Europa a mano armata

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A venti anni dalla fine della Guerra Fredda, l’Europa non ha raggiunto quello stato di pace e sicurezza che tutti speravano. Oggi, come ieri, vengono consumati miliardi di euro per il settore difesa. Tra i primi dieci Paesi al Mondo per spesa nel settore militare, cinque sono europei. Va detto però che il primo, gli Stati Uniti, da solo spende più di quanto facciano tutti gli altri messi insieme.
In realtà, il confronto Est-Ovest non si è mai esaurito e la guerra nella ex Jugoslavia non ne è stato altro che un tragico colpo di coda. L’unica variante è che, attualmente, all’Orso Russo si è aggiunto il Dragone Cinese ed il Vecchio Continente, pur con i suoi sempre accesi nazionalismi e sotto il perenne ombrello protettore della NATO, cerca a fatica di difendere il proprio ruolo di potenza egemone plurisecolare.
Il saggio di Luca Donadei è arricchito con l’Almanacco delle Forze Armate Europee 2009, un manuale ricco di dati ed informazioni sullo stato della difesa di ogni singolo Stato europeo.

Qui un estratto del testo con il capitolo dedicato ai maggiori programmi militari europei e l’esempio di una scheda Paese.

Europa a mano armata, di Luca Donadei, Fuoco Edizioni
pagine 200, euro 18, ISBN 9-788890-375217

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Un pensiero su “Europa a mano armata

  1. il mantra del collaborazionismo

    Roma, 23 nov. (Adnkronos) – “Quella della Nato e’ una storia di successo, anzi e’ la storia di tre successi”.
    Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini che nel suo intervento alla Farnesina, in occasione della riunione del Comitato atlantico italiano con il ministro degli Esteri Franco Frattini, ha ricordato in primo luogo “lo storico risultato, costituito dalla riunificazione del continente europeo”, preceduto “dall’archiviazione della conflittualita’ interna all’Occidente” e dalla “sanzione dell’indissolubilita’ delle relazioni transatlantiche”. Per Fini, inoltre, “vincolo transatlantico” e “integrazione europea” “procedono di pari passo”.
    Fini ha sconfessato i dubbi di chi pone in discussione l’utilita’ dell’Alleanza atlantica alla luce della scomparsa del suo “storico nemico”. Il presidente della Camera ha sottolineato che “la scommessa dell’elaborazione del nuovo concetto strategico consiste proprio nella capacita’ di smentire una simile impostazione” e “di corrispondere alle nuove sfide del terrorismo, dei cambiamenti climatici, della sicurezza energetica, marittima e cibernetica”.
    “La riflessione – ha proseguito Fini – deve prendere le mosse da un ampliamento della concezione della sicurezza collettiva, in cui la difesa della sovranita’ degli Stati si integri con il mantenimento delle condizioni necessarie alla prosperita’ ed allo sviluppo dei popoli. Occorre in questo senso sgombrare il campo, a mio avviso, da alcuni pericolosi equivoci e false contrapposizioni che hanno nell’ultimo decennio condizionato il dibattito politico sul futuro della Nato”.

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