One thought on “Stragi di (quello) Stato

  1. Riacquistare l’indipendenza nazionale passaggio obbligato per svelare il segreto di Piazza Fontana

    12 dicembre 1969 – 12 dicembre 2009. Quarant’anni. Si lamentano la mancanza di una verità giudiziaria sulla strage di Piazza Fontana, il perdurare del “segreto sugli autori e sul perché”. C’è chi chiede, alle massime autorità di questo Stato, di “spalancare le porte degli archivi”. Ma esiste una verità politica che emerge dalla storia e dal presente politico di questo paese, ed anche dalle carte giudiziarie per chi le ha sottoposte ad un’attenta analisi.
    Il segreto è svelato, perché esso sta, a livello politico, nelle centrali estere (gli Stati Uniti, tramite la CIA e la sua “Operazione Chaos”, con relative diramazioni) che hanno promosso le stragi italiane, negli scopi per cui le hanno promosse, e nelle loro catene di comando, tutte cose già chiarite.
    Il segreto è svelato anche a livello esecutivo, nell’azione dei gruppi neofascisti di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, collegati per i propri specifici scopi con la Grecia dei colonnelli, ed operanti d’intesa con l’Ufficio Affari Riservati del ministero dell’Interno e per mezzo di attivisti anarchici da incastrare, con -sullo sfondo- estese complicità nelle istituzioni e l’impunità dei criminali in esse insediati, che hanno avuto addirittura la possibilità di depistare e impedire le indagini.
    La lezione più importante e ancora drammaticamente attuale della strage di piazza Fontana non è però stata ancora tratta. Questa strage ha attualizzato tutte le potenzialità negative di un dato di fatto di cui si sono sempre annebbiati i termini e stemperate le implicazioni, e cioè che l’occupazione militare alleata con cui si è conclusa la seconda guerra mondiale è stata utilizzata anche per legare ad una stretta dipendenza esterna uomini ed apparati italiani. All’Italia manca l’indipendenza nazionale, perché servizi segreti, centri operativi militari, gruppi economici e uomini politici sono in parte non irrilevante agganciati ad un comando internazionale straniero.
    Non si è neppure tentato di estirpare questo bubbone purulento quando un qualsiasi Nixon, un qualsiasi Kissinger ed un qualsiasi Serac hanno potuto decidere di sconvolgere la vita italiana con le stragi, avendo in Italia tutte le leve necessarie per attuare le loro decisioni.
    Così, se ancora nel 2003 ci siamo trovati a vedere il rapimento in Italia di Abu Omar ad opera di agenti della CIA con la collaborazione servile di agenti dei servizi italiani, e la copertura delle responsabilità con l’apposizione del segreto di Stato da parte prima di Berlusconi e poi di Prodi, ciò è ancora l’eredità del modo in cui venne politicamente gestita la strage del 1969.

    da http://www.rivistaindipendenza.org
    [grassetto nostro]

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