Abu Omar, la sentenza di 1° grado

giustizia per abu omar

Milano, 4 novembre – Il giudice milanese Oscar Magi, al termine del processo per il sequestro dell’ex imam Abu Omar, ha disposto il non luogo a procedere per effetto del segreto di Stato nei confronti dell’ex numero uno del Sismi Niccolò Pollari e dell’ex dirigente Sismi Marco Mancini, mentre ha condannato l’ex capo della stazione della Cia a Milano, Robert Seldon Lady, a otto anni di reclusione per sequestro di persona.
Condannati anche altri 22 dei 26 ex agenti Cia imputati — tutti a 5 anni di reclusione — mentre per tre di loro, fra i quali l’ex capo della stazione Cia di Roma, Jeff Castelli, è stato disposto il non luogo a procedere per l’immunità diplomatica.
Gli altri due agenti prosciolti per l’immunità sono Betney Medero e Ralph Russomando.
Per Castelli, Medero e Russomando, il giudice ha disposto l’immediata perdita di efficacia della richiesta di misura cautelare. Restano in piedi gli altri ordini d’arresto internazionali, che hanno però un puro valore simbolico, anche perché i governi che si sono succeduti non hanno mai dato corso alla procedura per la richiesta di estradizione avanzata dalla procura.
La procura aveva chiesto per Pollari la condanna a 13 anni e 12 anni per Seldon Lady, per gli altri agenti erano state chieste condanne comprese fra i 10 e i 13 anni.
In tutto gli imputati erano 33. I due ex agenti del Sismi Pio Pompa e Luciano Seno sono stati condannati a tre anni di reclusione per favoreggiamento.
Tutti i condannati dovranno versare in solido una provvisionale immediatamente esecutiva di un milione di euro per Abu Omar e di 500.000 euro per sua moglie. I coniugi avevano chiesto un risarcimento di 15 milioni di euro.
Il Dipartimento di Stato USA ha espresso delusione per la condanna. “Siamo delusi per il verdetto contro gli americani e gli italiani condannati a Milano per il loro presunto coinvolgimento nel caso del religioso egiziano Abu Omar”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Ian Kelly.
(Reuters)

[grassetto nostro]

6 thoughts on “Abu Omar, la sentenza di 1° grado

  1. riceviamo da Antonino Amato:

    Il “segreto di Stato” e i “segreti di Pulcinella”

    Il Tribunale penale di Milano, emettendo la sentenza sul rapimento di Abu Omar, ha strappato la maschera della “repubblica antifascista nata dalla resistenza”. Svelandoci che Pulcinella ha due facce. Ma procediamo con ordine.

    Con la sentenza di cui sopra, il Tribunale ha condannato i 23 agenti della CIA, responsabili del sequestro. E, giustamente, gli USA di Obama protestano (1). Ce ne illustra le “giuste ragioni” Guido Olimpo che, da quelle parti, gode di un certo accredito (2). Obama, dice Olimpo, ha ereditato l’impero dai piedi d’argilla di Bush; in campagna elettorale ha promesso di cambiare registro, ma, ora gli tocca gestire i fallimenti di una politica avventata. Lancia “segnali”, ma è prigioniero delle cose. E spera che i “segnali” lo aiutino a passare la nottata.

    Ma è sul piano interno che la sentenza è “dirompente”. E difatti il generale Pollari, dei nostri servizi segreti, è stato assolto “sulla parola”: aveva dichiarato di essersi opposto alle richieste della CIA, ma non aveva potuto produrre idonea documentazione perché sia Berlusconi che Prodi avevano opposto il “segreto di stato”.

    “Segreto di Stato”? Segreto di Stato “per che cosa”? A dire del “Corriere”, il segreto di Stato si dichiara “quando è a rischio la sovranità nazionale” (3). Nella fattispecie Berlusconi e Prodi hanno opposto il segreto di Stato non per difendere la “sovranità nazionale” ma per nascondere fino a che punto la sovranità nazionale è compromessa. E difatti….. E, difatti, il rapimento è avvenuto. Le carte, sulle quali è stato opposto il segreto di Stato, servivano per sapere delle “interferenze degli Yankees sulla politica italiota”. E a scagionare chi, eventualmente, si fosse opposto a queste interferenze. Il segreto di Stato è stato dunque opposto solo per nascondere le vergogne di Pulcinella.

    ***

    Ogni anno, in occasione del 25 Aprile, Pulcinella si barda a festa e, con toni solenni, ci comunica che il 25 aprile 1945, “gli USA ci hanno liberato”. E pazienza se ieri, 4 novembre 2009, il “Corriere” ha dedicato 2 pagine allo “Impero americano”: Pulcinella non legge i giornali, ma prende ordini dai “venerabili”.

    Ne volete una riprova? Io sostengo che la Prima e la Seconda Guerra Mondiale sono state due “guerre fratricide”, combattute tra Europei. Con il risultato che l’Europa, che era “soggetto”, è diventata “oggetto” della politica. Pulcinella, invece, definisce “giusta” la Prima Guerra Mondiale e “vergognosa” la Seconda Guerra Mondiale. Perché nella Prima abbiamo combattuto “con l’Inghilterra” e nella Seconda “contro l’Inghilterra”. E l’Inghilterra è la Patria della Massoneria, la tutrice del Sionismo, e la culla dell’Alta Finanza. Ragione per cui Pulcinella sragiona a beneficio “dei Venerabili Superiori”.

    ***

    Rassicuratevi: sui destini della Patria veglia Napolitano. Ve ne do le ultime notizie: “Le missioni militari all’estero hanno fatto guadagnare prestigio al nostro Paese. Si sono rivelate uno strumento straordinario per tenere alto il nome dell’Italia sulla scena internazionale. Ne è convinto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ieri, in occasione della Festa delle Forze Armate, ha lanciato un serio monito a chi vorrebbe il ritiro dei soldati” (4).

    Parola di Napolitano che, notoriamente, è “uomo d’onore”. E pazienza se, a noi Italyani, è finita come a “frate Puccio” di cui ci narra Giovanni Boccaccio: il pover’uomo, volendo conquistarsi il Paradiso, digiunava in soffitta; mentre il suo consigliere spirituale si godeva “il di lui letto e la di lui donna”. Noi Italyani, avendo spedito “in Afganistan l’onore e la sicurezza d’Italia”, ne siamo rimasti privi in Italya. Ragione per la quale non solo gli agenti CIA rapiscono un tizio su suolo italiano; ma gli USA si permettono anche di protestare per una sentenza che condanna i malfattori.

    Concludo: noi Italyani abbiamo mille ragioni per dichiararci “contenti”. Anche perché, a vegliare sui destini della Patria, ci stanno tanti “benemeriti”. E non venite a chiedermi: “benemeriti di chi?”. Dimostrereste di non essere degni di questa “democrazia antifascista”. E tutti vi guarderebbero con sdegno.

    Antonino Amato

    (1) “Agenti della CIA condannati. Protesta degli USA” in “Corriere della Sera” del 5 novembre 2009, pagina 2;

    (2) “I segnali di Obama” in “Corriere della Sera” del 5 novembre 2009, pagina 2;

    (3) “Il segreto di Stato” in “Corriere della Sera” del 5 novembre 2009, pagina 3;

    (4) “Il Capo dello Stato e le missioni di pace” in “Corriere della Sera” del 5 novembre 2009, pagina 15.

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  2. depositate le motivazioni della sentenza

    MILANO (Reuters) – Il servizio segreto italiano era a conoscenza delle attività che hanno portato al rapimento, da parte di alcuni agenti Cia nel 2003, dell’ex imam di Milano Abu Omar.

    Lo scrive il giudice milanese Oscar Magi nelle motivazioni della sentenza, depositate oggi, con cui nel novembre scorso ha condannato 23 agenti americani per il sequestro.

    “L’esistenza di una autorizzazione organizzativa a livello territoriale nazionale da parte delle massime autorità responsabili del servizio segreto Usa lascia presumere che tale attività sia stata compiuta quantomeno con la conoscenza (o forse con la compiacenza) delle omologhe autorità nazionali”, si legge nelle motivazioni.

    “Ma di tale circostanza non è stato possibile approfondire le evenienze probatorie (pur esistenti) per l’apposizione-opposizione di segreto di Stato da parte delle autorità governative italiane”, scrive Magi.

    I 23 agenti americani, incluso l’ex capo stazione Cia di Milano, sono stati riconosciuti colpevoli di aver rapito l’egiziano Abu Omar, imam dell’Istituto islamico di Milano, e — nell’ambito di una cosiddetta operazione di “rendition” — di averlo portato in Egitto, dove il religioso ha raccontato di essere stato torturato nel corso degli interrogatori e di essere stato detenuto per anni senza che gli venissero formalizzate accuse. All’epoca del rapimento, l’imam era imputato a Milano per terrorismo internazionale.

    Per Magi, riguardo ai componenti della struttura Cia operante in Italia dal 2003, esistono “gravi e univoci elementi di responsabilità penale… in ordine al reato contestato”.

    “Il rapimento di Abu Omar è stato voluto, programmato e attuato da un gruppo di agenti Cia che, in ottemperanza a quanto espressamente deciso in sede politica competente, ha operato a Milano e in Italia del nord nelle date precedenti al febbraio 2003 fino al compimento dell’atto, per poi abbandonare il territorio dello Stato nei giorni e nei mesi successivi allo stesso”, scrive il giudice.

    SEGRETO DI STATO “PARADOSSO LOGICO E GIURIDICO”

    Per effetto del segreto di Stato, nell’ambito del processo è stato disposto il non luogo a procedere nei confronti dell’ex numero uno del Sismi Niccolò Pollari e dell’ex dirigente Marco Mancini.

    Nel marzo 2009 era stata la Corte Costituzionale, dirimendo un conflitto di attribuzione fra governo e magistratura, a stabilire che la procura di Milano non poteva utilizzare nel processo documenti coperti da segreto di Stato, eliminando dal dibattimento alcuni degli atti che avevano consentito i rinvii a giudizio.

    Magi scrive nelle motivazioni di essersi “attentamente adeguato” alla sentenza della Consulta, ma argomenta che “ammettere che vi è segreto di Stato correttamente opponibile all’autorità giudiziaria che riguardi i rapporti tra servizi segreti italiani e stranieri e assetti organizzativi e operativi del Sismi, ancorchè collegati a un fatto reato per cui si proceda, nel momento in cui si afferma che per quel fatto reato non vi è segreto e nel momento in cui per quel medesimo fatto risultano indagati o imputati persone appartenenti a quei servizi stessi costituisce… un ‘paradosso logico e giuridico’ di portata assoluta e preoccupante”.

    Il giudice parla di “buco nero” sulle responsabilità degli agenti italiani, scrivendo che “in seguito alla delimitazione dell’area del segreto operata dalla Corte costituzionale e alle conseguenti opposizioni da parte degli imputati è stato tirato una sorta di sipario nero su tutte le attività operate dagli agenti Sismi in relazione al fatto-reato ‘sequestro di Abu Omar’, impedendone in via assoluta la valutazione”.

    “Consentire che gli imputati di una gravissima vicenda penalmente perseguibile possano andare esenti da una corretta valutazione delle loro responsabilità perché i loro rapporti con servizi segreti di altri paesi e gli assetti organizzativi e operativi del loro servizio, pur se collegati al fatto reato in questione, sono coperti da segreto di Stato, significa, in termini molto semplici, ammettere che gli stessi possano godere di un’immunità di tipo assoluto a livello processuale e sostanziale”.

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  3. omissati

    Milano, 18 ott. (Adnkronos) – I giudici della corte d’Appello di Milano hanno deciso di acquisire i verbali delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari dagli agenti del Sismi, imputati al processo per il sequestro di Abu Omar, ma i documenti dovranno essere omissati.
    La decisione dei giudici di secondo grado modifica parzialmente quella assunta dal Tribunale sullo stesso tema. In quella sede, infatti, il giudice Oscar Magi quelle carte le aveva escluse in toto. Per il resto la corte d’Appello ha confermato quanto accaduto al primo processo e ha ribadito il ‘no’ alla testimonianza in aula di Silvio Berlusconi ed il suo predecessore a Palazzo Chigi Romano Prodi.

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  4. processo d’appello

    Milano, 28 ott. – Il sostituto procuratore generale, Piero De Petris, ha chiesto la condanna a 12 anni di carcere per l’ex direttore del Sismi, Nicolo’ Pollari, al termine della sua requisitoria nel processo d’appello per il sequestro dell’ex imam di Milano, Abu Omar; 10 anni sono stati chiesti per l’ex numero due del Servizio segreto, Marco Mancini; 12 per Jeff Castelli e 10 per Bob Seldon Lady. Per tutti gli altri agenti della Cia, il rappresentante della Pubblica accusa ha sollecitato una condanna a 8 anni.
    “Le ‘consegne straordinarie’ – ha detto De Petris – hanno ferito in modo grave la coscienza dell’intera comunita’ internazionale”. Sono “fatti di estrema gravita’ perche’ offendono le fondamenta stesse dello stato di diritto”. Il Pg ha spiegato di ritenere che “non vi sono ragioni per concedere le attenuanti generiche agli imputati, considerata l’elevatissima intensita’ del dolo. Va considerata di particolare rilevanza, quanto a disvalore penale, la posizione di chi aveva un potere decisorio”. In primo grado, il Tribunale aveva dichiarato il non doversi procedere nei confronti di Pollari e Mancini per il segreto di Stato.
    L’accusa per tutti era di sequestro di persona, tranne che per altri 2 funzionari del servizio, Pio Pompa e Luciano Seno, accusati solo di favoreggiamento, per i quali il pg ha chiesto la conferma della condanna in primo grado, inflitta il 4 novembre, a 3 anni di reclusione.
    Condanne sono state chieste anche per gli americani a cui il Tribunale aveva riconosciuto l’immunita’ diplomatica: 12 anni per Jeff Castelli, 8 anni per Ralph Russomando e 8 anni per Betnie Medero.
    “La richiesta di condanna a 12 anni di reclusione per il generale Pollari non tiene conto delle risultanze processuali. Inoltre il pg non riconosce che Pollari ha indicato 88 documenti dove c’e’ la prova della sua innocenza e che sono coperti da segreto di Stato”, e’ il commento di Nicola Madia, legale di Pollari. (AGI)

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  5. la sentenza

    MILANO, 15 dicembre (Reuters) – Al processo di appello per il rapimento dell’imam egiziano Abu Omar, la corte di Milano ha deciso oggi che l’ex-capo del Sismi Niccolò Pollari e l’ex-dirigente dei servizi Marco Mancini non sono giudicabili per la presenza del segreto di Stato, confermando la sentenza di primo grado.

    Inasprite invece la condanne per il personale della Cia coinvolto, a causa della revoca delle attenuanti generiche: i 22 agenti che in primo grado, nel novembre 2009, erano stati condannati a cinque anni, si sono visti aumentare la pena a sette anni, mentre la condanna dell’ex-capo della Cia Robert Seldon Lady — a cui era stata inflitta una pena di otto anni — è diventata di nove anni.

    Gli ex agenti Pio Pompa e Luciano Seno sono stati condannati a 2 anni e otto mesi. In primo grado la condanna era a tre anni di reclusione per favoreggiamento.

    La procura di Milano aveva chiesto per Pollari — che tramite il suo avvocato ha fatto sapere di essere molto soddisfatto della sentenza — una condanna a 12 anni di carcere, e di 10 per Mancini.

    “Questa sentenza restituisce dignità e onore a Pollari, il quale comunque sarebbe stato disposto a subire la condanna pur di non violare il segreto, da vero servitore dello Stato”, ha detto Nicola Madia, il legale di Pollari, che ha sempre ribadito la propria estraneità ai fatti.

    Stamani intanto sono state stralciate le posizioni di Jeff Castelli, ex responsabile dell’ufficio della statunitense Cia a Roma e Ralph Russomando, funzionario Usa, per un difetto di notifica del decreto di citazione in appello: per loro il processo ricomincerà daccapo.

    La vicenda riguarda il rapimento di Abu Omar nell’ambito di una cosiddetta operazione di “rendition”, il suo trasferimento in Egitto, dove il religioso ha raccontato di essere stato torturato nel corso degli interrogatori e di essere stato detenuto per anni senza che gli venissero formalizzate accuse.

    All’epoca del rapimento, l’imam era imputato a Milano per terrorismo internazionale.

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