Portaerei Italia

Formalmente l’Italia è uno Stato indipendente e sovrano che ripudia la guerra. Forma e sostanza, però spesso non coincidono tra loro; come può infatti essere considerato sovrano un Paese che all’interno dei suoi confini ha concesso oltre cento installazioni militari ad una nazione straniera, gli USA, che qui ha portato migliaia di propri uomini armati di tutto punto?
Da queste basi nel corso degli anni, inoltre, sono spesso partite azioni militari contro altre nazioni, guerre mascherate da operazioni di pace o perfino da interventi umanitari che hanno spesso visto i nostri uomini in prima fila per via di patti di mutuo soccorso sottoscritti decenni prima quando il Mondo era molto diverso da quello attuale.
All’interno di questi presidii poi, spesso sono state collocati – ed in alcuni casi vi si trovano ancora – ordigni nucleari e ciò nonostante Roma abbia sottoscritto il trattato di non proliferazione nucleare e quindi non potrebbe detenerli.
L’Italia non è diventata la Portaerei NATO del Mediterraneo dall’oggi al domani, è una storia che si protrae dal 1945. Fabrizio Di Ernesto, giornalista, saggista, esperto di relazioni internazionali e redattore del quotidiano Rinascita, ne ripercorre le tappe, svelando anche interessanti retroscena.
Qui un estratto dall’Introduzione.

Portaerei Italia. Sessant’anni di NATO nel nostro Paese
di Fabrizio Di Ernesto, Fuoco Edizioni
Pagine 120, ISBN 9-788890-375293

3 thoughts on “Portaerei Italia

  1. “Portaerei Italia”: il Belpaese sospeso tra autonomia perduta e voglia di sicurezza targata Usa,
    di Andrea Curreli

    L’Italia ripudia la guerra, ma ospita sul proprio territorio nazionale basi militari Nato e Usa utilizzate non sempre solo per scopi difensivi. L’Italia ha detto “no” al nucleare, ma si ritrova in casa bombe atomiche. Al centro di questa contraddizione le oltre 110 basi militari, rigorosamente tutelate dall’extraterritorialità, necessarie agli Stati Uniti per la propria difesa con il mutato del quadro geopolitico internazionale e necessarie ai governi italiani per mantenere salda l’alleanza con Washington anche a costo di una evidente mancanza di autonomia nella politica estera militare. Il giornalista Fabrizio Di Ernesto ha descritto i sessant’anni della presenza Nato nel Belpaese nel suo libro Portaerei Italia (Fuoco edizioni, 2010). Basandosi quasi essenzialmente su fonti militari statunitensi, perché in Italia sono quasi sempre posti sotto segreto di Stato, il cronista ha raccontato il rapporto non sempre sereno tra italiani e americani dalla crisi di Sigonella, passando per la strage del Cermis fino alle proteste in Veneto dei “No Dal Molin”.

    Segue intervista

    http://spettacoli.tiscali.it/articoli/libri/10/09/portarerei-italia-intervista-fabrizio-di-ernesto.html

    Mi piace

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