Chetoni, non faccia finta di non capire: io non ho MAI contestato che il Lince abbia la tendenza a ribaltarsi. Io ho scritto a chiarissime lettere che è NORMALE che un veicolo fatto come il Lince, che per i requisiti richiesti non può che avere il baricentro alto, abbia in certe circostanze facilità a ribaltarsi.
    Io Le ho contestato e Le contesto tutt’ora che Lei consideri questo come una manchevolezza. Le ripeto, benché in questo caso repetita NON juvant affatto, che TUTTI i veicoli con baricentro alto condividono tale problema. Anche la Sua auto con le ormai famose damigiane di vino sul tetto (non l’ha fatta la prova, vero?).
    Le contesto poi l’insopportabile faziosità con cui nega la palese evidenza, e cioè che il Lince con tutti i suoi difetti, salva in gran parte la pelle dei nostri soldati, al contrario di altre forze armate che nelle stesse situazioni hanno accusato ed accusano non trascurabili perdite.
    Punto.

    PS: la ringrazio per la delicatezza di aver messo i puntini, ma poteva tranquillamente scrivere per esteso, può immaginare quanto mi sarei offeso…

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